TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 - Testo del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 113 del 16 maggio 2012), coordinato con la legge di conversione 12 luglio 2012, n. 100 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile». (12A07782) - (GU n. 162 del 13-7-2012 | Chimici.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 – Testo del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 113 del 16 maggio 2012), coordinato con la legge di conversione 12 luglio 2012, n. 100 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile». (12A07782) – (GU n. 162 del 13-7-2012

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 - Testo del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 113 del 16 maggio 2012), coordinato con la legge di conversione 12 luglio 2012, n. 100 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile». (12A07782) - (GU n. 162 del 13-7-2012 )

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012 , n. 59

Testo del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale
– serie generale – n. 113 del 16 maggio 2012), coordinato con la
legge di conversione 12 luglio 2012, n. 100 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per
il riordino della protezione civile». (12A07782)

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, nonche’
dell’art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo unico, al solo fine di
facilitare la lettura sia delle disposizioni del decreto-legge,
integrate con le modifiche apportate dalla legge di conversione, che
di quelle modificate o richiamate nel decreto, trascritte nelle note.
Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )).

A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Disposizioni in materia di protezione civile

1. Alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni:
(( a) all’articolo 2 e’ premesso il seguente:
«Art. 1-bis (Servizio nazionale della protezione civile). – 1. E’
istituito il Servizio nazionale della protezione civile al fine di
tutelare l’integrita’ della vita, i beni, gli insediamenti e
l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamita’
naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi.
2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua
delega, un Ministro con portafoglio o il Sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio,
per il conseguimento delle finalita’ del Servizio nazionale della
protezione civile, promuove e coordina le attivita’ delle
amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, delle regioni,
delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali e
territoriali e di ogni altra istituzione e organizzazione pubblica e
privata presente sul territorio nazionale.
3. Per il conseguimento delle finalita’ di cui al comma 2, il
Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega ai
sensi del medesimo comma 2, un Ministro con portafoglio o il
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
segretario del Consiglio, si avvale del Dipartimento della protezione
civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri»; ))
b) nell’articolo 2, comma 1, la lettera c) e’ sostituita dalla
seguente: «c) calamita’ naturali o connesse con l’attivita’ dell’uomo
che in ragione della loro intensita’ ed estensione debbono, con
immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri
straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di
tempo.»;
(( b-bis) l’articolo 3 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 3 (Attivita’ e compiti di protezione civile). – 1. Sono
attivita’ di protezione civile quelle volte alla previsione e alla
prevenzione dei rischi, al soccorso delle popolazioni sinistrate e ad
ogni altra attivita’ necessaria e indifferibile, diretta al contrasto
e al superamento dell’emergenza e alla mitigazione del rischio,
connessa agli eventi di cui all’articolo 2.
2. La previsione consiste nelle attivita’, svolte anche con il
concorso di soggetti scientifici e tecnici competenti in materia,
dirette all’identificazione degli scenari di rischio probabili e, ove
possibile, al preannuncio, al monitoraggio, alla sorveglianza e alla
vigilanza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti livelli di
rischio attesi.
3. La prevenzione consiste nelle attivita’ volte a evitare o a
ridurre al minimo la possibilita’ che si verifichino danni
conseguenti agli eventi di cui all’articolo 2, anche sulla base delle
conoscenze acquisite per effetto delle attivita’ di previsione. La
prevenzione dei diversi tipi di rischio si esplica in attivita’ non
strutturali concernenti l’allertamento, la pianificazione
dell’emergenza, la formazione, la diffusione della conoscenza della
protezione civile nonche’ l’informazione alla popolazione e
l’applicazione della normativa tecnica, ove necessarie, e l’attivita’
di esercitazione.
4. Il soccorso consiste nell’attuazione degli interventi integrati
e coordinati diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli
eventi di cui all’articolo 2 ogni forma di prima assistenza.
5. Il superamento dell’emergenza consiste unicamente
nell’attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti,
delle iniziative necessarie e indilazionabili volte a rimuovere gli
ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita.
