Idrocarburi, recepita la direttiva europea per le 'operazioni in mare sicure' | Chimici.info

Idrocarburi, recepita la direttiva europea per le ‘operazioni in mare sicure’

Il Decreto legislativo n. 145 del 18 agosto 2015 attua la direttiva 2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi

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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 215 del 16 settembre 2015 il Decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 145, Attuazione della direttiva 2013/30/UE sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/CE. Il provvedimento è entrato in vigore il 17 settembre.
Il decreto stabilisce i requisiti minimi per la prevenzione degli incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, in merito alla preparazione delle operazioni in mare, alla cooperazione, allo scambio di informazioni e alle emergenze, ferme restando le norme già vigore.

 

Principi di gestione del rischio

Nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, gli operatori, cioè i licenziatari autorizzati dall’autorità preposta al rilascio delle licenze a condurre operazioni in mare e di pozzo nel settore degli idrocarburi, in qualità di rappresentanti unico riguardanti la gestione delle operazioni, non sono sollevati dai loro obblighi per il fatto che le azioni o le omissioni che hanno causato incidenti gravi o vi hanno contribuito sono state effettuate da contraenti incaricati, e sono tenuti a:
1. Mettere in atto tutte le misure adeguate a prevenire incidenti gravi in operazioni in mare nel settore degli idrocarburi.
2.In caso di incidente grave, mettere in atto tutte le misure adeguate per limitarne le conseguenze per la salute umana e l’ambiente.
3. Effettuare le operazioni in mare sulla base di una gestione del rischio sistematica, tale che i rischi residui di incidenti gravi per le persone, l’ambiente e gli impianti in mare siano accettabili.

 

Preparazione dell’operazione e relazione grandi rischi

L’operatore deve redigere una relazione sui grandi rischi per l’impianto di produzione o per un gruppo di impianti, contenente le informazioni elencate all’allegato I, paragrafi 2 e 5, del decreto. La relazione va aggiornata in caso di modifiche rilevanti e riesaminata almeno ogni cinque anni.
Inoltre, l’operatore è tenuto a predisporre un piano interno di risposta alle emergenze e a istituire un sistema di verifica indipendente, descrivendolo in un documento che definisce il sistema di gestione della sicurezza e dell’ambiente, la propria politica aziendale di prevenzione degli incidenti gravi in tutte le proprie attività in mare nel settore degli idrocarburi e il sistema adottato per il monitoraggio sull’efficacia di tale politica.

 

Piani interni ed esterni di risposta alle emergenze

I piani interni di risposta alle emergenze predisposti dall’operatore devono essere:
a) posti in essere tempestivamente per rispondere a qualsiasi incidente grave o situazione che presenta un rischio immediato di incidente grave;
b) in linea con il piano esterno di risposta alle emergenze.
c) integrati da altre misure relative alla protezione e al salvataggio del personale dell’impianto colpito in modo da assicurare buone prospettive di sicurezza e di sopravvivenza delle persone.
L’operatore mette a disposizione delle autorità responsabili dell’esecuzione del piano esterno, l’accesso in ogni momento alle attrezzature e alle competenze per il piano interno di risposta.
L’operatore deve comunicare tempestivamente alla Capitaneria di Porto e alla Sezione Unmig competente per il territorio un incidente grave o una situazione in cui vi è un rischio immediato di incidente grave, descrivendo le circostanze, inclusi, se possibile, l’origine, i possibili effetti sull’ambiente e le potenziali conseguenze gravi, indicando le misure adottate per contenerlo e comunicando ogni altro dato tecnico necessario per attuare la strategia di risposta all’emergenza.

 

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