TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 maggio 2005: Testo del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale | Chimici.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 maggio 2005: Testo del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 maggio 2005: Testo del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 125 del 31 maggio 2005), coordinato con la legge di conversione 26 luglio 2005, n. 152 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 4), recante: «Disposizioni urgenti in materia di protezione civile». (GU n. 176 del 30-7-2005)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 maggio 2005

Testo del decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90 (in Gazzetta Ufficiale
– serie generale – n. 125 del 31 maggio 2005), coordinato con la
legge di conversione 26 luglio 2005, n. 152 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 4), recante: «Disposizioni urgenti in
materia di protezione civile».

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Avvertenza:

Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dall’art. 10, comma 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte
nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate sul terminale tra I segni (( …
)).

A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Art. 1.
Lotta agli incendi boschivi

1. Al fine di porre in essere ogni indispensabile azione di
carattere preventivo in materia di lotta attiva agli incendi
boschivi, nonche’ di garantire il funzionale espletamento delle
attivita’ aeree di spegnimento con la flotta antincendio nella
disponibilita’ del Dipartimento della protezione civile, il
Presidente del Consiglio dei Ministri individua i tempi di
svolgimento della predetta attivita’ durante i periodi estivo ed
invernale.
2. Allo scopo di garantire l’adeguamento tecnologico ed operativo
della componente aerea nel peculiare settore della lotta attiva agli
incendi boschivi, il Dipartimento della protezione civile, anche
sulla base di ordinanze da adottare ai sensi dell’articolo 5, comma
2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, puo’ acquisire, nell’ambito
delle risorse del bilancio dello Stato previste a legislazione
vigente per il finanziamento delle spese di funzionamento, delle
attivita’ e dei compiti di protezione civile, la disponibilita’, in
via di somma urgenza, della necessaria strumentazione, anche avviando
ogni utile sperimentazione di mezzi, di materiali, di forme
organizzative ed addestrative, (( fermo restando il rispetto dei
principi comunitari in materia di appalti di forniture. ))
3. Per garantire la sicurezza dell’attivita’ di volo della flotta
antincendio dello Stato, nonche’ per assicurare elevati livelli di
prestazioni nella lotta attiva agli incendi boschivi, devono essere
collocati idonei elementi di segnalazione, sia a terra che aerei, su
impianti, costruzioni, piantagioni ed opere che possano costituire
pericolo per il volo ed intralcio all’esecuzione dall’alto delle
attivita’ di spegnimento degli incendi boschivi, ovvero, ove
possibile, procedere all’interramento delle predette opere. A tale
fine il Presidente del Consiglio dei Ministri emana previamente,
sentito l’Ente nazionale per l’aviazione civile, le linee guida
operative di cui all’articolo 5 del decreto-legge 7 settembre 2001,
n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001,
n. 401, anche individuando i soggetti tenuti all’adempimento degli
obblighi di cui al presente comma, che non devono comportare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.

Riferimenti normativi:

– Si riporta il testo dell’art. 5, della legge
24 febbraio 1992, n. 225 (Istituzione del Servizio
nazionale della protezione civile):
«Art. 5 (Stato di emergenza e potere di ordinanza). –
1. Al verificarsi degli eventi di cui all’art. 2, comma 1,
lettera c), il Consiglio dei Ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua
delega ai sensi dell’art. 1, comma 2, del Ministro per il
coordinamento della protezione civile, delibera lo stato di
emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale
in stretto riferimento alla qualita’ ed alla natura degli
eventi. Con le medesime modalita’ si procede alla eventuale
revoca dello stato di emergenza al venir meno dei relativi
presupposti.
2. Per l’attuazione degli interventi di emergenza
conseguenti alla dichiarazione di cui al comma 1, si
provvede, nel quadro di quanto previsto dagli articoli 12,
13, 14, 15 e 16, anche a mezzo di ordinanze in deroga ad
ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi
generali dell’ordinamento giuridico.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero,
per sua delega ai sensi dell’art. 1, comma 2, il Ministro
per il coordinamento della protezione civile, puo’ emanare
altresi’ ordinanze finalizzate ad evitare situazioni di
pericolo o maggiori danni a persone o a cose. Le predette
ordinanze sono comunicate al Presidente del Consiglio dei
Ministri, qualora non siano di diretta sua emanazione.
4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero,
per sua delega ai sensi dell’art. 1, comma 2, il Ministro
per il coordinamento della protezione civile, per
l’attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 del
presente articolo, puo’ avvalersi di commissari delegati.
Il relativo provvedimento di delega deve indicare il
contenuto della delega dell’incarico, i tempi e le
modalita’ del suo esercizio.
5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti
devono contenere l’indicazione delle principali norme a cui
si intende derogare e devono essere motivate.
6. Le ordinanze emanate ai sensi del presente articolo
sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, nonche’ trasmesse ai sindaci interessati
affinche’ vengano pubblicate ai sensi dell’art. 47, comma
1, della legge 8 giugno 1990, n. 142.».
– Si riporta il testo dell’art. 5 del decreto-legge
7 settembre 2001, n. 343 (Disposizioni urgenti per
assicurare il coordinamento operativo delle strutture
preposte alle attivita’ di protezione civile e per
migliorare le strutture logistiche nel settore della difesa
civile), convertito, con modificazioni, dalla legge
9 novembre 2001, n. 401, cosi’ come modificato dalla
presente legge:
«Art. 5 (Competenze del Presidente del Consiglio dei
Ministri in materia di protezione civile). – 1. Il
Presidente del Consiglio dei Ministri determina le
politiche di protezione civile, detiene i poteri di
ordinanza in materia di protezione civile, promuove e
coordina le attivita’ delle amministrazioni centrali e
periferiche dello Stato, delle regioni, delle province, dei
comuni, degli enti pubblici nazionali e territoriali e di
ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata
presente sul territorio nazionale, finalizzate alla tutela
dell’integrita’ della vita, dei beni, degli insediamenti e
dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti
da calamita’ naturali, da catastrofi e da altri grandi
eventi, che determinino situazioni di grave rischio, salvo
quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112. Per le finalita’ di cui al presente comma, e’
istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
un Comitato paritetico Stato-regioni-enti locali, nel cui
ambito la Conferenza unificata, istituita dal decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, designa i propri
rappresentanti. Con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono emanate le norme per la composizione e il
funzionamento del Comitato.
2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri predispone
gli indirizzi operativi dei programmi di previsione e
prevenzione dei rischi, nonche’ i programmi nazionali di
soccorso e i piani per l’attuazione delle conseguenti
misure di emergenza, di intesa con le regioni e gli enti
locali.
3. Nell’ambito della Presidenza del Consiglio dei
Ministri operano il Servizio sismico nazionale, la
Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione
dei grandi rischi ed il Comitato operativo della protezione
civile.
3-bis. …

[Continua nel file zip allegato]

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