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Omologazione di termostati di regolazione a fronte del D.M. 1° dicembre 1975

Omologazione di termostati di regolazione a fronte del D.M. 1° dicembre 1975 - Interpretazione del paragrafo 4.1 dell'appendice alla Raccolta R.
Circolare Ministeriale

Sono pervenuti a questa Sede richieste di chiarimenti in merito
alla applicazione del punto 4.1 dell’Appendice alla Raccolta R
applicativa del D.M. 1° dicembre 1975 riguardante la
individuazione della temperatura di riferimento della testa dei
termoregolatori da osservare durante la prova di omologazione dei
termoregolatori stessi a fronte del D.M. 1° dicembre 1975.
In particolare le richieste erano finalizzate ad ottenere la
possibilità di effettuare le prescritte prove di omologazione ad una
temperatura di riferimento Ta = 50 ± 2° C in alternativa alla
temperatura Ta = 20 ± 2° C; ciò in analogia a quanto disposto allo
stesso punto 4.1 della Appendice alla Raccolta R però limitatamente ai
termostati di blocco.
In argomento:
– visto che le argomentazioni addotte dai richiedenti sono finalizzate
a rendere più facilmente confrontabili i risultati delle prove di
omologazione con quelli riscontrabili in sede di impianto e pertanto a
tutto vantaggio della sicurezza e della sua verificabilità anche in
sede di impianto;
– preso atto del parere favorevole espresso dal Consiglio tecnico
nella riunione del 10 – 11 febbraio 1988;
– al fine di omogeneizzare il comportamento di tutte le Ditte
produttrici dei componenti di cui trattasisi dispone che per i
termoregolatori a capillare lungo, ove richiesto dalla Ditta
costruttrice, può essere effettuata la prova di omologazione con una
temperatura di riferimento della testa Ta = 50 ± 2° C (anche in
alternativa alla temperatura Ta = 20 ± 2° C) a condizione che:
a) venga accertato in sede di prova di omologazione che passando da
una temperatura Ta = 50 ± 2° C a Ta = 20 ± 2° C non si verifichino
scostamenti verso l’alto dei parametri di intervento superiori a 5° C
e comunque tali da superare la temperatura massima di intervento di
95° C;
b) venga in ogni caso rispettato il limite imposto dall’art. 20 del
D.M. 1° dicembre 1975 che fissa come temperatura di intervento il
valore della temperatura di ebollizione del fluido a pressione
atmosferica diminuito di almeno 5° C come per i termostati di blocco.
In relazione a quanto sopra si invitano i Direttori dei Dipartimenti a
portare a conoscenza il contenuto della presente a tutti i tecnici,
alle Ditte interessate nel proprio territorio di competenza e agli
Organismi regionali preposti alla vigilanza sugli impianti termici.

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