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Riduzione del prezzo dei medicinali generici

La preoccupazione delle organizzazioni sindacali di categoria dei chimici

Community news - 14 aprile 2011

Il Governo, tramite un provvedimento, ha fissato la riduzione dei farmaci generici fino al 40% del loro prezzo. La notizia ha immediatamente suscitato la preoccupazione delle organizzazioni sindacali di categoria dei chimici Filctem-Cgil ,Femca-Cisl e Uilcem-Uil.

"La notizia è positiva se osservata solamente dal versante del Bilancio dello Stato, ma temiamo l'effetto negativo che questo provvedimento potrebbe avere sul sistema industriale del settore, che già da alcuni anni è in una fase di forte riorganizzazione che ha già generato quasi 10.000 licenziamenti." hanno dichiarato i sindacati. 

"L'effetto positivo del provvedimento rischia di essere annullato per le conseguenze, già annunciate, legate alle scelte delle imprese di decentrare le attività produttive in altri paesi e di ridurre i costi tagliando ulteriormente l'occupazione. Come sosteniamo da anni, in Italia il settore farmaceutico è pesantemente penalizzato dalla assenza, a tutti i livelli istituzionali, di una strategia di politica industriale, a fronte di una convinzione errata che considera tale settore protetto".

Favorevoli alla riduzione complessiva della spesa sanitaria (di cui quella farmaceutica rappresenta il 16% circa) i sindacati chiedono però che si intervenga con incentivi a favore della Ricerca e dello Sviluppo.

"L'Italia, di questo passo, si ridurrà a essere un Paese deposito di farmaci la cui ricerca e produzione sarà fatta altrove. Le stesse aziende ,soprattutto quelle multinazionali, continueranno ad essere presenti solo sul versante commerciale per l'importanza del mercato (il 6° a livello mondiale) ma produrranno e faranno Ricerca e Sviluppo in altri Paesi. Le conseguenze sul versante scientifico sarebbero devastanti e drammatiche per l'occupazione" proseguono i sindacati che concludono con una richiesta: "Chiediamo a Farmindustria di fare la sua parte per difendere l'industria e di insistere nell'azione svolta fino ad oggi pretendendo dal Governo una seria politica industriale per il settore".

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