TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 settembre 2006, n.259 | Chimici.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 settembre 2006, n.259

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 settembre 2006, n.259 - Testo del decreto-legge 22 settembre 2006, n. 259, coordinato con la legge di conversione 20 novembre 2006, n. 281 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 3), recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche.». (GU n. 271 del 21-11-2006)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 settembre 2006, n.259

Testo del decreto-legge 22 settembre 2006, n. 259, coordinato con la
legge di conversione 20 novembre 2006, n. 281 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 3), recante: «Disposizioni urgenti per
il riordino della normativa in tema di intercettazioni telefoniche.».

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate sul video tra i segni ((…))

A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1.
1. L’articolo 240 del codice di procedura penale e’ sostituito dal
seguente:
«Art. 240 (Documenti anonimi ed atti relativi ad intercettazioni
illegali). – 1. I documenti che contengono dichiarazioni anonime non
possono essere acquisiti ne’ in alcun modo utilizzati, salvo che
costituiscano corpo del reato o provengano comunque dall’imputato.
(( 2. Il pubblico ministero dispone l’immediata secretazione e la
custodia in luogo protetto dei documenti, dei supporti e degli atti
concernenti dati e contenuti di conversazioni o comunicazioni,
relativi a traffico telefonico e telematico, illegalmente formati o
acquisiti. Allo stesso modo provvede per i documenti formati
attraverso la raccolta illegale di informazioni. Di essi e’ vietato
effettuare copia in qualunque forma e in qualunque fase del
procedimento ed il loro contenuto non puo’ essere utilizzato.))
(( 3. Il pubblico ministero, acquisiti i documenti, i supporti e gli
atti di cui al comma 2, entro quarantotto ore, chiede al giudice per
le indagini preliminari di disporne la distruzione.))
(( 4. Il giudice per le indagini preliminari entro le successive
quarantotto ore fissa l’udienza da tenersi entro dieci giorni, ai
sensi dell’articolo 127, dando avviso a tutte le parti interessate,
che potranno nominare un difensore di fiducia, almeno tre giorni
prima della data dell’udienza.))
(( 5. Sentite le parti comparse, il giudice per le indagini
preliminari legge il provvedimento in udienza e, nel caso ritenga
sussistenti i presupposti di cui al comma 2, dispone la distruzione
dei documenti, dei supporti e degli atti di cui al medesimo comma 2 e
vi da’ esecuzione subito dopo alla presenza del pubblico ministero e
dei difensori delle parti.))
(( 6. Delle operazioni di distruzione e’ redatto apposito verbale,
nel quale si da’ atto dell’avvenuta intercettazione o detenzione o
acquisizione illecita dei documenti, dei supporti e degli atti di cui
al comma 2 nonche’ delle modalita’ e dei mezzi usati oltre che dei
soggetti interessati, senza alcun riferimento al contenuto degli
stessi documenti, supporti e atti.».))

Riferimenti normativi:
– Si riporta il testo dell’art. 127 del codice di
procedura penale:
«Art. 127 (Procedimento in camera di consiglio). – 1.
Quando si deve procedere in camera di consiglio, il giudice
o il presidente del collegio fissa la data dell’udienza e
ne fa dare avviso alle parti, alle altre persone
interessate e ai difensori. L’avviso e’ comunicato o
notificato almeno dieci giorni prima della data predetta.
Se l’imputato e’ privo di difensore, l’avviso e’ dato a
quello di ufficio.
2. Fino a cinque giorni prima dell’udienza possono
essere presentate memorie in cancelleria.
3. Il pubblico ministero, gli altri destinatari
dell’avviso nonche’ i difensori sono sentiti se compaiono.
Se l’interessato e’ detenuto o internato in luogo posto
fuori della circoscrizione del giudice e ne fa richiesta,
deve essere sentito prima del giorno dell’udienza, dal
magistrato di sorveglianza del luogo.
4. L’udienza e’ rinviata se sussiste un legittimo
impedimento dell’imputato o del condannato che ha chiesto
di essere sentito personalmente e che non sia detenuto o
internato in luogo diverso da quello in cui ha sede il
giudice.
5. Le disposizioni dei commi 1, 3 e 4, sono previste a
pena di nullita’.
6. L’udienza si svolge senza la presenza del pubblico.
7. Il giudice provvede con ordinanza comunicata o
notificata senza ritardo ai soggetti indicati nel comma 1,
che possono proporre ricorso per cassazione.
8. Il ricorso non sospende l’esecuzione dell’ordinanza,
a meno che il giudice che l’ha emessa disponga diversamente
con decreto motivato.
9. L’inammissibilita’ dell’atto introduttivo del
procedimento e’ dichiarata dal giudice con ordinanza, anche
senza formalita’ di procedura, salvo che sia altrimenti
stabilito. Si applicano le disposizioni dei commi 7 e 8.
10. Il verbale di udienza e’ redatto soltanto in forma
riassuntiva a norma dell’art. 140 comma 2.».

