MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 4 febbraio 2011 | Chimici.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 4 febbraio 2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 4 febbraio 2011 - Procedure operative di attuazione del decreto 21 gennaio 2011 e modalita' di svolgimento delle attivita' di stoccaggio e di controllo, ai sensi dell'articolo 13, comma 4 del decreto 21 gennaio 2011. (11A01635) - (GU n. 40 del 18-2-2011 - Suppl. Ordinario n.43)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 4 febbraio 2011

Procedure operative di attuazione del decreto 21 gennaio 2011 e
modalita’ di svolgimento delle attivita’ di stoccaggio e di
controllo, ai sensi dell’articolo 13, comma 4 del decreto 21 gennaio
2011. (11A01635)

Titolo I NORME GENERALI FINALITA’, AMBITO DI
APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

IL DIRETTORE GENERALE
per le risorse minerarie ed energetiche

Vista la legge 26 aprile 1974, n. 170, recante disciplina dello
stoccaggio di gas naturale in giacimenti di idrocarburi, come
modificata dal decreto legislativo n. 164/2000;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, di attuazione
della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il mercato
interno del gas naturale, il quale all’art. 11, comma 1, prevede che
il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
attualmente Ministro dello sviluppo economico, approvi il
disciplinare tipo per le concessioni di stoccaggio del gas naturale
e, al comma 2 dello stesso articolo, prevede l’aggiornamento del
disciplinare;
Visto il decreto legislativo n. 164/2000 che all’art. 13, commi 1 e
2 prevede che il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, attualmente Ministro dello sviluppo economico,
emani le norme tecniche per l’effettuazione delle operazioni di
stoccaggio di gas naturale e il loro aggiornamento in funzione
dell’evoluzione tecnologica dei sistemi di stoccaggio;
Visto il decreto legislativo n. 164/2000, che, all’art. 11, comma
1, prevede che l’attivita’ di stoccaggio del gas naturale in
giacimenti o unita’ geologiche profonde e’ svolta sulla base di
concessione, di durata non superiore a venti anni, rilasciata dal
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
attualmente Ministero dello sviluppo economico;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 novembre 2008,
n. 197 «Regolamento di riorganizzazione del Ministero dello sviluppo
economico» che attribuisce, tra l’altro, alla Direzione generale per
le risorse minerarie ed energetiche compiti di autorizzazione allo
stoccaggio delle risorse del sottosuolo;
Vista la legge 23 luglio 2009, n. 99, contenente «Disposizioni per
lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonche’ in
materia di energia» ed in particolare l’art. 27, comma 33, il quale
abroga l’art. 8 della legge 24 novembre 2000, n. 340, e il comma 32
il quale stabilisce che le disposizioni dell’art. 27 si applicano, su
proposta del proponente, da presentare entro 30 giorni dalla data di
entrata in vigore della legge n. 99/2009, ai procedimenti
amministrativi in corso alla medesima data;
Vista la legge 21 luglio 1967, n. 613, recante norme sulla ricerca
e coltivazione degli idrocarburi liquidi e gassosi nel mare
territoriale e nella piattaforma continentale;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del
Ministero dell’ambiente e norme in materia di danno ambientale;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, recante norme in materia di
procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi e sue modifiche e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante il
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n.
128, recante norme di polizia delle miniere e delle cave, nonche’ le
successive modifiche ed integrazioni, con particolare riferimento a
quelle introdotte dal decreto del Presidente della Repubblica 24
maggio 1979, n. 886, ed a quelle introdotte dall’art. 11 della legge
30 luglio 1990, n. 221;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1979, n.
886 «Integrazione ed adeguamento delle norme di polizia delle miniere
e delle cave, contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 9
aprile 1959, n. 128, al fine di regolare le attivita’ di prospezione,
di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi nel mare territoriale
e nella piattaforma continentale.»;
Visto il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, di attuazione
dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, recante norme in
materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
e il decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106, recante disposizioni
integrative e correttive;
Visto il decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito con
legge 20 novembre 2009, n. 166, recante le disposizioni urgenti per
l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze
della Corte di giustizia delle Comunita’ europee;
Visto l’art. 7 del decreto-legge n. 135/2009, recante disposizioni
per i sistemi di misura installati nell’ambito delle reti nazionali e
regionali di trasporto del gas e per eliminare ostacoli all’uso e al
commercio degli stessi anche in relazione alla procedura d’infrazione
n. 2007/4915;
Visto in particolare il comma 1 del citato art. 7 del decreto-legge
n. 135/2009, secondo cui, fra l’altro, al fine di semplificare gli
scambi sul mercato nazionale ed internazionale del gas naturale, i
sistemi di misura relativi alle stazioni per le immissioni di gas
naturale nella rete nazionale di trasporto, per le esportazioni di
gas, per le immissioni di gas naturale nella rete nazionale di
trasporto, per le esportazioni di gas attraverso la rete nazionale di
trasporto, per l’interconnessione dei gasdotti appartenenti alla rete
nazionale e regionale di trasporto con le reti di distribuzione e gli
stoccaggi di gas naturale non sono soggetti all’applicazione della
normativa di metrologia legale e il livello di tutela previsto dalle
norme in materia di misura del gas, ai fini del corretto
funzionamento del sistema nazionale del gas e agli effetti di
legge, e’ assicurato mediante la realizzazione e la gestione degli
stessi sistemi di misura secondo modalita’ stabilite con decreto del
Ministro dello sviluppo economico, sentita l’Autorita’ per l’energia
elettrica ed il gas, da adottare ai sensi del decreto legislativo 23
maggio 2000, n. 164;
Visto il decreto ministeriale 18 giugno 2010, di attuazione
dell’art. 7, comma 1 del decreto-legge n. 135 del 25 settembre 2009,
convertito con la legge n. 166 del 20 novembre 2009, recante le
modalita’ di realizzazione e gestione dei sistemi di misura a tutela
dei soggetti del sistema del gas naturale che offrono servizi e
scambiano gas nel mercato nazionale ed internazionale tramite sistemi
di trasporto, nazionale e regionale, in condotta, con esclusione dei
sistemi di misura utilizzati dai produttori di idrocarburi e dai
clienti finali, ovvero dai consumatori che acquistano gas per uso
proprio;
Visto il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, di
attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute
dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della
direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori
nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee;
Visto il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, di
attuazione della direttiva 94/22/CEE relativa alle condizioni di
rilascio e di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione,
ricerca e coltivazione di idrocarburi, che all’art. 13 definisce
norme sul conferimento ed esercizio delle concessioni di coltivazione
e di stoccaggio;
Visto il decreto ministeriale 26 aprile 2010, recante «Disciplinare
tipo per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni
di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel
mare territoriale e nella piattaforma continentale»;
Vista la legge 7 marzo 1938, n. 141, di conversione, con
modificazioni, del regio decreto legge 12 marzo 1936, n. 375,
contenente disposizioni per la difesa del risparmio e per la
disciplina della funzione creditizia e successive modifiche ed
integrazioni;
Vista la legge 10 giugno 1982, n. 348 «Costituzione di cauzioni con
polizze fideiussorie a garanzia di obbligazioni verso lo stato ed
altri enti pubblici»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita’,
come modificato dal decreto legislativo 27 dicembre 2004, n. 330;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,
n. 445, recante disposizioni legislative e regolamentari in materia
di documentazione amministrativa;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme
in materia ambientale, e sue modifiche e integrazioni, in
particolare: l’art. 7, comma 3, che stabilisce che sono sottoposti a
valutazione ambientale (di seguito: VIA) in sede statale i progetti
di cui all’allegato II del decreto, dove con il numero 17 sono
indicati i progetti inerenti lo stoccaggio di gas combustibile e di
CO 2 in serbatoi sotterranei naturali, in unita’ geologiche profonde
e in giacimenti esauriti di idrocarburi; l’art. 7, comma 5, che
stabilisce che in sede statale, l’autorita’ competente per la VIA e’
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
che emana il relativo provvedimento di concerto con il Ministro per i
beni e le attivita’ culturali;
Visto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, di recepimento
della direttiva 96/82/CE, modificato e integrato dal decreto
legislativo 21 settembre 2005, n. 238, che detta disposizioni
finalizzate a prevenire gli incidenti rilevanti connessi a
determinate sostanze pericolose e a limitarne le conseguenze per
l’uomo e per l’ambiente, e la circolare interministeriale 21 ottobre
2009 di indirizzo per l’applicazione del decreto legislativo 17
agosto 1999, n. 334, agli stoccaggi sotterranei di gas naturale in
giacimenti o unita’ geologiche profonde;
Visto il decreto del Ministero dell’ambiente 9 agosto 2000 che
individua le modificazioni di impianti e di depositi, di processi
industriali, della natura o dei quantitativi di sostanze pericolose
che potrebbero costituire aggravio del preesistente livello di
rischio;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 117, di recepimento
della direttiva comunitaria 2006/21/CE relativa alla gestione dei
rifiuti delle industrie estrattive;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che ha dettato
nuove disposizioni circa il conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in
attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 443, che ha
dettato ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto legislativo n. 374 del 1990 di riordino degli
istituti doganali;
Vista la legge 3 agosto 2007, n. 125, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 18 giugno 2007, n. 73, recante
misure urgenti per l’attuazione di disposizioni comunitarie in
materia di liberalizzazione dei mercati dell’energia;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, codice
dell’amministrazione digitale;
Visto il decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, di attuazione
della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dei documenti nel
settore pubblico;
Vista la legge 11 gennaio 1957, n. 6, e sue modifiche e
integrazioni;
Visto il decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 130, recante misure
per la maggiore concorrenzialita’ nel mercato del gas naturale ed il
trasferimento dei benefici risultanti ai clienti finali, ai sensi
dell’art. 30, commi 6 e 7 della legge n. 99/2009;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244, legge finanziaria 2008,
che all’art. 1, comma 558 prevede la corresponsione alle regioni sede
di stabilimenti di stoccaggio di gas naturale di un importo annuo a
titolo di contributo compensativo del mancato uso alternativo del
territorio con le modalita’ di ripartizione disposte al comma 559
della stessa legge;
Considerate le deliberazioni della Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas n. 119/05, n. 50/06, AR/GAS n. 165/09, AR/GAS n.
184/09 e loro modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 gennaio
2011 «Modalita’ di conferimento della concessione di stoccaggio di
gas naturale in sotterraneo e relativo disciplinare tipo» ed in
particolare l’art. 13, comma 4 il quale stabilisce che con decreti
direttoriali della Direzione generale delle risorse minerarie ed
energetiche sono disposte le procedure operative di attuazione della
presente disciplina e le modalita’ di svolgimento delle attivita’ di
stoccaggio e di controllo;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ e ambito di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce le procedure operative di
attuazione del decreto ministeriale 21 gennaio 2011 e le modalita’ di
svolgimento delle attivita’ di stoccaggio e di controllo, ai sensi
dell’art. 13, comma 4, dello stesso decreto.

