PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - COMUNICATO - Atto di indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi ed i rischi conseguenti nella stagione estiva 2008. (GU n. 140 del 17-6-2008 | Chimici.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – COMUNICATO – Atto di indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi ed i rischi conseguenti nella stagione estiva 2008. (GU n. 140 del 17-6-2008

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE - COMUNICATO - Atto di indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi ed i rischi conseguenti nella stagione estiva 2008. (GU n. 140 del 17-6-2008 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE

COMUNICATO

Atto di indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi ed
i rischi conseguenti nella stagione estiva 2008.

Al Presidente della regione Abruzzo
Al Presidente della regione Basilicata
Al Presidente della regione Calabria
Al Presidente della regione Campania
Al Presidente della regione Emilia
Romagna
Al Presidente della regione
Friuli-Venezia Giulia
Al Presidente della regione Lazio
Al Presidente della regione Liguria
Al Presidente della regione Lombardia
Al Presidente della regione Marche
Al Presidente della regione Molise
Al Presidente della regione Piemonte
Al Presidente della regione Puglia
Al Presidente della regione Sardegna
Al Presidente della regione Sicilia
Al Presidente della regione Toscana
Al Presidente della regione Umbria
Al Presidente della regione Valle
d’Aosta
Al Presidente della regione Veneto
Al Presidente della provincia autonoma
di Bolzano
Al Presidente della provincia autonoma
di Trento
e p.c.
All’on. Raffaele Fitto, Ministro per i
rapporti con le regioni