6. I piani e i programmi di gestione, tutela e risanamento del
territorio devono essere coordinati con i piani di emergenza di
protezione civile, con particolare riferimento a quelli previsti
all’articolo 15, comma 3-bis, e a quelli deliberati dalle regioni
mediante il piano regionale di protezione civile.
7. Alle attivita’ di cui al presente articolo le amministrazioni
competenti provvedono nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente»;
b-ter) dopo l’articolo 3 sono inseriti i seguenti:
«Art. 3-bis (Sistema di allerta nazionale per il rischio
meteo-idrogeologico e idraulico). – 1. Nell’ambito delle attivita’ di
protezione civile, il sistema di allerta statale e regionale e’
costituito dagli strumenti, dai metodi e dalle modalita’ stabiliti
per sviluppare e per acquisire la conoscenza, le informazioni e le
valutazioni, in tempo reale, relative al preannuncio, all’insorgenza
e all’evoluzione dei rischi conseguenti agli eventi di cui
all’articolo 2 al fine di allertare e di attivare il Servizio
nazionale della protezione civile ai diversi livelli territoriali.
2. Nel rispetto delle competenze attribuite alle regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano, il governo e la gestione
del sistema di allerta nazionale sono assicurati dal Dipartimento
della protezione civile e dalle regioni, attraverso la rete dei
Centri funzionali di cui alla direttiva del Presidente del Consiglio
dei Ministri 27 febbraio 2004, pubblicata nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’11 marzo 2004, dal Servizio
meteorologico nazionale distribuito di cui al comma 4 del presente
articolo, dalle reti strumentali di monitoraggio e di sorveglianza e
dai presidi territoriali di cui al decreto-legge 11 giugno 1998, n.
180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n.
267, e al decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 dicembre 2000, n. 365, nonche’ dai
centri di competenza e da ogni altro soggetto chiamato a concorrere
funzionalmente e operativamente a tali reti. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono definiti i principi per l’individuazione e il funzionamento dei
centri di competenza.
3. Sulla base dei livelli di rischio, anche previsti, di cui al
comma 1, ogni regione provvede a determinare le procedure e le
modalita’ di allertamento del proprio sistema di protezione civile ai
diversi livelli di competenza territoriale ai sensi del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e del decreto-legge 7 settembre
2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre
2001, n. 401.
4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione si provvede all’attuazione del Servizio meteorologico
nazionale distribuito (SMND), nel rispetto della normativa vigente in
materia per i diversi settori. I compiti del SMND sono stabiliti con
decreto del Presidente della Repubblica.
5. Le amministrazioni competenti provvedono all’attuazione del
presente articolo nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
«Art. 3-ter (Gestione delle reti di monitoraggio e uso delle
radiofrequenze). – 1. Per la gestione delle reti strumentali di
monitoraggio, le regioni, alle quali sono stati trasferiti i servizi
in precedenza svolti dal Servizio idrografico e mareografico
nazionale (SIMN) del Dipartimento per i servizi tecnici nazionali, in
attuazione dell’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 24 luglio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
239 dell’11 ottobre 2002, con la rettifica pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 5 novembre 2002, sono
esentate dal pagamento dei diritti amministrativi e dei contributi
per la concessione del diritto individuale d’uso delle frequenze per
l’esercizio dell’attivita’ radioelettrica a sussidio
dell’espletamento dei predetti servizi, individuate da un apposito
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare, su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione, ai sensi
dell’articolo 6 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 24 luglio 2002. Lo schema di decreto, corredato di una
relazione tecnica volta ad attestarne la neutralita’ dal punto di
vista finanziario, e’ trasmesso alle Camere per l’espressione, entro
venti giorni dalla data di trasmissione, del parere delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari.
Decorso tale termine, il decreto puo’ essere comunque adottato.