Titolo I NORME GENERALI FINALITA’, AMBITO DI APPLICAZIONE E
DEFINIZIONI

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:
a) «stoccaggio»: operazione con la quale il gas naturale viene
immesso, mediante eventuale compressione, in una struttura
sotterranea, avente caratteristiche tali da permetterne l’accumulo,
la conservazione e, quando richiesto, il prelievo;
b) «stoccaggio in giacimento»: stoccaggio del gas naturale in
giacimenti in via di esaurimento;
c) «stoccaggio in unita’ geologiche profonde»: stoccaggio del gas
naturale in una struttura sotterranea diversa dai giacimenti in via
di esaurimento, come gli acquiferi o cavita’ saline;
d) «concessionario»: titolare della concessione di stoccaggio di
gas naturale;
e) «concessione»: titolo che consente lo svolgimento dell’attivita’
di stoccaggio di gas naturale rilasciato ai sensi della legge n.
170/1974, nonche’ dell’art. 11, comma 1, del decreto legislativo n.
164/2000;
f) «giacimento»: roccia sotterranea porosa e permeabile definita da
fattori fisici e geologici all’interno di confini orizzontali e
verticali, formata da uno o piu’ livelli contenenti o che abbiano
contenuto idrocarburi, suscettibile di essere tecnicamente ed
economicamente adibita allo stoccaggio di gas naturale;
g) «livello»: struttura elementare che concorre a formare il
giacimento, confinata a tetto e a letto;
h) «Ministero»: Ministero dello sviluppo economico, Dipartimento
per l’energia, Direzione generale per le risorse minerarie ed
energetiche sentita, ove occorra, la Direzione generale per la
sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche;
i) «regioni»: regioni a statuto ordinario, con cui il Ministero
perviene ad intesa per le determinazioni da assumere in materia di
stoccaggio sotterraneo in terraferma;
j) «Divisione I»: ufficio dirigenziale della Direzione generale per
le risorse minerarie ed energetiche competente in materia
coordinamento tecnico delle attivita’ di prospezione, ricerca,
coltivazione di idrocarburi e di risorse minerarie e geotermiche e
stoccaggio di gas naturale e anidride carbonica;
k) «uffici territoriali»: uffici dirigenziali della Direzione
generale per le risorse minerarie ed energetiche, organi tecnici di
polizia mineraria del Ministero, competenti in materia di gestione
tecnico-amministrativa e controllo sulle attivita’ di stoccaggio di
gas naturale in relazione, rispettivamente, all’ubicazione dei titoli
minerari nell’Italia settentrionale, centrale o meridionale, nel
relativo mare territoriale e piattaforma continentale;
l) «Divisione VII»: ufficio dirigenziale della Direzione generale
per le risorse minerarie ed energetiche competente in materia di
stoccaggio di gas naturale, cattura e stoccaggio dell’anidride
carbonica, relativamente al conferimento, proroga e revoca di
concessioni di stoccaggio di gas naturale e CO2, e alla modifica e
all’ approvazione dei programmi lavori;
m) «CIRM»: Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie
del Ministro dello sviluppo economico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 78;
n) «Autorita’»: Autorita’ per l’energia elettrica e il gas;
o) «Ministero dell’ambiente»: Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare;
p) «capacita’ del giacimento»: spazio disponibile per l’immissione
di volumi di gas misurato in condizioni standard (temperatura 15° C e
pressione pari a 1,01325 bar);
q) «rappresentante unico»: rappresentante dei contitolari di una
concessione;
r) «decommissioning»: l’insieme delle operazioni finalizzate alla
messa in sicurezza e alla rimozione degli impianti utilizzati per
l’attivita’ di stoccaggio di gas naturale, ivi compreso la chiusura
mineraria dei pozzi;
s) «ripristino»: ripristino territoriale dei luoghi in base alle
norme vigenti;
t) «cushion gas» o «gas inattivo»: quantitativo minimo
indispensabile di gas presente o inserito nei giacimenti in fase di
stoccaggio che e’ necessario mantenere sempre nel giacimento e che ha
la funzione di consentire l’erogazione dei restanti volumi senza
pregiudicare nel tempo le caratteristiche minerarie dei giacimenti di
stoccaggio;
u) «working gas»: quantitativo di gas presente nei giacimenti in
fase di stoccaggio che puo’ essere messo a disposizione e
reintegrato, per l’utilizzazione ai fini dello stoccaggio minerario,
di modulazione e strategico, comprensivo dello pseudoworking gas;
v) «pseudoworking gas»: parte di gas producibile in tempi piu’
lunghi rispetto a quelli necessari al mercato, che risulta essenziale
per assicurare le prestazioni di punta che possono essere richieste
dalla variabilita’ della domanda in termini giornalieri ed orari;
w) «disponibilita’ di punta giornaliera»: quantita’ massima di gas
naturale, espressa in standard metri cubi al giorno (Sm3/g) e
nell’equivalente energetico (GJ), erogabile o iniettabile da un
sistema di stoccaggio nell’ambito di un giorno;
x) «efficienza dello stoccaggio»: rapporto tra working gas e la
somma di working gas e cushion gas;
y) «impianto di stoccaggio»: l’impianto utilizzato per lo
stoccaggio di gas naturale, di proprieta’ o gestito da un’impresa di
gas naturale, comprendente tutte le apparecchiature, i pozzi, le
strutture, le condotte e i macchinari che servono l’impianto;
z) «stoccaggio di modulazione»: lo stoccaggio finalizzato a
soddisfare la modulazione dell’andamento giornaliero, stagionale e di
punta dei consumi;
aa) «stoccaggio minerario»: lo stoccaggio necessario per motivi
tecnici ed economici a consentire lo svolgimento ottimale della
coltivazione di giacimenti di gas naturale nel territorio italiano;
bb) «stoccaggio strategico»: lo stoccaggio finalizzato a sopperire
a situazioni di mancanza o riduzione degli approvvigionamenti o di
crisi del sistema del gas;
cc) «flowlines»: tubazioni impiegate per il collegamento e il
trasporto del gas naturale dai singoli pozzi o cluster alla centrale
di compressione e trattamento e viceversa;
dd) «rete di trasporto»: la rete nazionale di gasdotti di cui
all’art. 9 del decreto legislativo n. 164/2000;
ee) «programma (dei) lavori» (ovvero «programma di stoccaggio»): il
programma dei lavori autorizzato per una data concessione di
stoccaggio all’atto del rilascio della concessione o come
successivamente modificato secondo le procedure previste nel presente
decreto direttoriale;
ff) «produzione residua»: produzioni di gas naturale effettuate
mediante livelli di giacimento/i non adibiti allo stoccaggio di gas
naturale e rientranti nella concessione di stoccaggio ai sensi
dell’art. 11, comma 3 del decreto legislativo n. 164/2000;
gg) «BUIG»: Bollettino ufficiale per gli idrocarburi e le
georisorse;
hh) «attivita’ di prospezione»: attivita’ consistente in rilievi
geografici, geologici, geochimici e geofisici eseguiti con qualunque
metodo e mezzo, escluse le perforazioni meccaniche di ogni specie,
intese ad accertare la natura del sottosuolo e del sottofondo marino;
ii) «attivita’ di ricerca»: insieme delle operazioni volte
all’accertamento dell’esistenza di idrocarburi liquidi e gassosi,
comprendenti le attivita’ di indagini geologiche, geochimiche e
geofisiche, eseguite con qualunque metodo e mezzo, nonche’ le
attivita’ di perforazione meccanica;
jj) «GOIP»: gas originariamente in posto.
2. Valgono le ulteriori definizioni di cui all’art. 2, comma 1 del
decreto legislativo n. 164/2000 ed ai relativi decreti applicativi
nonche’ le definizioni di cui alle delibere dell’Autorita’ n. 119/05,
50/06 e loro modifiche ed integrazioni.

Titolo II MODALITA’ PER IL CONFERIMENTO DELLA
CONCESSIONE E PER IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO

Art. 3

Istanze per il rilascio dell’autorizzazione allo svolgimento di un
programma di ricerca e della concessione di stoccaggio di gas
naturale
1. L’autorizzazione allo svolgimento di un programma di ricerca per
l’accertamento della fattibilita’ dello stoccaggio in unita’
geologiche profonde, di cui all’art. 3, comma 7 del decreto
ministeriale 21 gennaio 2011 e la concessione di stoccaggio di gas
naturale sono conferite ai richiedenti che dispongano di capacita’
tecnica, economica ed organizzativa, come definita all’art. 4,
adeguate ai programmi presentati, e che siano persone fisiche o
giuridiche, pubbliche o private, o associazione di tali persone,
purche’ con sede legale in Italia o in altri Stati dell’Unione
europea, nonche’, a condizioni di reciprocita’, a persone fisiche e
giuridiche aventi sede legale in altri Stati. I richiedenti devono
possedere nel territorio della Unione europea strutture tecniche e
amministrative adeguate alle attivita’ previste, ovvero presentare
una dichiarazione con la quale il legale rappresentante si impegni,
in caso di conferimento, a costituirle.
2. Ai sensi dell’art. 21, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo
n. 164/2000, l’attivita’ di stoccaggio e’ oggetto di separazione
contabile e gestionale dall’attivita’ di trasporto e dispacciamento
del gas e di separazione societaria da tutte le altre attivita’ del
settore del gas, fatta salva la deroga di cui al comma 3, art. 11 del
medesimo decreto legislativo.
3. I titolari di concessione di coltivazione relativa a giacimenti
con riserve di gas originariamente in posto, tenuto conto delle
rivalutazioni intervenute, superiori a 500 milioni di standard metri
cubi, al momento in cui l’80% delle riserve producibili sia stato
prodotto, inviano al Ministero, su supporto informatico, le
informazioni atte a stabilire se i giacimenti medesimi siano
tecnicamente ed economicamente suscettibili di essere adibiti a
stoccaggio di gas secondo i criteri di cui al comma 16, lettera a),
indicando altresi’ la tipologia e la storia produttiva del
giacimento, con particolare riguardo al meccanismo di produzione e
all’andamento della produttivita’ dei pozzi in funzione della
pressione.
4. In base ai dati forniti ai sensi del comma 3, il Ministero, ai
sensi dell’art. 13, comma 7 del decreto legislativo n. 164/2000,
sentita la CIRM, pubblica sul BUIG, periodicamente, l’elenco e le
informazioni relative ai giacimenti tecnicamente ed economicamente
suscettibili di essere adibiti a stoccaggio.
5. Entro trenta giorni dalla data di pubblicazione sul BUIG, i
soggetti interessati inviano al Ministero la richiesta di
acquisizione dei dati di dettaglio necessari per l’elaborazione del
programma di stoccaggio per uno o piu’ giacimenti dell’elenco
pubblicato. Con avviso pubblicato nello stesso numero del BUIG sono
stabilite le caratteristiche del contratto di consultazione e il
relativo corrispettivo economico a copertura dei costi del servizio
di consultazione.
6. Entro due mesi dalla pubblicazione sul BUIG dell’elenco e delle
informazioni di cui al comma 4, i titolari delle concessioni di
coltivazione relative ai giacimenti per i quali e’ stata presentata
richiesta di acquisizione dei dati, organizzano, per ogni giacimento,
un «data room» presso le loro sedi, elaborano gli elenchi dei beni
relativi alle concessioni e predispongono un sopralluogo dei siti.
Nel «data room» sono rese note almeno le seguenti informazioni:
a) quantita’ e qualita’ dei fluidi di formazione;
b) rilievi sismici 2D e studi di interpretazione geofisica,
geologica e di giacimento;
c) GOIP e riserve residue;
d) profilo di produzione;
e) andamento delle pressioni di testa e di fondo durante la
produzione;
f) situazione dei pozzi afferenti il giacimento (quale: profili,
schemi di completamento, logs, stato dei completamenti);
g) descrizione delle attrezzature (facilities) di superficie;
h) elenco delle pertinenze e delle relative valorizzazioni
economiche;
i) tutti i dati necessari per la valutazione preliminare del
corrispettivo di cui all’art. 13, comma 9, del decreto legislativo n.
164/2000,
e, qualora disponibili:
l) rilievi sismici 3D e 4D del giacimento;
m) dati su carotaggi della roccia di copertura e del giacimento;
n) risultati di test d’iniettivita’ e di prove di erogazione;
o) logs di monitoraggio della distribuzione e dell’andamento del
gas prodotto o iniettato in giacimento durante il test di
iniettivita’.
7. Il Ministero ammette alla fase di acquisizione dei dati i
soggetti che dispongano dei requisiti di cui all’art. 4.
8. I soggetti che in base al comma 7, sono stati ammessi alla fase
di acquisizione dei dati, effettuano la consultazione del «data room»
e i sopralluoghi secondo un calendario predisposto dal Ministero in
funzione delle richieste di accesso.
9. I soggetti di cui al comma 7 presentano al Ministero l’istanza
per il rilascio della concessione entro 180 giorni, decorrenti dal
termine della fase di consultazione di cui al comma 8.
10. Il titolare di concessione di coltivazione puo’ richiedere la
conversione della concessione di coltivazione in concessione di
stoccaggio. La domanda di concessione di stoccaggio, ai sensi
dell’art. 11, comma 2, del decreto legislativo n. 164/2000 non e’
soggetta a concorrenza.
11. Nel caso in cui al comma 10, ai sensi dell’art. 11, comma 2,
del decreto legislativo n. 164/2000, il conferimento della
concessione di stoccaggio comprende la concessione di coltivazione
con i relativi diritti ed obbligazioni, che pertanto viene
contestualmente a cessare. Il titolare di concessione di
coltivazione, all’atto della domanda di concessione di stoccaggio,
indica al Ministero il soggetto, in possesso dei requisiti di legge,
nonche’ di quelli di cui al comma 1, cui attribuire la relativa
concessione di stoccaggio. Ai sensi dell’art. 11, comma 3, del
decreto legislativo n. 164/2000, e’ fatta salva la possibilita’ per
il concessionario di stoccaggio, anche in deroga alle disposizioni in
materia di separazione gestionale, contabile e societaria di cui
all’art. 21 del decreto legislativo n. 164/2000 e alle disposizioni
vigenti in materia di separazione funzionale di cui al decreto-legge
18 giugno 2007, n. 73, convertito, con modifiche, con legge 3 agosto
2007, n. 125, di continuare a produrre da livelli del giacimento non
adibiti a stoccaggio. Sulle produzioni residue non sono dovute le
aliquote di prodotto della coltivazione di cui all’art. 19 del
decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625.
12. Nel caso i risultati delle attivita’ svolte nell’ambito
dell’autorizzazione allo svolgimento di un programma di ricerca per
l’accertamento della fattibilita’ dello stoccaggio in unita’
geologiche profonde di cui all’art. 3, comma 1 o di un permesso di
prospezione o di ricerca di idrocarburi abbiano dimostrato che i
giacimenti rinvenuti o le unita’ geologiche profonde individuate
siano tecnicamente ed economicamente idonei ad essere utilizzati per
lo stoccaggio secondo i criteri di cui al comma 16, lettera a), il
titolare dell’autorizzazione allo svolgimento di un programma di
ricerca per l’accertamento della fattibilita’ dello stoccaggio o del
permesso di prospezione o di ricerca puo’ richiedere il rilascio di
una concessione di stoccaggio, secondo le procedure indicate negli
articoli 3 e 5 del presente decreto. Il titolare del permesso di
prospezione o di ricerca di idrocarburi, all’atto della domanda di
concessione di stoccaggio, indica al Ministero il soggetto, in
possesso dei requisiti di legge, cui attribuire la relativa
concessione di stoccaggio. La domanda di concessione di stoccaggio
non e’ soggetta a concorrenza.
13. Il Ministero valutata l’opportunita’ di incrementare le
capacita’ del sistema del gas naturale, sentita la CIRM, pubblica sul
BUIG, periodicamente, l’elenco e le informazioni relative ai
giacimenti tecnicamente ed economicamente suscettibili di essere
adibiti a stoccaggio ricadenti nell’ambito di concessioni di
coltivazione scadute o rinunciate. Entro 180 giorni dalla
pubblicazione i soggetti di cui al comma 1 presentano al Ministero
l’istanza per il rilascio della concessione di stoccaggio. La domanda
di concessione di stoccaggio e’ soggetta a concorrenza secondo le
modalita’ dell’art. 5, commi 2 e 3. Indipendentemente dalla
pubblicazione dell’elenco, i soggetti di cui al comma 1 possono
richiedere il rilascio di una concessione di stoccaggio relativamente
a giacimenti ricadenti nell’ambito di concessioni di coltivazione
scadute o rinunciate i quali rispondano ai requisiti di cui al comma
16, lettera a) o in unita’ geologiche profonde con caratteristiche
tali da garantire il contenimento del gas. La domanda di concessione
di stoccaggio e’ soggetta a concorrenza secondo le modalita’
dell’art. 5, commi 2 e 3.
14. Il soggetto richiedente, di cui ai commi 9, 10, 12 e 13,
presenta l’istanza per il rilascio della concessione secondo le
modalita’ definite nell’art. 5 unitamente alla documentazione tecnica
relativa all’investimento di cui al comma 16 e a quella relativa al
possesso dei requisiti di ordine generale, di capacita’ tecnica,
organizzativa e economica, di cui all’art. 4.
15. Nel caso in cui la concessione di stoccaggio sia richiesta dal
titolare di una concessione di coltivazione ai sensi del comma 10, o
dal titolare di un permesso di prospezione o di ricerca ai sensi del
comma 12, i requisiti richiesti per il rilascio della concessione di
stoccaggio dovranno sussistere in capo al soggetto indicato dal
richiedente quale destinatario della concessione di stoccaggio cui
faranno riferimento le successive fasi della procedura di
conferimento della concessione.
16. L’istanza per il rilascio della concessione e’ corredata dal
progetto preliminare di stoccaggio; in particolare dovra’ essere
specificato:
a) il programma di sviluppo della capacita’ del giacimento,
completo dei dati che ne attestino l’idoneita’ ad essere adibito a
stoccaggio con riferimento ai seguenti criteri:
1) presenza di una trappola con una roccia di copertura con
caratteristiche tali da garantire la tenuta idraulica verso
formazioni sovrastanti;
2) efficienza dello stoccaggio superiore a 30%;
3) valori di porosita’ e permeabilita’ valutati in base alla storia
produttiva e al comportamento del giacimento anche in relazione alla
presenza di acquiferi.
Nel caso di giacimenti gia’ utilizzati per la produzione dovra’
essere indicata la percentuale delle riserve prodotte, rispetto alle
riserve originariamente in posto, tenuto conto delle rivalutazioni
intervenute;
b) i tempi di realizzazione del programma di sviluppo delle
capacita’ del giacimento e del programma di stoccaggio;
c) le seguenti ulteriori informazioni:
i) dati geodinamici utilizzati per lo sviluppo dei modelli;
ii) calcolo del GOIP con metodo «statico» (volumetrico) e
«dinamico» (material balance);
iii) modello geologico statico 3D relativo alla struttura del
giacimento;
iv) modello dinamico di previsione del comportamento del giacimento
nelle fasi cicliche di stoccaggio (evidenziare la convergenza del
modello con i dati storici disponibili – history matching);
v) cushion gas totale e da iniettare, working gas e massima
disponibilita’ di punta giornaliera in iniezione ed in erogazione
previsti dal progetto e gli obiettivi minimi in termini di working
gas;
vi) valori della pressione al fondo e a testa pozzo nelle diverse
fasi di esercizio;
vii) studio delle prestazioni in funzione del numero, della
tipologia e del tipo di completamento dei pozzi;
viii) numero di pozzi dedicati al monitoraggio;
ix) descrizione e dimensionamento degli impianti di compressione e
trattamento;
x) connessioni con la rete di trasporto;
xi) meccanismo di erogazione;
xii) quote dei livelli da adibire a stoccaggio;
xiii) qualora svolte, i risultati delle attivita’ di cui al comma
12;
d) prospetto di dettaglio del costo delle opere da realizzare
(pozzi, fabbricati, condotte e accessori, centrale di compressione e
di trattamento), delle spese generali (management, ingegneria,
permessi e autorizzazioni), il costo del cushion gas, la stima dei
costi per la gestione dell’infrastruttura e dei relativi servizi;
e) la stima della redditivita’ dell’investimento e le relative
analisi di sensibilita’, stima del valore residuo degli impianti e
delle infrastrutture di pertinenza;
f) l’indicazione dei beni derivanti dalle concessioni di
coltivazione o di stoccaggio che il richiedente intende acquisire
quali beni della concessione di stoccaggio da conferire;
g) il programma di decommissioning e ripristino;
h) una sintesi del programma dei lavori presentato, suddivisa per
ciascuno degli aspetti indicati alle lettere da a) ad g) dell’art. 5,
comma 3.
All’istanza e’ allegata:
i) una mappa dell’area richiesta disegnata in nero su foglio
(originale o copia) dell’Istituto geografico militare, alla scala
1:100.000 per le istanze ricadenti integralmente o in modo
preponderante in terraferma o dell’Istituto idrografico della Marina
alla scala di 1:250.000 per le istanze ricadenti totalmente o in modo
preponderante in mare. L’area oggetto di istanza deve essere continua
e definita con le coordinate geografiche dei vertici con riferimento
alla carta topografica dell’Istituto geografico militare alla scala
di 1:100.000 per le istanze ricadenti integralmente o in modo
preponderante in terraferma o della carta nautica dell’Istituto
idrografico della Marina alla scala di 1:250.000 per le istanze
ricadenti totalmente o in modo preponderante in mare. Le aree
richieste devono essere delimitate da archi di meridiano e di
parallelo di lunghezza pari a un minuto primo o ad un multiplo di
esso;
ii) una scheda, firmata dal richiedente, con l’indicazione delle
coordinate dei vertici dell’area richiesta espresse in gradi e minuti
primi (riferiti al meridiano di Monte Mario per le aree in terraferma
e al meridiano di Greenwich per le aree ricadenti in mare), salvo per
il lato che eventualmente coincida con la frontiera dello Stato, con
la linea che segna il limite esterno della piattaforma continentale
italiana o con la linea costiera; in questi casi i vertici saranno
individuati mediante coordinate espresse anche con frazioni decimali
di primi, o, nel caso esse non risultino analiticamente calcolabili,
mediante descrizione del punto di intersezione. Sulla scheda vengono
indicati i livelli da adibire a stoccaggio e le relative quote dal
piano di campagna;
iii) planimetrie e localizzazione dell’impianto (fabbricati,
centrale di compressione e trattamento, pozzi e flowlines di
collegamento pozzi-centrale e centrale-rete nazionale gas) su mappa
catastale;
iv) diagramma a blocchi dell’impianto;
v) schemi di processo delle diverse unita’;
vi) criteri di progettazione strutturale e civile.
17. Nel caso di cui al comma 9, il programma di sviluppo della
capacita’ di stoccaggio viene elaborato a partire dai dati noti e
resi pubblici dal Ministero. Non sono ammessi programmi di sviluppo
che, in base a ipotesi interpretative diverse dei dati disponibili in
sede di «data room», di cui al comma 6, ipotizzino differenti valori
di: GOIP, eventuale GOIP dinamico, parametri petrofisici, pressioni
note, valutazione della capacita’ del giacimento.
18. La presentazione delle istanze deve avvenire utilizzando la
casella di posta elettronica certificata della divisione competente
del Ministero, «ene.rme.div.7@pec.sviluppoeconomico.gov.it» presso la
quale recapitare, con il solo impiego della firma digitale da parte
di un legale rappresentante della societa’ richiedente, la
documentazione in formato elettronico. La documentazione suddetta
dovra’ essere validata mediante l’apposizione della firma digitale
del legale rappresentante o di un suo delegato e di una marca
temporale. Per garantire la segretezza dei dati comunicati e’
possibile anche crittografare i file mediante il certificato di firma
digitale del dirigente della Divisione pubblicato sul sito Internet
ministeriale. Sono transitoriamente accettate domande e
documentazione in forma cartacea.
19. Le istanze, conformi alla normativa vigente sul bollo, vengono
presentate secondo le modalita’ informatiche di cui al comma 18,
ovvero transitoriamente in forma cartacea, al seguente indirizzo:
Ministero dello sviluppo economico, Dipartimento per l’energia –
Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche, Divisione
VII, via Molise, 2 – 00187 Roma. La domanda deve essere corredata
della documentazione di cui al comma 16 che, per i casi di cui ai
commi 9 e 13, ad esclusione della documentazione relativa alla
lettera i), punti i) e ii), deve essere allegata all’istanza in busta
chiusa e sigillata e munita della seguente dicitura «Progetto
preliminare allegato all’istanza per il conferimento della
concessione di stoccaggio … Non aprire prima della fine del periodo
di presentazione di domande in concorrenza». La concessione e’
contraddistinta da un nominativo convenzionale, corrispondente ad un
toponimo che compaia nel foglio Istituto geografico militare
all’interno dell’area richiesta, qualora ricada interamente o in modo
predominante in terraferma, seguito dalla parola «STOCCAGGIO» ovvero,
qualora l’area ricada integralmente o in modo preponderante in mare,
da una sigla costituita dalla lettera maiuscola della zona del
sottofondo marino nella quale e’ ubicata, come definita dalla
normativa vigente, seguita dalla lettera S (maiuscola), dal numero
d’ordine cronologico di presentazione della istanza di concessione di
stoccaggio per la rispettiva zona e dalla sigla del titolare espressa
da due lettere maiuscole, indicate dallo stesso richiedente. Tali
elementi di riferimento devono essere utilizzati per ogni
comunicazione con il Ministero. Copia dell’istanza e della relativa
documentazione deve essere inoltrata, con le stesse modalita’
all’ufficio territoriale competente. Nel caso di istanza di
concessione di stoccaggio in terraferma, entro 15 giorni dal termine
del periodo di presentazione delle domande in concorrenza, viene
inoltrata alla regione interessata copia dell’istanza e della
relativa documentazione.
20. La richiesta di VIA relativa al progetto viene presentata al
Ministero dell’ambiente, come disposto dall’art. 7 del decreto
legislativo n. 152/2006 e sue modifiche. La presentazione avviene
contestualmente alla presentazione dell’istanza di cui al comma 18
nei casi di cui all’art. 3, commi 10 e 12, negli altri casi entro 120
giorni dalla pubblicazione sul BUIG della graduatoria di cui all’art.
5, comma 2, lettera b). Dell’avvenuta presentazione della richiesta
di pronuncia di compatibilita’ ambientale viene data tempestiva
comunicazione al Ministero da parte della societa’ richiedente. Nel
caso il suddetto termine non venga rispettato e l’eventuale istanza
motivata di proroga venga rigettata, il Ministero provvede ai sensi
dell’art. 5, comma 2, lettera b). L’istanza di conferimento del
titolo minerario e la richiesta di pronuncia di compatibilita’
ambientale fanno riferimento allo stesso programma o progetto.
21. Le disposizioni del comma 20 si applicano anche ai procedimenti
in corso. Le societa’ provvedono alla presentazione della richiesta
di compatibilita’ ambientale entro 120 giorni dalla pubblicazione del
presente decreto. La mancata richiesta di pronuncia di compatibilita’
ambientale entro il suddetto termine, in mancanza di proroga concessa
dal Ministero a seguito di motivata istanza, determina
l’improcedibilita’ dell’istanza di concessione da parte del Ministero
dello sviluppo economico.
22. Entro 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza di cui
al comma 18 o, in caso di concorrenza, entro 90 giorni dalla
pubblicazione sul BUIG della graduatoria di cui all’art. 5, comma 2,
lettera b), viene presentato al Ministero l’accordo sottoscritto tra
il richiedente la concessione di stoccaggio e il titolare della
relativa concessione di coltivazione, di cui all’art. 13, comma 9,
del decreto legislativo n. 164/2000. L’accordo contiene l’elenco dei
terreni e delle proprieta’ immobiliari, degli impianti di superficie
e del sottosuolo, dei macchinari, delle attrezzature e di ogni altro
bene oggetto di conferimento, incluso il quantitativo del gas
naturale utilizzabile come cushion gas e con l’indicazione della
tempistica strettamente necessaria per la messa in sicurezza di detti
beni propedeutica al conferimento. Detto elenco e’ trasmesso per
l’approvazione all’ufficio territoriale competente, prima della
sottoscrizione dell’accordo. Il titolare della concessione di
coltivazione presenta al Ministero e all’ufficio territoriale
competente il programma delle chiusure minerarie, dismissione degli
impianti e ripristino delle aree non compatibili con l’attivita’ di
stoccaggio ne’ utilizzabili per la coltivazione; il programma viene
approvato dal Ministero, sentito l’ufficio territoriale competente ed
e’ realizzato in tempi compatibili con l’avvio delle attivita’ di
stoccaggio. L’attribuzione della concessione di stoccaggio, ai sensi
dell’art. 13, comma 9 del decreto legislativo n.164/2000, e’
subordinata all’effettivo pagamento del corrispettivo concordato, che
deve essere effettuato entro 90 giorni dalla notifica della
determinazione conclusiva della conferenza di servizi di cui alla
legge n. 241/1990 e sue modifiche e integrazioni, convocata
nell’ambito del procedimento unico di cui all’art. 5, comma 2.
L’accordo viene stipulato in base ai dati tecnico-economici forniti
dal titolare della concessione di coltivazione ai sensi del comma 6,
lettere h) e i), e le indicazioni fornite dal richiedente ai sensi
del comma 16, lettera f). Nel caso non venga rispettato il termine
stabilito, il richiedente la concessione di stoccaggio versera’ al
titolare della relativa concessione di coltivazione l’importo
corrispondente al valore residuo di bilancio dei beni indicati
nell’elenco di cui all’art. 3, comma 16, lettera f) ed all’importo
corrispondente al valore del cushion gas presente in giacimento
valorizzato alla data della pubblicazione sul BUIG della graduatoria
di cui all’art. 5, comma 2, lettera b). Su una stessa area possono
coesistere una concessione di stoccaggio ed una concessione di
coltivazione, relative a distinti livelli. Gli impianti della
concessione di stoccaggio devono essere distinti e indipendenti da
quelli della concessione di coltivazione.
23. Il soggetto richiedente l’autorizzazione allo svolgimento di un
programma di ricerca per l’accertamento della fattibilita’ dello
stoccaggio in unita’ geologiche profonde di cui all’art. 3, comma 1,
presenta la relativa istanza secondo le modalita’ definite ai commi
18 e 19. L’istanza e’ contraddistinta da un nominativo convenzionale,
corrispondente ad un toponimo che compaia nel foglio Istituto
geografico militare all’interno dell’area richiesta, qualora ricada
interamente o in modo predominante in terraferma, ovvero, qualora
l’area ricada integralmente o in modo preponderante in mare, da una
sigla costituita dalla lettera maiuscola della zona del sottofondo
marino nella quale e’ ubicata, come definita dalla normativa vigente,
dal numero d’ordine cronologico di presentazione della istanza di
autorizzazione per la rispettiva zona, seguito dalle parole
«VERIFICA FATTIBILITA’ STOCCAGGIO» e dalla sigla del richiedente
espressa da due lettere maiuscole, indicate dallo stesso richiedente.
La domanda, soggetta a concorrenza secondo le modalita’ dell’art. 5,
commi 2 e 3, deve essere corredata da idoneo programma di lavoro, nel
quale sono indicate le attivita’ che si intendono svolgere, i metodi
ed i mezzi impiegati, i tempi di esecuzione programmati, le eventuali
opere di ripristino che si rendessero necessarie, le valutazioni
tecnico-economiche che motivano la scelta del sito e la
documentazione relativa al possesso dei requisiti di ordine generale,
di capacita’ tecnica, organizzativa e economica, di cui all’art. 4.
Il programma di lavoro viene allegata all’istanza in busta chiusa e
sigillata e munita della seguente dicitura «Programma di lavoro
allegato all’istanza per il rilascio dell’autorizzazione allo
svolgimento di un programma di ricerca per l’accertamento della
fattibilita’ dello stoccaggio nel sito … Non aprire prima della
fine del periodo di presentazione di domande in concorrenza».

