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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 5 settembre 2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 5 settembre 2011 - Definizione del nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento. (11A12047) - (GU n. 218 del 19-9-2011 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 5 settembre 2011

Definizione del nuovo regime di sostegno per la cogenerazione ad alto
rendimento. (11A12047)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, ed in
particolare:
l’art. 2, comma 8, che definisce cogenerazione la produzione
combinata di energia elettrica e calore che garantisce un risparmio
di energia rispetto alle produzioni separate;
l’art. 3, comma 3, che istituisce nell’ambito della regolazione
del settore elettrico l’obbligo di utilizzazione prioritaria
dell’energia elettrica prodotta, oltre che da fonti energetiche
rinnovabili, mediante cogenerazione;
l’art. 11, commi 2 e 4, che riconosce all’energia elettrica da
cogenerazione l’esenzione dall’obbligo di cui al medesimo art. 11,
comma 1 e la precedenza sulla rete di trasmissione nazionale;
Vista la delibera dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
del 19 marzo 2002, n. 42 e successive modifiche ed integrazioni, che
definisce le condizioni per il riconoscimento della produzione di
energia elettrica e calore ai sensi del predetto art. 2, comma 8 del
decreto legislativo 79/1999 (di seguito: delibera 42/2002)
Vista la Direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’11 febbraio 2004, sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato
interno dell’energia e che modifica la direttiva 92/42/CEE;
Vista la direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi
finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione
della direttiva 93/76/CEE del Consiglio;
Visto il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20 recante
«Attuazione della direttiva 2004/8/CE sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato
interno dell’energia, nonche’ modifica alla direttiva 92/42/CEE» (di
seguito: decreto legislativo 20/2007), ed in particolare:
l’art. 3 che, avvalendosi della facolta’ riconosciuta agli Stati
membri di utilizzare metodi alternativi nella definizione della
Cogenerazione ad Alto Rendimento (di seguito anche: CAR), stabilisce
che fino al 31 dicembre 2010 sia considerata tale quella rispondente
alle condizioni e ai criteri definiti all’art. 2, comma 8, del
decreto legislativo 79/99, definiti con la predetta delibera 42/02 e
successive modifiche ed integrazioni;
l’art. 4 che riconosce al produttore che lo richiede il diritto
al rilascio della garanzia di origine di elettricita’ da CAR
designando il Gestore dei Servizi Elettrici – GSE S.p.A quale
soggetto incaricato di rilasciarla;
l’art. 6, comma 1 secondo periodo, che riconosce alla CAR
l’accesso al sistema dei certificati bianchi, ovvero ai benefici
derivanti dall’applicazione dei provvedimenti attuativi delle
disposizioni legislative in materia di incremento dell’efficienza
energetica degli usi finali di energia, nel settore dell’energia
elettrica e del gas;
l’art. 6, comma 2, che riconosce l’accesso ai benefici di cui al
comma 1 anche alla cogenerazione abbinata al teleriscaldamento;
l’art. 14, come modificato dall’art. 38, comma 12, della legge 23
luglio 2009, n.99, che riconosce i diritti acquisiti dai soggetti
titolari di impianti realizzati o in fase di realizzazione in
attuazione dell’art. 1, comma 71, della legge 23 agosto 2004, n.239
come vigente al 31 dicembre 2006, stabilendone i requisiti;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008 n.115, recante
«Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli
usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della
direttiva 93/76/CEE» (di seguito: decreto legislativo 115/2008), e
successive modificazioni ed in particolare l’art. 7, concernente i
certificati bianchi, e gli articoli 2, comma 1, lettera t) e 10,
istitutivi della disciplina dei sistemi efficienti di utenza per
impianti di produzione di energia elettrica, con potenza non
superiore a 20 MWe, alimentati da fonti rinnovabili ovvero in assetto
cogenerativo ad alto rendimento;
Visto la legge 23 luglio 2009, n. 99 recante «Disposizioni per lo
sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in materia
di energia» (di seguito: legge 99/2009) ed in particolare:
