Incassato il colpo (duro) sulle tariffe, per il mondo delle libere professioni si profila una stagione più che calda. Se il decreto sulle liberalizzazioni ha dato l'addio ai parametri sui compensi per l'attività prestata e l'ok al tirocinio nelle università, le categorie aspettano gli altri tasselli della riforma. La manovra di Ferragosto prima e la legge di stabilità poi hanno infatti assegnato ai ministeri vigilanti sulle categorie professionali la riscrittura di alcune regole di fondamentale importanza. Innanzitutto entro agosto dovrebbero arrivare le riforme ordinamentali su accesso, formazione e pubblicità. L'appuntamento più vicino è però quello del 30 giugno, data entro la quale i ministeri della Giustizia e dello Sviluppo economico dovranno definire il regolamento per le società tra professionisti, aperte anche ai soci di solo capitale.
ORDINAMENTO PROFESSIONALE
Libertà di accesso e pratica effettiva
Nella manovra di Ferragosto la prima tranche di riforma delle professioni con i principi e criteri direttivi cui ispirare i nuovi ordinamenti. Libertà di accesso, formazione continua, effettivo svolgimento del tirocinio: questi i temi sui quali, entro agosto, dovranno arrivare le modifiche.
SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI
Via libera ai soci di solo capitale. Il secondo tassello del riordino è nella legge di stabilità che ha aperto la strada alle società tra professionisti, consentendo l'ingresso anche al socio di solo capitale. Le regole saranno fissate entro giugno da un decreto dei ministeri della Giustizia e dello Sviluppo economico.
COMPENSI E TIROCINIO
Accordo con il cliente per la prestazione. Approvato venerdì scorso dal governo Monti, il decreto sulle liberalizzazioni chiude, per il momento, la partita della riforma delle professioni. Piatto forte è l'abrogazione delle tariffe. In aggiunta, la possibilità di svolgere una parte del tirocinio presso le università.
Fonte: ilsole24ore del 23 Gennaio 2012
ing.antongiulio
16 febbraio 2012 alle 12:20:30
Per geoc.:
ma cosa intende per "la differenza la farà il mercato e laritocrazia"?
A quale Paese si sta riferendo?
Non credo si riferisca all'Italia.
Se il mercato è quello che sta "
costruendo" un manipolo di super-ricchi teso a spolpare quel che resta del mercato dei professionisti allora farebbe bene a rendersene conto.
La meritocrazia, in Italia, non esiste, e ciò tende ad esasperarsi con queste misure.
Non è con questi interventi ammazza-professione che si creerà un paese migliore, ma con provvedimenti con i quali si tutelino i dirirri della gente che lavora.
Io sono un professionista e LAVORO!.
La mia attività è LAVORO, non ho uno stipendio, il lavoro me lo devo cercare,giorno per giorno, e a mie spese, se sa cosa intendo.
francesco_imbo
15 febbraio 2012 alle 18:54:20
Se lei mi parla di stipendi, io presumo che parli di persone vincolate ad un contratto di lavoro dipendente.
Le pene disciplinari che un Albo può applicare, per gli abusi e le mancanze che gli iscritti abbiano commesso
nell'esercizio della professione, sono:
L'avvertimento; la censura; la sospensione dell'esercizio professionale; la cancellazione dall'albo. E qui se mi permette non credo ci siano dubbi sulla tutela.
Infine non capisco cosa ci azzecca la globalizzazione con il fascismo e con gli ordini professionali.
geoc
15 febbraio 2012 alle 18:04:34
Allora, in primo luogo all'estero gli Albi non esistono e guardacaso gli stipendi dei Geologi sono più alti, in secondo luogo l'Albo non tutela nessuno, e inultimo viviamo nell'epoca della Globalizzazione e non del Fascismo!!Quindi sono favorevole all'abolizione totale degli ordini, la differenza la farà poi il mercato e la meritocrazia....
francesco_imbo
26 gennaio 2012 alle 10:13:18
E' vero, siamo privi di ogni tutela, ecco perchè rivendico il diritto di non riconoscere quel 50 per cento di una retta al consiglio nazionale: non hanno fatto nulla per difenderci.
Difenderci anche e soprattutto da chi, come giustamente sottolinea lei, considera la nostra categoria, ricca, insubordinata, tra quelle che hanno procurato il debito italiano.
ing.antongiulio
26 gennaio 2012 alle 08:14:41
Casta?
Attenzione, non farti sentire da Monti...
Quando si parla di casta, a mio modestissimo parere, si intende ben altro!
Chi dice che siamo una casta, ha il malsano pensiero di credere che abbiamo chissà quali agevolazioni fiscali ("tanto vi scaricate tutto") senza nemmeno immaginare di cosa si parli.
Non confondiamo gli eventuali privilegi di un manipolo oligarchico con quelli di una categoria intera.
Sottolineo eventuali...
