Pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 336 del 13 aprile 1994, con il quale le tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura allegati nn. 4 e 5 al D.P.R. 30 giugno 1965 | Chimici.info

Pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 336 del 13 aprile 1994, con il quale le tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura allegati nn. 4 e 5 al D.P.R. 30 giugno 1965

Pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 336 del 13 aprile 1994, con il quale le tabelle delle malattie professionali nell'industria e nell'agricoltura allegati nn. 4 e 5 al D.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, e successive integrazioni e modificazioni, sono state sostituite dalle tabelle allegate al decreto stesso.
Circolare Ministeriale

Nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 7 giugno 1994 è stato
pubblicato il decreto del Presidente della Repubblica n. 336 del 13
aprile 1994, con il quale le tabelle delle malattie professionali
nell’industria e nell’agricoltura allegati nn. 4 e 5 al D.P.R. 30
giugno 1965 n. 1124, e successive integrazioni e modificazioni,
sono state sostituite dalle tabelle allegate al decreto
stesso.Efficacia nel tempo
Il D.P.R. ha efficacia dal 22 giugno 1994.
Per effetto della espressa previsione contenuta nell’articolo unico
del provvedimento, e considerati i principi che reggono la successione
temporale delle leggi, il nuovo sistema tabellare (malattie,
lavorazioni, periodi massimi di indennizzabilità) si applica alle
fattispecie denunciate dopo la sua entrata in vigore.
Per i casi rientranti nel precedente sistema tabellare e non previsti
nel nuovo, per i quali l’assicurato abbia già presentato denuncia
tuttora in corso di istruttoria, continua ad essere applicata la
normativa in vigore al momento della presentazione della domanda.
Per i casi non rientranti nel precedente sistema tabellare e previsti
invece nel nuovo, per i quali l’assicurato abbia già presentato
domanda:
– se la denuncia tuttora in corso di istruttoria, verrà applicata la
più recente normativa con effetto dalla sua entrata in vigore. E’
implicito che per i casi comunque indennizzabili a conclusione
dell’istruttoria prevista ai sensi della sentenza n. 179/1988 della
Corte costituzionale (2), le prestazioni decorrono dalla data della
domanda; – se la denuncia è stata già definita negativamente, la
fattispecie può essere riesaminata ex novo – su istanza
dell’interessato – alla luce della più recente normativa con effetto
dalla sua entrata in vigore, ad eccezione dei casi esauriti perchè
colpiti dalla prescrizione o definiti con sentenza passata in
giudicato.Caratteristiche generali delle nuove tabelle
Le nuove tabelle riflettono i progressi delle conoscenze mediche
ed epidemiologiche in tema di nocività del lavoro, e costituiscono
altresì un adeguamento alle trasformazioni tecnologiche intervenute
nella realtà produttiva.
La tutela del rischio tecnopatico risulta notevolmente migliorata ed
ampliata con l’inserimento di malattie e lavorazioni prima non
contemplate, ma nel contempo razionalizzata, essendo stato corretto
(ad esempio per le broncopneumopatie) ovvero eliminato (ad esempio per
alcune lavorazioni otolesive) quanto non era più in linea con
l’evoluzione scientifica o con i mutamenti tecnologici.
In particolare, è stata dedicata una speciale cura alla individuazione
di forme nosologiche specifiche (per i tumori definendo anche l’organo
bersaglio) e alla descrizione analitica delle corrispondenti fonti di
rischio.
Le previsioni tabellari, inoltre, recepiscono gran parte delle
indicazioni emerse dopo la sentenza n. 179/1988 della Corte
costituzionale e riportano perciò equilibrio nel sistema, restituendo
all’area di tutela non tabellata, affidata all’onere della prova a
carico del lavoratore, il corretto ruolo di sussidiarietà nei
confronti dell’area tabellata, certa e salvaguardata da precise
garanzie per l’assicurato.
La nuova disciplina realizza anche un sostanziale allineamento con la
legislazione comunitaria; non sussistono infatti significative
divergenze rispetto all’elenco europeo delle malattie professionali
oggetto della Raccomandazione Cee del 22 maggio 1990, salvo che per le
malattie infettive e parassitarie, le quali come è noto sono nel
nostro sistema tutelate come infortuni sul lavoro, e per alcune
malattie “da postura e da movimenti ripetuti” (affezioni delle guaine
tendinee, dei tessuti peritendinei, ecc.). L’inserimento in tabella di
queste ultime, peraltro, subordinato all’acquisizione di dati
tecnico-scientifici e statistico-epidemiologici più probanti di quelli
oggi in possesso, e non può quindi che essere rinviato a futuri
aggiornamenti tabellari.
Si richiama, infine, l’attenzione sulla nuova articolazione delle voci
delle tabelle suddivise in sottovoci il più possibile specifiche per
permettere una più precisa rilevazione statistica delle malattie e dei
loro agenti causali, e per potenziare quindi il valore a fini
prevenzionali delle tabelle stesse.Nuova tabella
dell’industria. Esame analiticoVoci da 1 a 39. Malattie da agenti
chimici
Hanno subito prevalentemente rettifiche di natura formale, mirate
ad una più chiara ed articolata descrizione delle fonti di rischio.
Le modifiche sostanziali, parzialmente innovative, riguardano:
– la voce 23: sono stati aggiunti gli ozonuri ed i perossidi. Gli
