MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 3 dicembre 2007 | Chimici.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 3 dicembre 2007

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 3 dicembre 2007 - Agevolazioni ai sensi degli articoli 5, 6, 7 e 8 della legge n. 181/1989, e successive estensioni. Attuazione in regime di esenzione ai sensi del regolamento (CE) n. 1976/2000. Attuazione in regime di esenzione ai sensi del regolamento (CE) n. 1628/2006, del regolamento (CE) n. 70/2001 come prorogato dal regolamento (CE) n. 1976/2006. (Decreto n. 747). (GU n. 19 del 23-1-2008- Suppl. Ordinario n.19)

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 3 dicembre 2007

Agevolazioni ai sensi degli articoli 5, 6, 7 e 8 della legge n.
181/1989, e successive estensioni. Attuazione in regime di esenzione
ai sensi del regolamento (CE) n. 1976/2000. Attuazione in regime di
esenzione ai sensi del regolamento (CE) n. 1628/2006, del regolamento
(CE) n. 70/2001 come prorogato dal regolamento (CE) n. 1976/2006.
(Decreto n. 747).

IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Vista la legge 15 maggio 1989, n. 181, e successive modifiche e
integrazioni, recante misure di sostegno e di reindustrializzazione
per le aree di crisi siderurgica, in attuazione del piano di
risanamento della siderurgia e, in particolare, gli articoli 5 e 8,
nei quali, fra l’altro, e’ affidata alla SPI la realizzazione di un
Piano di promozione industriale;
Vista la nota di autorizzazione SG(96)D/5815 del 26 giugno 1996,
con la quale la Commissione UE ha informato le autorita’ italiane di
non sollevare obiezioni nei confronti del regime di aiuti sopra
citato, a norma degli articoli 92 e 93 del Trattato CE, nonche’ degli
articoli 61 e 62 dell’accordo sullo Spazio economico europeo;
Vista la nota della Commissione europea del 14 dicembre 2000, con
la quale viene comunicato di considerare compatibile con il mercato
comune l’aiuto di cui sopra, avendo le autorita’ Italiane adottato le
opportune misure sensi dell’art. 88, paragrafo 1, del trattato;
Vista la successiva nota di autorizzazione della Commissione
europea del 18 settembre 2003 C(2003) 3365 con la quale viene
comunicato di considerare compatibile con il mercato comune
l’estensione del sistema agevolativo ex legge n. 181/1989 a nuove
aree di crisi industriale diverse da quella siderurgica, come
previsto dall’art. 73 della legge n. 289/2002 (Legge finanziaria
2003), e quindi potenzialmente a tutto il territorio nazionale, in
presenza di crisi settoriali localizzate;
Viste le ulteriori estensioni degli incentivi ex legge n. 181/1989
riconducibili all’autorizzazione comunitaria di cui al precedente
paragrafo e approvate con l’art. 1, commi 265-268 della legge n. 311
del 30 dicembre 2004; con l’art. 11, commi 8 e 9 della legge n. 80
del 14 maggio 2005; con l’art. 1, comma 30 della legge n. 266 del
23 dicembre 2005; con l’art. 37 della legge n. 51 del 23 febbraio
2006; con delibera CIPE n. 29 del 22 marzo 2006;
Visto il Regolamento (CE) n. 1628/2006 del 24 ottobre 2006,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 302 del
1° novembre 2006, pag. 29, relativo all’applicazione degli
articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato per gli
investimenti a finalita’ regionale;
Visto il Regolamento (CE) n. 70/2001 del 12 gennaio 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 10 del
13 gennaio 2001, e successive modifiche ed integrazioni, come
prorogato dal Regolamento n. 1976/2006, pubblicato nella G.U.C.E. L
368 del 23 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87
e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e
delle medie imprese;
Prso atto che la Commissione europea ha approvato in data 28
novembre 2007 la Carta di aiuti a finalita’ regionale 2007-2013;
Considerato, inoltre, che l’applicazione del regime di aiuti di cui
alla legge n. 181/1989 risulta soggetta alle regole sul cumulo degli
aiuti sia nel caso di aiuti per finalita’ diverse, sia che si tratti
di aiuti per la stessa finalita’ finanziati da regimi diversi
adottati da uno stesso ente o da vari enti, dovendosi, in tal caso,
rispettare il massimale piu’ elevato dei vari regimi interessati;
Considerato, altresi’, che il regime di cui trattasi e’
specificatamente soggetto alle disposizioni e alle norme comunitarie
concernenti taluni settori di attivita’ tra cui quelli soggetti al
Trattato CECA, i trasporti, la pesca e l’agricoltura, compreso il
settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli;
Considerato che Sviluppo Italia S.p.A. e’ subentrata alla SPI in
tutti i rapporti giuridici ed economici e nelle funzioni ad essa gia’
assegnate dalle norme legislative vigenti per effetto dell’art. 3,
punto 2 del decreto legislativo n. 1/1999 e da ultimo per effetto
della fusione per incorporazione della SPI medesima in Sviluppo
Italia S.p.A., decorrente dal 1° luglio 2000, disposta nell’ambito
del programma di riordino di cui al citato decreto legislativo
integrato e modificato con decreto legislativo n. 3 del 14 gennaio
2000;
Ritenuto di dover emanare a Sviluppo Italia S.p.A. (ora denominata
Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d’impresa S.p.A. secondo quanto stabilito dall’art. 1, comma 460,
legge n. 296/2006) direttive per l’adeguamento del regime di aiuti ex
legge n. 181/1989, e successive estensioni al sopra citato
Regolamento (CE) n. 1628/2006 in materia di aiuti a finalita’
regionale per il periodo 2007-2013 nonche’ al Regolamento (CE) n.
70/2001 come prorogato dal Regolamento n. 1976/2006;
Decreta:
Art. 1.
Ambito di intervento
1. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo
sviluppo d’impresa S.p.A. (di seguito denominata «Agenzia»)
nell’ambito della realizzazione del Programma di Promozione
Industriale di cui alle leggi n. 181/1989, n. 513/1993 e alle
ulteriori estensioni approvate con le disposizioni normative di cui
alle premesse, dovra’ operare, per la concessione degli aiuti a
finalita’ regionale, nel rispetto dei principi contenuti nel
Regolamento di esenzione (CE) n. 1628/2006 del 24 ottobre 2006,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 302 del
1° novembre 2006, limitatamente alle aree comprese nella nuova Carta
degli aiuti a finalita’ regionale 2007-2013, approvata dalla U.E. in
data 28 novembre 2007.
2. Per la concessione degli aiuti alle P.M.I., consentita nelle
restanti aree del territorio nazionale, L’Agenzia operera’ nel
rispetto del Regolamento (CE) n. 70/2001, pubblicato nella G.U.C.E. L
10 del 13 gennaio 2001, e successive modifiche ed integrazioni, come
prorogato dal Regolamento n. 1976/2006 pubblicato nella GUCE L 368
del 23 dicembre 2006, istituito in esenzione.

