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Ricerca sugli ogm in Europa: si o no?

La Fortuna, patata geneticamente modificata della Basf e l'esame della Commissione Ue sollevano il problema

chimica - 08 novembre 2011

La multinazionale chimica Basf, già titolare della licenza di commercializzare la patata ogm Amflora, usata per fabbricare cellulosa, ha brevettato una patata geneticamente modificata destinata al settore alimentare.

Il nome del tubero è “Fortuna”, attualmente sotto esame da parte dell’Unione Europea. La Basf ha creato la “Fortuna” attraverso il trasferimento di due geni di una patata selvatica di provenienza sudamericana nella Fontane, qualità leader europea per la produzione di patate fritte. Il risultato ottenuto è un tubero protetto dalla peronospora, una malattia responsabile della riduzione di un quinto della produzione mondiale di patate e potente a tal punto che nell’Ottocento provocò una carestia in Irlanda.

Nel caso in cui la richiesta della Basf di commercializzare la Fortuna dovesse essere accolta, questa sarebbe la prima patata ogm dell’alimentazione e farebbe il suo ingresso sul mercato nel 2014.

Dal Cnr sottolineano l’importanza del risultato ottenuto e del fatto che un’azienda tedesca come la Basf ne abbia richiesta la commercializzazione. “Sono oltre 20 anni che si tenta di ottenere patate resistenti alla peronospora attraverso sistemi tradizionali di incrocio con questa patata selvatica che cresce sulle Ande, ma ogni tentativo è stato vano. Ora il risultato è stato ottenuto grazie all'ingegneria genetica, che in questo caso ha trasferito geni da patata a patata”, commenta il biotecnologo dell’Istituto di Genetica e biofisica del Cnr, Roberto Defez.

Un altro aspetto importante da evidenziare è che la Basf produce agrofarmaci e se un'azienda chimica che produce agrofarmaci richiede la commercializzazione di una patata geneticamente modificata, questo può significare che gli ogm siano migliori rispetto ai trattamenti con gli agrofarmaci. Secondo Defez può essere un passo avanti per l’Europa usare meno agrofarmaci e favorire la ricerca sugli ogm.


C.C.

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