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Prevenzione infortuni

Prevenzione infortuni - D.M. 2-4-81
Circolare Ministeriale

Con D.M. 2 aprile 1981, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.
106 del 16 aprile 1981, è stata riconosciuta l’efficacia, ai
sensi dell’art. 395, ultimo comma, del D.P.R. 27 aprile 1955, n. 547,
di nuovi sistemi di sicurezza per elevatori trasferibili, in deroga
alle disposizioni di cui agli artt. 195 e seguenti, a seguito di
richiesta in tal senso avanzata dalla Confederazione Nazionale
dell’Artigianato – CNA-.Al fine di una uniforme applicazione delle
suddette norme, si ritiene opportuno impartire contestualmente alla
loro entrata in vigore le istruzioni e i chiarimenti di carattere
generale che seguono.CAMPO DI APPLICAZIONESi fa innanzi tutto
rilevare che la nuova disciplina, da considerare
"globalmente" in quanto è stata riconosciuta
l’efficacia almeno pari dell’intero sistema da essa previsto a quello,
alternativo, del D.P.R. 547 – si applica agli elevatori del tipo ad
argano impegnato, a frizione o anche idraulico, adibiti al trasporto
di solo materiale, con esclusione di altri con caratteristiche del
tutto peculiari (come, ad esempio, quelli a vite o a cremagliera o
azionati ad aria compressa), per i quali, pertanto, continuano a
trovare applicazione le sole norme del D.P.R. 547 o altre normative
specifiche. Si sottolinea, pertanto, che la normativa si riferisce
esclusivamente ad impianti c.d. trasferibili, che non siano
cioè installati stabilmente; a tale proposito è da
considerare che obiettivo preliminare della normativa è proprio
quello di fissare le caratteristiche essenziali che un elevatore deve
possedere per essere classificato trasferibile, per ricadere,
cioè, sostanzialmente, nella disciplina del DPR 547/55 e non in
quella sugli ascensori e montacarichi fissi (L. 1415/1942).Trattasi,
peraltro, di requisiti contenuti nella definizione di cui al punto 1,
astrattamente descritti, che vanno poi in concreto vagliati e che
devono essere mantenuti sia in sede di installazione che durante
l’esercizio.Per ovviare a difformità applicative, comunque, si
dovrà evitare di adottare criteri integrativi, non definibili
oggettivamente e tecnicamente, quali, ad esempio, l’elemento
"tempo", inteso come durata dell’esercizio dell’impianto in
una stessa localizzazione.VERIFICA DI PRIMA UTILIZZAZIONELa
problematica inerente alla classificazione degli elevatori –
identificabili in quelli disciplinati dagli artt. 195 e seguenti del
DPR 547 – è stata affrontata in sede di elaborazione della
normativa, con la previsione di determinati adempimenti finalizzati
all’effettuazione di un controllo degli impianti in argomento di
sistematicità.E’ fatto carico agli utilizzatori, infatti, (nel
caso che non vi abbiano già provveduto il costruttore o
l’installatore) per mettere in funzione l’apparecchio, di richiedere
all’Ispettorato territorilamente competente una verifica c.d. di prima
installazione, finalizzata pregiudizialmente proprio all’accertamento
dell’effettiva sussistenza dei requisiti di trasferibilità e di
corretta utilizzazione, la mancanza dei quali esclude automaticamente
l’applicazione del D.P.R. 547 e quindi del decreto in questione.Tenuto
conto, peraltro, della gravosità dei compiti istituzionali di
codesti Ispettorati, nel disciplinare detta prima verifica, si
è ritenuto di non dover indicare un termine, per la sua
effettuazione, perentorio; tuttavia, considerato che trascorsi 40
giorni dalla presentazione della domanda, è consentito
all’utente, per evitare un prolungato fermo dell’impianto, di metterlo
in esercizio sotto la propria responabilità, ove
difficoltà di carattere organizzativo non consentissero il
rispetto del predetto termine, si dovrà provvedere da parte di
codesti Uffici non appena ciò sia operativamente possibile.Si
ritiene peraltro di dover chiarire che, nel caso di una verifica
tardiva, con impianto, cioè già in esercizio,
dovrà riscontrarsi, tra l’altro, anche l’avvenuta annotazione
sul libretto di manutenzione, da parte del manutentore, delle
verifiche periodiche venute in scadenza, dall’inizio dell’esercizio
stesso, nonchè di ogni riparazione o lavoro, che, implicando
smontaggio di parti, richiedano la presenza del manutentore, per il
ripristino di dispositivi di sicurezza.LIBRETTO DI
MANUTENZIONEPer quanto riguarda il libretto di manutenzione di cui
al punto 37, si fa presente che il modello allegato al decreto
costituisce un semplice fac-simile, riportando le caratteristiche
funzionali basilari di un impianto tipo; pertanto, data la
diversità degli apparecchi, potranno essere richiesti
adattamenti od integrazioni, utilizzando le voci già indicate o
quella finale "altri dati tecnici".DISPOSIZIONI
TRANSITORIENella prima fase di applicazione del provvedimento
è prevedibile che possano sorgere difficoltà legate agli
adempimenti connessi alla richiesta di prima verifica.Codesti
Ispettorati, pertanto, valuteranno l’opportunità di concedere,
in caso di riscontrata non perfetta aderenza alla normativa, sempre
che nautralmente sussisteranno i requisiti di trasferibilità,
tempi tecnici per l’adeguamento.Per quanto riguarda, poi, gli
elevatori costruiti e già in uso prima dell’entrata in vigore
del decreto in questione, al fine di stabilirne la
trasferibilità o meno nel corso della normale attività
ispettiva, potranno essere convenientemente utilizzati i criteri
indicati al punto 1 della normativa.In relazione alle norme su
particolari dispositivi di sicurezza, è da rappresentare che,
pur dovendosi considerare, come già evidenziato, i nuovi
sistemi di sicurezza in alternativa, nel loro complesso, a quelli
previsti dal DPR 547, l’adeguamento ai nuovi sistemi potrà
essere attuato, eccezionalmente anche con carattere di
parzialità, rimanendo naturalmente fermo, per le parti non
adeguate al nuovo D.M., il rispetto delle corrispondenti norme del
citato DPR 547.A titolo esemplificativo, sempre limitatamente agli
impianti già in uso, lo spazio libero al fondo del vano di
corsa potrà essere realizzato nel rispetto dell’art. 201 del
DPR 547 ovvero adattando gli arresti automatici previsti al punto 16/1
della nuova normativa.

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