Art. 2.
Aree ammesse e tipologia degli aiuti
1. Le zone di intervento del cennato Programma di Promozione
Industriale sono quelle relative all’elenco completo e tassativo dei
Comuni ricadenti nelle aree di crisi di cui alla delibera CIPI del
13 ottobre 1989 come integrati dalle successive estensioni della
legge n. 181/1989 richiamate nelle premesse, tutti riportati
nell’allegato 1 che costituisce parte integrante del presente
decreto.
2. Nelle aree di crisi di cui all’elenco allegato sub (1) non
ricomprese nella nuova Carta degli aiuti a finalita’ regionale
2007-2013 approvata dalla U.E. in data 28 novembre 2007, gli
interventi agevolativi sono limitati alla concessione di aiuti alle
PMI come disciplinati dal sopra richiamato Regolamento (CE) n.
70/2001, e successive modifiche ed integrazioni.
3. Le misure agevolative massime ammesse agli aiuti a finalita’
regionale sono quelle consentite, in rapporto sia alla localizzazione
dell’investimento in aree 87, 3 a e 87, 3 c, sia alla dimensione
dell’impresa (piccola, media o grande) calcolate in ESL, secondo le
intensita’ previste dalla nuova Carta degli aiuti di Stato a
finalita’ regionale 2007-2013.
4. I massimali d’aiuto di cui al comma 3 si applicano all’importo
totale del sostegno pubblico a favore del progetto beneficiario di
aiuti, indipendentemente dal fatto che il sostegno sia finanziato
mediante fondi locali, regionali, nazionali o comunitari. Gli aiuti
concessi ai sensi della legge n. 181/1989 non possono essere cumulati
con altri aiuti di Stato ai sensi dell’art. 87, paragrafo 1, del
trattato, ne’ con altre misure di finanziamento comunitario o
nazionale – anche a titolo «de minimis» – in relazione agli stessi
costi ammissibili, qualora tale cumulo dia luogo a un’intensita’
d’aiuto superiore al livello fissato dalla Carta degli aiuti di Stato
a finalita’ regionale 2007-2013.
5. L’apporto minimo necessario per l’accesso alle agevolazioni da
parte del beneficiario al finanziamento deve essere pari o superiore
al 30% dell’investimento complessivo programmato.