2. Il Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per le
comunicazioni e’ autorizzato ad apportare, sulla base del Piano
nazionale di ripartizione delle frequenze, eventuali modificazioni al
decreto di cui al comma 1, conseguenti ad aggiornamenti del predetto
Piano e all’evoluzione della normativa europea e internazionale in
materia.
3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica»; ))
c) nell’articolo 5:
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. Al verificarsi degli
eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), ovvero nella loro
imminenza, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega, (( di un Ministro con
portafoglio )) o del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio, (( anche su
richiesta del presidente della regione o delle regioni
territorialmente interessate e comunque acquisita l’intesa delle
medesime regioni, )) delibera lo stato di emergenza, determinandone
durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla
qualita’ ed alla natura degli eventi, (( disponendo in ordine
all’esercizio del potere di ordinanza )) nonche’ indicando
l’amministrazione pubblica competente in via ordinaria a coordinare
gli interventi conseguenti all’evento successivamente alla scadenza
del termine di durata dello stato di emergenza. Con le medesime
modalita’ si procede alla eventuale revoca dello stato di emergenza
al venire meno dei relativi presupposti.»;
2) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. La durata della
dichiarazione dello stato di emergenza non puo’, di regola, superare
i (( novanta )) giorni. Uno stato di emergenza gia’ dichiarato,
previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri, puo’
essere prorogato ovvero rinnovato, di regola, per non piu’ di ((
sessanta )) giorni.»;
3) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. Per l’attuazione
degli interventi da effettuare durante lo stato di emergenza
dichiarato (( a seguito degli eventi di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera )) c), si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad
ogni disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati
nel decreto di dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto
dei principi generali dell’ordinamento giuridico. (( Le ordinanze
sono emanate, acquisita l’intesa delle regioni territorialmente
interessate, dal Capo del Dipartimento della protezione civile, salvo
che sia diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di
emergenza di cui al comma 1. L’attuazione delle ordinanze e’ curata
in ogni caso dal Capo del Dipartimento della protezione civile. Con
le ordinanze, nei limiti delle risorse a tali fini disponibili a
legislazione vigente, si dispone in ordine all’organizzazione e
all’effettuazione dei servizi di soccorso e di assistenza alla
popolazione interessata dall’evento, alla messa in sicurezza degli
edifici pubblici e privati e dei beni culturali gravemente
danneggiati o che costituiscono minaccia per la pubblica e privata
incolumita’, nonche’ al ripristino delle infrastrutture e delle reti
indispensabili per la continuita’ delle attivita’ economiche e
produttive e per la ripresa delle normali condizioni di vita, e
comunque agli interventi volti ad evitare situazioni di pericolo o
maggiori danni a persone o a cose»; ))
4) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis. Le ordinanze di
cui al comma 2 sono trasmesse per informazione (( al Ministro con
portafoglio delegato ai sensi del comma 1 )) ovvero al Presidente del
Consiglio dei Ministri. Le ordinanze emanate entro il (( trentesimo
)) giorno dalla dichiarazione dello stato di emergenza sono
immediatamente efficaci e sono altresi’ trasmesse al Ministero
dell’economia e delle finanze perche’ comunichi gli esiti della loro
(( verifica )) al Presidente del Consiglio dei Ministri.
