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Scienza e fede faccia a faccia

Il vescovo Zenti e la scienziata Margherita Hack si incontrano in Gran Guardia a Verona

chimica - 22 gennaio 2010

Si sono battuti colpo su colpo, davanti ad una folla gremita all'Auditorium della Gran Guardia per l'incontro, il vescovo Giuseppe Zenti e la celebre scienziata Margherita Hack. Da un lato il vescovo uomo di fede e dall'altro il pragmatismo della scienza.

Un dibattito che ha affascinato tutti i presenti e il pubblico a casa, che ha seguito la diretta televisiva. "Sono convinto che io e la professoressa ci incontreremo in paradiso" afferma il vescovo. Ma la scienziata risponde: "Io in paradiso non ci andrò, le mie molecole si sgretoleranno e andranno a creare qualcos'altro"."Ma questa è una fede" ha ribattuto il prelato. "Lei questa sera ha portato le sue esperienze - ha detto la scienziata -, ma non vedo le ragioni della sua fede"."Io sono credente, non credulone" ha chiuso Zenti.

Margherita Hack, membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste, e  membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, afferma: "Non è dimostrabile scientificamente l'esistenza di Dio né la non esistenza però sono convinta che sia un'invenzione degli uomini, in quanto non si riusciva a dare una spiegazione razionale ai fenomeni della natura. Ora che la scienza ha rivelato molto, infatti, anche la concezione di Dio è cambiata, è più eterea, spirituale. Magari credere sarà consolante, è vero: anch'io ci rimasi male quando scoprii che non era Gesù Bambino a portarmi i regali il giorno di Natale, ma i miei genitori. Però questa scoperta mi ha fatto crescere".

"Sentirsi dare dell'infantile non è una bella incensata - ha replicato il vescovo - la questione è un'altra: la domanda giusta non è Dio esiste? ma Dio esiste per me? Dio è relazione, intesa nella relazione intrinseca che esiste tra Padre, Figlio e Spirito".

E poi, la scienziata ricordando la storia della Chiesa: "In nome della religione sono state compiute molte barbarie". La replica è arrivata da don Bruno Fasani, ospite della serata: "Non è la religione a fare disastri, ma il potere che si impadronisce della religione. L'uso strumentale della religione è purtroppo trasversale a tutti i Paesi del mondo: penso ai 4mila cristiani uccisi in Egitto negli ultimi 20 anni o ai 20 cristiani crocefissi in Sudan in estate".

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