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Trasmissione note per via informatica di chiarimenti inerenti l’attività di prevenzione incendi

Trasmissione note per via informatica di chiarimenti inerenti l'attività di prevenzione incendi - Periodo maggio-settembre
Lettera Circolare

Trasmissione note per via informatica di chiarimenti
inerenti l’attività di prevenzione incendi – Periodo maggio-settembre

Con riferimento alla L.C. P810/4101 sott. 72 C1(21) del 2 agosto
2000 ed al fine di proseguire l’opera di massima diffusione delle
informazioni utili per l’espletamento dell’attività di prevenzione
incendi già precedentemente attuata, si trasmette in allegato l’elenco
delle note di chiarimento di interesse generale presisposte dallo
scrivente Ispettorato nel periodo Maggio-Settembre c.a. sulla base dei
quesiti formulati sia dagli Uffici periferici del C.N. VV. F. che da
Enti, Associazioni e privati.
Tali note saranno disponibili tramite il sistema di posta elettronica
operante sulla rete del Ministero dell’interno X25.
Pertanto, ciascuna sede periferica potrà scaricare direttamente i file
relativi alle note in argomento con le usuali procedure informatiche.
Resta fermo l’invio su supporto cartaceo delle risposte alle sedi che
hanno formulato i quesiti, come pure la trasmissione di circolari e di
lettere circolari. Nota Ministeriale 28 maggio 2001 prot. n.
P615/4113 sott. 170
Oggetto: Impiego di contenitori-distributori mobili di cui al D.M.
19/3/1990 in impianti di distribuzione carburanti ad uso privato –
Quesito.L’impiego dei contenitori-distributori mobili di cui al D.M.
19 marzo 1990, presso attività diverse da cave, cantieri ed
aziende agricole, per rifornimento di automezzi a gasolio, determina
la costituzione di un impianto di erogazione carburanti ad uso privato
(Attività n. 18 del D.M. 16 febbraio 1982) il quale è tenuto ad
osservare le norme di sicurezza del D.M. 31 luglio 1934.
Poiché l’art. 82 del D.M. 31 luglio 1934 prevede l’interramento
dei serbatoi, si ritiene che l’impiego dei contenitori-distributori
mobili, limitatamente a carburanti di categoria C, in attività diverse
da quelle previste nel D.M. 19 marzo 1990, possa essere
autorizzato ricorrendo alle procedure di deroga di cui all’art. 6 del
D.P.R. n. 37/1998.Lettera-Circolare 30 maggio 2001 prot.
P626/4188 sott. 4
Oggetto: Gruppi elettrogeni direttamente connessi all’attività di
produzione dell’energia elettrica.
In relazione a quanto rappresentato con la nota che si riscontra, si
chiarisce che lo scrivente Ufficio, con la nota prot. n. 8921/4188 del
27 maggio 1988, ha semplicemente confermato che i gruppi elettrogeni
di cui trattasi non rientrano nel campo di applicazione della
Circolare ministeriale n. 31 del 31 agosto 1978, e non già la loro
esclusione dall’assoggettabilità ai fini della prevenzione incendi.
Tali impianti, infatti, alla sola condizione di avere potenza
superiore a 25 Kw, sono soggetti alle visite ed ai controlli di
prevenzione incendi in quanto ricompresi al punto 64 dell’elenco
allegato al D.M. 16 febbraio 1982.
Fanno eccezione i soli gruppi elettrogeni funzionalmente inseriti nel
ciclo produttivo connesso con l’attività di estrazione-coltivazione
mineraria in terra ferma, così come chiarito da questa Direzione
Generale con Lettera-Circolare prot. n. P1066/4167 del 19 maggio
1997.ALLEGATONota 27 maggio 1988 prot. n.
8921/4188 sott. 4
Oggetto: Gruppi elettrogeni direttamente connessi all’attività di
produzione e trasporto di energia elettrica.
Con riferimento alla nota cui si risponde, si conferma che i gruppi
elettrogeni a servizio delle Stazioni elettriche, delle centrali
idroelettriche, delle dighe e dei ripetitori radio possono essere
considerati installazioni inserite in processi di produzione
industriale e quindi non rientrano nel campo di applicazione della
circolare ministeriale n. 31 del 31/8/1978.
Nota ministeriale 14 giugno 2001 prot. n. P722/4109 sott. 44/B
Oggetto: Discoteche all’aperto – Obbligatorietà del servizio di
vigilanza antincendio – Quesito.
Con riferimento al quesito posto, si fa presente che il D.M. 22
febbraio 1996, n. 261 che in atto regolamenta il servizio di
vigilanza antincendio reso da parte dei Vigili del Fuoco nei luoghi di
spettacolo e trattenimento, dispone all’art. 4, comma 3, lettera g)
che nei “locali ove si svolgono trattenimenti danzanti con capienza
superiore a 1.500 persone”, il suddetto servizio sia obbligatorio
indipendentemente dal fatto che il locale sia all’aperto o al chiuso.
Nota ministeriale 18 giugno 2001 prot. n. P747/4101 sott. 72/C1
(17)
Oggetto: D.M. 9 aprile 1994 – Caratteristiche idrauliche della
rete idranti – Quesito.
Le caratteristiche idrauliche della rete idranti stabilite al punto
11.3.22 dell’allegato al D.M. 9 aprile 1994, sono le stesse
previste al punto 9.1 dell’allegato al D.M. 26 agosto 1992 (Norme
di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica).
In entrambi i decreti è stabilito che “L’alimentazione idrica deve
essere in grado di assicurare l’erogazione ai 3 idranti idraulicamente
più sfavoriti di 120 lt/1 cadauno, con una pressione residua al