Successivamente al (( trentesimo )) giorno dalla dichiarazione dello
stato di emergenza le ordinanze sono emanate previo concerto del
Ministero dell’economia e delle finanze, limitatamente ai profili
finanziari.»;
5) il comma 3 e’ abrogato;
6) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Il Capo del
Dipartimento della protezione civile, per l’attuazione degli
interventi previsti nelle ordinanze di cui al comma 2, si avvale
delle componenti e delle strutture operative del Servizio nazionale
della protezione civile, di cui agli articoli 6 e 11, coordinandone
l’attivita’ e impartendo specifiche disposizioni operative. Le
ordinanze emanate ai sensi del comma 2 individuano i soggetti
responsabili per l’attuazione degli interventi previsti ai quali
affidare ambiti definiti di attivita’, identificati nel soggetto
pubblico ordinariamente competente allo svolgimento delle predette
attivita’ in via prevalente, salvo motivate eccezioni. Qualora il
Capo del Dipartimento si avvalga di commissari delegati, il relativo
provvedimento di delega deve specificare il contenuto dell’incarico,
i tempi e le modalita’ del suo esercizio. I commissari delegati sono
scelti, tranne motivate eccezioni, tra i soggetti per cui la legge
non prevede alcun compenso per lo svolgimento dell’incarico. Le
funzioni del commissario delegato cessano con la scadenza dello stato
di emergenza. I provvedimenti adottati in attuazione delle ordinanze
sono soggetti ai controlli previsti dalla normativa vigente.»;
7) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4-bis. Per l’esercizio delle funzioni loro attribuite ai sensi del
comma 4, non e’ prevista la corresponsione di alcun compenso per il
Capo del Dipartimento della protezione civile e per i commissari
delegati, ove nominati tra i soggetti responsabili titolari di
cariche elettive pubbliche. Ove si tratti di altri soggetti e ne
ricorrano i requisiti, ai commissari delegati e ai soggetti che
operano in attuazione delle ordinanze di cui al comma 2 si applica
l’articolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
il compenso e’ commisurato proporzionalmente alla durata
dell’incarico, (( nel limite del parametro massimo costituito dal 70
per cento del trattamento economico previsto per il primo presidente
della Corte di cassazione. ))
4-ter. Almeno dieci giorni prima della scadenza del termine di cui
al comma 1-bis, il Capo del Dipartimento della protezione civile
emana, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze,
apposita ordinanza volta a favorire e regolare il subentro
dell’amministrazione pubblica competente in via ordinaria a
coordinare gli interventi, conseguenti all’evento, che si rendono
necessari successivamente alla scadenza del termine di durata dello
stato di emergenza. Ferma in ogni caso l’inderogabilita’ dei vincoli
di finanza pubblica, con tale ordinanza possono essere altresi’
emanate, per la durata massima di sei mesi (( non prorogabile e per i
soli interventi connessi all’evento, )) disposizioni derogatorie a
quelle in materia di affidamento di lavori pubblici e di acquisizione
di beni e servizi.
4-quater. Con l’ordinanza di cui al comma 4-ter puo’ essere
individuato, nell’ambito dell’amministrazione pubblica competente a
coordinare gli interventi, il soggetto cui viene intestata la
contabilita’ speciale appositamente aperta per l’emergenza in
questione, per la prosecuzione della gestione operativa della stessa,
per un periodo di tempo determinato ai fini del completamento degli
interventi previsti dalle ordinanze adottate ai sensi dei commi 2 e
4-ter. Per gli ulteriori interventi da realizzare secondo le
ordinarie procedure di spesa con le disponibilita’ che residuano alla
chiusura della contabilita’ speciale, le risorse ivi giacenti sono
trasferite alla regione o all’ente locale ordinariamente competente
ovvero, ove si tratti di altra amministrazione, sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva
riassegnazione.
