PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - COMUNICATO - Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010 | Chimici.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – COMUNICATO – Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - COMUNICATO - Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

COMUNICATO

Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli
incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la
stagione estiva 2010». (10A07677)

Al Presidente della regione Abruzzo

Al presidente della regione
Basilicata

Al presidente della regione
Calabria

Al presidente della regione
Campania

Al presidente della regione
Emilia-Romagna

Al presidente della regione
Friuli-Venezia Giulia

Al presidente della regione Lazio

Al presidente della regione Liguria

Al presidente della regione
Lombardia

Al presidente della regione Marche

Al presidente della regione Molise

Al presidente della regione
Piemonte

Al presidente della regione Puglia

Al presidente della regione
Sardegna

Al presidente della regione
Siciliana

Al presidente della regione Toscana

Al presidente della regione Umbria

Al presidente della regione Valle
d’Aosta

Al presidente della regione Veneto

Al presidente della provincia
autonoma di Bolzano

Al presidente della provincia
autonoma di Trento

p.c. all’on. Raffaele Fitto
Ministro per i rapporti con le
regioni

Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di
interfaccia ed i rischi conseguenti. La stagione estiva 2010.

Nel fornire come di consueto, in vista della prossima stagione
estiva, gli «indirizzi operativi» ai sensi dell’art. 5 della legge 9
novembre 2001, n. 401, affinche’ siano adottate tutte le iniziative
necessarie a prevenire e a fronteggiare gli incendi boschivi e di
interfaccia ed ogni situazione di emergenza conseguente, desidero in
primo luogo condividere con le SS.LL. alcune riflessioni.
I risultati dell’estate 2009, in termini di numero di incendi e
di ettari di superficie bruciata, pur dimostrando una variazione in
positivo dei dati complessivamente considerati, hanno posto in
evidenza il perdurare del fenomeno degli incendi, anche di vaste
dimensioni, che spesso da boschivi si trasformano rapidamente in
incendi di interfaccia; per fronteggiare i quali e’ necessaria, oltre
ad un’adeguata ed efficiente risposta in termini di lotta attiva,
anche una puntuale pianificazione di protezione civile a tutti i
livelli, nonche’ il coordinamento del flusso delle informazioni tra i
diversi soggetti locali, regionali e statali competenti.
Dalla ricognizione effettuata attraverso la scheda conoscitiva
diramata dal Dipartimento della protezione civile, vengono
riconfermate le differenze che vi sono in seno alle strutture delle
regioni e delle province autonome. In relazione a cio’, le esperienze
degli anni scorsi hanno dimostrato che, laddove le competenze e le
responsabilita’ in materia di incendi boschivi e di protezione civile
afferiscano a distinte titolarita’ in ambito regionale, solo un
puntuale coordinamento da parte dell’Ente regionale puo’ garantire
una efficace gestione degli eventi.
In merito e’ utile ribadire che la materia degli incendi boschivi
e’ inequivocabilmente, nel vigente ordinamento, posta in capo alle
amministrazioni regionali e alle province autonome, ad eccezione,
nell’ambito strettamente operativo, della responsabilita’ attribuita
al Dipartimento della protezione civile per il concorso della flotta
aerea dello stato nella lotta attiva, secondo le procedure gia’
emanate al riguardo. In tale contesto, partecipo alle SS.LL. con
soddisfazione l’ulteriore potenziamento dei mezzi aerei e
l’ottimizzazione del sistema di comando e controllo che, di fatto,
assicurano un incremento dell’efficacia del sistema nel suo
complesso.
Pertanto, nell’indicare, ai sensi dell’art. 1, comma 1, del
decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito dalla legge 26 luglio
2005, n. 152, l’inizio della prossima campagna estiva al 14 giugno
2010 e il termine al 30 settembre 2010, al fine di garantire una
risposta tempestiva ed efficace, sia di contrasto agli incendi
boschivi e di interfaccia, sia, eventualmente, di protezione civile,
vogliano le SS.LL. organizzare le proprie attivita’ secondo le
seguenti indicazioni:
a) attivita’ di previsione e prevenzione:
promuovere la definitiva attivazione presso ciascuna Regione
e Provincia Autonoma di tutti i Centri Funzionali Decentrati, di cui
alla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri emanata il
27 febbraio 2004, anche sviluppando, laddove possibile, i diversi
settori di rischio; in particolare curare quello preposto alle
attivita’ di previsione, monitoraggio e sorveglianza delle condizioni
di pericolosita’ e di rischio determinate dagli incendi boschivi e di
interfaccia, anche al fine di assicurare, secondo le indicazioni
delle linee guida di cui al decreto ministeriale 20 dicembre 2001,
Parte II, Punto 12, l’elaborazione e la diffusione di bollettini per
