Osservare la materia primordiale, prodotta subito dopo il Big Bang, è la sfida che il Cern di Ginevra affronterà con l’inizio della nuova fase di collisioni tra ioni, a partire dal prossimo 14 novembre.
Dopo circa 180 giorni e 400 milioni di miliardi di collisioni, i protoni hanno smesso di correre nell'anello da 27 chilometri dell'acceleratore più grande e potente del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc). Adesso è il turno dei fasci di ioni di piombo che nelle prossime settimane scorreranno nell'Lhc, come accaduto nel 2010. I risultati della precedente sperimentazione erano stati straordinari: nella grande macchina del Cern di Ginevra erano state riprodotte le condizioni estreme di temperatura presenti all'epoca del Big Bang e, per la prima volta, i fisici avevano potuto osservare la “zuppa'” di quark e gluoni che costituiva la materia primordiale.
Quest’anno, però, è previsto un nuovo sviluppo della ricerca, che includerà anche la collisione di protoni con ioni di piombo. In caso di successo, questi test apriranno le porte a un nuovo metodo nel funzionamento dell’Lhc, utilizzando protoni per sondare la struttura interna degli ioni di piombo, molto più massiccia.
“La collisione degli ioni di piombo permette di studiare piccoli pezzi del brodo primordiale - ha detto Paolo Giubellino portavoce del progetto Alice, specificatamente dedicato allo studio delle collisioni tra ioni -. Ma come ogni buon cuoco può dire, per comprendere completamente una ricetta è fondamentale conoscere gli ingredienti, e nel caso del plasma quark-gluone ciò potrebbe essere raggiungibile attraverso le collisioni tra protoni e ioni di piombo".
O.O.