(( 4-quinquies. Il Governo riferisce annualmente al Parlamento
sulle attivita’ di protezione civile riguardanti le attivita’ di
previsione, di prevenzione, di mitigazione del rischio e di
pianificazione dell’emergenza, nonche’ sull’utilizzo del Fondo per la
protezione civile.»; ))
8) al comma 5-bis:
8.1) (( il quinto periodo )) e’ sostituito dal seguente: «I
rendiconti corredati della documentazione giustificativa, nonche’
degli eventuali rilievi sollevati dalla Corte dei conti, sono
trasmessi al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato – Ragionerie territoriali
competenti, all’Ufficio del bilancio per il riscontro di regolarita’
amministrativa e contabile presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, nonche’, per conoscenza, al Dipartimento della protezione
Civile, (( alle competenti Commissioni parlamentari e al Ministero
dell’interno. I rendiconti sono altresi’ pubblicati nel sito internet
del Dipartimento della protezione civile»; ))
8.2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il presente
comma si applica anche nei casi di cui al comma 4-quater.»;
9) il comma 5-quater e’ sostituito dal seguente: «5-quater. A
seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, la Regione puo’
elevare la misura dell’imposta regionale di cui all’articolo 17,
comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un
massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alla misura
massima consentita.»;
10) il comma 5-quinquies e’ sostituito dal seguente:
«5-quinquies. Agli oneri connessi agli interventi conseguenti agli
eventi di cui all’articolo 2, relativamente ai quali il Consiglio dei
Ministri delibera la dichiarazione dello stato di emergenza, si
provvede con l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale di
protezione civile, come determinato annualmente ai sensi
dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009,
n. 196. Qualora sia utilizzato il fondo di cui all’articolo 28 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, il fondo e’ (( reintegrato in tutto o
in parte )), previa deliberazione del Consiglio dei Ministri,
mediante riduzione delle voci di spesa (( rimodulabili )) indicate
nell’elenco allegato alla presente legge. Con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri sono individuati l’ammontare complessivo
delle riduzioni delle dotazioni finanziarie da operare e le voci di
spesa interessate e le conseguenti modifiche degli obiettivi del
patto di stabilita’ interno, tali da garantire la neutralita’ in
termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni. ((
Anche in combinazione )) con la predetta riduzione delle voci di
spesa, il fondo di cui all’articolo 28 della legge n. 196 del 2009 ((
e’ corrispondentemente reintegrato, in tutto o in parte )), con le
maggiori entrate derivanti dall’aumento, deliberato dal Consiglio dei
Ministri, dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina
senza piombo, nonche’ dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato
come carburante di cui all’allegato I del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni. La misura dell’aumento, comunque non superiore a
cinque centesimi al litro, e’ stabilita, sulla base della
deliberazione del Consiglio dei Ministri, con provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle dogane in misura tale da determinare
maggiori entrate corrispondenti, (( tenuto conto dell’eventuale
ricorso alla modalita’ di reintegro di cui al secondo periodo )),
all’importo prelevato dal fondo di riserva. Per la copertura degli
oneri derivanti (( dalle disposizioni di cui al successivo periodo,
nonche’ )) dal differimento dei termini per i versamenti (( tributari
e contributivi disposti ai sensi del comma 5-ter, si provvede
mediante ulteriori riduzioni delle voci di spesa e aumenti
dell’aliquota di accisa di cui al )) terzo, quarto e quinto periodo.
(( In presenza di gravi difficolta’ per il tessuto economico e
sociale derivanti dagli eventi calamitosi che hanno colpito i
soggetti residenti nei comuni interessati, ai soggetti titolari di
mutui relativi agli immobili distrutti o inagibili, anche
parzialmente, ovvero alla gestione di attivita’ di natura commerciale
ed economica svolta nei medesimi edifici o comunque compromessa dagli
eventi calamitosi puo’ essere concessa, su richiesta, la sospensione
delle rate, per un periodo di tempo circoscritto, senza oneri
aggiuntivi per il mutuatario. Con ordinanze del Capo del Dipartimento
della protezione civile, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, le risorse di cui al primo periodo sono destinate, per
gli interventi di rispettiva competenza, alla Protezione civile
ovvero direttamente alle amministrazioni interessate. Lo schema del
decreto di cui al terzo periodo, corredato della relazione tecnica di
cui all’articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e
successive modificazioni, e’ trasmesso alle Camere per l’espressione,
entro venti giorni, del parere delle Commissioni competenti per i
profili di carattere finanziario. Decorso inutilmente il termine per
l’espressione del parere, il decreto puo’ essere comunque adottato.»;
))
11) dopo il comma 5-sexies e’ aggiunto il seguente comma:
«5-septies. Il pagamento degli oneri dei mutui attivati sulla base
di specifiche disposizioni normative a seguito di calamita’ naturali
e’ effettuato direttamente dal Ministero dell’economia e delle
finanze. Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
si procede ad una puntuale ricognizione dei predetti mutui ancora in
essere e dei relativi piani di ammortamento, nonche’
all’individuazione delle relative risorse finanziarie autorizzate per
il loro pagamento ed iscritte nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze ovvero nel bilancio autonomo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le relative risorse giacenti
in tesoreria, sui conti intestati alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, sono integralmente versate all’entrata del bilancio dello
Stato per la successiva riassegnazione allo Stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, al fine di provvedere al
pagamento del debito residuo e delle relative quote interessi.
Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri
decreti, alle occorrenti variazioni di bilancio.»;
d) nell’articolo 14:
1) al comma 2:
1.1) alla lettera a) le parole: «la direzione generale della
protezione civile e dei servizi antincendi» sono sostituite dalle
seguenti: «il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso
pubblico e della difesa civile»;
(( 1.2) la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
«b) assume, coordinandosi con il presidente della giunta
regionale, la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attivare
a livello provinciale, coordinandoli con gli interventi dei sindaci
dei comuni interessati; sono fatte salve le disposizioni vigenti
nell’ordinamento giuridico della regione Friuli-Venezia Giulia»; ))
2) al comma 3 le parole: «del Ministro per il coordinamento
della protezione civile» sono sostituite dalle seguenti: «, (( per
sua delega, di un Ministro con portafoglio )) o del Sottosegretario
di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri segretario del
Consiglio»;
e) nell’articolo 15:
1) al comma 1, le parole: «alla legge 8 giugno 1990, n. 142» sono
sostituite dalle seguenti: «al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, e successive modificazioni»;
2) al comma 3, secondo periodo, le parole «e il coordinamento dei
servizi di soccorso» sono sostituite dalle seguenti: «dei servizi di
emergenza che insistono sul territorio del comune, nonche’ il
coordinamento dei servizi di soccorso»;
(( 2-bis) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:
«3-bis. Il comune approva con deliberazione consiliare, entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, il piano di emergenza comunale previsto dalla normativa
vigente in materia di protezione civile, redatto secondo i criteri e
le modalita’ di cui alle indicazioni operative adottate dal
Dipartimento della protezione civile e dalle giunte regionali.
3-ter. Il comune provvede alla verifica e all’aggiornamento
periodico del proprio piano di emergenza comunale, trasmettendone
copia alla regione, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo
e alla provincia territorialmente competenti.
3-quater. Dall’attuazione dei commi 3-bis e 3-ter non devono
derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica»;
e-bis) l’articolo 20 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 20 (Disciplina delle ispezioni e del monitoraggio
dell’attuazione delle misure contenute nelle ordinanze di protezione
civile). – 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
adottato previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e
successive modificazioni, entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione, si provvede, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, alla disciplina di un sistema
di monitoraggio e di verifica dell’attuazione, anche sotto l’aspetto
finanziario, delle misure contenute nelle ordinanze di cui
all’articolo 5, nonche’ dei provvedimenti adottati in attuazione
delle medesime e delle ispezioni.
2. Il sistema di cui al comma 1 e’ tenuto ad assicurare la
continuita’ dell’azione di monitoraggio e la periodicita’ delle
ispezioni.
3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 1, e’ abrogato
il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
gennaio 1993, n. 51».
1-bis. All’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo
il comma 8 sono inseriti i seguenti:
«8-bis. Le spese per gli interventi realizzati direttamente dai
comuni e dalle province in relazione a eventi calamitosi in seguito
ai quali e’ stato deliberato dal Consiglio dei Ministri lo stato di
emergenza e che risultano effettuate nell’esercizio finanziario in
cui avviene la calamita’ e nei due esercizi successivi, nei limiti
delle risorse rese disponibili ai sensi del comma 8-ter, sono
escluse, con legge, dal saldo finanziario rilevante ai fini della
verifica del rispetto del patto di stabilita’ interno.
