Nota tecnica 5 febbraio 1975, n. I | Chimici.info

Nota tecnica 5 febbraio 1975, n. I

Nota tecnica 5 febbraio 1975, n. I - 3
Circolare Ministeriale

Premessa
Con nota del 13 novembre 1964 n. 36093 il Ministero del lavoro,
sentita la Comissione consultiva permanente, stabiliva la
obbligatorietà dei dispositivi di fine corsa reciproci per gru
scorrenti sulla stessa via di corsa.
Recentemente è stato sottoposto al Ministero, da parte della
Confindustria, un quesito inteso a riesaminare l’argomento, ritenendo
che in molti casi non sia tecnicamente possibile l’adozione di idonei
dispositivi di fine corsa reciproci.
Il Ministero ha accettato di sottoporre la questione all’esame della
Commissione consultiva permanente. Comportamento del funzionario
tecnico
In attesa della pronuncia della Commissione consultiva e del Ministero
del lavoro, nel caso in cui per gru scorrevoli sulla stessa via di
corsa non siano installati e funzionanti dispositivi di fine corsa
reciproci, il tecnico che effettua la verifica ne farà menzione nel
relativo verbale alla voce “Osservazioni” aggiungendo la seguente
riserva: “Si fa riserva di esprimere giudizio definitivo sulla
obbligatorietà o meno della installazione di dispositivi di fine corsa
reciproci all’atto della pronuncia in merito da parte del Ministero
del lavoro, a conclusione dell’esame della questione in corso presso
la Commissione consultiva permanente”. Norma tecnica 5 febbraio
1975, n. I – 4
Apparecchi di sollevamento – Impiego dei conduttori nudi
nellalimentazione di gru a ponte scorrevole e di apparecchi simili
Premessa
I conduttori nudi, ai sensi dell’art. 275 del D.P.R. 27 aprile 1955,
n. 547, sono ammessi per le linee di contatto di gru a ponte
scorrevole con tensioni massime di 1.000 V, purché siano adottate
adeguate ed efficaci misure di sicurezza,
Con lettera n. 24821 dell’11 marzo 1974 del Ministero del lavoro,
inoltrata alle Sedi ENPI con circolare n. 52 del 29 ottobre 1974 di
questa Direzione generale, è stato esplicitato che le “adeguate ed
efficaci misure di sicurezza” devono tener conto dei requisiti di
inaccessibilità delle linee, valutati in relazione alle condizioni
specifiche dell’attività lavorativa normalmente svolta nell’ambiente.
1) Requisiti di altezza e di difesa delle linee elettriche
Per gli ambienti esterni (parchi rottami, piazzali depositi, ecc.)
l’altezza minima del conduttore nudo più basso, sia esso di potenza
che di terra dovrà essere non inferiore a m. 5.
Peraltro, qualora in detto ambiente vengano movimentati, nell’ambito
delle attività proprie di lavorazione, materiali conduttori di
conformazione allungata, le linee di alimentazione dovranno essere
difese contro i contatti accidentali con idonei sistemi protettivi,
quali reti metalliche o altro (vedi art. 320 del D.P.R. n. 547)
ovvero dovranno essere installate a maggiore altezza in relazione al
criterio di inaccessibilità di cui in premessa.
Per gli ambienti interni, i conduttori nudi non difesi dovranno avere
un’altezza minima dal suolo di m. 5, salvo maggiore altezza ove
preesistano le condizioni di cui al comma precedente; i conduttori
nudi ma difesi contro i contratti accidentali potranno viceversa
essere abbassati fino all’altezza di m. 3,50.
I sostegni dei conduttori dovranno essere posti a distanza tale che
siano osservate le disposizioni dell’art. 321 del D.P.R. n. 547.
Nel caso di inosservanza delle norme sopraindicate si deve fare
riferimento all’art. 275 del D.P.R. n. 547 per la eliminazione di
ogni rischio di contatto diretto o indiretto con le linee stesse.
2) Distanza delle difese metalliche dai conduttori nudi
