Recepimento delle direttive 1999/43/CE e 1999/51/CE recanti modifiche alla direttiva 76/769/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 | Chimici.info

Recepimento delle direttive 1999/43/CE e 1999/51/CE recanti modifiche alla direttiva 76/769/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976

Recepimento delle direttive 1999/43/CE e 1999/51/CE recanti modifiche alla direttiva 76/769/CEE del Consiglio del 27 luglio 1976 relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi.
Decreto Ministeriale

Art. 11. Le sostanze riportate nell’allegato I del presente
decreto sono aggiunte a quelle di cui ai punti 27, 28 e 29
dell’appendice all’allegato I del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1982, n. 904, come sostituito dal decreto del
Ministro della sanità del 12 agosto 1998;2. Le sostanze
riportate nell’allegato II del presente decreto sono soppresse dalla
lista delle sostanze riportate al punto 27 dell’appendice all’allegato
I del decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.
904, come sostituito dal decreto del Ministro della sanità del
12 agosto 1998.3. I punti 18 e 20 dell’allegato al decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 904, come sostituito
dal decreto del Ministro della sanità del 12 agosto 1998,
è aggiunta la "sezione 4“ così come indicato
al punto 3 dell’allegato I al presente decreto.Art. 21. Le
disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 1 entrano in vigore dal
25 novembre 2000.2. Le restrizioni di cui ai punti 1, 2 e 3
dell’allegato I entrano in vigore dal 1° settembre 2000.Il
presente decreto verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.Allegato IRestrizioniDenominazione della
sostanza, dei gruppi di sostanze o di preparati1) Il punto 18 è
sostituito dal seguente:"18. Composti organostannici1. Non
possono essere immessi nel mercato per essere utilizzati come sostanze
e costituenti di preparati a formulazione libera da utilizzare con
funzioni di biocidi in vernici antivegetative.2. Non possono essere
utilizzati come sostanze e costituenti di preparati con funzione di
biocidi per impedire la formazione di incrostazioni di microrganismi,
piante o animali su:a) carene di:– imbarcazioni di lunghezza
fuori tutto, quale definita dalla norma ISO 8666, inferiore a 25
metri;– imbarcazioni di qualsiasi lunghezza utilizzate
prevalentemente nelle vie di navigazione interna e nei laghi;b)
gabbie, galleggianti, reti e qualsiasi altra apparecchiatura o
impianto utilizzato nella piscicoltura e nella molluschicoltura;c)
qualsiasi apparecchiatura o impianto parzialmente o totalmente
sommerso.Tali sostanze e preparati non possono:– essere immessi
nel mercato se non in imballaggi di capacità pari o superiore a
20 litri;– venduti al dettaglio al pubblico, ma esclusivamente
agli utilizzatori professionali.Salva l’applicazione di altre
disposizioni comunitarie in materia di classificazione, imballaggio ed
etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi,
sull’imballaggio di tali preparati devono figurare in maniera
leggibile e indelebile le seguenti diciture:– "Non
utilizzare sui battelli di lunghezza inferiore a 25 metri fuori tutto,
sulle imbarcazioni di qualsiasi lunghezza utilizzate prevalentemente
nelle vie di navigazione interna e nei laghi e su qualsiasi
apparecchiatura o impianto utilizzato in piscicoltura e
molluschicoltura.Riservato ad utilizzatori professionali".3. Le
disposizioni di cui alla sezione 2, lettera a), e le disposizioni
specifiche in materia di etichettatura di cui alla sezione 2 si
applicano ad Austria e Svezia a decorrere dal 1° gennaio 2003 e
saranno riesaminate dalla Commissione in cooperazione con gli Stati
membri e le parti interessate prima di tale data.4. Non sono ammessi
come sostanze e costituenti di preparati destinati ad essere
utilizzati nel trattamento di acque per uso industriale“.2) Il
punto 20 è sostituito dal seguente:"20. Pentaclorofenolo
(CAS n. 87-86-5) e relativi sali ed esteriNon sono ammessi in
concentrazione pari o superiore allo 0,1% in massa nelle sostanze e
nei preparati immessi sul mercato.In deroga a quanto precede, fino al
31 dicembre 2008, la Francia, l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna e il
Regno Unito possono decidere di non applicare tale disposizione alle
sostanze e ai preparati destinati ad essere utilizzati negli impianti
industriali che non consentono l’emissione e/o lo scarico di
pentaclorofenolo (PCP) in quantità superiori a quelle
prescritte dalle vigenti norme:a) per il trattamento del
legno.Tuttavia il legno trattato non può essere
utilizzato:– all’interno di edifici per scopi decorativi o meno,
indipendentemente dalla loro destinazione (abitazione, lavoro, tempo
libero);– per la fabbricazione e il ritrattamento di:i)
contenitori destinati a colture agricole;ii) imballaggi che possono