supportare l’organizzazione regionale di lotta attiva agli incendi
boschivi e per modulare i livelli di allertamento del sistema di
protezione civile, ai diversi livelli territoriali, per gli incendi
di interfaccia;
porre in essere ogni azione a carattere preventivo, anche di
stimolo ad enti e societa’ che gestiscono le infrastrutture nonche’
agli Enti locali, per la riduzione del rischio di innesco e di
propagazione degli incendi boschivi, in particolare nelle fasce
perimetrali delle zone antropizzate, delle infrastrutture strategiche
e della rete viaria, anche attraverso la minimizzazione della massa
combustibile e la realizzazione di fasce di salvaguardia, nel
rispetto del patrimonio forestale, del paesaggio e dei beni
ambientali;
sviluppare ogni possibile azione propulsiva, anche per le
finalita’ di cui all’art. 3, comma 3, lettera b), della legge n. 353
del 2000, affinche’ in particolare i Comuni, ai sensi dell’art. 10,
della medesima legge, completino l’istituzione del catasto delle aree
percorse dal fuoco e ne curino l’aggiornamento sulla base,
quantomeno, dei dati contenuti nel Sistema Informativo della Montagna
curato dal Corpo Forestale dello Stato, o comunque disponibili presso
sistemi regionali;
migliorare e potenziare l’organizzazione ed il coordinamento
del volontariato impiegato in particolare, ai diversi livelli
territoriali, nelle attivita’ di sorveglianza, vigilanza e presidio
del territorio, nelle aree e nei periodi di maggior rischio;
prevedere, ai sensi dell’art. 7, comma 6, della legge n. 353
del 2000, che parte del compenso per il personale stagionale sia di
natura incentivante in rapporto ai risultati conseguiti in termini di
riduzione delle aree percorse dal fuoco, seguendo l’esempio di
esperienze che hanno dato risultati positivi negli ultimi anni in
alcune realta’ italiane;
b) attivita’ di pianificazione ai sensi della legge quadro
sugli incendi boschivi:
definire la delimitazione delle aree e dei periodi a rischio,
prevedendo anche opportune iniziative finalizzate ad inibire ogni
azione, anche solo potenziale, che determini l’innesco di incendio,
definendo con le Prefetture-UTG l’eventuale attivita’ di controllo
del territorio da parte delle forze di polizia;
assicurare, ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge n. 353
del 2000, la revisione annuale del Piano regionale per la
programmazione delle attivita’ di previsione, prevenzione e lotta
attiva contro gli incendi boschivi, redatto secondo l’architettura
dettata dal decreto ministeriale 20 dicembre 2001, avendo cura di
evidenziare gli obiettivi prioritari da difendere, al fine di
supportare l’attivita’ decisionale nel definire le azioni di
contrasto;
garantire il necessario raccordo tra il predetto Piano
regionale ed i Piani per i Parchi e le Riserve Naturali dello Stato
predisposti dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
e del Mare, ai sensi dall’art. 8, della legge n. 353 del 2000;
definire nelle intese eventualmente sottoscritte a livello
regionale previste dall’art. 7, della legge n. 353 del 2000,
l’uniformita’ e l’ottimizzazione delle procedure operative di
intervento nelle attivita’ di contrasto a terra degli incendi,
definendo chiaramente chi ne assume la direzione ed il coordinamento
nel caso di soprassuoli prevalentemente forestati, oppure
prevalentemente antropizzati;
assicurare che il modello organizzativo per lo spegnimento a
terra preveda un congruo quantitativo di squadre di intervento
debitamente addestrate, dislocate per ambito territoriale di
pertinenza e in virtu’ degli obiettivi prioritari da difendere;
provvedere, altresi’, all’indispensabile presenza, per ognuno dei
suddetti ambiti territoriali, di almeno un direttore/responsabile
delle operazioni di spegnimento – dotato di professionalita’ e
profilo di responsabilita’ tali da consentire l’ottimale
coordinamento delle attivita’ delle squadre medesime con quelle dei
mezzi aerei – anche appartenente, previa specifica intesa, alle
strutture operative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e del
Corpo Forestale dello Stato;
c) attivita’ di pianificazione di protezione civile:
sollecitare e sostenere i Sindaci nella predisposizione e
aggiornamento dei piani comunali o intercomunali di protezione
civile, con particolare riferimento al rischio di incendi di
interfaccia, nella definizione delle procedure di allertamento del
sistema locale di protezione civile, nonche’ nelle attivita’ di
informazione alla popolazione al verificarsi di incendi boschivi e di
interfaccia sul territorio comunale;
promuovere l’elaborazione di specifici piani di emergenza per
gli insediamenti, le infrastrutture e gli impianti turistici, anche
temporanei, posti all’interno o in stretta adiacenza di aree boscate;
definire specifiche intese ed accordi tra regioni/province
autonome, al fine di poter condividere e programmare preventivamente
la disponibilita’ di uomini e mezzi, in particolare del volontariato,
nonche’ di mezzi aerei da destinare ad attivita’ di vigilanza e di
