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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 8 agosto 2012

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 8 agosto 2012 - Modifica della definizione di "rifacimento", per gli impianti di cogenerazione, contenuta nel decreto 5 settembre 2011. (12A09633) - (GU n. 207 del 5-9-2012 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 8 agosto 2012

Modifica della definizione di “rifacimento”, per gli impianti di
cogenerazione, contenuta nel decreto 5 settembre 2011. (12A09633)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, ed in
particolare:
l’art. 2, comma 8, che definisce cogenerazione la produzione
combinata di energia elettrica e calore che garantisce un risparmio
di energia rispetto alle produzioni separate;
l’art. 3, comma 3, che istituisce nell’ambito della regolazione
del settore elettrico l’obbligo di utilizzazione prioritaria
dell’energia elettrica prodotta, oltre che da fonti energetiche
rinnovabili, mediante cogenerazione;
l’art. 11, commi 2 e 4, che riconosce all’energia elettrica da
cogenerazione l’esenzione dall’obbligo di cui al medesimo art. 11,
comma 1 e la precedenza sulla rete di trasmissione nazionale;
Vista la delibera dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
del 19 marzo 2002, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni, che
definisce le condizioni per il riconoscimento della produzione di
energia elettrica e calore ai sensi del predetto art. 2, comma 8 del
decreto legislativo n. 79/1999 (di seguito: delibera 42/2002);
Vista la direttiva 2004/8/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio
dell’11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione basata su
una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia e che
modifica la direttiva 92/42/Cee;
Vista la direttiva 2006/32/Ce del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi
finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione
della direttiva 93/76/Cee del Consiglio;
Visto il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, recante
«Attuazione della direttiva 2004/8/Ce sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato
interno dell’energia, nonche’ modifica alla direttiva 92/42/Cee», ed
in particolare:
l’art. 3 che, avvalendosi della facolta’ riconosciuta agli Stati
membri di utilizzare metodi alternativi nella definizione della
Cogenerazione ad alto rendimento (di seguito anche: Car), stabilisce
che fino al 31 dicembre 2010 sia considerata tale quella rispondente
alle condizioni e ai criteri definiti all’art. 2, comma 8, del
decreto legislativo n. 79/1999, definiti con la predetta delibera
42/02 e successive modifiche ed integrazioni;
l’art. 4 che riconosce al produttore che lo richiede il diritto
al rilascio della garanzia di origine di elettricita’ da Car
designando il Gestore dei servizi elettrici – Gse Spa quale soggetto
incaricato di rilasciarla;
l’art. 6, comma 1 secondo periodo, che riconosce alla Car
l’accesso al sistema dei certificati bianchi, ovvero ai benefici
derivanti dall’applicazione dei provvedimenti attuativi delle
disposizioni legislative in materia di incremento dell’efficienza
energetica degli usi finali di energia, nel settore dell’energia
elettrica e del gas;
l’art. 6, comma 2, che riconosce l’accesso ai benefici di cui al
comma 1 anche alla cogenerazione abbinata al teleriscaldamento;
l’art. 14, come modificato dall’art. 38, comma 12, della legge 23
luglio 2009, n. 99, che riconosce i diritti acquisiti dai soggetti
titolari di impianti realizzati o in fase di realizzazione in
attuazione dell’art. 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n. 239,
come vigente al 31 dicembre 2006, stabilendone i requisiti;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, recante
«Attuazione della direttiva 2006/32/Ce relativa all’efficienza degli
usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della
direttiva 93/76/Cee» (di seguito: decreto legislativo n. 115/2008), e
successive modificazioni ed in particolare l’art. 7, concernente i
certificati bianchi, e gli articoli 2, comma 1, lettera t) e 10,
istitutivi della disciplina dei sistemi efficienti di utenza per
impianti di produzione di energia elettrica, con potenza non
superiore a 20 MWe, alimentati da fonti rinnovabili ovvero in assetto
cogenerativo ad alto rendimento;
Vista la legge 23 luglio 2009, n. 99, recante «Disposizioni per lo
sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia
di energia» (di seguito: legge n. 99/2009) ed in particolare l’art.
30 comma 11 che:
a) prevede che il regime di sostegno previsto per la Car di cui
al secondo periodo del comma 1 dell’art. 6 del decreto legislativo n.
20/2007 sia riconosciuto per un periodo non inferiore a dieci anni,
limitatamente alla nuova potenza entrata in esercizio dopo la data di
entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, a seguito di
nuova costruzione o rifacimento nonche’ limitatamente ai rifacimenti
di impianti esistenti;
b) indica che il regime di sostegno e’ riconosciuto sulla base
del risparmio dell’energia primaria, anche con riguardo all’energia
autoconsumata sul sito di produzione, assicurando che il regime di
sostegno sia in linea con quello adottato dai principali Stati membri
dell’Unione europea, al fine di perseguire l’obiettivo
dell’armonizzazione e di evitare distorsioni della concorrenza;
c) prevede che, con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, siano stabiliti i criteri e le modalita’ per il
riconoscimento dei benefici economici per la Car di cui al medesimo
comma, garantendo la non cumulabilita’ delle forme incentivanti;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (di seguito:
decreto legislativo n. 28/2011), ed in particolare l’art. 29, comma
4, secondo cui gli impianti cogenerativi entrati in esercizio dopo il
1° aprile 1999 e prima della data di entrata in vigore del decreto
legislativo n. 20/2007, riconosciuti cogenerativi ai sensi delle
norme applicabili alla data di entrata in esercizio dell’impianto,
hanno diritto, qualora non accedano ai certificati verdi ne’ agli
incentivi definiti in attuazione dell’art. 30, comma 11, della legge
n. 99/2009, ad un incentivo pari al 30% di quello definito ai sensi
della medesima legge per un periodo di cinque anni a decorrere
dall’entrata in vigore del presente decreto, purche’, in ciascuno
degli anni, continuino ad essere cogenerativi ai sensi delle norme
applicabili alla data di entrata in esercizio;
Visti i decreti 20 luglio 2004 del Ministro delle attivita’
produttive, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio, concernenti la nuova individuazione degli obiettivi
quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti
rinnovabili, di cui all’art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23
maggio 2000, n. 164 e la nuova individuazione degli obiettivi
quantitativi per l’incremento dell’efficienza energetica negli usi
finali di energia, ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto
legislativo n. 79/1999;
Visto il decreto 21 dicembre 2007 del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, che revisiona ed aggiorna i predetti
decreti del 20 luglio 2004;
Visto il decreto 4 agosto 2011 del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, che modifica ed integra gli allegati del
decreto legislativo n. 20/2007;
Visto il decreto 5 settembre 2011 del Ministro dello sviluppo
economico che definisce il nuovo regime degli incentivi per la
Cogenerazione ad Alto Rendimento, in attuazione dell’art. 30 della
legge n. 99/2009;
Considerato che il citato decreto 5 settembre 2011 disciplina
l’incentivazione, oltre che per i nuovi impianti, anche per i
rifacimenti di impianti esistenti, secondo la definizione di
«rifacimento» recata dall’art. 2, lettera b;
Considerato che il concetto alla base della definizione di
«rifacimento» di cui al suddetto art. 2, lettera b, si basa
sull’onere degli interventi impiantistici effettuati rispetto alla
situazione quo ante e che tale concetto puo’ essere mutuato anche su
unita’ sottoposte ad interventi che comportino l’istallazione di
nuovi componenti non presenti nella precedente configurazione o su
unita’ costituite da una pluralita’ di componenti, come evidenziato
di seguito;
Tenuto conto della necessita’ di integrare la definizione di
«rifacimento» vigente per interventi che comportano l’installazione
di componenti non presenti nell’unita’ prima dell’intervento e che ne
modificano l’assetto impiantistico, realizzando un ciclo combinato
laddove era presente un ciclo semplice (costituito da una turbina a
vapore o da una turbina a gas con annessa caldaia a recupero);
Tenuto conto della necessita’ di integrare la definizione di
«rifacimento» vigente, in quanto non adatta alle unita’ di
cogenerazione costituite da una pluralita’ di componenti della stessa
tipologia, operanti nell’ambito dello stesso stabilimento
industriale, pur se installati in posizione delocalizzata rispetto al
corpo centrale dell’unita’ dedicato alla produzione di energia
elettrica;

