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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 5 novembre 2004, n.5: Prosecuzione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici oltre i limiti di eta' previsti per il collocamento a riposo. (GU n. 300 del 23-12-2004)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

CIRCOLARE 5 novembre 2004, n.5

Prosecuzione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici oltre i
limiti di eta’ previsti per il collocamento a riposo.

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale

Alle amministrazioni dello Stato
anche ad ordinamento autonomo

Al Consiglio di Stato – Ufficio del
Segretario generate

Alla Corte dei Conti – Ufficio del
Segretario generale

All’Avvocatura generale dello Stato
– Ufficio del Segretario
generale

Alle Agenzie

All’ARAN

Alla Scuola superiore della
pubblica amministrazione

Agli enti pubblici non economici
(tramite i Ministeri vigilanti)

Agli enti pubblici (ex art. 70 del
decreto legislativo n. 165/2001)

Agli enti di ricerca – (tramite il
Ministero dell’istruzione
dell’universita’ e della
ricerca)

Alle istituzioni universitarie –
(tramite il Ministero
dell’istruzione dell’universita’
e della ricerca)

e, p.c.:

Alla Conferenza dei presidenti
delle regioni

All’ANCI

All’UPI

1. Il trattenimento in servizio.
L’art. 1-quater del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, nel testo
integrato dalla legge di conversione n. 186 del 2004, ha aggiunto tre
periodi al comma 1 dell’art. 16 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 503, cosi’ prevedendo la possibilita’, per i pubblici
dipendenti, di permanere in servizio fino al compimento del
settantesimo anno di eta’.
L’integrazione si applica alle pubbliche amministrazioni di cui
all’art. 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
con esclusione degli appartenenti alla carriera diplomatica e
prefettizia, del personale delle forze armate e delle forze di
polizia ad ordinamento militare e civile, del personale del corpo dei
Vigili del fuoco.
Appare opportuno sottolineare come l’applicazione della
disposizione in questione comporti per le amministrazioni
l’assunzione di determinazioni organizzative, in quanto finalizzata a
garantire loro la possibilita’ di soddisfare i fabbisogni accertati
eventualmente trattenendo in servizio quei dipendenti che, essendo in
possesso di una «particolare esperienza professionale acquisita in
determinati o specifici ambiti», ne abbiano fatto richiesta.
I pubblici dipendenti destinatari della disposizione possono
richiedere il trattenimento in servizio. Tale facolta’ non si
traduce, pero’, nel diritto a permanere in servizio, essendo
richiesta una valutazione discrezionale dell’amministrazione in
ordine al trattenimento stesso e trattandosi di una norma di
carattere organizzativo. Tale caratteristica differenzia la
disposizione sia da quanto disposto dal primo periodo dell’art. 16,
del decreto legislativo n. 503, del 1992, poiche’, in questo caso, si
tratta di un diritto del dipendente a permanere in servizio per un
ulteriore biennio, sia da quanto previsto dalle norme che consentono
il trattenimento in servizio al fine di permettere al dipendente di
raggiungere il minimo contributivo.
2. Presupposti del trattenimento in servizio.
Primo presupposto per il trattenimento in servizio e’ che il
dipendente, ancora in servizio, faccia espressa richiesta
all’amministrazione in tal senso. Tale richiesta deve essere prodotta
in un momento temporalmente precedente il raggiungimento del limite
di eta’ previsto dai rispettivi ordinamenti per il collocamento in
quiescenza, poiche’ l’amministrazione deve poter valutare la
rispondenza del trattenimento in servizio ad un interesse attuale
dell’amministrazione. Tuttavia, poiche’ l’esercizio della facolta’ di
concedere il trattenimento in servizio impone, per espressa
previsione normativa, che le amministrazioni effettuino una serie di
valutazioni e di scelte conseguenti, e’ opportuno che le medesime
indichino, con proprio provvedimento, un termine congruo, anche in
relazione al ruolo ricoperto, entro il quale coloro che sono prossimi
al collocamento a riposo possano produrre le istanze di trattenimento
in servizio.
Poiche’ degli eventuali trattenimenti in servizio si deve tener
