Ibuprofene, scoperta la pianta che 'tollera' la molecola | Chimici.info

Ibuprofene, scoperta la pianta che ‘tollera’ la molecola

Una ricerca che coinvolge anche l'Ibaf-Cnr ha individuato una pianta in grado di tollerare l'ibuprofene, spesso presente nelle acque di scarico a causa del crescente utilizzo come antinfiammatorio

Foto di Lemna gibba L.
Foto di Lemna gibba L.
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Alcune piante sono in grado di tollerare elevate concentrazioni di ibuprofene senza subire danni fisiologici: è quanto ha scoperto una ricerca, pubblicata sulla rivista “Journal of Hazardous Materials”, e realizzata da un gruppo di ricercatori Cnr dell’Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale (Ibaf) di Monterotondo (Roma), in collaborazione con ricercatori spagnoli dell’Idaea-Csic di Barcellona.

L’ibuprofene è una delle molecole ad uso farmaceutico più diffuse e consumate al mondo. Il rilascio di ibuprofene nelle acque di scarico dovuto al crescente utilizzo come antinfiammatorio in medicina umana e veterinaria potrebbe rappresentare un problema ambientale per la salvaguardia degli ecosistemi. Infatti, nonostante i moderni sistemi di depurazione possano rimuovere quasi totalmente la molecola dalle acque di scarico, la quantità del medicinale rilevata nei corpi d’acqua è tale da indurre preoccupazione per la vita nell’ambiente acquatico.

I ricercatori hanno individuato la capacità di una pianta acquatica (Lemna gibba L.) di tollerare elevate concentrazioni di ibuprofene senza subire danni fisiologici e, per la prima volta in letteratura, come anche le piante, oltre agli esseri umani, funghi e batteri, possano metabolizzare tale molecola dando luogo ad idrossi- ed acetil-derivati. Tale scoperta potrà contribuire ad una definizione più appropriata del ruolo della Lemna come pianta bioindicatrice ed aprire interessanti prospettive per un suo utilizzo nei sistemi di fitodepurazione al fine di rimuovere dalle acque i residui farmaceutici.

 

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