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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI - CIRCOLARE 16 febbraio 2004, n.20: Art. 188, comma 3, e art. 210, commi 1 e 2, del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, recante «Regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109, legge quadro in materia di lavori pubblici, e successive modificazioni». Compensi spettanti a professionisti pubblici dipendenti, incaricati di eseguire operazioni di collaudo. Circolare esplicativa. (GU n. 49 del 28-2-2004)

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

CIRCOLARE 16 febbraio 2004, n.20

Art. 188, comma 3, e art. 210, commi 1 e 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, recante
«Regolamento di attuazione della legge 11 febbraio 1994, n. 109,
legge quadro in materia di lavori pubblici, e successive
modificazioni». Compensi spettanti a professionisti pubblici
dipendenti, incaricati di eseguire operazioni di collaudo. Circolare
esplicativa.

Al Segretario generale
Ai dirigenti delle direzioni generali
Ai soprintendenti regionali
Ai dirigenti delle soprintendenze
territoriali di settore
Ai direttori delle biblioteche pubbliche
di Stato
Ai direttori degli archivi di Stato
Ai dirigenti degli istituti centrali
Al presidente del servizio di controllo
interno
Al comandante del nucleo di tutela del
patrimonio artistico dell’Arma dei
Carabinieri

1. Le numerose incertezze emerse nell’applicazione della normativa
sui compensi per l’attivita’ di collaudo prestata da professionisti
pubblici dipendenti, hanno reso opportuna la formulazione di un
quesito al Consiglio di Stato. Le difficolta’ applicative, nel caso
di specie, derivavano da un contrasto interpretativo in ordine al
combinato disposto degli articoli 188, terzo comma, e 210, primo e
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre 1999, n. 554, recante «Regolamento di attuazione della
legge 11 febbraio 1994, n. 109 legge quadro in materia di lavori
pubblici, e successive modificazioni».
Sulla questione, il Consiglio di Stato si e’ espresso con parere n.
4559/2003, reso dalla Sezione II in data 28 novembre 2003.
E’ quindi doveroso recepire tale avviso, individuando gli
adempimenti procedimentali ad esso collegati.
La presente circolare, tenendo conto della prassi difforme finora
eventualmente seguita da taluni uffici, e’ volta a puntualizzare la
disciplina dei compensi per le prestazioni di collaudo rese da
professionisti pubblici dipendenti.
In particolare, viene considerata la posizione dei professionisti
incaricati dell’attivita’ di collaudo appartenenti al ruolo
dell’Amministrazione dei beni e delle attivita’ culturali, ma non
incardinati nelle Soprintendenze che hanno appaltato i lavori e ne
controllano l’esecuzione.
2. L’art. 188, citato, nel dare attuazione all’art. 28 della legge
n. 109/1994 (cd. legge Merloni), disciplina i criteri e il
procedimento di nomina del collaudatore, stabilendo, al comma 3, che
il collaudatore venga nominato «dalle stazioni appaltanti all’interno
delle proprie strutture, sulla base dei criteri che le stesse sono
tenute a fissare preventivamente»
Il riferimento alle «strutture» della stazione appaltante contenuto
nella norma deve essere inteso come sinonimico del concetto di
«organico del plesso ministeriale, complessivamente considerato».
Questa interpretazione, secondo il Consiglio di Stato, e’ l’unica
coerente con le finalita’ di migliore utilizzazione delle risorse
umane nelle pubbliche amministrazioni e di razionalizzazione del
costo del lavoro pubblico, mediante il contenimento della spesa
complessiva, diretta e indiretta, per il personale.
In sintesi, ai fini dell’applicazione delle disposizioni in esame,
e’ dipendente della stazione appaltante non solo il personale
incaricato dell’attivita’ di collaudo formalmente inquadrato presso
la Soprintendenza che ha appaltato i lavori e ne controlla
l’esecuzione, ma anche colui che, piu’ in generale, appartiene
all’organico del Ministero per i beni e le attivita’ culturali.
3. Di conseguenza, la previsione di cui all’art. 210, citato, che
stabilisce che il compenso spetta ai dipendenti della stazione
appaltante per il collaudo nella misura determinata ai sensi