8-ter. Alla compensazione degli effetti in termini di indebitamento
netto e di fabbisogno derivanti dall’attuazione del comma 8-bis del
presente articolo si provvede anche mediante l’utilizzo delle risorse
del fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre
2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2008, n. 189, e successive modificazioni». ))
2. All’articolo 7 della legge 21 novembre 2000, n. 353, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: «2-bis. La flotta aerea
antincendio della Protezione civile e’ trasferita al Dipartimento dei
vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. (( Con
regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni )), su proposta
del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro dell’interno, sono stabiliti i tempi e le modalita’ di
attuazione del trasferimento, previa individuazione delle risorse
finanziarie, strumentali e umane allo scopo finalizzate, senza nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Restano fermi i
vigenti contratti comunque afferenti alla flotta aerea in uso al
Dipartimento della protezione civile ed ai relativi oneri si provvede
a valere sulle risorse di cui all’articolo 21, comma 9, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.»;
b) nel comma 4, la parola: «COAU» e’ sostituita dalle seguenti:
«Centro operativo di cui al comma 2» e le parole: «comma 2» sono
sostituite dalle seguenti: «medesimo comma».
3. All’articolo 2, comma 2-septies, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10, e successive modificazioni, dopo le parole:
«provvisoriamente efficaci.» sono inserite le seguenti: «Qualora la
Corte dei Conti non si esprima nei sette giorni i provvedimenti si
considerano efficaci.».
4. Il comma 2 dell’articolo 15, del decreto-legge 30 dicembre 2009,
n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,
n. 26, e’ abrogato.

Riferimenti normativi

Si riporta il testo dell’art. 2 della legge 24 febbraio
1992, n 225 (Tipologia degli eventi ed ambiti di
competenze), come modificato dalla presente legge:
“Art. 2. 1. Ai fini dell’attivita’ di protezione civile
gli eventi si distinguono in:
a) eventi naturali o connessi con l’attivita’ dell’uomo
che possono essere fronteggiati mediante interventi
attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in
via ordinaria;
b) eventi naturali o connessi con l’attivita’ dell’uomo
che per loro natura ed estensione comportano l’intervento
coordinato di piu’ enti o amministrazioni competenti in via
ordinaria;
c) calamita’ naturali o connesse con l’attivita’
dell’uomo che in ragione della loro intensita’ ed
estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere
fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare
durante limitati e predefiniti periodi di tempo. “.
La direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri
27 febbraio 2004 recante” Indirizzi operativi per la
gestione organizzativa e funzionale del sistema di
allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio
idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile”,
e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana 11 marzo 2004, n. 59, S.O.
Il decreto legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998 n. 67, e’ stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana 11 giugno 1998, n. 134.
Il decreto legge 12 settembre 2000, n. 279 recante
“Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico
molto elevato e in materia di protezione civile, nonche’ a
favore di zone colpite da calamita’ naturali” e’ Pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 12
ottobre 2000, n. 239.
Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112
(Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del
capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59) e’ stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 21
aprile 1998, n. 92, S.O.
Il decreto legge 7 settembre 2001, n. 343 convertito,
con modificazioni, legge 9 novembre 2001, n. 401
(Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento
operativo delle strutture preposte alle attivita’ di
protezione civile e per migliorare le strutture logistiche
nel settore della difesa civile) e’ stato pubblicato nella
Gazzetta. Ufficiale della Repubblica italiana 10 settembre
2001, n. 210.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 24 luglio 2002 e’ pubblicato nella G.U. 11 ottobre
2002, n. 239.
Si riporta il testo degli articoli 6 e 11 della legge
24 febbraio 1992, n. 225:
“Art. 6. Componenti del Servizio nazionale della
protezione civile.

—>TESTO COMPLETO IN FORMATO ZIP/PDF<---

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 – Testo del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 113 del 16 maggio 2012), coordinato con la legge di conversione 12 luglio 2012, n. 100 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile». (12A07782) – (GU n. 162 del 13-7-2012

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