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Scoperto un filone metallifero nel Pacifico

In realtà la quantità delle cosiddette terre rare è enorme

chimica - 06 luglio 2011

Sarebbero 100 miliardi le tonnellate di minerali che, secondo quanto riporta il quotidiano economico Nikkei, si troverebbero alla profondità di 3.500-6.000 metri e distribuiti su 11 milioni di metri quadrati. Sono questi i risultati di uno team di scienziati giapponesi.

«I fanghi che ricoprono il fondo del mare hanno una forte concentrazione di "terre rare". Appena un kmq sarà in grado di coprire un quinto dell'attuale consumo annuo globale», ha dichiarato Yasuhiro Kato, professore associato di Scienze della terra dell'Università di Tokyo, che ha seguito lo studio.

Ecco dunque che le terre rare diventano in realtà sempre più numerose.
I depositi sul fondo del mare di trovano in acque internazionali in un'area che si estende a est e ovest delle Hawaii e ad est di Tahiti nella Polinesia francese.

"I giacimenti sono una forte concentrazione di terre rare. Un solo chilometro quadrato di giacimenti sarà in grado di coprire un quinto dell'attuale consumo globale annuale", ha detto Yasuhiro Kato, professore associato di scienze naturali all'Università di Tokyo.

Il problema resta comunque la grande difficoltà di estrarre questi elementi chimici dai fondali oceanici (come tantalio, ittrio, gadolinio, lutezio, terbio, per citarne alcuni). A detta di alcuni esperti infatti la difficoltà è leggermente inferiore all'estrazione delle terre rare sulla Luna.

A.U.

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