dell’art. 18, comma 1, della legge n. 109/1994, si applica a tutti i
professionisti comunque inquadrati nell’organico dell’Amministrazione
dei beni e delle attivita’ culturali.
Diversamente, i compensi spettanti ai collaudatori non appartenenti
all’organico della stazione appaltante per l’effettuazione del
collaudo e della revisione degli atti contabili, si quantificano ai
sensi dell’art. 210, comma 2, ossia applicando le tariffe
professionali degli ingegneri e degli architetti, fatto salvo quanto
previsto al comma 4. Si applica altresi’ la riduzione prevista dal
comma 14-quater dell’art. 17 della legge n. 109/1994.
4. La stazione appaltante, pertanto, ai fini dell’assegnazione
dell’incarico relativo all’attivita’ di collaudo, e’ tenuta a
verificare la presenza di soggetti idonei a svolgere la predetta
attivita’ all’interno dell’organico complessivo del Ministero per i
beni e le attivita’ culturali, e soltanto in caso contrario potra’
attribuire l’incarico a professionisti esterni.
La verifica dovra’ essere effettuata seguendo la cadenza
procedimentale di seguito descritta.
Non appena individuato esattamente l’incarico da conferire, ogni
stazione appaltante verifica la presenza di soggetti qualificati per
l’esecuzione del collaudo fra il personale incardinato nella
Soprintendenza (o nel diverso ufficio dirigenziale, centrale o
periferico) che ha appaltato i lavori e che ne controlla
l’esecuzione.
Nel caso in cui tale verifica preliminare sortisca esito negativo,
la stazione appaltante dovra’ provvedere ad individuare ulteriori
dipendenti idonei all’interno dell’organico complessivo del
Ministero, mediante interpello diramato per il tramite della
rispettiva Direzione generale e indirizzato al personale in possesso
di idonea qualifica professionale.
Le domande degli interessati, in riscontro dell’interpello,
dovranno essere corredate da un curriculum aggiornato e dal nulla
osta (o visto) all’assunzione dell’incarico, firmato dal dirigente
responsabile dell’ufficio presso il quale il funzionario presta
servizio (attestante la compatibilita’ dell’eventuale assunzione
dell’incarico con il regolare espletamento dei compiti d’ufficio
assegnati).
Qualora all’esito dell’interpello emerga una pluralita’ di
dipendenti qualificati per l’espletamento dell’incarico in questione,
la stazione appaltante redigera’ un apposito elenco, nel quale
verranno indicati i funzionari disponibili, sulla base dei seguenti
criteri di valutazione:
a) rispondenza all’incarico da conferire delle specifiche
competenze professionali, accertate attraverso un attento esame del
curriculum personale;
b) effettiva opportunita’ del conferimento dell’incarico al
funzionario, in ragione del complesso delle attivita’ gia’
assegnategli e risultanti dal curriculum;
c) rotazione degli incarichi, anche al fine di salvaguardare il
buon andamento dell’attivita’ svolta in via ordinaria dagli
interessati.
5. In alternativa all’interpello effettuato in vista
dell’attribuzione di un incarico specifico, la stazione appaltante
potra’ effettuare un interpello generale preventivo, al fine di
formare elenchi dei funzionari disponibili, sulla base dei quali
procedere piu’ sollecitamente all’attribuzione degli incarichi nel
momento in cui la relativa esigenza diventera’ attuale.
Anche in tale ipotesi, ferma restando la diramazione
dell’interpello mediante la Direzione generale, le domande dovranno
essere corredate del curriculum nonche’ del nulla osta del dirigente
e verranno valutate secondo i criteri indicati al punto precedente.
Gli elenchi dovranno essere periodicamente aggiornati, con cadenza
almeno annuale.
6. Soltanto nell’ipotesi di carenza nell’organico di soggetti in
possesso dei necessari requisiti, accertata e certificata dal
responsabile del procedimento, l’incarico di collaudatore potra’
essere affidato a soggetti esterni.
Resta aperta la possibilita’ che, per incarichi che richiedono
professionalita’ specifiche del settore dei beni culturali, la
stazione appaltante, laddove negli elenchi suindicati dette
professionalita’ non siano reperibili, si rivolga motivatamente ad
operatori esterni non inseriti negli elenchi.
Roma, 16 febbraio 2004
Il capo di Gabinetto: Squitieri

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