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Professioni, tavola rotonda sulla riforma che sta scrivendo il governo

Professioni, tavola rotonda sulla riforma che sta scrivendo il governo

No comment - 23 gennaio 2007




Materia concorrente. la Toscana reclama uno spazio per le Regioni

Negli ultimi cinque anni sono stati scritte quindici leggi regionali sulle professioni. Ma quasi tutte sono scomparse, compresa quella toscana: cadute sotto la mannaia della Corte costituzionale, in modo anche contradditorio. Lo sottolinea Paolo Caretti, docente di diritto costituzionale a Firenze, convenendo di fatto sullo spazio regionale, in materia di professioni, reclamato di nuovo stamani prima dal presidente della Toscana Claudio Martini  e dall'assessore Agostino Fragai e poi dal rappresentante della conferenza delle Regioni Tiziano Salvaterra all'affollato convegno che si è svolto nell'aula magna dell'Università fiorentina.

'Sulle competenze in materia di professioni si è aperta in questi anni una disputa tra Governo e Regioni  – ricorda il presidente Martini -  Non è uno scandalo. Quel che serve adesso è una riflessione pacata'.  'Del federalismo  - aggiunge - la Toscana ha una visione solidale e cooperativa. la Corte costituzionale ci ricorda che sulle professioni la primaria competenza è statale: ne prendiamo atto e non lo discutiamo.  Ma una volta definite le regole generali del gioco, che spettano allo Stato, occorre organizzare tutti quegli strumenti che consentano al mondo delle professioni di partecipare a quell'osmosi di risorse che deve coinvolgere tutte le componenti della società, per la crescita di tutti. In questo preciso spazio crediamo che esista una competenza specifica delle Regioni e chiediamo dunque al governo di lasciare, nel disegno di legge Mastella, una porta ed una finestra aperta'.

Della nuova legge regionale a cui la Toscana già sta lavorando, strumento per costruire con le professioni le politiche regionali, si è parlato nel pomeriggio. Le norme  che sta scrivendo invece il Governo sono state al centro dell'animata tavola rotonda che ha concluso la mattinata: un disegno di legge che rischia di equiparare le professioni ad imprese e dunque non del tutto condiviso, come ha lasciato intendere l'architetto Raffaele Sirica, presidente del Comitato nazionale che riunisce tutti gli ordini, un disegno invece riformatore  e dunque ampiamente condiviso, come ha spiegato l'ingegnere Giuseppe Lupoi, animatore del coordinamento delle professioni non regolamentate, una riforma che salva gli ordini e ne ridefinisce la missione a tutela dei consumatori nell'interpretazione autentica del sottosegretario alla giustizia Luigi Scotti.  Dibattuta, nel convegno, anche la questione dell'abolizione delle tariffe minime: di nuovo un errore per il Cup, un elemento di maggior concorrenza che non rischia di abbassare la qualità dei servizi per il Colap. 'Nello sforzo di modernizzazione della società di cui ci siamo fatti carico – conclude l'assessore Fragai - non possono esserci zone franche. L'attuale legislazione italiana è tra le più flessibili in materia di lavoro, con la concorrenza si gioca oggi in gran parte sull'anello più debole della catena, il lavoratore dipendente. Per quale motivo non dovrebbero essere toccate le tariffe minime ? Francamente non comprendo la resistenza degli ordini. Non vogliamo punire i professionisti. Vogliamo anzi aiutare i giovani ad accedere alle professioni e i professionisti ad essere più competitivi'.

 Fonte Primapagina del 19 Gennaio 2007
a firma Walter Fortini

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