l’art. 30 comma 11 che:
prevede che il regime di sostegno previsto per la CAR di cui al
secondo periodo del comma 1 dell’art. 6 del decreto legislativo 20/07
sia riconosciuto per un periodo non inferiore a dieci anni,
limitatamente alla nuova potenza entrata in esercizio dopo la data di
entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, a seguito di
nuova costruzione o rifacimento nonche’ limitatamente ai rifacimenti
di impianti esistenti;
indica che il regime di sostegno e’ riconosciuto sulla base del
risparmio dell’energia primaria, anche con riguardo all’energia
autoconsumata sul sito di produzione, assicurando che il regime di
sostegno sia in linea con quello adottato dai principali Stati membri
dell’Unione Europea, al fine di perseguire l’obiettivo
dell’armonizzazione e di evitare distorsioni della concorrenza;
prevede che, con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
siano stabiliti i criteri e le modalita’ per il riconoscimento dei
benefici economici per la CAR di cui al medesimo comma, garantendo la
non cumulabilita’ delle forme incentivanti;
l’art. 33 che definisce le «reti interne di utenza»;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28 (di seguito:
decreto legislativo 28/2011), ed in particolare l’art. 29, comma 4,
secondo cui gli impianti cogenerativi entrati in esercizio dopo il 1°
aprile 1999 e prima della data di entrata in vigore del decreto
legislativo 20/2007, riconosciuti cogenerativi ai sensi delle norme
applicabili alla data di entrata in esercizio dell’impianto, hanno
diritto, qualora non accedano ai certificati verdi ne’ agli incentivi
definiti in attuazione dell’art. 30, comma 11, della legge 99/2009,
ad un incentivo pari al 30% di quello definito ai sensi della
medesima legge per un periodo di cinque anni a decorrere dall’entrata
in vigore del presente decreto, purche’, in ciascuno degli anni,
continuino ad essere cogenerativi ai sensi delle norme applicabili
alla data di entrata in esercizio;
Visti i decreti 20 luglio 2004 del Ministro delle attivita’
produttive, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio, concernenti la nuova individuazione degli obiettivi
quantitativi nazionali di risparmio energetico e sviluppo delle fonti
rinnovabili, di cui all’art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23
maggio 2000, n.164 e la nuova individuazione degli obiettivi
quantitativi per l’incremento dell’efficienza energetica negli usi
finali di energia, ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto
legislativo 79/1999;
Visto il decreto 21 dicembre 2007 del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, che revisiona ed aggiorna i predetti
decreti del 20 luglio 2004;
Visto il decreto 4 agosto 2011 del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, che modifica ed integra gli allegati del
decreto legislativo 20/2007;
Tenuto conto del contributo della cogenerazione ad alto rendimento
al conseguimento degli obiettivi di riduzione dei consumi di energia,
posti dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica predisposto in
attuazione della direttiva 2006/32/CE;
Ritenuto opportuno definire un regime di sostegno, attraverso il
sistema dei citati certificati bianchi, che dia prevedibilita’ al
valore dell’incentivo, in modo da sostenere gli investimenti
necessari per sviluppare il potenziale della cogenerazione ad alto
rendimento;
Ritenuto necessario attribuire gli incentivi sulla base
dell’effettivo rendimento degli impianti qualificati come
cogenerativi ai sensi delle disposizioni vigenti al momento della
loro entrata in esercizio, ovvero sulla base di risparmi di energia
primaria, derivanti dalla produzione di energia termica ed energia
elettrica, utilizzando coefficienti correttivi per tener conto delle
diverse dimensioni d’impianto e dell’eventuale utilizzo dell’energia
attraverso reti di teleriscaldamento;
Ritenuto opportuno, nel definire gli specifici incentivi previsti
dalla legge 99/2009, tenere conto degli altri strumenti di sostegno
previsti dalla normativa a favore della cogenerazione, garantendo la
non cumulabilita’ di alcuni di essi al fine di evitare distorsioni di
concorrenza sul mercato interno, nonche’ del valore economico sul
mercato nazionale dell’energia prodotta, in modo da mantenere il
livello del sostegno in linea con quanto riconosciuto alla CAR nei
principali Stati Membri dell’Unione Europea