Art. 3.
Settori e progetti ammessi
Il regime in oggetto non puo’ essere applicato ai settori della
produzione agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura, fermo
restando la possibilita’ di applicazione al comparto della
trasformazione agricola nel pieno rispetto degli Orientamenti
comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale
2007-2013, pubblicati nella G.U.C.E. C 319 del 27 dicembre 2006.
Il regime non puo’ essere applicato altresi’ ai settori dei
trasporti, della costruzione navale, dell’industria carbonifera,
della siderurgia e delle fibre sintetiche.
Sono esclusi dal regime gli aiuti alle imprese in difficolta’ e/o
alla ristrutturazione finanziaria di imprese in difficolta’, secondo
la definizione degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per
il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficolta’,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale C 244 del 1° ottobre 2004.
Per l’elencazione dei settori produttivi di applicabilita’ del
regime nonche’ di quelli esclusi si fa rinvio ai criteri riportati
nell’allegato 2, che costituisce parte integrante del presente
decreto.
Per quanto riguarda la disciplina degli aiuti ai grandi progetti di
investimento secondo la definizione contenuta all’art. 2, comma 1,
lettera g), del Regolamento (CE) n. 1628/2006, l’Agenzia, quale
soggetto gestore, dovra’ osservare le indicazioni di cui al
considerando n. 15 del medesimo Regolamento, nonche’ le disposizioni
di cui all’art. 7, lettera e), relative alla notifica alla U.E. e
all’art. 8, 2° comma relativo alla comunicazione delle informazioni
alla UE stessa.
In tutti i casi in cui la concessione delle agevolazioni
finanziarie e’ subordinata alla preventiva notifica alla Commissione
europea ed alla relativa approvazione, il Ministero provvede ad
ottemperare a tale obbligo e la concessione medesima e’ condizionata
all’ottenimento dell’autorizzazione da parte dalla stessa Commissione
europea.

Art. 4.
Spese ammissibili
Ferma restando la disposizione di cui al successivo art. 7, sono
ammissibili alle agevolazioni le spese relative a terreni, fabbricati
ed impianti purche’ sostenute successivamente alla presentazione
della domanda da parte del beneficiario e alla emanazione del parere
positivo di ammissibilita’ del progetto alla fase istruttoria,
espresso da apposito Comitato di Fattibilita’ presso l’Agenzia. Tale
parere dovra’ essere comunicato per iscritto al proponente e, per
conoscenza, anche al Ministero dello sviluppo economico. Nella
predetta comunicazione viene confermato che, fatta salva una verifica
dettagliata, il progetto soddisfa le condizioni di ammissibilita’
stabilite dal regime. Se i lavori iniziano prima che siano
soddisfatte le condizioni stabilite nel presente punto, l’intero
progetto non sara’ ammissibile agli aiuti. Per «inizio lavori» si
intende l’inizio dei lavori di costruzione o il primo fermo impegno
ad ordinare le attrezzature, esclusi gli studi preliminari di
fattibilita’. Le spese per studi preliminari di fattibilita’
sostenute prima dell’inizio dei lavori non fanno decadere
l’ammissibilita’ dell’intero progetto di investimenti ma nel contempo
non sono agevolabili.
Non sono ammissibili gli investimenti di pura sostituzione, ne’
quelli che hanno gia’ beneficiato di un aiuto pubblico a valere su
norme comunitarie, nazionali o regionali. Per tutte le imprese le
spese ammissibili per immobilizzazioni tecniche immateriali possono
riguardare esclusivamente spese legate al trasferimento di
tecnologie, nel limite del 50% della base tipo dell’investimento
complessivamente ammissibile. In tutti i casi le immobilizzazioni
tecniche immateriali dovranno soddisfare le seguenti condizioni:
* siano utilizzate esclusivamente nello stabilimento