Art. 2.
1. All’articolo 512 del codice di procedura penale, dopo il comma 1
e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. E’ sempre consentita la lettura dei verbali relativi
all’acquisizione ed alle operazioni di distruzione degli atti di cui
all’articolo 240».

Riferimenti normativi:
– Si riporta il testo dell’art. 512 del codice di procedura
penale, come modificato dalla presente legge:
«Art. 512 (Lettura di atti per sopravvenuta impossibilita’ di
ripetizione). – 1. Il giudice, a richiesta di parte, dispone che sia
data lettura degli atti assunti dalla polizia giudiziaria, dal
pubblico ministero, dai difensori delle parti private e dal giudice
nel corso della udienza preliminare quando, per fatti o circostanze
imprevedibili, ne e’ divenuta impossibile la ripetizione.
1-bis. E’ sempre consentita la lettura dei verbali relativi
all’aquisizione ed alle operazioni di distruzione degli atti di cui
all’art. 240».

Art. 3.
(( 1. Chiunque consapevolmente detiene gli atti, i supporti o i
documenti di cui sia stata disposta la distruzione ai sensi
dell’articolo 240 del codice di procedura penale e’ punito con la
pena della reclusione da sei mesi a quattro anni.))
(( 2. Si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni se il
fatto di cui al comma 1 e’ commesso da un pubblico ufficiale o da un
incaricato di pubblico servizio.))

Art. 4.
(( 1. A titolo di riparazione puo’ essere richiesta all’autore della
pubblicazione degli atti o dei documenti di cui al comma 2
dell’articolo 240 del codice di procedura penale, al direttore
responsabile e all’editore, in solido fra loro, una somma di denaro
determinata in ragione di cinquanta centesimi per ogni copia
stampata, ovvero da 50.000 a 1.000.000 di euro secondo l’entita’ del
bacino di utenza ove la diffusione sia avvenuta con mezzo
radiofonico, televisivo o telematico. In ogni caso, l’entita’ della
riparazione non puo’ essere inferiore a 10.000 euro.))
(( 2. L’azione puo’ essere proposta da parte di coloro a cui i detti
atti o documenti fanno riferimento. L’azione si prescrive nel termine
di cinque anni dalla data della pubblicazione. Agli effetti della
prova della corrispondenza degli atti o dei documenti pubblicati con
quelli di cui al comma 2 dell’articolo 240 del codice di procedura
penale fa fede il verbale di cui al comma 6 dello stesso articolo. Si
applicano, in quanto compatibili, le norme di cui al capo III del
titolo I del libro IV del codice di procedura civile.))
(( 3. L’azione e’ esercitata senza pregiudizio di quanto il Garante
per la protezione dei dati personali possa disporre ove accerti o
inibisca l’illecita diffusione di dati o di documenti, anche a
seguito dell’esercizio di diritti da parte dell’interessato.))
(( 4. Qualora sia promossa per i medesimi fatti di cui al comma 1
anche l’azione per il risarcimento del danno, il giudice tiene conto,
in sede di determinazione e liquidazione dello stesso, della somma
corrisposta ai sensi del comma 1.))

Riferimenti normativi:
– Il capo III del titolo I del libro IV del codice di
procedura civile tratta dei procedimenti cautelari.

Art. 5.
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Cam…

[Continua nel file zip allegato]

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 settembre 2006, n.259

Chimici.info