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Sostanze chimiche e sistema endocrino: 22 elementi da bandire

A lanciare l'allarme è ChemSec che ha pubblicato una lista di 22 sostanze altamente pericolose da mettere al bando al più presto

chimica - 05 maggio 2011

Si trovano comunemente in giocattoli, imballaggi per alimenti e prodotti cosmetici e provocano danni al sistema endocrino. ChemSec ha aggiornata la lista delle sostanze chimiche altamente pericolose (Sin) che è ora formata da 22 elementi legati ad una serie di malattie tra cui il cancro, il diabete, i disturbi comportamentali e il deficit di attenzione, così come la ridotta fertilità.

La lista, chiamata Sin 2.0, vuole rappresentare uno strumento concreto di azione in materia di sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino, stimolando l’intervento delle autorità politiche. L'Unione europea ha l'ambizione di affrontare la minaccia dei distruttori endocrini (EDCs, Endocrine disrupting chemicals), ma finora non adeguatamente regolamentato il loro uso – ha afferma Per Rosander, direttore ChemSec in occasione della presentazione della lista, avvenuta a Bruxelles il 3 maggio scorso –. È ora di superare questa situazione di stallo nella regolamentazione europea e cominciare ad agire”.

Nell’ambito del regolamento europeo Reach (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemical substances) sulle sostanze chimiche, tutti i 27 Stati membri hanno convenuto che l'uso di sostanze estremamente preoccupanti (Svhc, Substances of very high concern) deve essere rigorosamente limitato. Tuttavia, i processi per tradurre in pratica questo assunto si stanno muovendo molto lentamente e, attualmente, soltanto 46 sostanze chimiche sono state ufficialmente identificate come Svhc e nessuna di esse è stata selezionata in modo specifico per i danni al sistema endocrino.

“I perturbatori endocrini sono preoccupanti al pari delle Svhc - ha spiegato Jerker Ligthart, coordinatore del progetto ChemSec -, in quanto provocano cancro e difetti congeniti, persistono nell'ambiente e si accumulano nei nostri corpi. Noi incoraggiamo fortemente la Commissione europea e gli Stati membri  ad avviare l’inclusione degli EDCs nel regolamento Reach. Siamo convinti che l'aggiornamento della lista Sin faciliterà gli sforzi delle imprese per sostituire le sostanze chimiche preoccupanti con altre tipologie”.

O.O.

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