beneficiario per almeno 5 anni;
* siano elementi patrimonialmente ammortizzabili;
* siano acquisite da un terzo alle condizioni di mercato;
* figurino nell’attivo dell’impresa.
Per quanto riguarda i criteri di ammissibilita’ delle spese per
investimenti materiali ed immateriali si fa comunque rinvio
all’elenco e alle modalita’ riportate nell’allegato 3, che
costituisce parte integrante del presente decreto.

Art. 5.
Revoche
Le agevolazioni sono revocate ed i relativi contratti risolti
dall’Agenzia, la quale provvede a pretendere il rimborso dei
contributi e dei finanziamenti erogati ed il pagamento delle
penalita’ previste in caso di cessazione definitiva dell’attivita’
per la quale siano state concesse, o nel caso in cui l’impresa
beneficiaria sia posta in liquidazione o sia ammessa o sottoposta a
procedure concorsuali prima del completamento del programma degli
investimenti ed occupazionale.
Inoltre, sono revocate le agevolazioni e risolti i relativi
contratti qualora l’impresa beneficiaria:
a) non porti a conclusione entro il termine stabilito il
programma degli investimenti ammesso alle agevolazioni, salvo i casi
di forza maggiore e proroghe autorizzate dall’Agenzia;
b) riduca il programma degli investimenti per oltre il 5% senza
autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;
c) non realizzi il programma occupazionale connesso al proprio
programma di investimenti entro il termine stabilito, salvo cause di
forza maggiore e proroghe autorizzate dall’Agenzia;
d) riduca il programma occupazionale per oltre il 5% senza
l’autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;
e) trasferisca altrove, alieni o destini ad usi diversi da quelli
previsti nel programma degli investimenti, senza l’autorizzazione
dell`Agenzia beni mobili ed i diritti aziendali, ovvero beni
immobili, ammessi alle agevolazioni prima che siano trascorsi cinque
anni dal completamento degli investimenti; sono esclusi dall’obbligo
del mantenimento quegli impianti o attrez-zature divenuti obsoleti a
causa del rapido cambiamento tecnologico, fermo restando il
mantenimento dell’attivita’ economica all’interno dell’area di crisi
per il periodo minimo previsto al successivo punto f);
f) alieni l’azienda in tutto o in parte ovvero trasferisca
l’attivita’ produttiva in un ambito territoriale diverso dalla
propria area di crisi prima che siano trascorsi sei anni dal
completamento degli investimenti;
g) non consenta i controlli dell’Agenzia o del Ministero dello
sviluppo economico circa l’andamento dell’attivita’ sociale e la
progressiva realizzazione del programma degli investimenti e del
programma occupazionale;
h) modifichi il proprio indirizzo produttivo con la conseguenza
che i prodotti o i servizi finali siano diversi da quelli presi in
esame per la valutazione dell’iniziativa fatta salva l’eventuale
autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico;
i) sia posta in liquidazione o sia ammessa o sottoposta a
procedure concorsuali prima che siano trascorsi sei anni dal
completamento degli investimenti;
j) non impieghi capitale proprio in misura almeno pari al 30% di
quanto necessario per l’effettuazione degli investimenti;
k) applichi nei confronti dei dipendenti, in violazione di quanto
previsto dall’art. 36 della legge 20 maggio 1970, n. 300 che
regolamenta i rapporti di lavoro, condizioni inferiori a quelle
risultanti dai contratti collettivi di lavoro di categoria e della
zona;
l) ometta di rispettare ogni altra condizione prevista dal
provvedimento di concessione e/o nel contratto e finalizzata a
garantire che le agevolazioni concesse siano correttamente impiegate
per il raggiungimento degli scopi perseguiti dalla legge n. 181/1989,
e successive estensioni.