Titolo II MODALITA’ PER IL CONFERIMENTO DELLA
CONCESSIONE E PER IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO

Art. 4

Capacita’ tecnica ed economica del richiedente

1. Il richiedente fornisce:
a) dichiarazione sostitutiva di atto notorio resa ai sensi degli
articoli 38 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica n.
445/2000 dal legale rappresentante del soggetto richiedente il titolo
circa il possesso, ai sensi della legislazione vigente, in materia di
partecipazione a procedure di evidenza pubblica, nonche’ in materia
di autorizzazioni e concessioni, dei requisiti morali richiesti. Nel
caso di associazione di imprese (raggruppamento temporaneo di imprese
o consorzio), detta dichiarazione e’ resa dal legale rappresentante
di ciascun componente l’associazione;
b) se il richiedente ha sede in Italia, il certificato camerale, in
corso di validita’, provvisto della dicitura antimafia e
dell’attestazione dell’inesistenza, negli ultimi cinque anni, di
procedure concorsuali di qualsiasi genere: fallimento, liquidazione
coatta amministrativa, ammissione in concordato o amministrazione
controllata. Nel caso di associazione di imprese, il suddetto
certificato e’ prodotto da ciascun componente l’associazione;
dall’oggetto sociale deve risultare che le attivita’ del soggetto
richiedente comprendono l’attivita’ di stoccaggio di gas naturale o,
nei casi previsti dai commi 10 e 12 dell’art. 3, di prospezione,
ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi;
c) se appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea o ad
altro Stato, certificazione equipollente al certificato camerale di
cui alla lettera b). Se nessun documento o certificato e’ rilasciato
da uno Stato membro o altro Stato, costituisce prova sufficiente una
dichiarazione giurata, ovvero, se non esiste siffatta dichiarazione,
una dichiarazione resa dal soggetto interessato innanzi ad
un’autorita’ giudiziaria o amministrativa competente, a un notaio o
ad un organismo professionale qualificato a riceverla del Paese di
origine o di provenienza;
d) dall’oggetto sociale deve risultare che le attivita’ del
soggetto richiedente comprendono quella di stoccaggio di gas naturale
o, nei casi previsti dall’art. 3, commi 10 e 12, l’attivita’ di
prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.
2. Copia autentica dello statuto e dell’atto costitutivo,
accompagnata da traduzione giurata se il richiedente e’ residente
presso uno Stato membro dell’Unione europea o presso altro Stato.
3. Per quanto riguarda la capacita’ economica il soggetto
richiedente fornisce:
a) copia dei bilanci (eventualmente consolidati) degli ultimi tre
anni (ovvero i bilanci a far data dal momento della costituzione
della societa’, per quelle costituite da meno di tre anni), con le
relazioni dell’organo amministrativo e del collegio dei revisori o
dei sindaci sulla gestione della societa’;
b) prospetto riassuntivo delle seguenti voci e indici di bilancio:
ricavi di vendita; utili di esercizio; ROI (Return On Investment),
ROE (Return On Equity), MOL (Margine operativo lordo), Leverage
(rapporto di indebitamento); in alternativa agli indici di bilancio,
il soggetto richiedente puo’ fornire il rating di merito creditizio;
c) dichiarazione sostitutiva di atto notorio a firma del legale
rappresentante, ai sensi degli articoli 38, 47 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445/2000, concernente il fatturato
(volume d’affari) globale e specifico degli ultimi tre anni.
4. Ferma restando la necessita’ di disporre di capacita’ tecnica ed
economica adeguata al progetto di stoccaggio, non sono attribuite in
nessun caso concessioni di stoccaggio a societa’ aventi capitale
sociale interamente versato inferiore a 120.000,00 euro.
5. Le persone fisiche prestano, al momento della presentazione
dell’istanza, una cauzione iniziale di importo pari a 120.000,00
euro, costituita mediante fideiussione bancaria rilasciata da
istituti di credito di cui al decreto legislativo n. 385/1993 ovvero
mediante polizza assicurativa fideiussoria, rilasciata da un’impresa
di assicurazioni autorizzata all’esercizio nel ramo cauzioni ed
operante nel territorio della Repubblica in regime di liberta’ di
stabilimento o di liberta’ di prestazione di servizi (legge n.
348/1982). Non sono accettate garanzie rilasciate da societa’ di
intermediazione finanziaria iscritte nell’elenco di cui all’art. 107
del decreto legislativo n. 385/1993.
La fideiussione o la polizza e’, a pena di esclusione, corredata di
idonea dichiarazione sostitutiva rilasciata dai soggetti firmatari il
titolo di garanzia ai sensi degli articoli 38 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445/2000, circa l’identita’, la
qualifica ed i poteri degli stessi. Si intendono per soggetti
firmatari gli agenti, broker, funzionari e comunque i soggetti muniti
di poteri di rappresentanza dell’istituto di credito o compagnia
assicurativa che emette il titolo di garanzia. Tale dichiarazione
dovra’ essere accompagnata, a pena di esclusione, da copia firmata e
datata di idoneo documento di identita’ dei suddetti soggetti. In
alternativa, il titolo dovra’ essere corredato di autentica notarile
circa la qualifica, i poteri e l’identita’ dei soggetti firmatari,
con assolvimento dell’imposta di bollo.
6. Con riferimento ai gruppi societari, le societa’ aventi capitale
sociale interamente versato inferiore a 10 milioni di euro, purche’
uguale o superiore a 120.000,00 euro, forniscono idonee garanzie
mediante impegni formali assunti da societa’ controllate,
controllanti o controllate da una medesima controllante aventi
capitale sociale almeno pari all’importo di 10 milioni di euro; la
societa’ garante, oltre alla lettera di impegno formale, deve
presentare anche la documentazione di cui ai commi 2, 3, 4.
In alternativa puo’ essere presentata copia autentica della
delibera del competente organo amministrativo della societa’
richiedente dalla quale risulti l’impegno formale a prestare
cauzione, ad avvenuto conferimento del titolo, mediante fideiussione
bancaria rilasciata da istituti di credito di cui al decreto
legislativo n. 385/1993 o mediante polizza assicurativa fideiussoria,
rilasciata da un’impresa di assicurazioni autorizzata all’esercizio
nel ramo cauzioni ed operante nel territorio italiano in regime di
liberta’ di stabilimento o di liberta’ di prestazione di servizi
(legge n. 348/1982), con le modalita’ di cui al comma 6. Le stesse
garanzie devono essere presentate dalle persone fisiche. Le societa’
aventi capitale sociale interamente versato superiore a 10 milioni di
euro sono esentate dal presentare le garanzie di cui sopra a
dimostrazione della propria capacita’ economica.
7. Le garanzie di cui al comma 6 devono coprire, per ciascuna
istanza, gli impegni di spesa relativi ai ripristini dei lavori di
prospezione e di perforazione secondo quanto specificato nel
programma lavori. Le relative ricevute vengono presentate all’ufficio
territoriale competente per territorio all’atto della richiesta di
autorizzazione all’inizio dei lavori. Ulteriori garanzie relative
agli impianti di compressione e trattamento, da presentare all’atto
della richiesta di autorizzazione alla costruzione degli stessi, sono
relative al costo del relativo decommissioning in riferimento agli
importi indicati nel programma lavori. Le stesse garanzie sono
fornite dalle persone fisiche che presentino istanze di conferimento
di concessioni di stoccaggio.
8. Nel caso di istanze per ottenere il trasferimento della
titolarita’ o la variazione delle quote di una concessione di
stoccaggio, le garanzie, da presentare all’atto della richiesta di
autorizzazione alla costruzione degli impianti se non ancora
costruiti e all’atto dell’istanza se gia’ costruiti, devono coprire i
costi delle operazioni di decommissioning indicate nel programma
lavori e di ripristino, a meno che il soggetto cessionario non abbia
un capitale sociale eguale o superiore a 10 milioni di euro,
interamente versato. Le stesse garanzie vengono fornite dalle persone
fisiche che presentino istanze di trasferimento di titolarita’ o
variazione quote di concessioni di stoccaggio.
9. Per quanto riguarda la capacita’ tecnica, i soggetti di cui al
comma 1 devono produrre la documentazione di cui ai sotto elencati
punti, sottoscritta dal legale rappresentante con le modalita’ di cui
agli articoli 38, 47, 76 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 445/2000 e in lingua italiana; la documentazione prodotta nella
lingua del paese del richiedente puo’ essere accettata solo se
accompagnata da una traduzione in lingua italiana certificata
conforme al testo straniero:
a) relazione con descrizione delle principali attivita’ svolte in
connessione all’attivita’ di stoccaggio di gas in sotterraneo, in
Italia o all’estero; nel caso di impresa di recente costituzione,
possono essere forniti elementi relativi alla societa’ controllante o
al gruppo societario di appartenenza;
b) attestazione relativa alla struttura organizzativa ed alle
risorse impiegate nelle attivita’ descritte nella relazione di cui al
punto precedente. Tale attestazione comprende l’organigramma
aziendale, nonche’ i curricula dei responsabili dei diversi settori,
con particolare riferimento alla geologia, ai giacimenti,
all’ambiente e sicurezza e alla gestione operativa. E’ necessario da
parte dell’impresa comprovare l’inserimento effettivo e stabile
all’interno del proprio organico dei responsabili dei settori
sopraindicati.
10. Oltre alla documentazione indicata ai commi precedenti, le
societa’ possono presentare qualsiasi altro documento ritenuto idoneo
a dimostrare quanto richiesto (ad esempio, le informazioni elencate
relative a societa’ controllate, controllanti o controllate da un
medesimo controllante).
11. Le documentazioni tecniche ed economiche sono aggiornate in
caso di variazione dei dati forniti o almeno ogni cinque anni, nel
periodo intercorrente tra il 1° giugno e il 30 settembre per la parte
relativa al bilancio ed ai valori degli indici e degli indicatori.
Viene altresi’ aggiornata la dichiarazione relativa al possesso dei
requisiti di ordine generale di cui al comma 2, nonche’ il
certificato camerale o dichiarazione sostitutiva dello stesso ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000 per i
soggetti aventi sede legale in Italia, ovvero un certificato
equipollente o altra dichiarazione nelle modalita’ indicate al comma
2 per i soggetti aventi sede legale in altri Stati.
12. Nel caso di contitolarita’ da parte di piu’ societa’ e/o
persone fisiche, la documentazione di cui ai commi 1, 2, 3 e 5 e’
presentata da ciascun contitolare mentre le garanzie finanziarie di
cui ai commi 6, 7 e 8 sono presentate a cura del rappresentante unico
di cui all’art. 8, commi 2 e 3. Le societa’ e, dove applicabile, le
persone fisiche titolari di concessioni di stoccaggio sono tenute a
comunicare al Ministero ogni variazione relativa a sede, residenza o
domicilio, denominazione o ragione sociale, nonche’ alla nomina dei
propri rappresentanti legali.
13. Le fideiussioni o polizze fideiussorie devono prevedere la
dichiarazione di esplicito rinnovo ogni 2 anni e cessano con il
completamento delle attivita’. Il Ministero provvede a rilasciare il
nulla osta al loro svincolo una volta acquisito il parere favorevole
dell’ufficio territoriale competente. Gli importi delle garanzie
finanziarie di cui al comma 8 possono essere ridotti, all’atto del
rinnovo, proporzionalmente allo stato di avanzamento dei lavori di
ripristino e di decommissioning, come comunicato dal concessionario
al Ministero e all’ufficio territoriale. La comunicazione viene
effettuata almeno due mesi prima della scadenza biennale mediante
l’invio di appositi rapporti nella forma di dichiarazione sostitutiva
di atto notorio ai sensi degli articoli 38, 47, 76 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445/2000 e si ritiene approvata, salvo
rilievi o contestazioni da parte del Ministero, nel termine di trenta
giorni dalla data di arrivo della comunicazione.
14. Il soggetto richiedente deve presentare all’atto dell’istanza
una dichiarazione che lo impegni a non svolgere attivita’
incompatibili con lo stoccaggio di gas naturale ai sensi dell’art. 21
del decreto legislativo n. 164/2000.

