Pronta al ministero delle politiche comunitarie la bozza di decreto di recepimento
Ue: nuove regole per il riconoscimento dei titoli
La direttiva sulle qualifiche professionali sta per fare il suo ingresso in Italia. E' tutto pronto al ministero per le politiche comunitarie per licenziare la bozza di decreto legislativo che recepisce la normativa europea. All'inizio della settimana prossima il provvedimento sarà inoltrato agli uffici degli altri ministeri per le integrazioni tecniche.
Saranno coinvolti, per esempio, i dicasteri della giustizia, della salute, dello sviluppo economico, dell'università e ricerca e quello della pubblica istruzione, nonché l'Autorità garante per la privacy e il dipartimento per il turismo presso il ministero per i beni culturali. E sarà subito aperto, hanno confermato dal dipartimento per le politiche europee, un tavolo di coordinamento generale accompagnato da tanti gruppi di lavoro quante sono le professioni coinvolte nella direttiva, in cui potranno intervenire appunto ordini professionali, associazioni e regioni.
Il termine della delega per il recepimento delle regole comunitarie scade ad agosto, ma il calendario fissato dai tecnici del ministero punta a inviare la bozza in consiglio dei ministri non prima di luglio. Con l'approvazione preliminare del governo, infatti, scatterà automaticamente una proroga di 60 giorni sufficiente a garantire che l'iter legislativo nelle commissioni e alle camere si completi entro il 20 ottobre, la scadenza imposta dall'esecutivo Ue per il recepimento della direttiva.
I contenuti. La bozza predisposta dal dipartimento per le politiche europee non introduce novità di rilievo rispetto a quanto stabilito a livello comunitario. Oltre ad accorpare 15 direttive settoriali per professioni regolamentate, la direttiva 36/2005 stabilisce regole omogenee per svolgere in tutta Europa la professione per la quale si è studiato nel paese d'origine. Il riconoscimento avverrà secondo parametri minimi di formazione fissati a cinque livelli di riferimento che corrispondono ad altrettanti cicli di formazione nei diversi stati membri.
Con questo sistema, dunque, saranno messe a confronto le qualifiche dei professionisti che provengono da paesi diversi. Toccherà poi ai governi nazionali decidere quali sono i livelli di cultura e di formazione minima per l'accesso alle singole professioni e chi deve autorizzarne l'esecuzione e controllarne lo svolgimento. E nella bozza predisposta dal dicastero guidato da Emma Bonino secondo quanto risulta a Italia Oggi, saranno i ministeri, competenti a seconda delle professioni, a decidere sul riconoscimento delle professioni regolamentate straniere, visto che ordini e collegi operano sulla base di una delega conferita tramite legge istituzionale. «I problemi, quindi, riguardano l’eventuale Riforma nazionale delle professioni", ha commentato Stefano Zappalà eurodeputato di Forza Italia artefice della direttiva 35/2006, «il ddl Mastella rimane troppo vago sull’accorpamento degli ordini e la trasformazione in associazioni. Chi garantirà dunque il consumatore sulla qualità della prestazione?».
Fonte: Italia Oggi articolo a firma di CHIARA CINTI