Decreta:

Art. 1

Oggetto ed ambito di applicazione

1. Le disposizioni di cui al presente decreto definiscono il regime
di sostegno, previsto dall’art. 30, comma 11 della legge 99/09, per
la cogenerazione ad alto rendimento e si applicano:
a) alle unita’ di cogenerazione entrate in esercizio, come nuove
unita’ di cogenerazione ovvero come rifacimento di unita’ esistenti
secondo le condizioni definite dal presente decreto, a decorrere dal
7 marzo 2007, data di entrata in vigore del decreto legislativo
20/2007;
b) alle unita’ di cogenerazione entrate in esercizio dopo il 1°
aprile 1999 e prima del 7 marzo 2007, riconosciute come cogenerative
ai sensi delle norme applicabili alla data di entrata in esercizio
dell’unita’ medesima, secondo le modalita’ ed i criteri e nei limiti
indicati all’art. 29, comma 4, del decreto legislativo 28/2011.

Art. 2

Definizioni

1.Ai fini del presente decreto si applicano le definizioni di cui
al decreto legislativo 20/2007, ed inoltre le seguenti:
a) unita’ di cogenerazione o sezione di cogenerazione: parte di
un impianto di cogenerazione la quale, in condizioni ordinarie di
esercizio, funziona indipendentemente da ogni altra parte
dell’impianto di cogenerazione stesso;
b) rifacimento: intervento tecnologico, realizzato dopo l’entrata
in vigore del decreto legislativo 20/2007 su una unita’ di produzione
cogenerativa o non cogenerativa in esercizio da almeno dodici anni,
che comporti la totale ricostruzione o la sostituzione con componenti
nuovi di almeno due dei componenti principali, come definiti qui di
seguito.
Per gli impianti con turbine a gas, sono componenti principali: la
turbina stessa, lo scambiatore di calore a recupero, l’alternatore.
Per gli impianti con turbine a vapore o a fluido organico, sono
componenti principali: la turbina stessa, il generatore di vapore,
l’alternatore. Per gli impianti in ciclo combinato gas-vapore, sono
componenti principali: la turbina a gas, la turbina a vapore, il
generatore di vapore a recupero, uno dei due alternatori asserviti
alla turbina a gas ed alla turbina a vapore. Per gli impianti con
motori a combustione interna o esterna, sono componenti principali:
il motore stesso, lo scambiatore per il recupero di calore dai fumi,
l’alternatore. L’intervento di rifacimento di unita’ di cogenerazione
abbinata alla rete di teleriscaldamento, ove riferito alla
configurazione che comprenda anche la rete di teleriscaldamento, in
aggiunta alle condizioni sopra elencate, deve prevedere interventi di
potenziamento della rete stessa che comportino una capacita’ di
trasporto aggiuntiva, espressa in termini di TEP/anno, non inferiore
al trenta per cento della capacita’ di trasporto nominale antecedente
l’intervento di rifacimento.
Si considera “rifacimento” l’intervento tecnologico, realizzato
dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 20/2007 su una
unita’ di produzione in esercizio da almeno dodici anni, che comporti
l’istallazione di una nuova turbina a vapore e di un nuovo
alternatore all’interno di un sito dove sia gia’ presente un impianto
di produzione di energia elettrica non cogenerativo, quando tali
nuove unita’, affiancate alle preesistenti, siano finalizzate alla
produzione di energia in regime di CAR; non si considera rifacimento
l’intervento in cui l’installazione delle nuove unita’ interessi solo
una sezione della turbina esistente;
c) nuova unita’ di cogenerazione: unita’ di cogenerazione entrata
in esercizio, a seguito di nuova costruzione, dopo la data di entrata
in vigore del decreto legislativo 20/2007;
d) data di entrata in esercizio di una unita’ di cogenerazione:
data in cui e’ stato effettuato il primo funzionamento in parallelo
con il sistema elettrico nazionale dell’unita’, come risulta dalla
denuncia dell’UTF di attivazione di officina elettrica;
e) operatore: soggetto giuridico che detiene la proprieta’ o che
ha la disponibilita’ dell’unita’ di cogenerazione;
f) rete di teleriscaldamento: rete di tubazioni che distribuisce
energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi
refrigerati, dall’unita’ di cogenerazione verso una pluralita’ di
edifici o siti, per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi,
che rientra nella proprieta’ o nella disponibilita’ dell’operatore o
di societa’ controllata ai sensi delle vigenti disposizioni in
materia di separazione proprietaria, amministrativa e contabile per
le imprese del settore dell’energia elettrica e del gas. Devono
essere soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a. la rete deve svilupparsi su terreni pubblici ovvero su piu’
terreni privati, in ogni caso non esclusivamente riconducibili
all’operatore cosi’ come definito dalla lettera e);
b. l’allacciamento alla rete deve avvenire mediante dispositivi
dotati di appositi strumenti di misura che consentano la
contabilizzazione e la periodica fatturazione agli utenti del
servizio ai sensi del decreto ministeriale 24 ottobre 2000 n. 370 e
successive modifiche ed integrazioni;
c. la cessione dell’energia termica deve riguardare utenti del
servizio diversi da soggetti o pertinenze riconducibili all’operatore
e deve essere regolata da contratti di somministrazione, atti a
disciplinare le condizioni tecniche ed economiche di fornitura.