Titolo II MODALITA’ PER IL CONFERIMENTO DELLA
CONCESSIONE E PER IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO

Art. 5

Procedura di conferimento della concessione

1. La concessione di stoccaggio e’ conferita, ai sensi dell’art.
11, comma 1 del decreto legislativo n. 164/2000, con decreto del
Ministero dello sviluppo economico d’intesa per le concessioni di
stoccaggio in terraferma, con la regione interessata, previa
acquisizione del parere favorevole di compatibilita’ ambientale da
parte dell’amministrazione competente.
2. Il procedimento unico per il rilascio della concessione, svolto
nel rispetto dei principi di semplificazione e con le modalita’ di
cui alla legge n. 241/1990 e sue modifiche e integrazioni, e’ cosi’
articolato:
a) l’istanza, presentata con le modalita’ indicate all’art. 3,
commi 18 e 19 e’ pubblicata nel BUIG del mese successivo alla data di
presentazione dell’istanza medesima e trasmessa alla Commissione
europea per la pubblicazione nella Gazzetta dell’Unione europea; per
un periodo di tre mesi dalla pubblicazione, sono accettate domande in
concorrenza relativamente allo stesso giacimento ad eccezione dei
casi previsti nell’art. 3, commi 10 e 12. Decorso tale termine viene
acquisito il parere degli uffici territoriali e della CIRM, integrata
da un rappresentante della regione interessata. In caso di
concorrenza viene predisposta una graduatoria attribuendo ad ogni
programma di stoccaggio un punteggio numerico globale, ottenuto dalla
somma delle singole valutazioni comparative relative a ciascuno dei
criteri di selezione tra domande concorrenti di cui al successivo
comma 3. Viene selezionato il programma di stoccaggio che ottiene il
punteggio numerico finale piu’ alto. In caso di parita’ di punteggio,
prevale la somma dei punteggi ottenuti relativamente ai criteri a),
b) e c) del comma 3;
b) le graduatorie sono pubblicate nel BUIG entro 90 giorni dal
termine di presentazione delle istanze di cui alla lettera a). Il
Ministero comunica ad ognuno degli interessati l’esito motivato della
risoluzione della concorrenza indicando l’istanza prescelta per il
seguito istruttorio. Entro 120 giorni dalla pubblicazione sul BUIG
della graduatoria il proponente selezionato presenta al Ministero
dell’ambiente, richiesta di valutazione di impatto ambientale. Nel
caso il suddetto termine non venga rispettato ed in mancanza di
proroga concessa dal Ministero a seguito di motivata istanza, il
proponente selezionato viene definitivamente escluso dalla
graduatoria. Il Ministero ne da’ comunicazione all’escluso ed al
Ministero dell’ambiente. In base alla graduatoria dei progetti, viene
selezionato il progetto successivo in graduatoria;
c) nell’ambito del procedimento unico, vengono acquisiti i pareri
delle amministrazioni interessate, l’esito della procedura di VIA e
l’intesa con la regione interessata. Per quanto riguarda
l’acquisizione dell’intesa, potranno essere previste specifiche
procedure negli accordi di programma di cui all’art. 1, comma 4.
3. Nel caso di istanze di concessione in concorrenza, la selezione
tra i progetti presentati viene effettuata attribuendo ad ogni
programma un punteggio numerico globale, ricavato dalla somma delle
singole valutazioni comparative relative a ciascuno dei seguenti
criteri:
a) completezza e razionalita’ del progetto di stoccaggio e del
relativo programma lavori proposto sulla base degli studi geologici e
dell’applicazione dei modelli di simulazione;
b) tempi programmati per l’esecuzione dei lavori e per l’entrata a
regime in relazione alle prestazioni di stoccaggio previste in
termini di working gas e prestazioni di punta di erogazione e di
iniezione;
c) modalita’ di svolgimento dei lavori, con particolare riferimento
alla sicurezza e alla salvaguardia ambientale; sono valutate
positivamente le eventuali certificazioni in campo ambientale o della
sicurezza del lavoro;
d) efficienza prevista dello stoccaggio;
e) durata minima dell’invaso/svaso;
f) utilizzo delle potenzialita’ originarie del giacimento (rapporto
tra working gas e GOIP del giacimento);
g) rapporto costi di esercizio/working gas.
Per ciascuno dei criteri da a) ad c) viene assegnato al progetto un
punteggio da 0 a 10, per ciascuno dei criteri da d) ad g) viene
assegnato al progetto un punteggio da 0 a 5, con un punteggio massimo
del progetto pari alla somma da a) a g) per complessivi 50 punti.
Qualora il progetto non raggiunga livelli sufficienti di qualita’,
pari almeno ad un punteggio complessivo di 26, viene rigettato e in
caso di concorrenza escluso dalla graduatoria.
4. Particolari disposizioni o vincoli all’attivita’ richiesta in
concessione, formulati in sede di pronuncia di compatibilita’
ambientale ed eventuali altre disposizioni formulate dalle
amministrazioni nel corso del procedimento sono inserite nel decreto
di concessione. Nel decreto viene indicato il valore limite
autorizzato della pressione statica di fondo. Tale valore non puo’
superare il valore della pressione originaria del giacimento, fatto
salvo quanto disposto all’art. 13. Nel decreto sono inoltre indicati
i livelli da adibire a stoccaggio con le relative quote e clausole di
garanzia sul raggiungimento di obiettivi minimi come specificati dai
proponenti all’atto dell’istanza, in particolare per il working gas.
5. Il decreto di conferimento della concessione e’ notificato al
titolare, al Ministero dell’ambiente, alle regioni ed ai comuni
interessati ed e’ pubblicato nel BUIG nonche’ sul sito Internet del
Ministero dello sviluppo economico, riportando il programma dei
lavori approvato ed i relativi tempi di realizzazione e, nei casi di
concorrenza, le motivazioni adottate per la selezione. Con lo stesso
decreto e’ approvato l’elenco delle eventuali pertinenze derivanti da
concessioni di coltivazione da attribuire alla concessione di
stoccaggio in conformita’ al progetto presentato. Il decreto e’
inoltre pubblicato, a cura del proponente, nella Gazzetta Ufficiale e
in un quotidiano a diffusione nazionale.
6. Il procedimento unico per il conferimento della concessione ha
la durata complessiva massima di 180 giorni, fatti salvi i tempi dei
sub-procedimenti obbligatori di competenza di altre amministrazioni.
Nei 180 giorni non sono compresi: i tempi previsti per la
presentazione di domande in concorrenza; il tempo intercorrente tra
la pubblicazione della graduatoria di cui al comma 2, lettera b) e la
presentazione della richiesta di pronuncia di compatibilita’
ambientale da parte del proponente selezionato.
7. Sul sito Internet del Ministero vengono riportati i procedimenti
autorizzativi di conferimento in corso con evidenziati i dati
generali, il responsabile del procedimento, lo stato di avanzamento
della procedura autorizzativa.
8. Il conferimento della concessione di stoccaggio, ove ricorra il
caso, e’ subordinato alla effettiva applicazione dell’accordo
sottoscritto tra il richiedente la concessione di stoccaggio e il
titolare della relativa concessione di coltivazione, di cui all’art.
3, comma 22.
9. Gli stoccaggi di gas naturale di cui all’art. 1, comma 1, sono
assoggettati al rispetto delle prescrizioni di cui al decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 334, modificato e integrato dal
decreto legislativo 21 settembre 2005, n. 238, come specificato nella
circolare interministeriale di indirizzo del 21 ottobre 2009 e sue
modifiche, nonche’ al rispetto delle prescrizioni di cui al decreto
legislativo 30 maggio 2008, n. 117, relativo alla gestione dei
rifiuti delle industrie estrattive.
10. Ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della
legge n. 99/2009, per i quali non e’ stata esercitata l’opzione
prevista all’art. 27, comma 32 della suddetta legge, si applicano le
procedure previste all’art. 8 della legge n. 340/2000.
11. Gli enti locali interessati dalla localizzazione di nuove
infrastrutture ovvero dal potenziamento o trasformazione di
infrastrutture esistenti, possono avvalersi del diritto, previsto
dall’art. 1, comma 5 della legge 23 agosto 2004, n. 239, di stipulare
accordi con i soggetti proponenti che individuino misure di
compensazione e riequilibrio ambientale, coerenti con gli obiettivi
generali di politica energetica nazionale.
12. Ai sensi dell’art. 1, comma 558 della legge n. 244/2007, i
titolari di concessioni di stoccaggio di gas naturale versano alle
regioni il contributo annuo compensativo del mancato uso alternativo
del territorio stabilito dall’Autorita’. Le modalita’ di ripartizione
del contributo tra il comune sede dell’impianto di stoccaggio e i
comuni confinanti sono disposte al comma 559 della stessa legge.
13. Per i progetti delle infrastrutture di stoccaggio di cui al
decreto legislativo n. 130/2010, il contributo compensativo del
mancato uso del territorio di cui all’art. 2, comma 558 della legge
24 dicembre 2007, n. 244, e’ stabilito con le modalita’ di cui
all’art. 8, comma 4 del decreto legislativo n. 130/2010.
14. Le istanze di autorizzazione allo svolgimento di un programma
di ricerca per l’accertamento della fattibilita’ dello stoccaggio in
unita’ geologiche profonde di cui all’art. 3, comma 1, sono
presentate con le modalita’ informatiche indicate all’art. 3, comma
18, ovvero transitoriamente in forma cartacea, al seguente indirizzo:
Ministero dello sviluppo economico, Dipartimento per l’energia –
Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche Divisione
VII, via Molise, 2 – 00187 Roma. Le istanze sono pubblicate nel BUIG
del mese successivo alla data di presentazione e trasmesse alla
Commissione europea per la pubblicazione nella Gazzetta dell’Unione
europea. Per un periodo di tre mesi dalla pubblicazione, sono
accettate domande in concorrenza relativamente allo stesso sito.
Decorso tale termine viene acquisito il parere degli uffici
territoriali e della CIRM, integrata da un rappresentante della
regione interessata.
15. Nel caso di concorrenza per le istanze in di cui al comma 14,
la selezione viene effettuata attribuendo ad ogni programma un
punteggio numerico globale, ricavato dalla somma delle singole
valutazioni comparative relative a ciascuno dei seguenti criteri:
a) completezza e razionalita’ del progetto di ricerca e del
relativo programma lavori proposto sulla base degli studi geologici e
dell’applicazione dei modelli di simulazione;
b) tempi programmati per l’esecuzione dei lavori;
c) modalita’ di svolgimento dei lavori, con particolare riferimento
alla sicurezza e alla salvaguardia ambientale; sono valutate
positivamente le eventuali certificazioni in campo ambientale o della
sicurezza del lavoro.
Per ciascuno dei criteri a) e c) viene assegnato al progetto un
punteggio da 0 a 10, per il criterio b) viene assegnato al progetto
un punteggio da 0 a 5, con un punteggio massimo del progetto pari
alla somma da a) a c) per complessivi 25 punti. E’ quindi predisposta
una graduatoria. Qualora il progetto non raggiunga livelli
sufficienti di qualita’, pari almeno ad un punteggio complessivo di
13, viene rigettato e in caso di concorrenza escluso dalla
graduatoria. Viene selezionato il programma di stoccaggio che ottiene
il punteggio numerico finale piu’ alto. In caso di parita’ di
punteggio, prevale la somma dei punteggi ottenuti relativamente ai
criteri a) e c).
16. L’autorizzazione di cui al comma 14 e’ rilasciata dal
Ministero, d’intesa con la regione interessata, previa verifica di
assoggettabilita’ alla procedura di VIA secondo quanto previsto
dall’art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e sue modifiche e
integrazioni, e conclusione dell’eventuale successiva procedura di
VIA condotta ai sensi dello stesso decreto legislativo n. 152/2006.
La richiesta di verifica di assoggettabilita’ alla procedura di VIA
e’ presentata al Ministero dell’ambiente entro 90 giorni dalla
pubblicazione sul BUIG della graduatoria di cui al comma 15.
Dell’avvenuta presentazione della richiesta di pronuncia di
compatibilita’ ambientale viene data tempestiva comunicazione al
Ministero da parte della societa’ richiedente. Nel caso il suddetto
termine non venga rispettato e l’eventuale istanza motivata di
proroga venga rigettata, il Ministero provvede ai sensi dell’art. 5,
comma 2, lettera b). La mancata presentazione della richiesta di
verifica di assoggettabilita’ non consente la procedibilita’
dell’istanza da parte del Ministero e quindi la prosecuzione del
procedimento di autorizzazione. L’istanza di autorizzazione e la
richiesta di pronuncia di verifica di assoggettabilita’ fanno
riferimento allo stesso programma o progetto. Nel caso in cui la
verifica condotta ai sensi dell’art. 20 del decreto legislativo n.
152/2006 e sue modifiche e integrazioni si concluda con una decisione
di obbligo di assoggettamento alla procedura di VIA, il proponente
provvede con gli adempimenti previsti dal medesimo decreto
legislativo n. 152/2006 entro 90 giorni dalla comunicazione. Nel caso
il suddetto termine non venga rispettato ed in mancanza di proroga
concessa dal Ministero a seguito di motivata istanza il proponente
selezionato viene definitivamente escluso dalla graduatoria di cui al
comma 15. Il Ministero ne da’ comunicazione all’escluso ed al
Ministero dell’ambiente. In base alla graduatoria dei progetti, viene
selezionato il progetto successivo in graduatoria.
17. L’autorizzazione di cui al comma 14 e’ notificata al titolare,
al Ministero dell’ambiente, alle regioni ed ai comuni interessati ed
e’ pubblicato nel BUIG nonche’ sul sito internet del Ministero dello
sviluppo economico, riportando il programma dei lavori approvato ed i
relativi tempi di realizzazione e, nei casi di concorrenza, le
motivazioni adottate per la selezione.

