N. 482 ORDINANZA 20 - 26 novembre 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Toscana - Edilizia e urbanistica - Mutamento di destinazione d'uso degli immobili - Assoggettamento ad attestazione di conformita', anziche' a concessione, con conseguente inapplicabilita' delle sanzioni penali | Chimici.info

N. 482 ORDINANZA 20 – 26 novembre 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Toscana – Edilizia e urbanistica – Mutamento di destinazione d’uso degli immobili – Assoggettamento ad attestazione di conformita’, anziche’ a concessione, con conseguente inapplicabilita’ delle sanzioni penali

N. 482 ORDINANZA 20 - 26 novembre 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Regione Toscana - Edilizia e urbanistica - Mutamento di destinazione d'uso degli immobili - Assoggettamento ad attestazione di conformita', anziche' a concessione, con conseguente inapplicabilita' delle sanzioni penali - Prospettato contrasto con il regime di concessione previsto dalla legislazione statale, con disparita' di trattamento degli

N. 482 ORDINANZA 20 – 26 novembre 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Regione Toscana – Edilizia e urbanistica – Mutamento di destinazione
d’uso degli immobili – Assoggettamento ad attestazione di
conformita’, anziche’ a concessione, con conseguente
inapplicabilita’ delle sanzioni penali – Prospettato contrasto con
il regime di concessione previsto dalla legislazione statale, con
disparita’ di trattamento degli immobili siti nelle restanti
regioni e violazione della riserva di legge statale in materia
penale – Sopravvenuta nuova normativa – Restituzione degli atti al
giudice rimettente.
– Legge Regione Toscana 14 ottobre 1999, n. 52, art. 4, comma 1
lettera e), comma 2 lettera d) numeri 1 e 2, e comma 5; legge 28
febbraio 1985, n. 47, art. 25, ultimo comma.
– Costituzione, artt. 3 e 25.