I numerosi e diffusi incendi boschivi che hanno interessato lo
scorso 27 maggio il territorio della regione siciliana e, in
particolare, le province di Messina e Palermo, con evidente anticipo
rispetto a quanto generalmente avviene, hanno evidenziato ancora una
volta quanto l’efficacia della risposta operativa all’emergenza
dipenda da un’adeguata preparazione del complesso sistema di
protezione civile.
Pertanto, nel fissare, ai sensi del comma 1, art. 1, del
decreto-legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito nella legge del
26 luglio 2005, n. 152, l’inizio della prossima campagna estiva di
antincendio boschivo, al 12 giugno 2008 e il termine al 30 settembre,
ritengo doveroso rivolgere un particolare invito alle SS.LL.
affinche’ venga assunta con tempestivita’, determinazione ed
attenzione, nell’ambito delle rispettive competenze, ogni iniziativa
volta alla riduzione del rischio incendi e alla mitigazione dei danni
da essi causati, soprattutto nell’ottica della salvaguardia delle
persone e dei beni.
Come e’ noto, la stagione estiva dello scorso anno, che si e’
rivelata drammatica per molti Paesi dell’area mediterranea, e’ stata
caratterizzata in Italia dal verificarsi, in maniera grave e diffusa,
di grandi incendi che, da zone boscate, si sono rapidamente e
violentemente propagati verso aree rurali ed urbane, interessando
infrastrutture, insediamenti e centri abitati e causando purtroppo
anche la perdita di vite umane. Per fronteggiare la situazione,
particolarmente complessa, si e’ reso necessario uno straordinario
impiego di uomini, mezzi e risorse, nonche’ la dichiarazione, ai
sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, dello stato d’emergenza
che sara’ vigente fino al 30 settembre 2008.
In particolare l’esperienza dell’estate 2007 ha messo in luce
alcune difficolta’ derivanti sia dalla mancanza di ogni effetto
preventi-vamente dissuasivo affidato dalla norma all’adozione ed
aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco – in
permanente affiancamento all’azione di indagine e repressione
perseguita dalle Forze dell’ordine sul territorio sia dalla frequente
assenza di coordinamento tra le forze impegnate nell’attivita’ di
lotta attiva all’incendio boschivo e quelle preposte alla
salvaguardia delle popolazioni e del territorio.
Tali carenze risultano solo in parte giustificate dal contesto
eccezionale caratterizzato dal continuo manifestarsi di condizioni
meteoclimatiche particolarmente favorevoli al successo dell’azione
incendiaria ed alla diffusione e persistenza degli incendi stessi.
Infatti, alla data di luglio 2007, il catasto delle aree percorse
dal fuoco risultava istituito presso ben pochi comuni dell’Italia
centro-meridionale, perdendo cosi’ ogni capacita’ e possibilita’ di
esplicare un generale, permanente e pervasivo effetto deterrente nei
confronti delle azioni antropiche, sia dolose che colpose, alla base
dell’innesco degli incendi e della loro propagazione. Inoltre, nel
corso dell’estate si riscontrava che gli incendi interessavano,
sempre piu’ frequentemente, oltre che le aree boscate e rurali, anche
zone fortemente urbanizzate e caratterizzate dalla presenza di
infrastrutture strategiche e di interesse nazionale, configurandosi
quindi come eventi da fronteggiare con un ampio intervento di
protezione civile.
E’ bene peraltro ricordare che, pur essendo il numero dei grandi
incendi boschivi percentualmente basso rispetto al numero totale di
incendi che annualmente colpiscono il Paese, essi sono quelli che
determinano gli incendi di interfaccia piu’ gravi e pericolosi per
l’incolumita’ pubblica, interessando inoltre la maggior parte dei
soprassuoli percorsi dal fuoco.
Nell’ottica di porre rimedio a tale situazione, successivamente
alla dichiarazione dello stato di emergenza, sono state emanate due
distinte ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri,
rispettivamente l’OPCM n. 3606 del 28 agosto 2007 e l’OPCM n. 3624
del 22 ottobre 2007, concernenti complessivamente i territori
regionali di Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Abruzzo,
Basilicata, Emilia Romagna, Marche, Molise, Sardegna ed Umbria, con
le quali e’ stato nominato Commissario delegato il Capo del
Dipartimento della protezione civile.
Tra le attivita’ disciplinate dalle citate ordinanze, oltre a
quelle destinate specificatamente, e nella contingenza, al
superamento del contesto emergenziale ed alla ricognizione e
quantificazione dei danni, certamente devono essere adeguatamente
valorizzate proprio quelle per l’istituzione del catasto delle
superfici percorse dal fuoco e per la predisposizione dei piani
comunali o intercomunali di protezione civile, con particolare
riferimento al rischio di incendi di interfaccia e periurbani.
In tal senso le indicazioni operative contenute negli strumenti
di pianificazione proposti dal Capo del Dipartimento, quale
Commissario delegato, sono da ritenersi anche utili e necessari
indirizzi generali in materia.
Per quanto sopra richiamato, nel rispetto delle rilevanti
competenze attribuite dalla legge 21 novembre 2000, n. 353, si
intende quindi fornire essenziali «indirizzi operativi» – emanati ai
sensi dell’art. 5, comma 2, della legge 9 novembre 2001 n. 401 –
affinche’ possano essere adottate tutte le iniziative necessarie a
prevenire e fronteggiare in modo risolutivo non solo gli incendi
boschivi, ma anche ogni situazione di emergenza conseguente, ben
tenendo conto dell’esperienza e dei risultati delle campagne
precedenti, nonche’ del modificarsi della natura degli incendi
stessi.
Quindi, nell’ottica di un’azione sinergica e coordinata anche con
le altre istituzioni pubbliche interessate, che consenta di
organizzare una risposta tempestiva ed efficace, soprattutto al
verificarsi di crisi acute e complesse, vogliano le SS.LL.:
assicurare ogni possibile sostegno e concorso all’azione di
prevenzione che si proponga, nel rispetto del patrimonio forestale,
del paesaggio e dei beni ambientali, sia la minimizzazione della
massa combustibile disponibile per l’innesco e la propagazione degli
incendi boschivi, sia la realizzazione di fasce di salvaguardia
all’intorno degli insediamenti turistici e residenziali, nonche’
degli impianti industriali e delle infrastrutture strategiche, o
particolarmente sensibili, affinche’ venga ridotto ogni rischio
conseguente al manifestarsi e/o all’approssimarsi di un fronte di
fuoco;
promuovere, oltre al rispetto delle generali norme vigenti
sulla sicurezza, l’esistenza di un adeguato piano di emergenza presso
insediamenti, infrastrutture ed impianti turistici anche temporanei,
posti all’interno o in stretta adiacenza di aree boscate;
porre in essere ogni possibile azione affinche’ tutti i comuni
realizzino, oltre alla gia’ recente istituzione, anche il tempestivo
aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco, ai sensi
dell’art. 10 della legge 21 novembre 2000, n. 353, sulla base,
quantomeno, dei dati contenuti nel Sistema informativo della montagna
curato dal Corpo forestale dello Stato, o comunque disponibili presso
sistemi regionali;
assicurare, cosi’ come perseguito con successo dalle SS.LL.
nell’ambito delle sopra richiamate OPCM, ogni possibile
collaborazione ai diversi livelli territoriali, anche attraverso
l’organizzazione, ove necessario, di gruppi tecnici di supporto per
la predisposizione ed adozione dei pi…

[Continua nel file zip allegato]

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