Art. 6.
Disposizioni finali
La presente direttiva integra e/o sostituisce i precedenti
indirizzi adeguandoli alle disposizioni comunitarie sul regime di
aiuto in questione.
Il presente decreto autorizza il recepimento negli indirizzi
attuativi della legge n. 181/1989 delle future deliberazioni
comunitarie comportanti ulteriori modifiche del regime di aiuti in
questione, con disposizioni all’uopo emanate dal Ministro dello
sviluppo economico all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli
investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.
Il presente decreto verra’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione.
Roma, 3 dicembre 2007
Il Ministro: Bersani
Registrato alla Corte dei conti il 20 dicembre 2007
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 4, foglio n. 267

Allegato 1

—-> Vedere allegato da pag. 8 a pag. 41 in formato zip/pdf

Allegato 2
Settori di applicabilita’ del regime
Per quanto riguarda i settori agevolabili, occorre rilevare che
taluni di essi, sono soggetti a divieti e/o limitazioni come di
seguito specificato:
Siderurgia: in tale settore, cosi’ come indicato all’art.1,
comma 2, lettera d) del Regolamento (CE) n. 1628/2006 del 24 ottobre
2006, e’ fatto divieto di concedere aiuti all’investimento.
Cantieristica navale: per tale settore, cosi’ come cosi’ come
indicato all’art.1, comma 2, lettera b) del Regolamento (CE) n.
1628/2006 del 24 ottobre 2006, e’ fatto divieto di concedere aiuti
all’investimento.
Fibre sintetiche: in tale settore, cosi’ come cosi’ come
indicato all’art.1, comma 2, lettera e) del Regolamento (CE) n.
1628/2006 del 24 ottobre 2006, e’ fatto divieto di concedere aiuti
all’investimento.
Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco: il regime in
oggetto non puo’ essere applicato ai settori della produzione
agricola primaria, della pesca e dell’acquacoltura, fermo restando la
possibilita’ di applicazione al comparto della trasformazione
agricola nel pieno rispetto degli orientamenti comunitari per gli
aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013, pubblicati
sulla G.U.C.E. C 319 del 27 dicembre 2006.
Il regime non puo’ essere altresi’ applicato al settore dei
trasporti.
Sono esclusi dal regime gli aiuti alle imprese in difficolta’ e/o
alla ristrutturazione finanziaria di imprese in difficolta’, secondo
la definizione degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per
il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficolta’,
pubblicata nella GU C 244 del 1° ottobre 2004.
Per quanto riguarda la disciplina degli aiuti ai grandi progetti
di investimento secondo la definizione contenuta all’art. 2, comma 1,
punto g) del Regolamento (CE) n. 1628/2006, dovranno essere recepite
le indicazioni contenute al punto 15 di cui alle premesse del
medesimo regolamento, con particolare riguardo fra l’altro,
all’osservanza degli obblighi, ivi previsti all’art. 7 lettera e),
relativi alla notifica alla U.E. e alla comunicazione alla UE delle
informazioni con le modalita’ di cui all’art. 8, comma 2.
In tutti i casi in cui la concessione delle agevolazioni
finanziarie e’ subordinata alla preventiva notifica alla Commissione
europea ed alla relativa approvazione il Ministero provvede ad
ottemperare a tale obbligo e il nulla osta al finanziamento
dell’iniziativa e’ condizionato all’ottenimento dell’autorizzazione
da parte della Commissione medesima.
Sono agevolabili i programmi di investimento promossi nei settori
produttivi di cui alle sezioni C – «Estrazione di minerali» e D –
«Attivita’ manifatturiere» della Classificazione delle attivita’
economiche ISTAT 2002, fatti salvi i divieti e le limitazioni
derivanti dalle vigenti specifiche normative dell’Unione Europea (v.
sopra). L’attivita’ estrattiva e quella manifatturiera devono inoltre
essere comprovabili dall’impresa attraverso la puntuale esposizione
nel piano descrittivo del proprio ciclo tecnologico delle produzioni
effettuate e/o di quelle previste.
I programmi di investimento promossi dalle imprese operanti nel
settore E «Produzione e distribuzione di energia elettrica e di
calore» di cui alle classi 40.1 e 40.3 della classificazione delle
attivita’ economiche ISTAT 2002, sono ammessi alle agevolazioni
limitatamente agli impianti alimentati da fonti rinnovabili o
assimilate, con potenza non superiore a 50 MW elettrici.
Ai fini di cui sopra:
a) per fonti rinnovabili si intendono: il sole, il vento,
l’energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso
e la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti
vegetali;
b) per impianti alimentati da fonti assimilate a quelle
rinnovabili si intendono quelli di cogenerazione, quelli che
utilizzano calore di risulta, fumi di scarico ed altre forme di
energia recuperabile in processi e in impianti, quelli che utilizzano
scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti
fossili prodotte esclusivamente da giacimenti minori isolati;
c) gli impianti di cogenerazione sono quelli definiti
dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas e rispondenti ai
valori limite concernenti l’Indice di Risparmio di Energia (IRE) e il
Limite Termico (LT) stabiliti dall’Autorita’ medesima. Detti impianti
devono obbligatoriamente dotarsi, nell’ambito del programma da
agevolare, della strumentazione necessaria per la rilevazione degli
elementi utili a verificare il rispetto dei citati valori limite. Il
mancato raggiungimento di tali valori, ridotti del 5% in ciascuno
degli anni del periodo o l’assenza della strumentazione di
rilevazione, riscontrata nel detto periodo, comporta la revoca delle
agevolazioni, commisurata al periodo di mancato rispetto di dette
condizioni;
d) tra le spese ammissibili sono comprese anche quelle relative
agli impianti di distribuzione dell’energia elettrica, del vapore e
dell’acqua calda, purche’ gli stessi siano di proprieta’ dell’impresa
produttrice, siano realizzati su terreni di cui l’impresa stessa
abbia piena disponibilita’, per la parte necessaria a raggiungere
