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Sconfiggere l'Hiv con il tabacco: il progetto Pharma-Planta

Grazie a piante geneticamente modificate e' stato prodotto un anticorpo che neutralizza ad ampio spettro molti isolati del virus

chimica - 13 dicembre 2011

Il tabacco potrebbe essere la pianta ideale per sintetizzare efficacemente e a basso costo nuovi biofarmaci, capaci di contrastare virus come l’Hiv e sconfiggere gravi malattie. Queste le conclusioni a cui è giunto il progetto di ricerca internazionale Pharma-Planta, partito nel 2004 e finanziato dalla Commissione europea con 12 milioni di euro, che ha coinvolto 40 gruppi di ricerca appartenenti a 33 istituzioni di ricerca e industriali. Tra questi, i ricercatori italiani dell’Istituto di biologia e biotecnologia agraria Ibba-Cnr e dell’Istituto di genetica vegetale Igv-Cnr, dell’Enea e dell’Università di Verona.

Grazie a piante geneticamente modificate di tabacco, il team di scienziati ha prodotto e purificato un anticorpo umano che neutralizza ad ampio spettro molti isolati del virus Hiv-1 e potrebbe presto diventare strategico per ridurre la diffusione del virus nei paesi più poveri e più colpiti.

“I risultati di laboratorio – ha spiegato Eugenio Benvenuto, responsabile del Laboratorio biotecnologie dell'Enea - sono stati sviluppati in una vera linea industriale e la quantità di farmaco prodotta è stata sufficiente per la sperimentazione clinica, che ha avuto inizio nel giugno 2011 presso l’Università del Surrey nel Regno Unito. L’impianto realizzato per questo primo farmaco ‘verde’ potrà essere utilizzato per produrre e purificare dalle piante altre proteine ricombinanti con effetti farmacologici”.

La missione principale di Pharma-Planta è stata quella di sviluppare metodologie innovative per la produzione di nuovi anticorpi e vaccini dalle piante. “I farmaci sviluppati su base vegetale, - ha affermato Alessandro Vitale dell’Ibba-Cnr -, rispetto a quelli prodotti per via biotecnologica in microorganismi o cellule animali, hanno costi di produzione notevolmente inferiori e ci si aspetta che siano altrettanto efficaci e più sicuri”.

Ma non è tutto. Come ha spiegato Mario Pezzotti dell’Università di Verona, “i risultati ottenuti nell’ambito del progetto hanno portato alla costituzione di Officina biotecnologica, spin-off del nostro ateneo che ha come obiettivo la produzione in foglie di tabacco di un autoantigene umano potenzialmente efficace per la prevenzione del diabete autoimmune”.

O.O.

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