Art. 3

Condizioni per l’accesso al regime di sostegno

1. Le unita’ di cogenerazione entrate in esercizio a decorrere dal
1° gennaio 2011 sono considerate CAR, ai fini dell’accesso ai
benefici economici di cui al presente decreto, se rispondono ai
criteri indicati nel decreto 4 agosto 2011 del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, ed annessi allegati (che si
riportano per correntezza in allegato al presente decreto, con pari
numerazione).
2. Le unita’ di cogenerazione entrate in esercizio tra il 7 marzo
2007 e il 31 dicembre 2010, qualora non rientrino nella definizione
di CAR secondo i criteri indicati nel decreto 4 agosto 2011 citato al
comma 1, sono considerate cogenerative, ai fini dell’accesso ai
benefici economici di cui al presente decreto, se rispondono alle
condizioni e ai criteri indicati dalla delibera 42/2002 e successive
modifiche ed integrazioni, fermo restando che i benefici economici
sono riconosciuti secondo le modalita’ del presente decreto.
3. Le unita’ di cogenerazione entrate in esercizio dopo il 1°
aprile 1999 e prima del 7 marzo 2007, riconosciute cogenerative ai
sensi delle norme applicabili alla data di entrata in esercizio,
accedono ai benefici economici di cui al presente decreto nei limiti
e alle condizioni indicati all’art. 29, comma 4, del decreto
legislativo 28/2011, fermo restando che i benefici economici sono
riconosciuti secondo le modalita’ del presente decreto.

Art. 4

Regime di sostegno

1. Le unita’ di cogenerazione, come definite all’art. 1 del
presente decreto, hanno diritto, per ciascun anno solare in cui
soddisfano i requisiti di CAR, al rilascio di certificati bianchi, in
numero commisurato al risparmio di energia primaria realizzato
nell’anno in questione, se positivo, calcolato come segue:

Parte di provvedimento in formato grafico

2. I certificati bianchi sono riconosciuti, subordinatamente
all’esito delle verifiche di cui all’art. 7 e fermo restando quanto
disposto dal comma 3, per un periodo di:
a) dieci anni solari, per le unita’ di cogenerazione di cui
all’art. 1, comma 1, lettera a) diverse da quelle comprese alla
lettera b) del presente comma, a decorrere dal 1° gennaio dell’anno
successivo alla data di entrata in esercizio dell’unita’ di
cogenerazione;
b) quindici anni solari, per le unita’ di cogenerazione di cui
all’art. 1, comma 1, lettera a) abbinate a reti di teleriscaldamento,
ove l’intervento comprenda anche la rete, a decorrere dal 1° gennaio
dell’anno successivo alla data di entrata in esercizio dell’unita’ di
cogenerazione;
c) cinque anni solari, per le unita’ di cogenerazione di cui
all’art. 1, comma 1, lettera b), nel limite del 30% di quanto
riconosciuto alle unita’ di cui alle lettere precedenti, a decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
3. Nell’ambito del periodo di diritto al riconoscimento dei
certificati bianchi di cui al comma 2 sono inclusi, senza alcun
recupero o diritto a proroghe, gli anni in cui l’unita’ di
cogenerazione non rispetta le condizioni di cui all’art. 3, ferma
restando la validita’ del titolo autorizzativo a suo tempo rilasciato
per la realizzazione e l’esercizio della medesima unita’.
4. La decorrenza indicata dal comma 2 puo’ essere prorogata, su
motivata richiesta del produttore, fino al terzo anno solare
successivo alla data di entrata in esercizio dell’unita’ di
cogenerazione, pena la decadenza del diritto all’accesso agli
incentivi di cui al presente decreto.

Art. 5

Periodo di rendicontazione

1. Il periodo di rendicontazione, ai fini del calcolo per il
riconoscimento dei benefici economici oggetto del presente decreto,
e’ pari ad un anno solare, a decorrere dal 1° gennaio al 31 dicembre
di ciascun anno, ferme restando le decorrenze di cui all’art. 4,
comma 2.
2. Qualora, per specifiche esigenze del processo di valle legato
alla stagionalita’ dell’utenza calore, l’unita’ di produzione di
energia possa marciare in assetto cogenerativo per un periodo
inferiore all’annualita’ e’ fatto obbligo agli operatori di dotare
l’unita’ stessa di idonea strumentazione che permetta di
contabilizzare le ore di esercizio, il calore utile e l’energia
elettrica prodotta durante la marcia in assetto cogenerativo. In
carenza di tale strumentazione sara’ preso a riferimento il periodo
di rendicontazione su base annuale secondo quanto indicato al comma
1. Per specifiche esigenze del processo di valle si intende
l’indisponibilita’ dell’utenza calore su base stagionale determinata
dalle condizioni climatiche o dal ciclo operativo delle lavorazioni.

Art. 6

Cumulabilita’ degli incentivi

1. Gli incentivi di cui al presente decreto non sono cumulabili con
altri incentivi pubblici o regimi di sostegno comunque denominati,
fatto salvo quanto previsto ai successivi commi.
2. Il diritto agli incentivi di cui al presente decreto e’
cumulabile, nel rispetto delle relative modalita’ applicative:
a) con l’accesso a fondi di garanzia e fondi di rotazione;
b) con altri incentivi pubblici in conto capitale non eccedenti
il 40 per cento del costo dell’investimento nel caso di impianti di
potenza elettrica fino a 200 kW, non eccedenti il 30 per cento nel
caso di impianti di potenza elettrica fino a 1 MW, e non eccedenti il
20 per cento nel caso di impianti di potenza superiore a 1 MW;
c) con l’accesso alla detassazione dal reddito di impresa degli
investimenti in macchinari e apparecchiature.
Resta ferma l’applicazione dei regimi previsti per i sistemi
efficienti di utenza di cui agli articoli 2 e 10 del decreto
legislativo 115/2008, per le reti interne di utenza di cui all’art.
33 della legge 99/2009, per lo scambio sul posto di cui alla delibera
AEEG 74/08 e per l’esenzione dall’obbligo di cui all’art. 11 del
decreto legislativo 79/99, nei limiti delle rispettive modalita’
applicative.
3. Gli operatori che hanno avuto accesso ai certificati bianchi ai
sensi dei decreti 20 luglio 2004 del Ministro delle attivita’
produttive, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio, e successive modifiche ed integrazioni, possono
accedere ai benefici di cui al presente decreto previa rinuncia al
godimento del diritto dell’intero quantitativo dei certificati
bianchi ottenuti a valere sulle medesime unita’ di cogenerazione. In
tale caso il calcolo e la valorizzazione del risparmio ottenuto sono
contabilizzati secondo i criteri del presente decreto, effettuando il
relativo conguaglio in caso di differenza tra i due benefici.
4. Gli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento
realizzati in attuazione dell’art. 1, comma 71, della legge 23 agosto
2004, n.239, che hanno avuto accesso ai certificati verdi ai sensi
dell’art. 14 del decreto legislativo 20/2007, non possono accedere ai
benefici di cui al presente decreto.