ozonuri sono derivati organici dell’ozono molto simili ai perossidi;
questi ultimi vengono utilizzati spesso come catalizzatori, specie
nell’industria delle resine sintetiche;
– la voce 24: la dizione “isocianati” ha sostituito la dizione “esteri
dell’acido isocianico” per facilitare l’individuazione degli agenti
nocivi, appartenenti a tali classi di sostanze, più frequentemente
presenti nelle lavorazioni industriali;
– la voce 26: al punto c) sono state aggiunte le lavorazioni di
ricottura e sinterizzazione dei metalli, il punto f) stato cambiato al
fine di limitare agli ambienti chiusi le lavorazioni di prova dei
motori di combustione interna, ed infine è stato aggiunto l’ulteriore
punto g) per comprendere anche altre lavorazioni che comunque possono
esporre all’azione di ossidi di carbonio e che vengono svolti in
ambiente confinato;
– la voce 38: sono state previste manifestazioni neoplastiche da
clorometiletere e bisclorometiletere. Nelle sostanze sono stati
aggiunti gli epossidi, fondamentalmente per avere un riferimento
tabellare per l’epicloridrina, utilizzata nella produzione di resine
epossidiche;
– la voce 39: sono stati aggiunti i derivati delle aldeidi e degli
acidi organici per comprendere le ammidi ed in particolare la
dimetilformammide, largamente impiegata come solvente nell’industria
delle resine sintetiche.
Infine, esclusivamente ad esigenze di precisione rispondono le
correzioni apportate:
– alla voce 21, ove si fa riferimento in maniera più puntuale
all'”acido carbammico” e all'”acido tiocarbammico”, anzichè all'”acido
carbonico” e “tiocarbonico”, per definire i carbammati e i
tiocarbammati;
– alla voce 32, ove si è aggiunta la dizione “con le loro conseguenze
dirette” che era stata omessa nella tabella precedente.Voci da
40 a 49 esclusa la 42. Affezioni a carico dell’ apparato respiratorio
Costituiscono, insieme con l’ipoacusia di cui si dirà appresso,
l’area di tecnopatie alla quale stato dedicato il maggiore impegno di
razionalizzazione e di chiarificazione su basi scientifiche, sia con
riferimento ai quadri patologici sia con riguardo alle fonti di
rischio.
Come noto, la precedente tabella prevedeva la tutela di queste
malattie articolata in tre voci “47, 48 e 49) con l’indicazione del
termine “broncopneumopatia”.
Questa formulazione ha generato confusione operativa, notevole
contenzioso e talvolta un ingiustificato allargamento di tutela a
forme morbose rientranti nella patologia comune, a causa del fatto che
la dizione generica di broncopneumopatia non indica un quadro
nosologico con connotazioni sufficientemente specifiche per il
riconoscimento di una malattia professionale.
La nuova tabella, invece, in luogo delle broncopneumopatie, prevede
forme morbose a carattere specifico, e cio asma bronchiale primario
estrinseco (voce 40), alveolite allergica estrinseca (voce 41),
pneumoconiosi (voci 43, 44, 45 e 46), siderosi (voce 47) e bissinosi
(voce 48).
L’asma bronchiale primario estrinseco e l’alveolite allergica
estrinseca rinviano a specifiche e ben definite patologie che non
possono essere più confuse con le semplici broncopneumopatie di
origine extraprofessionale.
Lo stesso può dirsi per le pneumoconiosi; questa nuova dizione
indirizza senza equivoci a patologie da lavoro, che sono ascrivibili
solo ad inalazioni di polveri in specifiche condizioni di rischio, e
che in sede nazionale ed internazionale sono state oggetto di una
avanzata definizione dal punto di vista clinico e radiologico.
La classificazione dei quadri radiologici operata dal B.I.T.
costituisce, infatti, l’esemplificazione migliore di tale impegno
nosografico, e a questi riferimenti internazionali sarà necessario
essere aderenti quanto più possibile in sede di diagnosi e di
valutazione medico-legale.
L’intento migliorativo nella specificazione, teso ad evitare
incertezze diagnostiche nei confronti di patologie comuni, risulta con
tutta chiarezza anche dalle voci 47 (siderosi) e 48 (bissinosi), che
fanno riferimento a specifiche situazioni cliniche, strumentali e di
rischio lavorativo.
L’unica malattia con quadro nosologico aspecifico è prevista alla voce
49 (bronchite cronica ostruttiva), ma la precisa e limitante
individuazione delle fonti di rischio dovrebbe ridurre al minimo gli
eventuali dubbi diagnostici.
Ciò precisato sotto il profilo medico, si passa ora all’illustrazione
delle lavorazioni e sostanze nocive.Voci 40 e 41. Asma
bronchiale primario estrinseco e Alveoliti allergiche estrinseche
Non richiedono commenti. Si fa soltanto notare che, per quanto
riguarda l’asma bronchiale originato da derivati animali, compresi gli
acari e gli altri artropodi, le attività riconosciute pericolose sono
limitate alla ricerca scientifica, alla didattica, all’allevamento,
addestramento e custodia degli animali, alla mattazione e
macellazione, alla lavorazione di concia delle pelli ed infine alla
produzione latto-casearia.Voci 43 e 44. Pneumoconiosi da
silicati, calcari e dolomie
Si premette che, a causa della limitata aggressività biologica di
quasi tutti i silicati (esclusi gli amianti e gli altri minerali
fibrosi e, in minor misura, i talichi e le miche) e di tutti i calcari
e le dolomie, condizioni di rischio di pneumoconiosi dovute a questi
agenti sono ipotizzabili solo in lavorazioni …

[Continua nel file zip allegato]

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