Sulla rivista ACS Medicinal Chemistry Letters è stato recentemente pubblicato lo studio di alcuni ricercatori dell'Universita' di Pittsburgh, guidati da Michael Epperly e Kazunori Koide, i quali hanno dimostrato che l'acetilresveratrolo ha la capacità di proteggere dalle malattie causate dall'esposizione alle radiazioni.
L'acetilresveratrolo sarebbe infatti simile al resveratrolo, un antiossidante della famiglia di composti polifenolici, attivo contro alcuni radicali liberi che impedisce l'ossidazione del colesterolo LDL e che è presente negli acini dell'uva, nel vino, in alcune bacche e semi oleosi (arachide) e in particolari piante.
Purtroppo, anche se questa molecola è in grado di proteggere le cellule coltivate in laboratorio dall'azione dannosa delle radiazioni, il resveratrolo non può essere facilmente ottenuto in grandi quantità, non ha lo stesso potere protettivo e non può essere somministrato ai malati di cancro a causa dei suoi effetti collaterali. L'acetilresveratrolo, invece, mantiene le sue proprietà anche nei confronti degli animali da laboratorio. E, per di più, questa molecola può essere prodotta in abbondanza.
L'acetilresveratrolo è chiamato profarmaco in chimica farmaceutica. Idrossili sono sostituite dalle acetili. Acetil-resveratrolo è più stabile del trans-resveratrolo. Quando assorbito, ritorna al resveratrolo sotto l'azione del metabolismo.
Secondo lo studio condotto dai ricercatori di Pittsburgh l'acetilresveratrolo potrebbe quindi essere utile per curare le malattie dovute alle radiazioni, che, ad esempio, possono essere liberate dopo l'esplosione di un impianto nucleare come quello di Fukushima.
Intanto negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration sta attualmente valutando un farmaco contro la malattia da radiazioni che ha però l'inconveniente di essere difficilmente sintentizzabile in grandi quantità. Inoltre ha effetti indesiderati che ne impediscono l'uso nei pazienti affetti da tumore.
Bisogna sperare che la somministrazione dell'acetilresveratrolo funzioni anche per via orale. Intanto una cosa è certa: una prima cura può iniziare a tavola con uva, noci e vino rosso.
A.U.