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Rappresentanza unica ormai è una necessità

Una rappresentanza unica per il variegato mondo delle professioni italiane, dai dentisti agli agronomi, dagli ingegneri agli infermieri

No comment - 28 febbraio 2011

Una rappresentanza unica per il variegato mondo delle professioni italiane, dai dentisti agli agronomi, dagli ingegneri agli infermieri. Per Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, confederazione composta da 16 sigle di rappresentanza di altrettante categorie professionali delle aree sanitarie, economiche, giuridiche e ambientali, questo è "un obiettivo" e, soprattutto, "una necessità".

"A dare voce al mondo delle professioni -dice Stella a LABITALIA- ci sono, nel nostro Paese, gli Ordini, le Casse previdenziali, le associazioni sindacali. E' venuto il momento di fare fronte comune e di presentare al governo, tutti insieme, delle proposte concrete". Insomma, ribadisce Stella "è importante uscire dai problemi delle singole categorie, perché i professionisti, ognuno per la loro parte, operano a diretto contatto con le imprese e i cittadini e sono il raccordo importantissimo con la società".

La proposta di unificare la rappresentanza sindacale dei professionisti, sul modello di quanto hanno già fatto artigiani e commercianti con 'Rete Imprese Italia', non mette, comunque, in discussione il ruolo degli Ordini. "Questi hanno un ruolo istituzionale -precisa Stella- il professionista, per esercitare, deve essere iscritto all'Ordine. E noi non vogliamo lavorare in contrapposizione, ma dobbiamo collaborare".

Stella ha già una prima proposta da lanciare, che potrebbe essere anche accolta in tempi brevi. "Noi sediamo, in rappresentanza dei datori di lavoro, al tavolo in cui si discute il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti degli studi professionali, in tutto circa 1 milione di persone. Vogliamo allargare la sfera di rappresentanza a tutte le professioni, anche a quelle non ordinistiche, cioè a quei professionisti che svolgono attività 'intellettuali' non regolamentate. La platea dei lavoratori interessata all'applicazione del contratto lieviterebbe a quasi 2 milioni di lavoratori, con estensione di tutele per i lavoratori e con la ricomprensione nel mondo delle professioni di soggetti che hanno trovato spazio in altri contratti". Su questa proposta, sostiene Stella "c'è la disponibilità a ragionare dei sindacati e entro un paio di mesi si dovrebbe arrivare alla firma del nuovo contratto".

Sull'obiettivo più ambizioso, invece, quello di riunire sotto un unico tetto, i circa 2 milioni di professionisti attivi in Italia, Stella non nasconde che la situazione si trova "ad un punto avanzato con 4 - 5 associazioni". "Con loro abbiamo cominciato a dialogare da tempo e siamo convinti che aderiranno alla proposta", dice.

Nel frattempo Confprofessioni non sta con le mani in mano: sono state avviate Commissioni tecniche per studiare tempi e modi dell'unificazione e da fine marzo partono i 'road show', incontri programmati in tutta Italia con le associazioni e le categorie, anche territoriali, "sui temi che riguardano la sfera professionale -precisa Stella- e non solo". Si parlerà, infatti, anche di federalismo e di reti di filiera. Un vero e proprio "percorso di avvicinamento" all'obiettivo che dovrebbe concretizzarsi a ottobre.

Tratto da Labitalia del 22 febbraio 2011

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