lotta attiva agli incendi boschivi, cosi’ come a piu’ generali
attivita’ di protezione civile, sia in caso di eventi particolarmente
intensi e dannosi, sia durante i periodi ritenuti a maggior rischio;
d) attivita’ di lotta attiva agli incendi boschivi e di
interfaccia e di gestione dell’emergenza:
assicurare la piena integrazione procedurale e operativa con
le amministrazioni statali, a livello centrale e periferico, in
relazione sia alle risorse strumentali sia alle conoscenze
specialistiche, valutando anche, ove necessario, il ricorso ad
accordi con le strutture operative statali presenti sul territorio
aventi, nel proprio bagaglio di esperienze e competenze, figure in
grado di soddisfare le esigenze operative che la struttura regionale
o provinciale non sia, eventualmente, in grado di assicurare
autonomamente;
garantire un costante collegamento tra le Sale Operative
Unificate Permanenti (SOUP), di cui all’art. 7, della legge n. 353
del 2000, e le Sale operative regionali di protezione civile, laddove
non gia’ integrate, nonche’ il necessario e permanente raccordo con
il Centro Operativo Aereo Unificato e la Sala Situazione Italia del
Dipartimento della protezione civile, ai fini, rispettivamente, della
richiesta di concorso aereo e del costante aggiornamento sulla
situazione a livello regionale delle emergenze derivanti dagli
incendi di interfaccia;
garantire la piu’ appropriata configurazione procedurale e
organizzativa della propria SOUP ovvero, per quanto concerne le
regioni a statuto speciale e le province autonome, dell’eventuale
analoga struttura di coordinamento, prevedendone un’operativita’ di
tipo continuativo, con la presenza di rappresentanti del Corpo
nazionale dei Vigili del Fuoco, del Corpo forestale dello Stato e dei
corpi forestali regionali e/o provinciali nonche’, ove necessario,
delle Forze di polizia, e delle altre componenti e strutture
operative di cui agli articoli 6 e 11, della legge n. 225 del 1992;
valutare il proseguimento della positiva esperienza dei
gemellaggi tra regioni e province autonome per l’attivita’ di lotta
attiva agli incendi boschivi che, negli anni scorsi, ha consentito,
oltre che un rilevante potenziamento del dispositivo di intervento in
alcune delle aree a maggior rischio del Paese, anche un proficuo
scambio di esperienze e conoscenze tra strutture ed operatori;
assicurare la puntuale attuazione delle «Disposizioni e
procedure per il concorso della flotta aerea dello Stato nella lotta
attiva agli incendi boschivi», emanate dal Dipartimento della
protezione civile, onde garantire la prontezza, l’efficacia e la
tempestivita’ degli interventi, nonche’ l’impiego ottimale dei mezzi
aerei rispetto alle tipologie di evento;
provvedere all’ottimizzazione delle procedure di valutazione
delle richieste di concorso allo spegnimento indirizzate al COAU-DPC,
essendo peraltro evidente quanto il ricorso al mezzo aereo debba
essere residuale – e riferito esclusivamente alle situazioni di reale
necessita’ – rispetto all’attivita’ di contrasto a terra;
adottare tutte le misure necessarie affinche’ impianti,
costruzioni ed opere che possono costituire ostacolo per il volo
degli aeromobili antincendio ed intralcio alle loro attivita’, siano
provvisti di segnalazione sia a terra che aeree, incrementando in tal
modo la sicurezza dei voli della flotta aerea antincendio;
provvedere al continuo aggiornamento delle informazioni
relative alle fonti di approvvigionamento idrico, con particolare
riferimento alla presenza anche temporanea di ostacoli al volo ed al
carico d’acqua;
definire opportune intese con le Capitanerie di Porto sia per
identificare e garantire aree a ridosso delle coste idonee per il
pescaggio dell’acqua a mare da parte dei mezzi aerei e sicure anche
per le attivita’ di pesca e balneazione, sia per assicurare
l’eventuale intervento da mare in soccorso alle popolazioni qualora
minacciate da incendi prossimi alla linea di costa.
Infine, si chiede di prestare particolare attenzione alla
promozione di iniziative per la diffusione della cultura di
protezione civile presso i cittadini, in particolare attraverso
l’adozione di strategie comunicative ed informative che mettano in
evidenza le gravi conseguenze sociali ed ambientali che derivano
dagli incendi boschivi e di interfaccia.
Confido vivamente nella tempestiva e puntuale ottemperanza dei
presenti indirizzi operativi, anche con il concorso di tutte le
diverse componenti istituzionali chiamate ad operare in materia a
diverso titolo, al fine di garantire il coordinamento della risposta
organizzativa ed operativa nella stagione estiva 2010.
Roma, 11 giugno 2010

Il Presidente: Berlusconi

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – COMUNICATO – Atto di indirizzo recante: «Indirizzi operativi per fronteggiare gli incendi boschivi e di interfaccia ed i rischi conseguenti per la stagione estiva 2010». (10A07677) (GU n. 142 del 21-6-2010

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