l’utente della fornitura e/o del servizio e, comunque, non oltre il
territorio comunale nel quale e’ ubicato l’impianto di produzione
oggetto del programma da agevolare.
Sono agevolabili i programmi promossi dalle imprese fornitrici di
servizi che possono riguardare una o piu’ delle seguenti attivita’ 1)
raggruppati per divisione della classificazione delle attivita’
economiche ISTAT 2002:
1) Le singole attivita’ ammissibili fanno riferimento, al
fine di una loro corretta e puntuale individuazione, ai
codici della Classificazione delle attivita’ economiche
ISTAT 2002, alla quale, pertanto, si rimanda per ogni
ulteriore approfondimento. A tale riguardo, occorre
precisare che, laddove e’ indicato il solo codice, sono da
considerare ammissibili tutte le attivita’ che l’ISTAT
include nel codice medesimo; laddove, viceversa, e’
indicato il semplice riferimento al codice («rif.»), e’ da
considerare ammissibile, tra quelle che l’ISTAT include nel
codice medesimo, solo l’attivita’ citata.
55 – Alberghi e ristoranti, limitatamente a mense e fornitura
di pasti preparati (rif. 55.5), con esclusione della fornitura di
pasti preparati a domicilio, per matrimoni, banchetti, ecc.
63 – Attivita’ di supporto ed ausiliarie dei trasporti, escluse
quelle delle agenzie di viaggio e degli operatori turistici, con
esclusione dei mezzi di trasporto.
64 – Poste e telecomunicazioni, limitatamente alle
telecomunicazioni (64.20), ivi inclusa la ricezione, registrazione,
amplificazione, diffusione, elaborazione, trattamento e trasmissione
di segnali e dati da e per lo spazio e la trasmissione di spettacoli
e/o programmi radiotelevisivi da parte di soggetti diversi da quelli
titolari di concessione per la radiodiffusione sonora e/o televisiva
in ambito nazionale di cui alla legge 6 agosto 1990, n. 233 e
successive modifiche e integrazioni.
72 – Informatica e attivita’ connesse, ivi inclusi i servizi
connessi alla realizzazione di sistemi tecnologici avanzati per la
produzione e/o diffusione di servizi telematici e quelli di supporto
alla ricerca e all’innovazione tecnologica in campo informatico e
telematico.
73 – Ricerca e sviluppo, ivi inclusi i servizi di assistenza
alla ricerca e all’introduzione/adattamento di nuove tecnologie e
nuovi processi produttivi e di controllo, i servizi di consulenza per
le problematiche della ricerca e sviluppo e quelli di supporto alla
ricerca e all’innovazione tecnologica in campo informatico e
telematico.
74 – Altre attivita’ professionali ed imprenditoriali,
limitatamente a:
a) attivita’ degli studi legali (rif. 74.11);
b) contabilita’, consulenza societaria, incarichi giudiziari
e consulenza in materia fiscale (74.12), ivi incluse le problematiche
del personale;
c) studi di mercato (rif. 74.13), ivi inclusi i servizi
connessi alle problematiche del marketing e della penetrazione
commerciale e dell’import-export;
d) consulenza amministrativo-gestionale (74.14), ivi inclusa
la consulenza relativa alle problematiche della gestione, gli studi e
le pianificazioni, l’organizzazione amministrativo-contabile,
l’assistenza ad acquisti ed appalti, le problematiche della logistica
e della distribuzione e le problematiche dell’ufficio, con esclusione
dell’attivita” degli amministratori di societa’ ed enti;
e) attivita’ in materia di architettura, di ingegneria ed
altre attivita’ tecniche (74.20), ivi compresi i servizi di
manutenzione e sicurezza impiantistica, i servizi connessi alla
realizzazione e gestione di sistemi tecnologici avanzati per il
risparmio energetico e per la tutela ambientale in relazione alle
attivita’ produttive, i servizi per l’introduzione di nuovi vettori
energetici, i servizi connessi alle problematiche dell’energia,
ambientali e della sicurezza sul lavoro, i servizi di trasferimento
tecnologico connessi alla produzione ed alla lavorazione e
trattamento di materiali, anche residuali, con tecniche avanzate;
f) collaudi e analisi tecniche (74.30) ivi compresi i servizi
connessi alle problematiche riguardanti la qualita’ e relativa
certificazione nell’impresa;
g) pubblicita’ (74.40);
h) servizi di ricerca, selezione e fornitura di personale
(74.50);
i) servizi di vigilanza privata (74.60.1);
j) laboratori fotografici per lo sviluppo e la stampa
(74.81.2) e attivita’ di aerofotografia (74.81.3);
k) attivita’ di imballaggio, confezionamento (74.82);
l) servizi congressuali di segreteria e di traduzione (74.85
e 74.87.6);
m) design e stiling relativo a tessili, abbigliamento,
calzature, gioielleria, mobili e altri beni personali o per la casa
(74.87.5);
n) attivita’ dei call center (74.86).
80 – Istruzione, limitatamente a:
a) istruzione secondaria di formazione professionale (80.22);
b) corsi post-universitari (80.30.2) e altre scuole e corsi
di formazione speciale (80.30.3), ivi compresi i corsi di formazione
manageriale.
90 – Smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico e
simili, limitatamente a:
a) raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi (rif. 90.02.0),
limitatamente a quelli di origine industriale e commerciale;
b) raccolta e depurazione delle acque di scarico (rif.
90.01.0), limitatamente alla diluizione, filtraggio, sedimentazione,
decantazione con mezzi chimici, trattamento con fanghi attivati e
altri processi finalizzati alla depurazione delle acque reflue di
origine industriale.
92 – Attivita’ ricreative, culturali e sportive, limitatamente
ai servizi di assistenza, organizzazione di set e ambientazioni,
logistica e marketing riferiti alle attivita’ di produzione e
post-produzione cinematografica, televisiva e multimediale (rif.
92.10) ed alle attivita’ di produzione radio-televisiva da parte di
soggetti diversi da quelli titolari di concessione per la
radiodiffusione sonora e/o televisiva in ambito nazionale di cui alla
legge 6 agosto 1990, n. 233 e successive modifiche e integrazioni,
limitatamente alle sole spese di impianto (rif. 92.20).
93 – Altre attivita’ di servizi, limitatamente alle attivita’
delle lavanderie per alberghi, ristoranti, enti e comunita’
(93.01.1).