Siamo PRIVI DI OGNI TUTELA!!!!
francesco_imbo
25 gennaio 2012 alle 19:35:19
Cari colleghi, purtroppo gli ordini professionali e la libera professione è stata accusata di essere una "casta". In quello che sta accadendo mi accorgo che forse qualcosa di vero c'è. Per intenderci, i consigli nazionali di ogni ordine professionale, hanno tutti alzato le mani . Deontologia, professionalità, competenza.... di chi sarà patrimonio? Un appunto, se dovrà essere cancellato qualcosa incominciamo dal consiglio nazionale, che non ha ragione di esistere, riappropriamoci così del 50 della retta annuale che dobbiamo a che titolo ?
geopatrix
25 gennaio 2012 alle 16:54:28
Condivido tutte le rimostranze di tutti i colleghi e di tutte le categorie di appartenenza (arch., ing., geom., etc.). Mi piacerebbe che gli Ordini/Collegi non fossero aboliti; mi piacerebbe che i minimi tariffari fossero obbligatori ed applicati; mi piacerebbe che non tutta l'attività professionale dovesse necessariamente essere preventivata in quanto ci sono prestazioni poco prevedibili; mi piacerebbe che i soci di capitali non costituissero società tra professionisti. Tutto quello che mi piacerebbe poteva tranquillamente essere gestito (bene ovviamente) dai Supervisori e Tutori delle Professioni: Ordini e Collegi. Altro non hanno fatto che tutelare poco i propri iscritti e dichiararsi guerra in materia di competenze! Non li ritengo sani, sotto questo punto di vista. Quindi se a causa di ciò (e non solo), il Governo ci ha messo le mani, significa che essi, in quanto malsani, hanno fallito. Il risultato, è solo l'effetto! Tutti allo sbaraglio: questo ci meritiamo.
acheo
24 gennaio 2012 alle 17:33:07
beh si, o la cancellazione o una vera riforma anche perchè non capisco a cosa servano, sinceramente. Ho fatto parte di diverse commissioni, il primo giorno eravamo in 25/30 finivamo con l'essere in 3/4 al che ho smesso di "perdere tempo", nell'ultimo anno sembra che l'ordine sia diventato il certficatore dei crediti formativi acquisiti dagli iscritti e nulla più. Sono molto deluso e amareggiato.
Giuseppe
ing.antongiulio
24 gennaio 2012 alle 17:24:37
Beh, io non vorrei la cancellazione degli Ordini, perchè dietro questo desiderio insano di molti politicanti, sia a destra che a sinistra, oltre che al centro (forse molto più nel nuovo centro) c'è il disegno di impossessarsi del mercato dei professionisti.
Una riforma degli Ordini si, ma non la cancellazione.
Basti leggere alcune dichiarazioni di eminenti esponenti di questo nuovo centro.
Quello dei professionisti è stato definito come "un altro mondo che ci scarica addosso eccessi tariffari"...
acheo
24 gennaio 2012 alle 17:11:12
hai ragionre, caro collega,
io nella mia carriera, non ho mai visto applicare i minimi tariffari, nè l'ordine fare delle indagini a campione per verificare il rispetto delle norme da parte degli iscritti. E' purtroppo vero che, generalmente, il legislatore non sa cosa scrive come, per esempio, per il D.Lgs. 81/08, gente che nei cantieri non c'è mai entrata. Non voglio uscire dal tema, ci rientro manifestando il desiderio che gli ordini scompaiano vista la loro assoluta inutilità.
Giuseppe
ing.antongiulio
24 gennaio 2012 alle 17:03:52
Perchè non ci si rende conto che per un incarico ci si accoltella per 100 € di differenza?
I minimi DEVONO esistere!
Io li avrei imposti anche nei rapporti con i privati.
Nessuno sa quanto costa un software (magari ne bastasse uno!) e quanto costa l'aggiornamento, la cassa, LE SANZIONI della cassa per i ritardi nel pagamento dei contributi a cui siamo costretti a causa dei clienti inadempienti, alle anticipazioni di IVA per fatture non onorate e comunque emesse...
Non abbiamo nessuna tutela, nessuna, zero.
Invece la stampa fa di tutto per dipingerci come una lobby.
In tal caso faccio parte di una lobby che mi impone di lavorare anche 15 ore al giorno, di lavorare il sabato,,la domenica, i festivi guagagnando meno di un impiegato statale.
ing.antongiulio
24 gennaio 2012 alle 16:56:42
Caro ACHEO,
non sei l'unico, anzi...
Purtroppo l'opinione pubblic, orientata dai mass-media, considera i professionisti una sorta di banca, come se il denaro quasi non ci servisse, una specie di surplus al quale devono ottemperare.
L'opinione pubblica neanche immagina quanto siamo costretti ad anticipare, in termini di denaro, per poter lavorare, non immagina minimamente che i clienti pretendono che si lavori senza neanche un briciolo di acconto, o che si rifiutano di firmare una lettera di incarico perchè covano il recondito pensiero di bidonarti.
Non sono neanche meravigliato del fatto che nessuno si preoccupi di tutelare quella che è fra le professioni, la più indifesa.
I nostri contenziosi legali non sono neanche assimilati a cause di lavoro.
Ma quello che svogliamo cosa è? Una missione? Una attività di beneficienza?
Perchè spendere il tempo a fare un decreto che impone che l'incarico sia formalizzato per iscritto?
Non era già dovuto?
Perchè cancellare le tariffe che non si applicano MAI nella vita professionale?
MAI!!!
Ciò avviene perchè chi si occupa di formulare tali testi non hai fatto la vita del professionista "on the road", mi piace dire, nel senso che siamo sulla strada oramai con modalità non dissimili dalle lavoratrici che esercitano la professione, quella si redditizia, pià antica.
Siamo ormai prostitute del sapere.
acheo
23 gennaio 2012 alle 13:34:17
mi chiedo quando ci sarà l'obbligo per i committenti di onorare il compenso del professionista. Non credo di essere l'unico ad avere tanti crediti dai cosiddetti clienti. Mi chiedo dove siano, se esistono, i rappresentanti degli ingegneri. Così, tanto per gradire.
Giuseppe