Prodotti chimici pericolosi e PIC: per l'esportazione è tempo di notifiche | Chimici.info

Prodotti chimici pericolosi e PIC: per l’esportazione è tempo di notifiche

L'ECHA rammenta agli operatori intenzionati a esportare prodotti chimici pericolosi nel corso del 2016, le necessarie notifiche ai sensi del regolamento PIC. Ricordiamone i contenuti

PIC esportazione sostanze pericolose
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Il regolamento PICPrior Informed Consent (regolamento UE n. 649/2012) disciplina l’importazione e l’esportazione di determinati prodotti chimici pericolosi e pone obblighi per le imprese che desiderano esportare queste sostanze chimiche verso paesi non UE. Esso attua, all’interno dell’Unione europea, la Convenzione di Rotterdam sulla procedura di assenso informato preliminare per taluni prodotti chimici e pesticidi pericolosi nel commercio internazionale.

Il regolamento si applica ai prodotti chimici vietati o soggetti a rigorose restrizioni di cui all’allegato I. Qualsiasi esportazione di queste sostanze chimiche al di fuori del territorio doganale europeo dovrà soddisfare due requisiti:

  1. notifica di esportazione: si tratta di una comunicazione che va inviata all’Agenzia Europea, entro precise tempistiche dalla data in cui si intende iniziare l’esportazione;
  2. consenso esplicito: si tratta di una dichiarazione ricevuta dalla pertinente autorità nazionale dello Stato extra UE in cui si intende esportare.

Vi sono delle esenzioni di carattere merceologico: prodotti chimici costituenti di farmaci, materiali radioattivi, rifiuti, armi chimiche, alimentari e additivi alimentari, mangimi, organismi geneticamente modificati e prodotti farmaceutici (tranne disinfettanti, insetticidi e gli antiparassitari) sono disciplinati da altre normative. Inoltre, il regolamento non si applica alle sostanze chimiche esportate o importate per la ricerca o gli utilizzi di laboratorio, a condizione che le quantità siano limitate e ad ogni modo non superino i dieci chilogrammi per esportatore verso ogni paese importatore per ogni anno civile.

Vige invece il pieno divieto di esportazione per le sostanze chimiche in allegato V.

Il nuovo regolamento PIC è divenuto applicabile il 1 marzo 2014 e prevede 35 giorni prima dell’inizio dell’esportazione l’obbligo di notifica alle autorità nazionali designate (per l’Italia, il Ministero della Salute) dell’intenzione di esportare le sostanze elencate nell’allegato I del Regolamento PIC.

I contenuti necessari alla notifica sono indicarti nell’allegato II del regolamento. Questi gli elementi principali:

  • identità della sostanza, miscela o un articolo da esportare (in genere questo è il numero CE, numero CAS e nome chimico come indicati nel regolamento);
  • informazioni sull’esportazione, quali paese di origine, paese di destinazione, data prevista per la prima esportazione annuale, importo stimato da esportare, destinazione d’uso nel paese di arrivo, nome e l’indirizzo di esportatore e importatore;
  • informazioni relative alle precauzioni da prendere rispetto ai rischi nella manipolazione, nella gestione e nel trasporto;
  • riepilogo delle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed eco tossicologiche;
  • usi della sostanza chimica nell’Unione europea;
  • sintesi delle misure restrittive applicabili e relative motivazioni.

L’autorità nazionale designata (per l’Italia, come di consueto, l’Istituto Superiore di Sanità) convalida la notifica e la trasmette alla ECHA al massimo 25 giorni prima della prevista esportazione, mentre entro 15 giorni dall’esportazione ECHA invia la notifica all’autorità nazionale designata (DNA) nel paese importatore extracomunitario.

Ad ogni notifica di esportazione viene assegnato un identificativo univoco, chiamato RIN (Reference Identification Number), in modo che sia possibile verificare i flussi delle sostanze alle barriere doganali.

In seguito alla notifica, nel corso del primo trimestre di ogni anno gli esportatori e importatori di prodotti nella lista PIC devono fornire informazioni riguardanti gli esatti quantitativi di sostanze chimiche (come sostanza e come ingrediente in articoli o miscele) inviati ad ogni paese extra-UE nell’anno precedente.

Oltre all’obbligo di notifica, l’esportazione di prodotti chimici inclusi nelle parti 2 e 3 dell’allegato I del regolamento PIC è anche sottoposta ad un consenso esplicito da parte dell’autorità nazionale designata dal paese importatore al di fuori dell’UE. Una volta formulato, il consenso rimane valido per 3 anni consecutivi.

Questo passaggio potrebbe essere ritenuto non necessario solo in circostanze eccezionali:

  •  il paese importatore non ha risposto entro 60 giorni dalla data di richiesta di un consenso esplicito, e tutte le condizioni di cui all’articolo 14 del regolamento 649/2012 sono soddisfatte, l’esportatore è nelle condizioni di proporre una deroga agli obblighi di consenso esplicito;
  •  se la sostanza chimica notificata è elencata nella parte 2 dell’allegato I e si intende esportarla in un paese dell’area OCSE, una proposta di rinuncia al consenso esplicito può essere considerata, a patto che l’esportatore fornisca la prova documentale che la sostanza chimica è concessa in licenza, registrata o autorizzata nel paese OCSE in questione.

Infine, tutti i prodotti chimici esportati devono sempre rispettare le norme in materia di imballaggio ed etichettatura ai sensi del regolamento CE n. 1272/2008 (CLP) ed essere accompagnati dalla scheda di sicurezza.

Sul sito di ECHA è disponibile la piattaforma ePIC da utilizzarsi per le notifiche ai sensi del regolamento PIC.

 

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