(GU n. 48 del 4-12-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA,
Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto
CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA, Paolo
MADDALENA;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 4, comma 1,
lettera e), comma 2, lettera d) nn. 1 e 2, e comma 5, della legge
della Regione Toscana 14 ottobre 1999, n. 52 (Norme sulle
concessioni, le autorizzazioni e le denuncie d’inizio delle attivita’
edilizie – Disciplina dei controlli nelle zone soggette a rischio
sismico – Disciplina del contributo di concessione – Sanzioni e
vigilanza sull’attivita’ urbanistico-edilizia – Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 23 maggio 1994, n. 39 e modifica
alla legge regionale 17 ottobre 1983, n. 69), nonche’ dell’art. 25,
ultimo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia
di controllo dell’attivita’ urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero
e sanatoria delle opere edilizie), promosso con ordinanza emessa il
19 dicembre 2000 dal giudice per le indagini preliminari del
Tribunale di Grosseto nel procedimento penale nei confronti di S.A.
ed altri, iscritta al n. 861 del registro ordinanze 2001 e pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, 1a serie speciale, n. 43
dell’anno 2001.
Visti gli atti di intervento della Regione Toscana e del
Presidente del Consiglio dei ministri;
Udito nell’udienza pubblica del 24 settembre 2002 il giudice
relatore Piero Alberto Capotosti;
Udito l’avvocato Mario Loria per la Regione Toscana.
Ritenuto che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale
di Grosseto, con ordinanza del 23 novembre 2000, parzialmente
rettificata con successivo decreto del 19 dicembre 2000, nel corso di
un procedimento penale per violazione di standards urbanistici, in
relazione al mutamento di destinazione d’uso di un immobile
realizzato mediante interventi di ristrutturazione effettuati senza
concessione edilizia, ha sollevato questione di legittimita’
costituzionale dell’art. 4, comma 1 lettera e), comma 2, lettera d)
nn. 1 e 2, e comma 5, della legge della Regione Toscana 14 ottobre
1999, n. 52 (Norme sulle concessioni, le autorizzazioni e le denuncie
d’inizio delle attivita’ edilizie – Disciplina dei controlli nelle
zone soggette a rischio sismico – Disciplina del contributo di
concessione – Sanzioni e vigilanza sull’attivita’
urbanistico-edilizia – Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
23 maggio 1994, n. 39 e modifica alla legge regionale 17 ottobre
1983, n. 69), nonche’ dell’art. 25, ultimo comma, della legge
28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attivita’
urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere
edilizie), in riferimento agli artt. 3 e 25 della Costituzione;
che l’ordinanza censura l’art. 4, comma 1, lettera e), comma
2, lettera d) numeri 1 e 2 e comma 5, della legge regionale n. 52 del
1999, nella parte in cui assoggetta ad “attestazione di conformita’
con le vigenti norme degli strumenti urbanistici e dei regolamenti
edilizi comunali, delle salvaguardie regionali, provinciali e
comunali” “i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici
ed aree anche in assenza di opere edilizie” e “gli interventi di
ristrutturazione edilizia (…) rivolti a trasformare gli organismi
edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare
ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”,
in contrasto con il regime di concessione previsto dalla legislazione
statale, nonche’ censura l’art. 25, ultimo comma, della legge n. 47
del 1985, nella parte in cui attribuisce alle regioni la competenza a
stabilire quali mutamenti di destinazione d’uso degli immobili
possono essere eseguiti previa concessione e quali previa
autorizzazione;
che, ad avviso del rimettente, le norme censurate
recherebbero vulnus al principio di eguaglianza formale, dal momento
che non sarebbe giustificata la differenziazione della disciplina del
mutamento di destinazione d’uso degli immobili nel territorio toscano
rispetto alle altre regioni e si produrrebbe altresi’ l’effetto di
far dipendere la rilevanza penale di una medesima condotta “dal luogo
in cui il reato e’ stato accertato, con la conseguenza che un
medesimo comportamento riceve trattamenti differenti nell’ambito
dello stesso territorio nazionale”;
che, inoltre, secondo il giudice a quo la norma regionale
impugnata, sottraendo i mutamenti di destinazione d’uso e gli
interventi di ristrutturazione edilizia al regime concessorio ed
escludendo l’applicabilita’ delle norme statali che sanzionano
penalmente gli interventi edilizi senza concessione, come pure
l’art. 25, ultimo comma, della legge n. 47 del 1985, nella parte in
cui consente una disciplina regionale del mutamento di destinazione
d’uso degli immobili difforme da quella statale, violerebbero
entrambi il principio della riserva di legge statale in materia
penale (art. 25, secondo comma, della Costituzione);
che il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e
difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, e’ intervenuto nel
giudizio, chiedendo che la questione sia dichiarata infondata;
che, ad avviso della difesa erariale, la norma regionale
censurata avrebbe correttamente attuato l’ultimo comma dell’art. 25
della legge n. 47 del 1985, il quale avrebbe legittimamente
attribuito alle regioni la competenza a stabilire gli interventi
realizzabili previa concessione o previa autorizzazione, “essendo
coessenziale al sistema di legislazione concorrente la possibilita’
di una differenza di disciplina nei diversi ambiti regionali, nei
limiti dei principi fondamentali dettati dal legislatore nazionale,
nella specie rispettati”;
che e’ intervenuta nel giudizio la Regione Toscana chiedendo
che la questione sia dichiarata inammissibile e, in subordine,
infondata;
che, nella memoria depositata in prossimita’ dell’udienza
pubblica, la Regione ha chiesto che la Corte ordini la restituzione
degli atti al giudice a quo per il riesame della rilevanza della
questione, in quanto, successivamente all’ordinanza di rimessione, la
legge 21 dicembre 2001, n. 443, assoggettando a denuncia di inizio di
attivita’ (DIA) anche gli interventi di ristrutturazione edilizia
comprensivi della demolizione delle opere nonche’ tutti gli
interventi gia’ sottoposti a concessione edilizia, avrebbe
profondamente modificato il quadro normativo di riferimento.
Considerato che, successivamente alla pronuncia dell’ordinanza di
rimessione, e’ entrata in vigore la legge 21 dicembre 2001, n. 443
(Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti
produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle
attivita’ produttive), la quale ha esteso il regime della denuncia di
inizio di attivita’ (DIA) a molteplici interventi fra i quali anche
le ristrutturazioni edilizie, i sopralzi, le addizioni, gli
ampliamenti e le nuove edificazioni (art. 1, comma 6);
che la legge n. 443 del 2001, all’art. 1, comma 12,
espressamente prevede che “le disposizioni di cui al comma 6 si
applicano nelle regioni a statuto ordinario a decorrere dal
novantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente
legge” e che “le regioni a statuto ordinario, con legge, possono
individuare quali interventi indicati al comma 6 sono assoggettati a
concessione edilizia o ad autorizzazione edilizia”;
che, sempre successivamente all’ordinanza di rimessione, e’
entrata in vigore la legge 1 agosto 2002, n. 166 (Disposizioni in
materia di infrastrutture e trasporti), la quale, all’art. 13, commi
7 e 8, ha modificato il predetto art. 1, comma 12, della legge n. 443
del 2001, stabilendo l’immediata applicabilita’ delle disposizioni
del comma 6 nel caso che “leggi regionali emanate prima della data di
entrata in vigore della presente legge siano gia’ conformi a quanto
previsto dalle lettere a), b), c) e d) del medesimo comma 6, anche
disponendo eventuali categorie aggiuntive e differenti presupposti
urbanistici”;
che le norme, sopravvenute all’ordinanza di rimessione,
incidendo sui principi informatori della materia, influiscono sul
complessivo quadro normativo di riferimento considerato dal giudice a
quo e quindi impongono un nuovo esame dei termini della questione e
della sua perdurante ril…

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N. 482 ORDINANZA 20 – 26 novembre 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Regione Toscana – Edilizia e urbanistica – Mutamento di destinazione d’uso degli immobili – Assoggettamento ad attestazione di conformita’, anziche’ a concessione, con conseguente inapplicabilita’ delle sanzioni penali

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