Titolo II MODALITA’ PER IL CONFERIMENTO DELLA
CONCESSIONE E PER IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO

Art. 6

Estensione della titolarita’ di domande di concessione e di
autorizzazione allo svolgimento di un programma di ricerca
1. Il Ministero puo’ autorizzare l’estensione ad altri soggetti
della titolarita’ di domande di autorizzazione allo svolgimento di un
programma di ricerca per l’accertamento della fattibilita’ dello
stoccaggio in unita’ geologiche profonde e di concessione di
stoccaggio, previa verifica dei requisiti di ordine generale,
dell’adeguatezza della capacita’ tecnica, economica ed organizzativa
di cui all’art. 4. Il Ministero si esprime entro il termine di
novanta giorni dal ricevimento dell’istanza, fatta salva la
possibilita’ di sospendere tale termine nel caso risulti necessario
acquisire ulteriori elementi o effettuare una verifica degli elementi
forniti.

Titolo II MODALITA’ PER IL CONFERIMENTO DELLA
CONCESSIONE E PER IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO

Art. 7

Delimitazione della concessione

1. Il volume della concessione e’ delimitato in modo da includere
per intero lo spazio destinato allo stoccaggio del gas, comprensivo
degli spessori delle formazioni soprastanti atti a garantirne la
tenuta. L’area della concessione e’ delimitata in modo da
rappresentare la proiezione in superficie di detto volume e tale da
includere i pozzi operativi, di reiniezione e di monitoraggio.

Titolo II MODALITA’ PER IL CONFERIMENTO DELLA
CONCESSIONE E PER IL TRASFERIMENTO DEL TITOLO

Art. 8

Ulteriori adempimenti e trasferimenti di titolarita’

1. Il decreto e’ consegnato all’assegnatario dall’ufficio
finanziario indicato nel decreto medesimo, previo pagamento
anticipato del canone annuo stabilito dall’art. 18 del decreto
legislativo n. 625/1996 e di ogni altro tributo o diritto dovuto ai
sensi delle leggi vigenti.
2. Nel caso di contitolarita’ della concessione di stoccaggio, i
contitolari sono solidalmente responsabili nei confronti della
pubblica amministrazione e dei terzi per gli obblighi attinenti
all’esercizio dell’attivita’ ricadente nell’ambito della concessione.
Essi debbono nominare, in conformita’ all’art. 3, comma 8, della
legge n. 170/1974, un rappresentante unico per tutti i rapporti con
l’amministrazione e con i terzi.
3. Il rappresentante unico e’ il soggetto responsabile
dell’assolvimento degli obblighi previsti per il concessionario dal
disciplinare, come integrato dal decreto di conferimento della
concessione.
4. Nei casi di contitolarita’, le disposizioni di cui all’art. 4,
relative alla capacita’ tecnica ed organizzativa si applicano nei
confronti di tutti i contitolari secondo quanto disposto all’art. 4,
comma 12.
5. Il trasferimento a terzi della concessione e’ soggetto
all’autorizzazione del Ministero, previa valutazione dei requisiti di
ordine generale, dell’adeguatezza della capacita’ tecnica, economica
ed organizzativa del soggetto interessato al trasferimento.
6. Il trasferimento delle quote di uno o piu’ contitolari e’
autorizzato, sentiti gli altri contitolari della concessione, con
provvedimento del Ministero.
7. L’istanza per ottenere il trasferimento di cui ai commi 5 e 6 e’
presentata al Ministero che si esprime entro il termine di novanta
giorni dal ricevimento della istanza, fatta salva la possibilita’ di
sospendere tale termine nel caso risulti necessario acquisire
ulteriori elementi o effettuare una verifica degli elementi forniti.
8. Il trasferimento di cui al comma 5, e’ valido a tutti gli
effetti a decorrere dalla data di registrazione dell’atto di
cessione.
9. Il decreto di trasferimento e’ pubblicato nel BUIG nonche’ nel
sito Internet del Ministero dello sviluppo economico.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 9

Modalita’ di esercizio della concessione

1. La concessione costituisce titolo per la costruzione degli
impianti e delle opere necessarie, degli interventi di modifica delle
opere connesse e delle infrastrutture indispensabili all’esercizio,
che sono dichiarati di pubblica utilita’ sulla base del progetto
definitivo che individua compiutamente i lavori da realizzare
presentato all’autorita’ competente per l’applicazione di quanto
previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001,
n. 327, e successive modificazioni.
2. I relativi lavori devono iniziare entro il termine stabilito nel
decreto di concessione e proseguire senza ingiustificate soste.
3. L’inizio dell’esercizio dei relativi impianti e’ autorizzato
dall’ufficio territoriale competente, su istanza del concessionario
ai sensi degli articoli 84, 85 e 93 del decreto legislativo n.
624/1996.
4. L’esercizio deve essere condotto secondo i criteri
tecnico-economici piu’ aggiornati, in particolare per quanto concerne
l’ubicazione, la spaziatura e la deviazione dei pozzi,
l’utilizzazione dell’energia del giacimento, le fasi di iniezione e
di erogazione del gas naturale nel giacimento.
5. La pressione statica di fondo non puo’ superare il valore della
pressione originaria del giacimento, fatto salvo quanto disposto
all’art. 13.
6. Durante la fase dinamica di iniezione di gas in giacimento, la
pressione dinamica puo’, limitatamente alla fase di costituzione o
ricostituzione del volume da adibire a stoccaggio e a quella finale
di ogni ciclo di iniezione, superare in misura limitata la pressione
massima prevista in condizioni statiche. In tal caso il
concessionario e’ tenuto ad inviare all’ufficio territoriale
competente e per conoscenza al Ministero, una relazione indicante la
pressione di iniezione registrata e la relativa modalita’ di misura
ed a tenere a disposizione dell’ufficio territoriale competente le
relative registrazioni.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 10

Autorita’ di vigilanza

1. La vigilanza sull’applicazione della vigente normativa in
materia di sicurezza dei luoghi di lavoro e di salute dei lavoratori
addetti alle attivita’ minerarie, ivi compresa l’emanazione di atti
Polizia giudiziaria e’ svolta dal Ministero e degli uffici
territoriali competenti che si avvalgono della collaborazione, delle
strutture del Servizio sanitario nazionale.
2. Ogni incidente rilevante di sondaggio o altro evento che possa
provocare modifiche al previsto svolgimento dei lavori di
perforazione di cui all’art. 21 e’ riportato sul giornale di sonda e
immediatamente comunicato all’ufficio territoriale competente. Il
rapporto giornaliero di perforazione deve essere reso disponibile
all’ufficio territoriale competente.
3. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 25 del decreto legislativo
n. 624/1996, viene comunicato immediatamente agli uffici territoriali
competenti e al Ministero, a mezzo fax con preavviso per vie brevi,
ogni fatto, incidente o manifestazione che possa mettere in pericolo
la sicurezza delle persone, dei giacimenti o degli impianti, o che
abbia determinato un evento infortunistico di cui ai commi 3 e 5
dello stesso art. 25.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 11

Concessioni in mare

1. Per l’installazione di impianti fissi nel mare territoriale o
nelle aree demaniali, il titolare deve rivolgere istanza
all’amministrazione marittima per ottenere la concessione
all’occupazione e all’uso di beni demaniali e di zone di mare
territoriale ai sensi degli articoli 36 e, ove del caso, 52 del
codice della navigazione, nonche’ degli articoli 5 e seguenti del
relativo regolamento di esecuzione (parte marittima).
2. Lo stesso titolare deve altresi’ ottenere la preventiva
autorizzazione del capo della competente circoscrizione doganale nei
casi previsti dall’art. 19 del decreto legislativo n. 374/1990.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 12

Ampliamento dell’area della concessione
e modifiche al programma lavori

1. L’area della concessione puo’ essere ampliata, in dipendenza
dello sviluppo dello stoccaggio, fermo restando il rispetto dei
diritti dei titolari di eventuali titoli minerari adiacenti.
2. Il programma dei lavori previsto nel progetto originariamente
approvato puo’ subire modifiche che comportino la realizzazione di
rilevanti opere di superficie, che non rientrano nei casi previsti
nei commi 3 e 4, quali l’installazione di impianti che interessino
nuove aree e la realizzazioni di nuovi cluster.
3. Nel caso di modifiche impiantistiche che non comportino una
variazione al programma dei lavori gia’ approvato, comunque
rientranti nei limiti prescritti dal decreto del Ministero
dell’ambiente 9 agosto 2000, le attivita’ sono soggette ad
autorizzazione rilasciata dall’ufficio territoriale competente.
4. Le attivita’ finalizzate a migliorare le prestazioni dello
stoccaggio, compresa la perforazione, se effettuate a partire da
opere esistenti nonche’ nell’ambito dei limiti di pressione di
esercizio, capacita’ del giacimento e di emissione previsti nei
programmi di lavoro gia’ approvati, sono soggette ad autorizzazione
rilasciata dall’ufficio territoriale competente. Per opere esistenti
si intendono:
medesima area pozzi;
centrale di compressione e trattamento esistente;
rete di raccolta e altri impianti minerari esistenti.
5. Le istanze di cui ai commi 3 e 4, corredate di idonea
documentazione attestante l’applicabilita’ di tale procedura, sono
presentate all’ufficio territoriale competente.
6. Le attivita’ di ordinaria e straordinaria manutenzione degli
impianti e dei pozzi che non comportino modifiche impiantistiche sono
soggette a comunicazione, da parte del titolare, all’ufficio
territoriale. Nella comunicazione devono essere indicati gli
eventuali termini di sospensione dell’esercizio e le apparecchiature
e gli impianti impiegati durante le operazioni stesse.
7. L’ampliamento e le modifiche di cui ai commi 1 e 2 sono soggette
ad autorizzazione rilasciata dal Ministero, d’intesa con la regione
interessata previo parere dell’ufficio territoriale competente e
della CIRM, integrata dal rappresentante della regione interessata.
L’istanza e’ presentata al Ministero, corredata di un progetto che
illustra le motivazioni tecniche delle modifiche, gli obiettivi
perseguiti e la stima del valore dei nuovi impianti e/o
infrastrutture di pertinenza. Contestualmente e’ presentata al
Ministero dell’ambiente apposita istanza di verifica di
assoggettabilita’ alla procedura di VIA secondo quanto previsto
dall’art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e sue modifiche e
integrazioni. Al procedimento si applicano le disposizioni di cui
all’art. 5, comma 2, lettera c).
8. Nel caso in cui la verifica di cui al comma 7 si concluda con
una decisione di obbligo di assoggettamento alla procedura di VIA, il
proponente provvede con gli adempimenti previsti dal medesimo decreto
legislativo n. 152/2006 e sue modifiche e integrazioni entro 120
giorni dalla comunicazione. Nel caso il suddetto termine non venga
rispettato ed in mancanza di proroga concessa dal Ministero a seguito
di motivata istanza, l’istanza di ampliamento viene rigettata.
9. Nel caso di ampliamento o modifiche di cui ai commi 1, 2, 3 e 4,
il concessionario e’ tenuto al rispetto di quanto previsto dal
decreto legislativo n. 334/1999 e sue modifiche e integrazioni.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 13