Decreta:

Art. 1

La definizione di «rifacimento», contenuta all’art. 2 lettera b del
decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 settembre 2011, e’
integrata aggiungendo alla fine i seguenti periodi:
Quando una unita’ di produzione e’ costituita da una turbina a
vapore, si considera «rifacimento» l’intervento tecnologico,
realizzato dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n.
20/2007 su una unita’ di produzione cogenerativa o non cogenerativa
in esercizio da almeno dodici anni che comporti l’istallazione di una
turbina a gas e di una caldaia e recupero, entrambe di nuova
costruzione e poste a monte della turbina a vapore, purche’ la
turbina a gas abbia una potenza elettrica non inferiore alla potenza
della preesistente turbina a vapore. Parimenti si considera
rifacimento l’istallazione di una turbina a vapore e di una caldaia a
recupero, entrambe di nuova costruzione e poste a valle della turbina
a gas, purche’ la turbina a vapore sia tale da intercettare almeno la
totalita’ del carico termico espresso dalla turbina a gas e sia
dismessa la preesistente caldaia a recupero. Nel caso in cui siano
presenti piu’ componenti delle tipologie turbina a vapore, turbina a
gas e caldaia a recupero, quanto sopra descritto si ritiene riferito
alla pluralita’ dei componenti.
Quando una unita’ di produzione cogenerativa e’ costituita da una
pluralita’ di componenti della stessa tipologia operanti nell’ambito
dello stesso stabilimento industriale, pur se installati in posizione
delocalizzata rispetto al corpo centrale dell’unita’ dedicato alla
produzione di energia elettrica, si considera «rifacimento»
l’intervento tecnologico, realizzato dopo l’entrata in vigore del
decreto legislativo n. 20/2007 su una unita’ di produzione in
esercizio da almeno dodici anni, di sostituzione di uno o piu’
componenti delle tipologie turbina a gas o turbina a vapore con
componenti nuovi, a condizione che la potenza dei nuovi componenti
sia pari o superiore al 45% della potenza dell’unita’ prima
dell’intervento.
Roma, 8 agosto 2012

Il Ministro: Passera

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 8 agosto 2012

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