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Servizi di prevenzione incendi concernenti attività di cui ai D.M. 16 novembre 1983

Servizi di prevenzione incendi concernenti attività di cui ai D.M. 16 novembre 1983 e 2 agosto 1984
Lettera Circolare

Nel quadro di applicazione del D.M. 16 novembre 1983 che ha
determinato l’elenco delle attività demandate, nel campo dei
rischi di incidenti rilevanti, all’esame degli Ispettori regionali od
interregionali del Corpo Nazionale dei vigili del fuoco, ai sensi del
D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577, sono emersi dubbi interpretativi in
merito alle procedure connesse con le valutazioni quantitative per le
categorie generali di Sostanze indicate ai punti 124, 125 e 150
dell’Allegato III, nonché ai punti 1 e 2 dell’Allegato II per
l’applicazione del D.M. stesso.E’ stata ravvisata la necessità
di rivolgere un quesito alla Commissione delle Comunità europee
onde conoscere la corretta interpretazione della direttiva 82/501/Cee
ai fini delle valutazioni di cui innanzi.Questo Ministero ha richiesto
a tale Commissione di conoscere se in ciascuna delle categorie
generali innanzi indicate siano da cumularsi anche quantitativi di
sostanze che risultino elencate, con nome specifico, in altri punti
degli Allegati II e III ed abbiano, peraltro, caratteristiche
corrispondenti a quelle proprie delle categorie generali stesse.A
chiarimento del quesito formulato è stato richiesto alla
suddetta Commissione, a titolo di esempio, di far conoscere se 40
tonnellate di gas infiammabile idrogeno, elencato al punto 24
dell’Allegato III, devono cumularsi a 170 tonnellate di gas
infiammabile metano ai fini di verifica del raggiungimento della
soglia fissata, per la voce 124 dell’Allegato III, in 200
tonnellate.La Commissione delle Comunità europee ha comunicato
che il quesito in questione, così come tutti i problemi di
interpretazione della direttiva, è stato discusso nel corso
delle riunioni che la Commissione stessa organizza periodicamente con
le Autorità competenti degli Stati membri.In merito al problema
posto, la Commissione stessa ha evidenziato che: certe particolari
sostanze infiammabili, benché ricadenti nelle categorie
generali degli Allegati II e III sono elencate, negli allegati stessi,
anche isolatamente, con soglie quantitative più basse, a causa
del particolare rischio di incidente rilevante che di per se stesse
possono costituire; quanto sopra, peraltro, non preclude che tali
sostanze debbano essere prese in considerazione anche nelle categorie
generali sotto cui ricadono; per il raggiungimento delle soglie
quantitative delle categorie generali degli Allegati II o III sono da
addizionare anche i quantitativi delle sostanze elencate con voce
specifica sotto altri punti degli allegati stessi; secondo la regola
dei 500 metri, riportata nel preambolo degli allegati II e III della
direttiva, qualsiasi quantità delle sostanze elencate in tali
allegati, presente in un raggio di 500 metri, deve essere addizionata
per il raggiungimento delle soglie quantitative.Per quanto innanzi
chiarito, nell’esempio sopra riportato, 40 tonnellate di gas
infiammabile idrogeno devono essere addizionate alle 170 tonnellate di
gas infiammabile metano per il raggiungimento della soglia di 200
tonnellate della voce 124 dell’Allegato III, tanto in caso di
ubicazione in unico impianto che nel caso di ubicazione in impianti
diversi di un medesimo fabbricante, quando distanti tra loro meno di
500 metri.Quanto sopra dovrà essere tenuto presente
nell’espletamento dei servizi di prevenzione incendi concernenti le
attività di cui ai D.M. 16 novembre 1983 e 2 agosto 1984.

Servizi di prevenzione incendi concernenti attività di cui ai D.M. 16 novembre 1983

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