Art. 7

Valutazione preliminare dell’unita’ di cogenerazione non in esercizio

1. Gli operatori che intendono accedere al regime di sostegno per
unita’ di cogenerazione che non sono ancora in esercizio inviano al
GSE, in copia al Ministero dello sviluppo economico, la
documentazione tecnica ed amministrativa riguardante l’unita’ di
cogenerazione per un esame preliminare, volto ad accertare se la
configurazione di impianto e la strumentazione di corredo permettano
di individuare le grandezze che concorrono a qualificare l’unita’ di
cogenerazione come CAR. La documentazione tecnica e’ redatta secondo
la modulistica che sara’ resa disponibile, sul sito internet del GSE,
previa approvazione del Ministero dello sviluppo economico, entro il
30 settembre 2011.
2. Il GSE si esprime entro 120 giorni solari dal ricevimento della
documentazione presentata ai sensi del comma 1, circa la sufficienza
della documentazione stessa, individuando eventuali carenze ed
indicando le eventuali modifiche da apportare. Se l’operatore non
intende apportare le modifiche indicate dal GSE, questi adotta, in
fase di riconoscimento, ipotesi conservative a vantaggio
dell’Amministrazione.
3. La documentazione tecnica ed amministrativa di cui al comma 1,
completa delle eventuali modifiche indicate dal GSE ed accettate
dall’operatore, costituisce il quadro di riferimento per l’unita’ di
cogenerazione ed esime l’operatore dalla presentazione di ulteriore
documentazione nella fase di riconoscimento di cui all’art. 8, fatti
salvi i dati di esercizio consuntivi dell’anno precedente e l’obbligo
di trasmissione al GSE e al Ministero dello sviluppo economico di
variazioni che possano incidere in modo significativo sul rispetto
della condizione tecnica di cogenerazione.