Per dette distanze si applicano le prescrizioni di cui al secondo
comma dell’art. 276 del D.P.R. n. 547. 3) Offese frontali e
laterali dei conduttori nudi
Per le difese frontali e laterali dei conduttori nudi, per esempio nei
confronti delle passerelle di servizio, si applicano le prescrizioni
di cui all’art. 277 con l’avvertenza che non è necessario esigere
la realizzazione di difese nei confronti di linee nude inaccessibili
(come nel caso della protezione della linea nuda di alimentazione del
carrello rispetto alla passerella di servizio).
Si precisa inoltre che le barriere distanziatrici previste nel
penultimo comma dell’art. 277 del D.P.R. n. 547 non si applicano
alle gru a ponte ed apparecchi simili. Norma tecnica 5 febbraio
1975, n. I – 5
Apparecchi di sollevamento – Gru a torre
Accessi di normale esercizio e accessi per manutenzione
Accessi di normale esercizio Gli accessi di normale esercizio
sono quelli predisposti per raggiungere il posto di manovra.
Detti accessi devono essere strutturalmente idonei a permettere di
raggiungere senza pericolo il posto di manovra (art. 182, D.P.R. n.
547). Pertanto le scale devono essere protette con gabbia o
dispositivi anticaduta; i posti di imbarco o di sbarco della scala
devono essere agevoli e sicuri.
Per un opportuno criterio ergonomico, le scale di altezza elevata
(superiore a 15 metri) dovrebbero essere munite di pianerottoli
intermedi intervallati a circa 8 metri l’uno dall’altro.
Trattandosi di un criterio ergonomico, inteso ad evitare eccessivo
affaticamento nella salita, ma in correlazione con un pericolo
specifico, in sede di verifica la mancanza dei pianerottoli intermedi
non verrà trascritta come prescrizione ai sensi del citato art.
182, ma come consigliato nella voce “Osservazioni”, con la
dizione:
“Ai fini ergonomici, si consiglia di inserire sulla scala pianerottoli
intermedi a intervalli non superiori a 8 metri”. Accessi per
manutenzione
Gli accessi per i normali lavori di manutenzione devono essere resi
sicuri ed agevoli, ai sensi dell’art. 376 del D.P.R. 547, mediante
l’impiego di mezzi appropriati, quali andatoie, passerelle, scale o
altri idonei dispositivi.
In linea di principio, la sicurezza a detti accessi deve essere
garantita con predisposizioni strutturali; comunque, tenuto conto che
la realizzazione di dette predisposizioni può essere effettuata solo a
gru smontata, in sede di revisione dell’apparecchio, ove nel corso
della verifica si constati la mancanza di idonee predisposizioni
strutturali per la sicurezza dell’accesso ai posti di normale
manutenzione, si provvederà a trascrivere alla voce “Osservazioni” la
seguente specifica:
“In via transitoria, si riconoscono come idonei dispositivi per
l’accesso ai posti di manutenzione, ai sensi dell’art. 376 del D.P.R.
n. 547, l’impiego di dispositivi anticaduta o di cinture di
sicurezza a doppio attacco con moschettone”.
I predetti mezzi di sicurezza sostitutivi delle predisposizioni
strutturali, devono essere a disposizione in cantiere. La loro
mancanza, in correlazione alla specifica trascritta alla voce
“Osservazioni”, verrà segnalata come prescrizione in violazione
all’art. 376. Accessi di verifica
Il verificatore considererà agibili, ai fini delle ispezioni di
verifica, solo gli accessi muniti di idonee predisposizioni
strutturali. Di tanto darà atto in sede di verbale apponendo una
annotazione del seguente tenore: “Gli accertamenti di verifica sono
stati condotti sull’apparecchio presentato in condizioni di normale
esercizio con strutture verniciate nei limiti di accesso e di
ispezionabilità consentiti in tali condizioni”.

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