Allegato 3
Ammissibilita’ degli investimenti alle agevolazioni
Per tutte le imprese le spese ammissibili per immobilizzazioni
tecniche immateriali non possono eccedere il 50% della base tipo
dell’investimento complessivamente ammissibile con riferimento
esclusivamente a spese legate al trasferimento di tecnologie. In
tutti i casi le immobilizzazioni tecniche immateriali dovranno
soddisfare le seguenti condizioni:
* siano sfruttate esclusivamente nello stabilimento
beneficiario per almeno 5 anni;
* siano elementi patrimonialmente ammortizzabili;
* siano acquisite da un terzo alle condizioni di mercato;
* figurino nell’attivo dell’impresa.
Sono comunque escluse le spese di funzionamento.
L’Agenzia giudichera’ ammissibili alle agevolazioni gli
investimenti che si riferiscono alle seguenti spese:
a) progettazioni ingegneristiche riguardanti le strutture dei
fabbricati e gli impianti, sia generali che specifici, direzione dei
lavori, studi di fattibilita’ economico-finanziaria e di valutazione
di impatto ambientale, oneri per le concessioni edilizie, collaudi di
legge, prestazioni di terzi per l’ottenimento delle certificazioni di
qualita’ e ambientali secondo standard e metodologie
internazionalmente riconosciuti;
b) suolo aziendale, sue sistemazioni e indagini geognostiche;
c) opere murarie e assimilate;
d) infrastrutture specifiche aziendali;
e) macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di
fabbrica, ivi compresi quelli necessari all’attivita’ amministrativa
dell’impresa, ed esclusi quelli relativi all’attivita’ di
rappresentanza; mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di
produzione purche’ dimensionati alla effettiva produzione,
identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’impianto
oggetto delle agevolazioni;
f) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa;
g) brevetti concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi
produttivi.
Con riferimento alle predette spese si applicano i seguenti
limiti, divieti e condizioni:
1) l’ammontare relativo all’insieme delle spese di cui alla
lettera a) e’ agevolabile, per le PMI , nel limite del 5%
dell’investimento complessivo ammissibile;
2) le spese di cui alla lettera a) relative alle prestazioni di
terzi per l’ottenimento delle certificazioni di qualita’ e ambientali
includono anche quelle riferite all’ente certificatore e non possono
da sole costituire un programma organico e funzionale agevolabile;
3) le spese relative all’acquisto del suolo aziendale, di cui
alla lettera b), sono ammesse nel limite del 10% dell’investimento
complessivo ammissibile;
4) in relazione alle spese di cui alle lettere c) e d), si
precisa:
* che le spese relative agli immobili, soprattutto se adibiti
ad uffici, sostenute dalle imprese fornitrici di servizi possono
essere ammesse alle agevolazioni nella misura in cui pertinenti e
congrue secondo i parametri validi per le imprese industriali. A tale
riguardo, la superficie per uffici puo’ essere ritenuta pertinente,
in via orientativa, nella misura di 25 mq per addetto; si precisa che
le spese relativi agli immobili possono riguardare altresi’ la casa
del custode nel limite di 100 mq;
* con riferimento alle spese di cui alla lettera c), la spesa
relativa all’acquisto di un immobile esistente e gia’ agevolato e’
ammissibile purche’ siano gia’ trascorsi, alla data di presentazione
del Modulo di domanda, dieci anni dalla data di ultimazione del
precedente programma agevolato; tale limitazione non ricorre nel caso
in cui l’Amministrazione concedente abbia revocato e recuperato
totalmente le agevolazioni medesime; a tal fine va acquisita una
specifica dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa
richiedente le agevolazioni o di un suo procuratore speciale
sottoscritta a firma autentica;
5) in relazione alle spese di cui alla lettera e), si precisa
che per beni nuovi di fabbrica si intendono quelli mai utilizzati e
fatturati direttamente dal costruttore (o dal suo rappresentante o
rivenditore); qualora vi siano ulteriori giustificate fatturazioni
intermedie, fermo restando che i beni non devono essere mai stati
utilizzati, dette fatturazioni non devono presentare incrementi del
costo del bene rispetto a quello fatturato dal produttore o suo
rivenditore;
6) le spese di cui alle lettere c) ed e) possono comprendere
anche quelle relative alla realizzazione, nell’ambito dell’unita’
produttiva, di asili nido;
7) le spese di cui alle lettere a), f) e g), che per loro
natura possono essere riferite all’attivita’ dell’impresa nel suo
complesso, sono ammesse alle agevolazioni limitatamente alla parte
utilizzata per l’attivita’ svolta nell’unita’ produttiva interessata
dal programma agevolato e nei limiti ritenuti congrui in relazione
alle condizioni di mercato;
8) le spese di cui alla lettera e), relative alle attrezzature
facenti parte del programma di investimenti da agevolare, la cui
installazione non e’ prevista presso l’unita’ produttiva interessata
dal programma medesimo bensi’ presso altre unita’, della stessa
impresa o di altre dello stesso gruppo o di terzi, possono essere
ammesse alle agevolazioni purche’:
* siano relative ad attrezzature utilizzate per lavorazioni
effettivamente connesse al completamento del ciclo produttivo da
agevolare;
* dette attrezzature siano accessorie all’iniziativa da
agevolare, nel senso che la relativa spesa ammissibile deve essere
contenuta nel limite del 20% di quella relativa al capitolo
«Macchinari, impianti e attrezzature»;
* vengano ubicate presso unita’ produttive localizzate, al
momento dell’acquisto (data del documento di trasporto), in aree
ammissibili agli interventi della legge 181/89;
* siano singolarmente identificabili mediante
immatricolazione ed iscrizione nel libro dei beni prestati a terzi o,
nel caso di utilizzo presso altre unita’ produttive della stessa
impresa, nel libro dei cespiti ammortizzabili; in ogni caso la loro