Art. 8

Procedure per il riconoscimento di CAR e per l’accesso al regime di
sostegno

1. Per l’accesso al regime di sostegno, gli operatori trasmettono
al GSE la domanda di riconoscimento di CAR utilizzando la modulistica
resa disponibile dal GSE, di cui al comma 2. La prima domanda di
riconoscimento e’ completa di copia della denuncia di officina
elettrica, del verbale di verifica redatto dall’UTF e della
comunicazione della data di entrata in esercizio; per gli impianti di
cui all’art. 3, comma 2, la domanda esprime anche l’eventuale
richiesta, da parte dell’operatore, di riconoscimento ai sensi della
delibera 42/02 dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas e
successive modifiche ed integrazioni, che rimane valida per tutto il
periodo di diritto ai certificati bianchi.
2. La modulistica per l’invio dei dati, previa approvazione del
Ministero dello Sviluppo Economico, e’ resa disponibile sul sito
internet del GSE entro il 30 settembre 2011, liberamente utilizzabile
da parte di chiunque e in formato modificabile, unitamente alle
istruzioni operative per la compilazione e all’indirizzo di posta
elettronica da utilizzare per l’invio.7
3. Per le unita’ di cogenerazione di cui all’art. 3, commi 2 e 3,
gli operatori sono tenuti a verificare che i dati eventualmente gia’
inviati al GSE corrispondano a quanto richiesto ai sensi del presente
decreto ed a trasmettere allo stesso GSE una dichiarazione
confermativa ovvero la documentazione integrativa necessaria,
convalidate da perizia giurata sottoscritta da un tecnico abilitato.
4. Le domande di cui al comma 1 e le dichiarazioni o la
documentazione di cui al comma 3 sono inviate al GSE entro il 30
novembre 2011, per gli esercizi degli anni precedenti il 2011, ed
entro il 31 marzo di ogni anno per gli esercizi degli anni
successivi.
5. Entro 120 giorni solari dalla ricezione delle domande di cui al
comma 4, il GSE, verificato che la documentazione di cui al comma 1
sia completa e correttamente compilata e che i dati forniti siano
congrui, si pronuncia accogliendo oppure respingendo la richiesta di
riconoscimento. L’accoglimento o il respingimento sono motivati con i
valori degli indici energetici calcolati dal GSE in conformita’ dei
criteri stabiliti nel decreto 4 agosto 2011 per gli impianti di cui
all’art. 3, comma 1, o dei criteri vigenti all’epoca dell’entrata in
esercizio, limitatamente all’accesso agli incentivi, per gli impianti
di cui all’art. 3 commi 2 e 3. Per il primo anno di attuazione del
presente decreto, il termine di cui al presente comma e’ fissato in
180 giorni.
6. La domanda di cui al comma 4 e’ respinta per le unita’ di
cogenerazione non dotate di strumentazione idonea a definire le
grandezze fisiche necessarie, ai sensi dell’art. 4, per il calcolo
dei benefici. In tal caso, l’operatore, qualora voglia usufruire del
regime di sostegno, e’ tenuto a dotare l’unita’ di cogenerazione
della strumentazione necessaria entro e non oltre due anni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto; l’eventuale riconoscimento
dei benefici decorre dalla data di avvenuta dotazione, ferma restando
la durata temporale di cui all’art. 4, comma 2. Resta fermo quanto
previsto al paragrafo 5.3 dell’allegato II al decreto 4 agosto 2011
per le sole sezioni di micro cogenerazione.
7. In caso di non completezza o di non verosimiglianza della
documentazione, il GSE invita l’operatore a produrre, entro sessanta
giorni, documentazione integrativa. Trascorsa invano tale data, la
richiesta di riconoscimento si intende respinta senza-bisogno di
alcuna comunicazione ulteriore. L’invito a produrre documentazione
integrativa sospende i termini temporali di cui al comma 5. Tali
termini riprendono a decorrere quando il GSE riceve la documentazione
integrativa richiesta.
8. Se la richiesta di riconoscimento come CAR e’ accolta, il GSE
rilascia all’operatore un numero di certificati bianchi calcolato in
base all’art. 4, comma 1.

Art. 9

Certificati bianchi

1. I certificati bianchi riconosciuti ai sensi dell’art. 4 sono
ascrivibili alla II tipologia cosi’ come definita dalle regole di
funzionamento di cui agli articoli 10, comma 3, dei decreti 20 luglio
2004 del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e tutela del territorio, e successive
modifiche ed integrazioni. I suddetti certificati bianchi possono
essere utilizzati per l’assolvimento della propria quota d’obbligo da
parte dei soggetti obbligati, ai sensi delle disposizioni in materia
di risparmio energetico di cui ai citati decreti 20 luglio 2004,
oppure essere oggetto di scambio e contrattazione tra gli operatori
che li detengono e i soggetti obbligati stessi.
2. In alternativa all’utilizzo indicato al comma 1, l’operatore
puo’ chiedere al GSE il ritiro dei certificati bianchi cui ha
diritto. In tali casi, il GSE ritira i certificati bianchi al prezzo,
stabilito in attuazione dell’art. 6, comma 1 del decreto 21 dicembre
2007 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
vigente per gli stessi al momento dell’entrata in esercizio
dell’unita’ di cogenerazione. Per le unita’ di cogenerazione entrate
in esercizio in data antecedente a quella di entrata in vigore del
presente decreto, il prezzo di riferimento e’ quello vigente alla
medesima data di entrata in vigore. Il prezzo di ritiro rimane
costante per tutta la durata del periodo di incentivazione.
3. L’autorizzazione alla emissione fattura e’ rilasciata dal GSE
contestualmente al riconoscimento di CAR di cui all’art. 8, comma 5.
L’importo della fattura e’ pari al prezzo complessivo di ritiro,
calcolato in base a quanto stabilito al comma 2, diminuito di una
quota non superiore all’uno per cento che, previa adeguata
motivazione fornita al Ministero dello sviluppo economico, il GSE e’
autorizzato a trattenere a titolo di rimborso delle spese di
istruttoria. Il GSE salda la relativa fattura entro 45 giorni solari
continuativi dalla data di ricezione.
4. I certificati bianchi acquistati dal GSE ai sensi del comma 2
non possono essere oggetto di successive contrattazioni con i
soggetti obbligati, indicati al comma 1. Nell’ambito
dell’aggiornamento del decreto 21 dicembre 2007 del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, sono definite le modalita’ con cui
i risparmi di energia primaria connessi ai certificati bianchi
ritirati dal GSE ai sensi del comma 2 sono contabilizzati ai fini
degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico.