Ampliamento della capacita’ di stoccaggio

1. L’ampliamento della capacita’ di stoccaggio in una concessione
vigente, puo’ essere realizzato mediante:
a) estensione dello stoccaggio ad altri livelli senza modifica
dell’area di concessione;
b) incremento della pressione massima di stoccaggio, fissata nel
decreto di conferimento, oltre la pressione statica di fondo del
giacimento.
L’ampliamento e’ soggetto ad autorizzazione rilasciata dal
Ministero, d’intesa con la regione interessata, previo parere
dell’ufficio territoriale competente e della CIRM, nel rispetto di
quanto previsto dal decreto legislativo n. 334/1999 e sue modifiche e
integrazioni, e dal decreto ministeriale 9 agosto 2000, nonche’
verifica di assoggettabilita’ alla procedura di VIA secondo quanto
previsto dall’art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e sue
modifiche e integrazioni, e conclusione dell’eventuale successiva
procedura di VIA condotta ai sensi dello stesso decreto legislativo
n. 152/2006. La richiesta di verifica di assoggettabilita’ alla
procedura di VIA e’ presentata al Ministero dell’ambiente
contestualmente alla presentazione dell’istanza di cui al comma 3. La
mancata presentazione della richiesta di verifica di
assoggettabilita’ non consente la procedibilita’ dell’istanza da
parte del Ministero e quindi la prosecuzione del procedimento di
autorizzazione. L’istanza di autorizzazione e la richiesta di
pronuncia di verifica di assoggettabilita’ fanno riferimento allo
stesso programma o progetto. Nel caso in cui la verifica condotta ai
sensi dell’art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e sue
modifiche e integrazioni si concluda con una decisione di obbligo di
assoggettamento alla procedura di VIA, il proponente provvede con gli
adempimenti previsti dal medesimo decreto legislativo n. 152/2006
entro 120 giorni dalla comunicazione. Nel caso il suddetto termine
non venga rispettato ed in mancanza di proroga concessa dal Ministero
a seguito di motivata istanza, l’istanza di ampliamento viene
rigettata.
2. Anteriormente alla presentazione dell’istanza di cui ai commi 1
e 3, il Ministero, previo parere degli uffici territoriali, puo’
autorizzare prove di iniezione ed altri interventi volti ad accertare
la fattibilita’ dell’ampliamento della capacita’ di stoccaggio, in
modo sicuro e compatibile con le caratteristiche geomeccaniche del
giacimento stesso. Alla scadenza dell’autorizzazione viene presentata
una relazione sugli esiti della sperimentazione e sui risultati dei
monitoraggi.
3. L’istanza per ottenere l’autorizzazione prevista dal comma 1 e’
presentata al Ministero e alla regione interessata completa del
progetto finalizzato ad illustrare le motivazioni tecniche, gli
obiettivi perseguiti e la stima del valore degli impianti e delle
infrastrutture. Nei casi di cui al comma 1, lettera b), sono
presentati i risultati delle prove di cui al comma 2 e i seguenti
allegati tecnici:
a) studio di giacimento ed acquisizione di un rilievo sismico 3D
o rielaborazione dei rilievi sismici disponibili per determinare, ai
fini della sicurezza, la localizzazione dei punti critici, con i
risultati del relativo processing e dell’interpretazione;
b) analisi geomeccanica del giacimento e delle rocce di
copertura, modellizzazione numerica del comportamento del giacimento;
c) programma di monitoraggio delle formazioni al tetto ed al
letto e delle variazioni verticali della tavola d’acqua;
d) calcolo delle pressioni esercibili per lo stoccaggio;
e) ogni altro esame, studio, prova di laboratorio od intervento
volto ad accertare la fattibilita’ di esercire lo stoccaggio a
pressioni superiori a quella originaria.
4. Ai fini dell’acquisizione del rilievo sismico 3D, da realizzare
preventivamente alle istanze di cui ai commi 1 e 2, il soggetto
richiedente trasmette l’istanza di variazione del programma lavori
all’ufficio territoriale previa verifica da parte del Ministero
dell’ambiente di significativita’ della variazione ai fini della
verifica di assoggettabilita’ alla procedura di VIA, secondo quanto
previsto dal decreto legislativo n. 152/2006 e sue modifiche e
integrazioni. All’atto della presentazione delle istanze di cui ai
commi 1 e 2, nel caso il soggetto richiedente non abbia acquisito il
rilievo sismico 3D, il Ministero puo’ prescriverne l’acquisizione ai
fini del rilascio delle autorizzazioni di cui ai commi 1 e 2.
5. Nei casi di ampliamento della capacita’ di stoccaggio di cui al
comma 1, il concessionario e’ tenuto al rispetto di quanto previsto
dal decreto legislativo n. 334/1999 e sue modifiche e integrazioni in
riferimento ai criteri e limiti stabiliti dal decreto del Ministero
dell’ambiente 9 agosto 2000.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 14

Decadenza del concessionario

1. Il decreto che dispone la revoca della concessione per decadenza
del concessionario, ai sensi dell’art. 4, commi 1 e 2 del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 21 gennaio 2011, e’ pubblicato nel
BUIG, nel sito Internet del Ministero dello sviluppo economico, ed e’
trascritto all’ufficio delle ipoteche.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI DI
STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 15

Cessazione della concessione

1. Ai sensi dell’art. 6 della legge n. 170/1974 e dell’art. 5,
commi 1 e 2 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 21
gennaio 2011, la concessione di stoccaggio cessa:
a) per scadenza del termine;
b) per rinuncia;
c) per decadenza del concessionario;
d) qualora il Ministero accerti la sopravvenuta inidoneita’
tecnica allo stoccaggio del giacimento o della unita’ geologica
profonda.
2. Nei casi in cui la concessione cessata per mancato rilascio o
scadenza delle proroghe, oltre che per i casi b) e c) di cui al comma
1, non sia riattribuita ad altro operatore e qualora la concessione
cessi ai sensi del comma 1, lettera d), l’ufficio territoriale, una
volta ottemperati da parte del concessionario gli obblighi di
ripristino, verbalizza la riconsegna del giacimento e delle relative
pertinenze, dandone comunicazione al Ministero.
3. Il Ministero provvede alla comunicazione agli uffici competenti
per l’eventuale cancellazione del giacimento e delle pertinenze dai
relativi registri dei beni indisponibili ed alle comunicazioni alla
regione interessata per le concessioni di stoccaggio in terraferma.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 16

Ultimazione dell’esercizio

1. Il titolare presenta al Ministero, almeno due anni prima della
scadenza definitiva del termine di vigenza della concessione, tenuto
conto delle eventuali successive proroghe, la documentazione
finalizzata all’ultimazione dell’esercizio dello stoccaggio del gas
naturale, fermo restando l’assolvimento nel pubblico interesse del
programma di stoccaggio e degli obblighi relativi agli utilizzatori
dei servizi di stoccaggio.
2. La documentazione e’ corredata sia del progetto finalizzato
all’estrazione del gas producibile presente in giacimento ad una
determinata pressione di abbandono ed al ripristino del sito, sia
dalla stima, finalizzata alla tutela del giacimento, del quantitativo
di gas da mantenere disponibile per l’attivita’ di un nuovo eventuale
concessionario.
3. Qualora la concessione di stoccaggio non venga nuovamente
conferita, fermo restando l’obbligo di ripristino del sito, il
titolare della concessione puo’, ai sensi dell’art. 11, comma 3, del
decreto legislativo n. 164/2000, estrarre il gas producibile presente
in giacimento nei termini indicati dal programma autorizzato dal
Ministero.
4. Qualora la concessione di stoccaggio venga attribuita ad altro
operatore, il concessionario subentrante puo’ acquisire, in tutto od
in parte, il gas naturale producibile in giacimento dal titolare
uscente e i relativi beni, a seguito di preventivo accordo tra le
parti interessate. Il conferimento della concessione di stoccaggio,
ove ricorra il caso, e’ subordinato alla effettiva applicazione
dell’accordo sottoscritto tra il concessionario uscente e quello
subentrante di cui all’art. 13, comma 9, del decreto legislativo n.
164/2000, secondo le modalita’ di cui all’art. 3, comma 22.
5. Il concessionario uscente ha diritto di ritenere, con le cautele
all’uopo stabilite dall’ufficio territoriale competente, i beni
destinati all’attivita’ di stoccaggio che possano essere separati
senza arrecare pregiudizio alla stessa attivita’. L’ufficio
territoriale vigila sullo stato del giacimento e degli impianti,
prescrive i provvedimenti di sicurezza o di conservazione che ritiene
necessari indicando, nel caso, il mantenimento del quantitativo di
gas corrispondente ad adeguati valori di pressione statica di fondo.
6. Entro i successivi centottanta giorni dalla presentazione della
documentazione di cui al comma 2, il concessionario, nel caso sia
esentato, ai sensi dell’art. 4, comma 6, dal rispetto degli obblighi
dell’art. 4, comma 7, presta garanzia fideiussoria bancaria od
assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari dell’elenco
speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo n. 385/1993, per
garantire le spese di decommissioning e ripristino ritenute congrue
dal Ministero. Qualora la concessione di stoccaggio non venga
conferita a terzi, e’ facolta’ del concessionario provvedere
direttamente al ripristino del sito, estinguendo la fideiussione.

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DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 17

Rinuncia alla concessione

1. Il concessionario che intenda rinunciare alla concessione deve
farne istanza al Ministero, almeno due anni prima della data di
cessazione dell’attivita’, senza apporvi condizione alcuna,
presentando la documentazione di cui all’art. 16, commi 1 e 2.
2. Dal giorno in cui e’ stata presentata l’istanza di rinuncia, il
concessionario e’ costituito custode, a titolo gratuito, del
giacimento e delle relative pertinenze; e’ tenuto a non fare piu’
lavori di stoccaggio o di coltivazione residua, ne’ a variarne in
qualsiasi modo lo stato, salvo prescrizione del Ministero finalizzata
all’assolvimento nel pubblico interesse di programmi di stoccaggio e
degli obblighi relativi agli utilizzatori dei servizi di stoccaggio.
3. Sulla rinuncia provvede il Ministero, sentito il parere della
CIRM e dell’ufficio territoriale competente, fatta salva la
possibilita’ di riattribuire la concessione ai sensi dell’art. 6 del
decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 gennaio 2011 secondo
le modalita’ di cui all’art. 18.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 18

Disposizioni relative alla cessazione
della concessione e alla nuova attribuzione

1. Il concessionario rinunciatario o decaduto, nel caso sia
esentato, ai sensi dell’art. 4, comma 7, dal rispetto degli obblighi
dell’art. 4, comma 8, presta garanzia fideiussoria bancaria od
assicurativa o rilasciata dagli intermediari finanziari dell’elenco
speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo n. 385/1993, per
garantire le spese di ripristino. Il Ministero, ove ritenga
insufficienti tali garanzie, sentito l’ufficio territoriale
competente, ne richiede l’adeguamento. Qualora la concessione di
stoccaggio non venga conferita a terzi, e’ facolta’ del
concessionario rinunciatario o decaduto provvedere direttamente al
ripristino del sito, estinguendo la fideiussione.
2. In caso di inadempienza alle previsioni del comma 1 da parte del
concessionario rinunciatario o decaduto, il Ministero, ai sensi
dell’art. 18, comma 1, della legge n. 349/1986, promuove la procedura
in materia di danno ambientale di concerto con il Ministero
dell’ambiente.
3. In caso di cessazione della concessione ai sensi dell’art. 6,
comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 gennaio
2011, la concessione puo’ essere attribuita ad altro operatore
secondo le modalita’ di cui agli articoli 3 e 5. Nel caso di nuovo
conferimento di concessioni di stoccaggio cessate per rinuncia o
decadenza, il concessionario rinunciatario o decaduto puo’ essere
autorizzato ad estrarre il gas reimmesso in giacimento o a cederlo al
nuovo concessionario, in funzione della convenienza di esercizio del
nuovo stoccaggio. Le relative pertinenze sono direttamente trasferite
al nuovo concessionario, previo versamento su apposito capitolo del
Ministero dell’economia e delle finanze del corrispettivo di cui
all’art. 13, comma 9, del decreto legislativo n. 164/2000.

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DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 19

Applicazione di norme

1. Il giacimento di stoccaggio e le sue pertinenze, sono sottoposti
alle disposizioni di diritto che disciplinano gli immobili.
2. L’iscrizione delle ipoteche e’ subordinata all’autorizzazione
del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Le ipoteche iscritte sul giacimento di stoccaggio gravano sulle
cose e sulle somme di spettanza del concessionario. Questi e’ tenuto
ad avvertire i creditori ipotecari iscritti, almeno un mese prima del
giorno nel quale si procedera’ alle operazioni per la consegna del
giacimento all’amministrazione o al nuovo concessionario.