bocchello di 2 bar per un tempo di almeno 60 minuti.
Qualora l’acquedotto non garantisca le condizioni di cui al punto
precedente dovrà essere realizzata una riserva idrica di idonea
capacità.
Pertanto il requisito minimo richiesto per l’impianto idrico è quello
di garantire una portata complessiva di almeno 360 lt/min. per una
durata di 60 minuti.
Nota ministeriale 27 giugno 2001 prot. n. P767/4101 sott.
72/C.1 (22)
Oggetto: Rapporti tra i Comandi Provinciali VV.F. e gli Sportelli
unici per le attività produttive – Quesiti.
Con riferimento ai quesiti formulati dal Comando VV.F. di Lecce su
alcune problematiche relative ai rapporti tra i Comandi VV.F. e gli
Sportelli unici per le attività produttive, si forniscono i seguenti
chiarimenti e precisazioni.
CONFERENZA DI SERVIZI
1) La legge 340/2000 agli articoli 9-12 ha completamente riscritto
la disciplina della conferenza dei servizi mediante una nuova
formulazione degli articoli 14 e seguenti della legge 241/1990. In
particolare la predetta legge 340/2000 ha stabilito che “il
provvedimento finale, conforme alla determinazione conclusiva
favorevole della conferenza dei servizi, sostituisce a tutti gli
effetti ogni nulla osta o atto di assenso, comunque denominato, di
competenza delle amministrazioni partecipanti o comunque invitate alla
predetta conferenza”.
Ne consegue pertanto che l’invio di un parere scritto non è
equipollente alla partecipazione alla conferenza di servizi con un
proprio rappresentante.
2) L’art. 11, comma 6, della sopracitata legge 340/2000 stabilisce
che “ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza dei
servizi attraverso un unico rappresentante legittimato dall’organo
competente ad esprimere in modo vincolante la volontà
dell’amministrazione su tutte le decisioni di competenza della
stessa”. Pertanto il rappresentante del Comando VV.F., in seno alla
conferenza di servizi dovrà essere appositamente delegato dal proprio
dirigente e scelto tra i funzionari R.T.A. sulla base della specifica
competenza sulla materia da trattare.
3) Il Comando VV.F. viene convocato alla conferenza dei servizi per
esprimersi in materia di sicurezza antincendio, indipendentemente se
l’attività sia ricompresa o meno negli elenchi di cui al D.P.R.
689/1959 o del D.M. 16 febbraio 1982.
PARERI DA FORNIRE ALLO S.U. SUI PROGETTI
4) Il parere in deroga, disciplinato dall’art. 6 del D.P.R.
37/1998, per poter essere rilasciato allo Sportello unico,
necessità che venga sottoscritto apposito protocollo di intesa tra la
struttura dello Sportello unico interessato, il Comando VV.F. e
l’Ispettorato Regionale VV.F., e deve tenere in debito conto i
necessari tempi previsti dal D.P.R. 37/1998.
5) Il Comando VV.F. è tenuto a dare riscontro alle richieste di pareri
che gli pervengono dallo Sportello unico, unicamente alla suddetta
struttura. Sarà compito del responsabile dello Sportello unico tenere
i rapporti con le altre amministrazioni pubbliche eventualmente
interessate sull’argomento trattato.
6) I procedimenti di cui agli articoli 4 e 6 del D.P.R. 447/1998,
come chiaramente stabilito dal D.P.R. 440/2000 hanno inizio
presentando un’unica istanza allo Sportello unico, che pertanto è
l’unica soggetta ad imposta di bollo.
PAGAMENTO DEL SERVIZIO RESO DAL COMANDO
La legge 966 del 1965, disciplinando i servizi a pagamento resi
dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, ha ricompreso in tali
servizi anche i pareri sui progetti e le visite da effettuarsi sulle
aziende e lavorazioni di cui agli articoli 36 e 37 del D.P.R. 547 del
1955.
CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDI
In materia di prevenzione incendi le innovazioni procedimentali
introdotte dal regolamento sullo S.U., trovano applicazione
limitatamente alla attività istruttoria finalizzata al rilascio di
pareri sui progetti e non alla successiva attività di controllo
finalizzata al rilascio ed al rinnovo del Certificato di prevenzione
incendi, per la quale resta confermata la piena applicazione della
legge 966 del 1965, del D.P.R. 577 del 1982 e del D.P.R. 37
del 1998.
Premesso quanto sopra, al fine di raccordare le procedure per il
rilascio dell’agibilità o del nulla osta all’esercizio dell’attività
stabilite all’art. 9 del D.P.R. 447/1998, con quelle connesse alle
verifiche-sopralluogo in materia di prevenzione incendi, il Ministro
dell’Interno con propria direttiva del 31 maggio 2000 ha stabilito che
l’istanza di sopralluogo, corredata della prevista documentazione
tecnica, nonché della dichiarazione di inizio attività di cui all’art.
3, comma 5, del D.P.R. 37/1998, deve essere presentata da parte
dell’interessato allo Sportello unico, che provvederà all’immediato
inoltro al Comando VV.F., per i successivi adempimenti. L’acquisizione
da parte dello Sportello unico della dichiarazione di inizio di
attività, di cui sopra, costituisce autorizzazione provvisoria
all’esercizio dell’attività ai soli fini antincendio, fino alla
comunicazione dell’esito del sopralluogo da parte del Comando VV.F.,
ai sensi dell’art. 9, comma 6 del…

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