Art. 10

Copertura degli oneri

1. Il GSE ha titolo a vedersi riconosciuti dalla Cassa Conguaglio
per il settore elettrico i costi residui sostenuti per l’attuazione
degli articoli 8 e 9. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
provvede a definire le modalita’ per la compensazione del GSE a
carico del conto per la promozione dell’efficienza energetica negli
usi finali, posto a copertura del meccanismo dei titoli di efficienza
energetica.

Art. 11

Attivita’ di gestione, ispezioni e controlli

1. Il GSE, nel definire adeguate modalita’ organizzative per
l’attuazione del presente decreto, si avvale di contributi e supporti
specialistici da parte di societa’ controllate, in particolare per le
attivita’ di istruttoria tecnica connesse alla valutazione dei
progetti e per le attivita’ di verifica e controllo.
2. Il GSE, in proprio o su mandato del Ministero dello sviluppo
economico, effettua ispezioni in sede locale per accertare la
conformita’ dei dati trasmessi alla reale situazione. Copia
dell’esito delle ispezioni e’ inviata al medesimo Ministero e
all’operatore.
3. In caso di accertate difformita’ tra quanto dichiarato e la
situazione reale dell’unita’ di cogenerazione, ovvero di documenti
non veritieri ovvero di dichiarazioni false e mendaci, il GSE annulla
il beneficio economico per tutti gli anni sulle cui produzioni la
difformita’ ha avuto effetti, con recupero delle somme eventualmente
erogate o dei benefici concessi e trasmette all’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas l’esito degli accertamenti effettuati
per l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 2, comma 20,
lettera c) della legge 14 novembre 1995, n.481.
4. Nei casi in cui le difformita’ accertate ai sensi dei commi 1 e
2 derivino da carenze impiantistiche o di sistemi di misurazione che
non permettano di definire con precisione le grandezze utili per la
definizione dell’incentivo economico, l’operatore e’ tenuto ad
intervenire apportando le modifiche ritenute necessarie dal GSE; in
tali casi, fermo restando quanto previsto al comma 2, ogni forma di
incentivazione e’ sospesa, senza possibilita’ di recupero temporale,
fino al completamento delle modifiche.

Art. 12

Comunicazioni e monitoraggio

1. Entro il 31 ottobre di ogni anno il GSE trasmette al Ministero
dello sviluppo economico e, per conoscenza, all’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas, anche in formato elettronico, un
prospetto riepilogativo delle richieste di riconoscimento come
cogenerazione pervenute relativamente alla produzione effettuata
nell’anno solare precedente.
2. Per ciascuna unita’ di cogenerazione, il prospetto di cui al
comma 1 riporta almeno: le principali caratteristiche tecniche; i
dati tecnici di funzionamento relativi all’anno solare precedente;
l’esito dell’esame documentale svolto dal GSE.
3. Il GSE conduce a scadenza triennale un’indagine per accertare
che il regime di sostegno vigente per la cogenerazione ad alto
rendimento si mantenga in linea con quello riconosciuto nei
principali Stati membri dell’Unione europea, anche nei riguardi del
suo valore economico, riferendo al Ministero dello sviluppo economico
sui risultati di tale accertamento.
Roma, 5 settembre 2011

Il Ministro: Romani

Allegato I

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato II

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato III

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato IV

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Allegato V

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato VI

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato VII

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 5 settembre 2011

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