conto nell’ambito delle procedure di richiesta di autorizzazione alle
assunzioni, le amministrazioni dovranno fissare dei termini che, in
armonia con il richiamato procedimento, potrebbero definirsi
nell’ambito della programmazione annuale. Cio’ anche in
considerazione delle attivita’ istruttorie relative alla
predisposizione e modifica della programmazione triennale dei
fabbisogni alle quali le amministrazioni sono periodicamente tenute.
Secondo il dettato normativo le amministrazioni hanno facolta’ di
accogliere le richieste di trattenimento e godono, dunque, di un
potere discrezionale al riguardo in quanto il trattenimento avviene
nell’interesse dell’amministrazione. Tale facolta’ deve essere
esercitata in funzione dell’efficiente andamento dei servizi,
valutando le esigenze dell’amministrazione in relazione alla
particolare esperienza professionale acquisita dai richiedenti in
ambiti determinati o specifici, eventualmente destinando il
dipendente trattenuto in servizio anche a compiti diversi da quelli
precedentemente svolti. E’, inoltre, opportuno verificare se non sia
possibile rinvenire all’interno della stessa amministrazione le
competenze necessarie e pertanto fungibili rispetto alla
professionalita’ del richiedente. Pertanto, l’esistenza della
«particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente in
determinati o specifici ambiti», unitamente alla necessita’ che cio’
avvenga «in funzione dell’efficiente andamento dei servizi»
costituiscono gli altri presupposti necessari all’accoglimento della
domanda di trattenimento in servizio.
Ne consegue che le amministrazioni debbono valutare se il
dipendente che richiede il trattenimento in servizio sia in possesso
di una esperienza professionale «particolare» che sia riferita ad
ambiti «determinati o specifici», intesa quale esperienza che si
caratterizza in maniera diversa da quella normalmente acquisita dai
dipendenti che svolgono analoghe funzioni e definita in ambiti
precisamente individuati nel contesto delle competenze attribuite
alle amministrazioni di appartenenza. Sara’, pertanto, fondamentale
l’analisi del curriculum professionale e la comparazione dello stesso
rispetto ad altre domande eventualmente pervenute e alle
professionalita’ fungibili esistenti nell’amministrazione.
Per quanto riguarda la prima applicazione della legge, in
particolare per le domande prodotte dai dipendenti nell’imminenza del
raggiungimento dei limiti previsti per il collocamento a riposo, e’
il caso di ricordare che le amministrazioni devono assumere le
valutazioni che la norma richiede entro il termine del raggiungimento
dei limiti di eta’.
Ne’ puo’ ritenersi che l’aver presentato la domanda consenta un
trattenimento in servizio in attesa di una decisione
dell’amministrazione, cosi’ come non deve ritenersi possibile
procedere, successivamente al pensionamento, ad una riammissione in
servizio sul presupposto che l’amministrazione possa pronunciarsi
oltre tale momento. L’istituto della riammissione in servizio si
fonda, infatti, su presupposti diversi ed e’ subordinato a condizioni
di altro genere, oltre ad essere gia’ disciplinato dai diversi
contratti collettivi nazionali di comparto.
L’amministrazione potra’ disporre il trattenimento in servizio
anche per un periodo inferiore al triennio, qualora ricorrano
esigenze temporalmente limitate, venendo cosi’ incontro alle proprie
necessita’ organizzative anche di natura temporanea.
3. Limiti al trattenimento.
La nuova disposizione normativa richiama espressamente le
previsioni operate dalle ultime leggi finanziarie in tema di
riduzione del personale e divieto di procedere a nuove assunzioni.
Cio’ comporta che le amministrazioni debbono, preliminarmente, aver
verificato l’andamento del turn over del personale e la consistenza
delle vacanze in organico, in base alle quali procedere alla
programmazione triennale dei fabbisogni ai sensi dell’art. 39, comma
2, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (legge finanziaria 1998).
Debbono, poi, aver effettuato le riduzioni percentuali indicate
nelle successive leggi finanziarie, nel quadro delle disposizioni in
materia di riduzione programmata del personale.
Per quanto concerne il solo anno 2004 si deve tenere conto anche
del divieto di procedre ad assun…

[Continua nel file zip allegato]

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