ubicazione deve risultare dai documenti di trasporto tenuti ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica n. 627 del 6ttobre 1978 e
del decreto ministeriale 29 novembre 1978, e successive modifiche e
integrazioni;
* vengano forniti, per ciascun bene, gli elementi utili di
conoscenza in riferimento ai relativi contratti posti in essere
(modalita’, durata, ecc.);
* la cessione in uso avvenga a titolo gratuito;
* i beni non vengano destinati a finalita’ produttive
estranee a quelle dell’impresa cedente; a tal fine quest’ultima deve
acquisire e trasmettere all’Agenzia, appena possibile, una
dichiarazione di impegno in tal senso del legale rappresentante delle
imprese cessionarie sottoscritta a firma autentica;
* il legale rappresentante dell’impresa cedente sottoscriva
ed alleghi alla domanda di agevolazione una dichiarazione di impegno
al rispetto dei predetti vincoli e condizioni sottoscritta a firma
autentica;
9) le spese relative ai programmi informatici, di cui alla
lettera f) sono agevolabili limitatamente alle piccole e medie
imprese; tra le suddette spese sono incluse altresi’ quelle relative
ai servizi per la realizzazione o la personalizzazione di
applicazioni informatiche 2). Si precisa, altresi’, che le spese
relative al software di base, indispensabile al funzionamento di una
macchina o di un impianto, non rientrano tra le suddette spese ma
sono da considerare in uno con la spesa relativa alla macchina
governata dal software medesimo;
2) apparecchiature, macchinari e impianti robotizzati,
connessi al ciclo produttivo, gestiti da sistemi digitali
basati su piattaforme software e correlati servizi per la
realizzazione o la personalizzazione di applicazioni
informatiche a supporto dell’utilizzo dei sistemi
succitati; 2) piattaforme e tecnologie digitali funzionali
alla gestione della produzione e finalizzate alla
reingegnerizzazione ed integrazione dei processi
organizzativi, aziendali ed interaziendali e correlati
servizi per la realizzazione o la personalizzazione di
applicazioni informatiche a supporto delle predette
piattaforme e tecnologie; 3) piattaforme e tecnologie
digitali per la gestione dei sistemi di interfaccia e
transazione con clienti e fornitori e correlati servizi per
la realizzazione o la personalizzazione di applicazioni
informatiche a supporto dell’utilizzo delle predette
piattaforme e tecnologie;
10) le spese relative all’acquisto di brevetti, di cui alla
lettera g), non possono superare il 50% dell’investimento complessivo
ammissibile;
11) le spese relative all’acquisto di beni in valuta diversa
dall’euro possono essere ammesse alle agevolazioni per un
controvalore in euro pari all’imponibile ai fini IVA riportato sulla
«bolletta doganale d’importazione»;
12) le spese relative a beni acquistati dall’impresa con
un’operazione «Legge Sabatini» non agevolata possono essere ammesse
alle agevolazioni solo nel caso di operazione «pro-soluto»;
13) le spese relative all’acquisto del suolo, di immobili o di
programmi informatici o di brevetti, di cui alle lettere b), c), f) e
g), di proprieta’ di uno o piu’ soci dell’impresa richiedente le
agevolazioni o, nel caso di soci persone fisiche, dei relativi
coniugi ovvero di parenti o affini dei soci stessi entro il terzo
grado, sono ammissibili in proporzione alle quote di partecipazione
nell’impresa medesima degli altri soci; la rilevazione della
sussistenza delle predette condizioni, con riferimento sia a quella
di socio che a quella di proprietario, che determinano la
parzializzazione della spesa, va effettuata a partire dai
ventiquattro mesi precedenti la data di presentazione del Modulo di
domanda. Le predette spese relative alla compravendita tra due
imprese non sono ammissibili qualora, a partire dai ventiquattro mesi
precedenti la data di presentazione del Modulo di domanda, le imprese
medesime si siano trovate nelle condizioni di cui all’articolo 2359
del codice civile o siano state entrambe partecipate, anche
cumulativamente, per almeno il venticinque per cento, da medesimi
altri soggetti; tale ultima partecipazione rileva, ovviamente, anche
se determinata in via indiretta. A tal fine va acquisita una
specifica dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa
richiedente le agevolazioni o di un suo procuratore speciale
sottoscritta a firma autentica;
14) con riferimento ai programmi promossi dalle imprese
operanti nel settore della produzione e distribuzione di energia
elettrica e calore, le spese relative alle reti di distribuzione
dell’energia elettrica, del vapore e dell’acqua calda sono
ammissibili, limitatamente alla parte ricadente all’interno del
territorio comunale nel quale e’ ubicato l’impianto di produzione
necessaria a raggiungere l’utente della fornitura, a condizione che
gli impianti stessi siano di proprieta’ dell’impresa produttrice e
siano realizzati su terreni di cui l’impresa stessa abbia piena
disponibilita’.
Non sono ammesse le spese per mezzi di trasporto targati (ad
eccezione dei mezzi all’interno dei quali si svolge una fase del
ciclo di produzione), le spese notarili, quelle relative a scorte di
materie prime e ausiliarie, macchinari, impianti e attrezzature
usati, le spese di funzionamento in generale, ivi comprese quelle di
pura sostituzione, e, comunque, tutte le spese non capitalizzate; non
sono altresi’ ammissibili le spese relative a imposte e tasse, fatte
eccezione per gli oneri doganali relativi ai beni ammissibili in
quanto costi accessori dei beni stessi e, in quanto tali,
capitalizzati. Non sono ammissibili alle agevolazioni programmi o
spese realizzati con contratti «chiavi in mano». I pagamenti dei
titoli di spesa non possono essere regolati per contanti, pena
l’esclusione del relativo importo dalle agevolazioni.

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 3 dicembre 2007

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