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Piscine annesse a complessi ricettivi

Piscine annesse a complessi ricettivi - Assoggettabilità al collaudo della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo ex art. 80 T.U.L.P.S.
Lettera Circolare

Com’è noto, questo Ministero ha in passato più
volte espresso l’avviso che le piscine natatorie annesse ai complessi
ricettivi, il cui accesso era riservato ai soli ospiti, dovevano
considerarsi come luoghi di trattenimento pubblico ai sensi dell’art.
17 della circolare n. 16 del 15.2.1951.Conseguentemente si era
ritenuto che le suddette piscine dovevano essere costruite e condotte
secondo le prescrizioni contenute nella citata circolare ministeriale
e nell’art. 20 del DM 25.8.1989 e dovevano essere preventivamente
sottoposte al collaudo di agibilità da parte della Commissione
Provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico
spettacolo.Recentemente questo orientamento ha suscitato
perplessità applicative in alcuni Uffici Periferici ed è
stato messo in discussione da alcune decisioni adottate dalle
Magistrature Amministrative. Tale circostanza ha indotto questo
Dicastero ad avviare un’attenta riflessione, in vista di un possibile
riesame degli indirizzi in questione.Non vi è dubbio, infatti,
che le piscine natatorie devono essere assoggettate al controllo
preventivo della Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di
Pubblico Spettacolo, ed alla relativa disciplina configurata dalla
ricordata circolare n. 16 del 15.2.1951 e dell’art. 20 del D.M.
25.8.1989, soltanto quando esse possano essere qualificate come luogo
pubblico o aperto al pubblico.Devono considerarsi tali gli impianti ai
quali può accedere una pluralità indistinta di persone
previo pagamento o meno del prezzo di un biglietto; al contrario, le
strutture che possono essere utilizzate soltanto da coloro che siano
muniti di un titolo particolare abilitante all’ingresso, rientrano
invece nella categoria dei luoghi privati e, pertanto, non ricadono
sotto il dettato della vigente legislazione di pubblica
sicurezza.Ciò posto, sembra di poter ritenere che le strutture
ricettive, che consentano ai soli ospiti l’uso delle piscine
natatorie, mettono in essere un sistema di selezione dell’utenza tale
da far considerare i detti impianti come veri e propri luoghi privati.
Da ciò discende che le piscine in parola non debbano essere
soggette al preventivo collaudo delle Commissioni Provinciali di
Vigilanza e che ad esse non si applichino le prescrizioni della
circolare n. 16 del 15.2.1951 e dell’art. 20 del D.M. 25.8.1989.
Queste disposizioni infatti individuano i parametri di sicurezza ed
igiene degli impianti destinati esclusivamente ad ospitare
competizioni agonistiche ovvero ad accogliere una pluralità
indiscriminata di praticanti attività sportive.Resta fermo,
tuttavia, che dovranno comunque ritenersi pubbliche le piscine annesse
a complessi ricettivi alle quali possa accedere un pubblico
indistinto. In tali casi dovrà obbligatoriamente essere
richiesta la verifica delle condizioni di agibilità da parte
della Commissione Provinciale di Vigilanza, come previsto dall’art. 80
T.U.L.P.S., la quale accerterà la sussistenza di tutti i
requisiti imposti dalla circolare n. 16 del 15.2.1951 e dall’art. 20
del D.M. 25.8.1989.Nella circostanza sembra opprtuno rammentare che il
regime di controllo gestionale delle piscine natatorie è ormai
disciplinato, per gli aspetti di igiene, sanità ed alcuni
profili di pubblica sicurezza da uno specifico Atto di Intesa Stato –
Regioni, pubblicato sul Supplemento Ordinario alla G.U. n. 39 del
17.12.1992.All’osservanza delle disposizioni contenute in questo Atto
sono tenuti, sotto il controllo dell’Autorità Sanitaria, tutti
i proprietari di piscine natatorie, ivi comprese quelle ”al
servizio di comunità quali alberghi, camping, circoli sportivi,
villaggi turistici…“ per le quali l’art. 10 del citato
provvedimento contempla soltanto deroghe di marginale rilievo.Delle
indicazioni sopra formulate, attesa la loro rilevanza ai fini
dell’esercizio delle funzioni amministrative trasferite agli Enti
Locali dall’art. 19 del D.P.R. 616/1977, si pregano i Sigg. Prefetti
di voler dare comunicazione ai Comuni delle rispettive Province,
nonché alle locali Camere di Commercio Industria Artigianato ed
Agricoltura affinché ne rendano edotte le categorie
imprenditoriali e professionali interessate.Si resta in attesa di
ricevere un cortese cenno di assicurazione.

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