L’ibridazione è un processo che è utilizzato in numerose tecniche che consentono di rilevare e localizzare la presenza o l'assenza di specifiche sequenze di DNA o RNA. Essa utilizza delle sonde a fluorescenza che si legano in modo estremamente selettivo ad alcune specifiche regioni del cromosoma. Per individuare il sito di legame tra sonda e acido nucleico si utilizzano tecniche di microscopia a fluorescenza.
Un team di ricercatori giapponesi guidati da Hiroshi Abe del RIKEN Advanced Science Institute ha sviluppato una sonda capace di rilevare specifiche sequenze di DNA discriminando anche una singola base.
“Attualmente esistono in commercio molte sonde fluorescenti che utilizzano coppie di coloranti e sostanze fluorescenti, ma non hanno la sensibilità necessaria per monitorare l'espressione di un gene” spiega Abe.
Il metodo Abe utilizza come sonda due molecole di DNA, di cui una è legata a un colorante cumarina e l'altra a un gruppo nucleofilo. Le molecole quando si allineano alle sequenze adiacenti sul target che possono essere filamenti di DNA o RNA, uniscono la cumarina al nucleofilo. «I due gruppi formano un complesso intermedio, determinando l’emissione di un segnale a fluorescenza» spiega il ricercatore.
Questo sistema offre un segnale altamente sensibile e specifico in grado di discriminare le differenze anche di un’unica base, utilizzabili dunque per l’indagine genetica dove è difficile visualizzare con un singolo esperimento le mutazioni puntiformi. Inoltre questa metodologia non risente dell'instabilità delle sonde in condizioni biologiche, o dell'esigenza di un catalizzatore e inoltre i composti utilizzati non sono tossici per l’operatore.
"Il nostro obiettivo futuro è l'individuazione di specifici RNA nelle cellule viventi per poter fare una diagnosi genetica in modo semplice mescolando la sonda con cellule" conclude Abe.
Per approfondimenti: http://www.rsc.org