Verifiche e controlli delle gru e degli apparecchi di sollevamento di cui all'art. 194 del D.P.R. 27/4/55, n. 547 e dell'art. 5 del D.M. 12/9/59. Disposizioni transitorie ed alternative alla normativa della circolare 77 del 23/12/1976 | Chimici.info

Verifiche e controlli delle gru e degli apparecchi di sollevamento di cui all’art. 194 del D.P.R. 27/4/55, n. 547 e dell’art. 5 del D.M. 12/9/59. Disposizioni transitorie ed alternative alla normativa della circolare 77 del 23/12/1976

Verifiche e controlli delle gru e degli apparecchi di sollevamento di cui all'art. 194 del D.P.R. 27/4/55, n. 547 e dell'art. 5 del D.M. 12/9/59. Disposizioni transitorie ed alternative alla normativa della circolare 77 del 23/12/1976 per gli apparecchi di sollevamento
Circolare Ministeriale

Questo Ministero, con la circolare n. 77 del 23 dicembre 1976,
concernente le verifiche e i controlli di cui all’oggetto, ebbe a
dettare una serie di disposizioni dirette a regolamentare, avuto
riguardo agli obblighi di cui all’art. 7 del D.P.R. 27 aprile 1955, n.
547, il contenuto degli allegati di cui ai modelli I e L del D.M. 12
settembre 1959, nonché i criteri di esame degli stessi allegati
cui l’ENPI deve attenersi per il rilascio del giudizio di adeguatezza
o meno degli apparecchi soggetti alle verifiche ed ai controlli in
discorso, onde assicurare con immediatezza la corretta applicazione
delle norme di prevenzione in relazione all’uso degli apparecchi
stessi.L’estensione applicativa di dette istruzioni circolari, pur nei
suoi vasti riferimenti normativi, ai fini delle relazioni di calcolo,
ai sistemi di norme nazionali ed estere, doveva riscontrare che – in
correlazione: a) al progresso tecnologico, il quale ha innovato
profondamente nel campo costruttivo degli apparecchi in esame (acciai
speciali ecc.) senza che contemporaneamente fosse disciplinata
adeguatamente la normativa tecnica relativa; b) al fatto che molti
apparecchi di sollevamento già in uso non trovavano il debito
supporto tecnico nelle istruzioni stesse; c) alle difficoltà
concrete degli stessi costruttori di poter ottemperare tecnicamente
alle nuove istruzioni per gli apparecchi già messi in commercio
o in corso di produzione, cui si connettevano problemi di carattere
occupazionale e finanziari di notevole portata – una larga fascia
degli apparecchi di sollevamento già in uso o in produzione
necessitava di una disciplina alternativa e di carattere transitorio
che conciliasse per tali apparecchi aspetti di sicurezza con gli altri
aspetti sociali attinenti alla produzione ed all’impiego.In tale
intento lo scrivente, previa consultazione degli organismi tecnici
nazionali (ENPI e CNR), delle organizzazioni dei lavoratori e dei
datori di lavoro e dopo aver sentito il parere della Commissione
consultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e l’igiene
del lavoro, la quale ha espresso il proprio favorevole parere
all’unanimità, ha ricevuto di emanare, ad integrazione delle
disposizioni della circolare n. 77, sopra richiamata, ma con carattere
alternativo e transitorio, le istruzioni e i criteri tecniconormativi
che seguono.Campo di applicazione e limiti di decorrenzaLe
disposizioni e i criteri tecniconormativi di cui alla presente
circolare si applicano alle gru e agli altri apparecchi di
sollevamento soggetti ai controlli e alle verifiche di cui all’art.
194 del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547 per i quali è stata
espressa riserva di esame delle documentazioni tecniche ovvero siano
stati denunciati fra il 23 dicembre 1976 ed il 31 dicembre 1978.Per
gli apparecchi di sollevamento di cui sopra, denunciati
successivamente all’emanazione della presente circolare le ipotesi di
cui ai successivi punti II e III si applicano esclusivamente agli
apparecchi di serie il cui prototipo risulti già denunciato
alla data della circolare stessa.Per gli apparecchi prodotti
successivamente al 31 dicembre 1978 si applicano le disposizioni di
cui alla stessa circolare n. 77 sopra menzionata.Per le gru e gli
altri apparecchi di sollevamento immatricolati anteriormente alla data
del 23 dicembre 1976 con giudizio positivo di adeguatezza continuano
ad applicarsi le disposizioni e i criteri tecnici in base ai quali fu
espresso il giudizio stesso, salvo che riscontri attuali non
evidenzino una situazione di pericolo.Criteri tecnici e
documentazioneIn sede di prima verifica, pertanto, degli apparecchi
rientranti sotto la lettera f) dell’art. 5 del D.M. 12 settembre 1959
ed in presenza, allo stato, delle cosiddette riserve espresse a
verbale dai tecnici dell’ENPI, il contenuto degli allegati di cui ai
modelli I e L del detto decreto e i criteri di esame degli allegati
stessi debbono rispondere alle indicazioni e comportare gli elementi
documentali di cui appresso.Contenuti delle documentazioni tecniche:1)
il disegno di insieme dell’apparecchio, firmato dal legale
rappresentante della ditta fabbricante e dal progettista, indicante:-
le dimensioni espressamente previste dal D.M. 12 settembre 1959;- la
portata nominale o il diagramma delle portate nominali;- la classe
equivalente di impiego con riferimento alla normativa C.N.R.UNI
10021;2) gli schemi funzionali dei circuiti elettrici e/o
fluidodinamici, firmati dal legale rappresentante della ditta e dal