entrare in contatto con prodotti greggi, intermedi e/o finiti
destinati all’alimentazione umana e/o animale;iii) altri materiali che
possano contaminare i prodotti di cui ai precedenti punti i) e ii);b)
per l’impregnazione di tessuti pesanti e di fibre comunque non
destinati all’abbigliamento o all’arredamento;c) in via eccezionale
gli Stati membri possono autorizzare caso per caso utilizzatori
professionali specializzati ad effettuare in loco sul loro territorio
e in situazioni di emergenza trattamenti di restauro delle parti in
legno e in muratura di edifici di interesse culturale, artistico e
storico infestate dal fungo da carie secca (Serpula lacrymans) e dalla
putredine rossa.In ogni caso:a) il pentaclorofenolo utilizzato in
quanto tale o come componente di preparati impiegati nell’ambito delle
suddette deroghe deve avere un tenore totale di
esaclorodibenzoparadiossina (HCDD) non superiore a 2 parti per milione
(ppm);b) tali sostanze e preparati:– possono essere immessi sul
mercato solo in imballaggi di capacità pari o superiore a 20
litri;– non possono essere venduti al pubblico.Fatta salva
l’applicazione di altre disposizioni comunitarie in materia di
classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze e dei
preparati pericolosi, l’imballaggio di tali preparati dovrà
recare in modo leggibile e indelebile la dicitura:"Riservato agli
utilizzatori industriali e professionali".Inoltre, la presente
disposizione non si applica ai rifiuti oggetto del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22.3) La seguente sezione è aggiunta al
punto 21 (cadmio) dopo la sezione 3:"4. L’Austria e la Svezia che
già applicano al cadmio restrizioni più severe rispetto
a quelle previste dalle sezioni 1, 2 e 3 possono continuare ad
applicarle fino al 31 dicembre 2002. La Commissione riesaminerà
le disposizioni relative al cadmio previste dall’allegato I della
direttiva 76/769/CEE prima di tale data alla luce dei risultati della
valutazione dei rischi connessi al cadmio e in bse all’evoluzione
delle conoscenze e delle tecniche in materia di sostituti del
cadmio“.Allegato IIPunto 27 – Sostanze cancerogene:
categoria 2SostanzeNumeroNumero CENumero
CASNotepotassio
bicromato024-002-00-6231-906-67778-50.-ammonio
bicromato024-003-00-1232-143-17789-09-5sodio
bicromato024-004-00-7234-190-310588-01-9sodio bicromato
biidrato024-004-01-4234-190-37789-12-0cromile
cloruro024-005-00-2239-140-57789-00-6potassio
cromato024-006-00-8232-140-57789-00-6composti di cromo (VI), esclusi
bario cromato e quelli espressamente indicati nell’allegato I della
direttiva
67/548/CEE024-017-00-8–bromoetilene602-024-00-2209-800-6593-60-25-allil-1,3-benzodiossolo;
safrolo605-024-00-2202-345-494-59-7azocoloranti della benzidina;
coloranti del 4,4′ diarilazobifenile, esclusi quelli espressamente
indicati nell’allegato I della direttiva 67/548/CEE611-024-00-1–sodio
4-amino 3-(4′-[(2,4-diaminofenil)azol] [1,1′-bifenil]-4-iljazo]
-6(fenilazo)-5-idrossinaftalen-2,7-disolfonato; C.I. Direct Black
38611-025-00-7217-710-31937-37-7sodio
3,3′[(1,1′-bifenil]-4,4’diilbis(azo)]bis(4-aminonaftalen-1-solfonato);
C.I. Direct Red 28611-027-00-8209-358-4573-58-0toluen-2,4-diammonio
solfato612-126-00-9265-697-865321-67-7Punto 28 – Sostanze
mutagene: categoria 2SostanzeNumeroNumero
CENumero CASNotepotassio
bicromato024-002-00-6231-906-67778-50-9ammonio
bicromato024-003-00-1232-143-17789-09-5sodio
bicromato024-004-00-7234-190-310588-01-9sodio bicromato
biidrato024-004-01-4234-190-37789-12-0cromile
cloruro024-005-00-2239-056-814977-61-8potassio
cromato024-006-00-8232-140-57789-00-61, 3,
5,-tris(ossiranilmetil)-1,3,5-triazin-2,4-6(1H, 3H, SH)-trione;
TGIC615-021-00-6219-514-32451-62-9Punto 29 – Sostanze
tossiche per la riproduzione: categoria
1SostanzeNumeroNumero CENumero
CASNote1,2-dibromo-3-cloropropano602-021-00-6202-479-396-12-8Punto
29 – Sostanze tossiche per la riproduzoine: categoria
2SostanzeNumeroNumero CENumero
CASNoteftalato de
bis(2-metossietile)607-228-00-5204-212-6117-82-8Allegato
2SostanzeNumeroNumero CENumero
CASNoteIdocarburi aromatici in C8-10; olio leggero
destillato, frazione
altobollente648-011-00-5292-69-490989-39-2JDistillato di catrame di
lignite; olio fenolico648-025-00-1309-885-0101316-83-0J(Olio ottenuto
per distillazione da catrame di lignite costituito principalmente da
idrocarburi alifatici, naftenici e aromatici con numero di anelli da
uno a tre, loro alchil dericati, eteroaromatici e fenoli con uno e due
anelli con punto di ebollizione compreso nell’intervallo 150°C –
360°C ca)Coke (olio di catrame), pece
altobollente648-157-00-X140203-12-9Cole (olio di catrame), mescolato
con pece di olio altobollente648-158-00-5140203-13-0Coke (olio di
catrame) bassobollente, pece altobollente648-159-00-0140413-61-2

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