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DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 20

Comunicazione di dati

1. Il concessionario trasmette al Ministero ed al competente
ufficio territoriale una relazione tecnica dettagliata sullo stato
dei giacimenti e dei pozzi entro il 30 aprile di ciascun anno per un
aggiornamento sulle condizioni del giacimento, sui lavori realizzati
ed i programmi lavoro previsti per il ciclo di stoccaggio successivo,
sul programma delle eventuali manutenzioni e degli interventi
rilevanti, sull’andamento delle produzioni residue compresi gli
ulteriori elementi di cui ai commi 3, 4, 6 e 7.
2. I titolari di concessioni di stoccaggio, al fine di assicurare
una gestione coordinata e integrata delle capacita’ di stoccaggio di
cui dispongono, sono tenuti a ottimizzare le prestazioni di ciascun
giacimento in funzione delle sue caratteristiche minerarie e a
comunicare al Ministero ed alla Autorita’, non oltre il 30 aprile di
ciascun anno, quali giacimenti verranno utilizzati prevalentemente
come stoccaggi di punta e come stoccaggi di base nel corso del ciclo
di stoccaggio, comunicando altresi’ i criteri, le metodologie, i
vincoli e le modalita’ dell’ottimizzazione di cui al presente
articolo e all’art. 12, comma 1, del decreto legislativo n. 164/2000,
nonche’ i criteri e i dati utilizzati per tale classificazione, in
funzione delle seguenti caratteristiche:
a) volumi di working gas;
b) indicazione del numero di giorni consecutivi di massima
portata erogativa e variazione della portata in funzione dello svaso
del working gas;
c) meccanismo di produzione;
d) caratteristiche tecniche nominali ed effettive degli impianti
associati.
3. La comunicazione di cui al comma 1 comprende i dati tecnici
caratteristici di ciascun giacimento di stoccaggio, con riferimento
ai seguenti parametri:
a) volumi di cushion gas, working gas e riserve residue;
b) andamento delle pressioni statiche di fondo iniziale e finale
durante il ciclo effettuato;
c) rivalutazioni del cushion gas e del working gas;
d) disponibilita’ di punta giornaliera e relativo andamento in
funzione dell’erogazione (curva di svaso);
e) andamento delle portate di iniezione in funzione del
riempimento (curva di invaso);
f) funzionalita’, caratteristiche tecniche e situazione degli
impianti di stoccaggio.
4. La comunicazione di cui al comma 1 comprende i dati previsionali
sulle prestazioni attese per il successivo ciclo di stoccaggio con
riferimento a:
a) fase di iniezione:
i) numero di pozzi che si prevede di utilizzare per
l’iniezione;
ii) potenza nominale ed effettiva delle centrali di
compressione;
iii) andamento delle portate di iniezione in funzione del
riempimento (curva di invaso);
iv) interventi di manutenzione programmata;
v) eventuali vincoli per l’iniezione derivanti dai sistemi di
trasporto e dagli impianti;
vi) periodi previsti per il ciclo di iniezione;
b) fase di erogazione:
i) numero di pozzi che si prevede di utilizzare per
l’erogazione;
ii) portata nominale ed effettiva in erogazione delle centrali
di trattamento;
iii) disponibilita’ di punta giornaliera e relativo andamento
in funzione dell’erogazione (curva di svaso) interventi di
manutenzione programmata;
iv) eventuali vincoli per l’erogazione derivanti dai sistemi di
trasporto e dagli impianti;
v) periodi previsti per il ciclo di erogazione.
5. Qualora i parametri indicati ai commi 3 e 4 presentino
variazioni significative in relazione a precedenti comunicazioni,
oppure derivino da valutazioni o stime, devono essere evidenziati i
motivi di variabilita’.
6. I titolari di concessioni di stoccaggio trasmettono al Ministero
ed all’ufficio territoriale competente, entro il mese successivo
all’esercizio, una comunicazione mensile per singolo campo sui volumi
di gas movimentati ed i loro relativi equivalenti energetici nonche’
i dati sull’eventuale produzione residua di gas naturale. Il titolare
fornisce al Ministero ed agli uffici territoriali competenti le
notizie di carattere economico e tecnico relative alla propria
attivita’ che essi richiedono.
7. I titolari forniscono altresi’ al Ministero entro il 30 giugno
di ciascun anno, i dati a consuntivo del gas naturale effettivamente
movimentato nel precedente ciclo di stoccaggio, indicando i valori di
punta massima in iniezione e in erogazione registrati in ogni
giacimento, con l’indicazione del giorno in cui si sono verificati ed
i valori di pressione statica di fondo al termine delle fasi di
iniezione e di erogazione.

Titolo III DISCIPLINARE TIPO PER LE CONCESSIONI
DI STOCCAGGIO DI GAS NATURALE

Art. 21

Pozzi di monitoraggio ed operativi

1. Il titolare della concessione di stoccaggio, prima di dare
inizio alla perforazione di ogni pozzo o gruppo di pozzi, presenta il
relativo programma di perforazione, completamento e allacciamento
all’ufficio territoriale competente. Il titolare della concessione ha
la facolta’ di presentare la denuncia di esercizio e il Documento di
sicurezza e salute, di cui all’art. 6 del decreto legislativo n.
624/1996, separatamente per le varie attivita’, nel rispetto delle
tempistiche dello stesso decreto legislativo.
2. Il programma indica la posizione del pozzo o gruppo di pozzi,
l’obiettivo minerario, la profondita’ da raggiungere, il profilo
previsto, l’impianto da impiegare, il programma di tubaggio e di
cementazione, le attrezzature contro le eruzioni libere e la natura
dei fluidi di perforazione, il programma di completamento, i sistemi
di sicurezza che verranno installati e le attrezzature di processo ed
ausiliarie presenti nell’area pozzo e le caratteristiche delle linee
di collegamento, il piano di gestione rifiuti, il costo preventivato
per la realizzazione delle opere.
3. Ai sensi dell’art. 5, commi 1, 5 e 6 del decreto legislativo n.
117/2008 il concessionario elabora un piano di gestione dei rifiuti
di estrazione che viene presentato per l’approvazione all’ufficio
territoriale competente contestualmente all’istanza di autorizzazione
alla perforazione e/o all’istanza di autorizzazione all’esercizio di
cui all’art. 9, comma 3.
4. L’ufficio territoriale competente, sentite le altre
amministrazioni interessate nei casi previsti dalle norme vigenti,
autorizza la perforazione, contestualmente approva il piano di
gestione dei rifiuti di estrazione di cui al comma 3.
5. Ogni pozzo e’ individuato mediante un toponimo ricadente
nell’area della concessione seguito da un numero d’ordine. Nel caso
di pozzi off-shore la denominazione e’ definita con nome
convenzionale seguito dal numero progressivo del pozzo.
6. L’ubicazione dei pozzi e’ effettuata con sistema ottico, ovvero
con radiolocalizzazione, o con altri metodi topografici similari,
trasmettendo all’ufficio territoriale competente apposita
documentazione redatta con l’indicazione del metodo seguito.
7. Nel caso di istanza di autorizzazione relativa alla perforazione
di pozzi orientati a partire da altro titolo minerario, l’ufficio
territoriale competente comunica l’istanza al titolare del permesso o
della concessione interessata, indicando il termine per la
presentazione di eventuali osservazioni. Trascorso tale termine, si
intende che il titolare destinatario non si oppone all’esecuzione del
pozzo.
8. Il titolare e’ tenuto a conservare, a disposizione dell’ufficio
territoriale competente, campioni rappresentativi delle rocce
attraversate nonche’ i risultati di eventuali analisi effettuate.
Ciascun campione viene individuato tramite l’indicazione del pozzo e
dell’eventuale ramo laterale dal quale e’ stato prelevato nonche’ la
profondita’ e l’intervallo di prelievo. I campioni non possono essere
distrutti o dispersi prima di diciotto mesi dall’ultimazione del
sondaggio.
9. Entro novanta giorni dall’ultimazione del sondaggio, il titolare
trasmette all’ufficio territoriale competente il profilo geologico
del foro, corredato dei risultati delle diagrafie effettuate in foro,
dei grafici e delle notizie relative a tutte le operazioni eseguite
ed ai risultati ottenuti, inoltrandone copia su supporto informatico
al Ministero.
10. Qualora un pozzo non sia piu’ idoneo all’esercizio dello
stoccaggio, il concessionario procede tempestivamente alla chiusura
mineraria, presentando il relativo programma all’ufficio territoriale
competente, informandone il Ministero, precisando il piano di
sistemazione del pozzo stesso e dell’area impegnata.
11. L’ufficio territoriale puo’ impartire istruzioni in merito al
programma di chiusura ed ai lavori di sistemazione di cui al comma
10.
12. Concluse le operazioni, il titolare trasmette all’ufficio
territoriale competente il rapporto tecnico di chiusura mineraria del
pozzo, con l’indicazione delle operazioni effettuate inoltrandone
copia al Ministero, con facolta’ dell’ufficio territoriale di
redigere in loco specifico verbale di chiusura mineraria.
Dell’avvenuta chiusura mineraria viene data comunicazione alla
regione.
13. Il titolare mette in atto le necessarie azioni per la
caratterizzazione e l’eventuale bonifica del sito ai fini del
successivo rilascio subordinato ad attestazione dell’ufficio
territoriale competente della cessazione dell’attivita’ mineraria con
estinzione dell’efficacia della relativa porzione di titolo
minerario. Restano salvi gli obblighi e gli impegni del titolare per
le necessarie azioni di bonifica e ripristino del sito ed eventuali
altri obblighi collegati alla competenza di altre amministrazioni.

Titolo IV OBIETTIVI DI QUALITA’

Art. 22

Disposizioni generali

1. Lo sviluppo dello stoccaggio deve essere condotto secondo i
criteri tecnico-economici piu’ aggiornati. Il titolare della
concessione di stoccaggio svolge la propria attivita’ secondo le
buone regole della scienza e della tecnica al fine di non danneggiare
il giacimento e di non arrecare pregiudizio a terzi o all’ambiente.
2. Il concessionario osserva le prescrizioni particolari che le
amministrazioni concedenti ritengono di imporre, ai fini della tutela
del giacimento, della conservazione dell’equilibrio geologico ed
idrogeologico del sottosuolo, della salvaguardia dell’ambiente e dei
diritti dei terzi.
3. Ogni titolare di piu’ concessioni di stoccaggio deve gestire in
modo coordinato e integrato il complesso delle capacita’ di
stoccaggio di cui dispone, al fine di garantire l’ottimizzazione
delle capacita’ stesse nel rispetto della sicurezza del sistema
nazionale del gas.

Titolo IV OBIETTIVI DI QUALITA’

Art. 23

Misura del gas

1. I sistemi di misura devono essere conformi alle norme disposte
dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, e ai relativi decreti
attuativi.
2. Agli effetti della determinazione della misura del gas naturale
immesso ed erogato in ciascun giacimento facente parte della
concessione di stoccaggio, il concessionario deve installare sistemi
di misura finalizzati a rilevare i volumi nonche’ il loro equivalente
energetico, espresso in Gigajoule.
3. Ferme restando le disposizioni dei decreti attuativi di cui al
comma 1, le registrazioni analogiche o digitali delle misurazioni
giornaliere sono tenute a disposizione dell’ufficio territoriale
competente, a cura del concessionario, per un periodo di un anno a
decorrere dal termine della conclusione di ciascun ciclo di
stoccaggio.

Titolo IV OBIETTIVI DI QUALITA’

Art. 24

Utilizzo di gas inerte

1. L’istanza per l’ottenimento dell’autorizzazione alla
sostituzione totale o parziale del cushion gas con gas inerte,
compreso il biossido di carbonio, di cui all’art. 9 del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 21 gennaio 2011, e’ presentata al
Ministero secondo le procedure di cui all’art. 12, corredata da
specifico studio di idoneita’.

Titolo IV OBIETTIVI DI QUALITA’

Art. 25

Verifica esecuzione programmi

1. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 7, comma 7 del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 21 gennaio 2011, il concessionario
non puo’ sospendere o modificare il programma lavoro senza
giustificazione tecnica o riconosciuta causa di forza maggiore o
senza la preventiva autorizzazione del Ministero. A tal fine il
concessionario deve presentare istanza al Ministero ed all’ufficio
territoriale competente indicando e comprovando le ragioni tecniche
che giustificano la sospensione o le modificazioni richieste.
L’ufficio territoriale competente esprime il proprio parere
sull’istanza e lo trasmette al Ministero che autorizza la sospensione
o la modificazione del programma. Il provvedimento e’ rilasciato, nei
casi di maggiore rilevanza, secondo le procedure dell’art. 12.
3. Il concessionario puo’ sospendere temporaneamente il programma
di propria iniziativa per cause di forza maggiore. In tal caso deve
darne immediata comunicazione all’ufficio territoriale competente ed
al Ministero.
4. Il Ministero, dopo lo svolgimento degli accertamenti del caso da
parte all’ufficio territoriale competente, puo’ ordinare l’immediata
ripresa dei lavori e l’attuazione del precedente programma se non
ritenga giustificata la sospensione.

Titolo IV OBIETTIVI DI QUALITA’

Art. 26

Disposizioni finali

1. Il presente decreto direttoriale si applica ai titoli minerari
vigenti ed ai procedimenti in corso alla sua data di entrata in
vigore.
2. Il presente decreto direttoriale e’ pubblicato nel BUIG e si
applica a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 4 febbraio 2011

Il Direttore generale: Terlizzese

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 4 febbraio 2011

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