progettista;3) la dichiarazione del legale rappresentante della ditta
fabbricante attestante che l’apparecchio di sollevamento è
stato realizzato a regola d’arte ed in conformità a quanto
previsto nel progetto;4) compendio dell’estratto della relazione di
calcolo redatto, a seconda del tipo di apparecchio e per un impiego in
una classe equivalente non superiore alle prime quattro della CNRUNI
10021, su fogli conformi a quelli di cui ad uno degli allegati
A,B,C,D,E,F,G, firmato dal progettista e dal legale rappresentante
della ditta fabbricante. Quale che sia la classe di progettazione per
l’apparecchio, l’omissione della verifica, a fatica nel compendio
dell’estratto, comporta da parte degli uffici dell’ENPI la
classificazione dell’apparecchio per un impiego equivalente a quello
della classe 1, della CNRUNI 10021. Entro un anno dalla data di
classificazione in classe 1, gli apparecchi realizzati con acciai
speciali sono riclassificati, con le modalità di cui al
presente punto per una classe di impiego equivalente della normativa
CNRUNI 10021 fino alla 4, a condizione che venga presentato anche un
estratto della verifica a fatica:- ovvero una relazione, firmata da
tecnico, iscritto nell’albo professionale, di collaudo favorevole
dell’apparecchio, effettuato secondo modalità speciali tendenti
a valutare – attraverso la individuazione degli stati tensionali
riscontrati durante prove specifiche atte a riprodurre sulle strutture
le azioni derivanti dal servizio nelle condizioni tensionali e quindi
a permettere – attraverso il confronto con le tensioni ammissibili –
la definizione di una classe di utilizzo equivalente rispetto alla
normativa CNRUNI 10021:- ovvero dichiarazione rilasciata da un tecnico
diplomato o laureato, dipendente dalla ditta costruttrice o iscritto
al relativo albo professionale, abilitato a norma di legge
all’esercizio della professione, indicante l’esito favorevole della
prova di collaudo dell’apparecchio per una portata o un diagramma di
portate relativo allo stesso effettuate secondo le modalità
riportate al punto 1 degli allegati 1), 2), 3), e 4) per l’impiego
dell’apparecchio per una classe di utilizzo equivalente a una delle
prime tre classi della normativa CNRUNI 10021.Insieme alla
dichiarazione di collaudo deve essere prodotto l’estratto della
relazione di calcolo relativo alla sola condizione di carico 3 della
normativa CNRUNI 10021 afferente alla sola prova effettuata.Per gli
apparecchi di sollevamento di serie prodotti e denunciati fino al 31
dicembre 1978 è consentito di effettuare le prove di collaudo
per un solo esemplare di ciascuna serie.Le dichiarazioni e gli
attestati alternativi di cui al presente punto 4) devono essere
integrati, per gli apparecchi a portata variabile, da una verifica al
ribaltamento dell’apparecchio redatta:- secondo la normativa CNRUNI
10021 per la gru a torre e simili;- secondo l’allegato 2 della
normativa DIN 15019, per autogru e gru su autocarri.5) dichiarazione
del legale rappresentante della ditta utente attestante che
l’apparecchio di sollevamento non ha subito modifiche strutturali e
che nell’uso e nella manutenzione dell’apparecchio sono state
osservate le istruzioni tecniche fornite dalla ditta costruttrice o
dalle norme di buona tecnica;6) dichiarazione dell’utente
dell’apparecchio di aver provveduto alla regolazione alle portate
nominali e alla piombatura dei dispositivi:- limitatori di carico, per
tutti i tipi di apparecchi;- limitatori di momento, per gli apparecchi
a portata variabile (autogru, gru a torre, gru su autocarri ecc.)Sono
esclusi dall’obbligo di cui al punto 6), relativamente ai soli
dispositivi limitatori di carico:a) gli argani, i paranchi e le gru a
struttura limitata, escluse quelle la cui stabilità al
ribaltamento sia realizzata mediante contrappesi;b) gli apparecchi
impiegati in cicli produttivi continui che prevedono l’esclusivo
sollevamento e trasporto di carichi aventi peso inferiore alla portata
valutati e comunicati al gruista;c) gli apparecchi in cui il
dispositivo limitatore di momento consenta una esatta valutazione che
il carico da sollevare non superi la portata massima, purché al
gruista siano fornite per iscritto le modalità delle verifiche
da effettuare obbligatoriamente su carichi di peso non noto.Sono
esclusi, altresì, dall’obbligo di cui al punto 6, relativamente
sia ai dispositivi limitatori di carico e di momento, le autogru e le
gru su autocarro con portata massima non superiore alle 16
tonnellate.II. Declassamento degli apparecchiQualora entro 180 giorni
dalla data della presente circolare non sia stata presentata la
documentazione tecnica prevista dalla circolare del Ministero del
Lavoro e Previdenza Sociale n. 77 del 23 dicembre 1976, o quella di
cui al punto precedente, si procede d’ufficio al declassamento delle
portate nella misura del 20% rispetto alle portate dichiarate dal
costruttore e indicate sull’apparecchio.Per gli apparecchi di
sollevamento, privi della documentazione di cui al precedente punto I
e al successivo punto III, la cui verifica periodica venga a cadere,
rispettivamente prima di 180 e 90 giorni dalla data della presente
circolare, si procederà, all’atto della verifica stessa, al
declassamento, fatta salva la …

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