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MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 24 marzo 2010

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 24 marzo 2010 - Individuazione delle aree di crisi industriale. Riforma del sistema degli interventi di reindustrializzazione nelle aree e nei distretti in situazione di crisi industriale e di crisi industriale complessa, in adempimento a quanto disposto dall'articolo 2, comma 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99. (10A06887) - (GU n. 134 del 11-6-2010 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 24 marzo 2010

Individuazione delle aree di crisi industriale. Riforma del sistema
degli interventi di reindustrializzazione nelle aree e nei distretti
in situazione di crisi industriale e di crisi industriale complessa,
in adempimento a quanto disposto dall’articolo 2, comma 7, della
legge 23 luglio 2009, n. 99. (10A06887)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto l’art. 2 della legge 23 luglio 2009, n. 99, che disciplina la
riforma degli interventi di reindustrializzazione delle aree e dei
distretti industriali in situazione di crisi industriale;
Considerato che il comma 7, dell’art. 2, della legge 23 luglio
2009, n. 99, stabilisce che il Ministro dello sviluppo economico, con
proprio decreto, sentiti il Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
individui le aree o i distretti in situazione di crisi in cui
realizzare gli interventi di reindustrializzazione previsti dal
medesimo art. 2;
Tenuto conto che il comma 8, dell’art. 2, della legge 23 luglio
2009, n. 99, stabilisce che, nell’individuare le aree o i distretti
in situazioni di crisi, si deve dare priorita’ ai siti che ricadono
nelle aree individuate nell’ambito dell’obiettivo convergenza di cui
al regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006;
Vista la lettera h), comma 12, dell’art. 2, della medesima legge 23
luglio 2009, n. 99, che ricomprende il sistema produttivo locale
delle armi di Brescia e dei sistemi di illuminazione del Veneto tra i
territori agevolabili dalla legge n. 181 del 1989 e successive
modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 15 maggio 1989, n. 181, e successive modifiche e
integrazioni, recante misure di sostegno e di reindustrializzazione
per le aree di crisi siderurgica, in attuazione del piano di
risanamento della siderurgia;
Considerato che il soggetto gestore e’ ora l’Agenzia nazionale per
l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A., ex
Sviluppo Italia S.p.A.;
Visto il regolamento (CE) n. 800 del 6 agosto 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 214 del 9 agosto 2008,
relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli
aiuti di Stato per gli investimenti a finalita’ regionale ed agli
aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico dell’8
gennaio 2009, n. 312, che nel recare direttive da emanare all’Agenzia
nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa
S.p.A., per l’adeguamento delle agevolazioni previste dalla legge 15
maggio 1989, n. 181, e successive modificazioni ed estensioni, al
regime di aiuti stabilito del regolamento (CE) n. 800/2008, ha
individuato le zone di intervento del Programma di promozione
industriale, predisponendo l’elenco completo e tassativo dei comuni
ricadenti nelle aree di crisi di cui alla delibera CIPI del 13
ottobre 1989, come integrato dalle successive estensioni della legge
n. 181 del 1989 sopra richiamate;
Preso atto che la Commissione europea ha approvato, in data 28
novembre 2007, la Carta di aiuti a finalita’ regionale 2007-2013,
recepita nel decreto ministeriale 27 marzo 2008, recante l’elenco
delle aree ammesse agli aiuti di Stato a finalita’ regionale per il
periodo 2007-2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 19 aprile 2008;
Vistoil decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3
giugno 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno
2009, contenente le modalita’ di applicazione della comunicazione
della Commissione europea – quadro di riferimento temporaneo
comunitario per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’accesso
al finanziamento nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed
economica;
Visto l’art. 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
che prevede l’istituzione di un’apposita struttura, con forme di
cooperazione interorganica tra il Ministero dello sviluppo economico
ed il Ministero del lavoro al fine di contrastare il declino
dell’apparato produttivo, anche mediante salvaguardia e
consolidamento di attivita’ e livelli occupazionali delle imprese di
rilevanti dimensioni di cui all’art. 2, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, che versino in crisi
economico-finanziaria;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, adottato
d’intesa con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, del
18 dicembre 2007, recante disposizioni sulla articolazione,
composizione ed organizzazione della Struttura per le crisi
d’impresa, prevista dall’art. 1, comma 852, della legge 27 dicembre
2006, n. 296;
Considerato che e’ opportuno individuare una metodologia che
consenta di definire ed aggiornare il sistema territoriale nazionale
delle aree e dei distretti di grave crisi industriale cui applicare
gli interventi previsti dalla legge n. 181 del 1989 e sue successive
modificazioni ed integrazioni;
Ritenuto altresi’ di fissare i criteri per la definizione delle
situazioni complesse di crisi industriale, nonche’ con impatto
significativo sulla politica industriale nazionale, per le quali si
richieda l’attivita’ integrata e coordinata di regioni, enti locali e
altri soggetti pubblici e privati e di amministrazioni statali, anche
ad ordinamento autonomo, ovvero la confluenza di risorse finanziarie
da bilanci di istituzioni diverse e l’armonizzazione dei procedimenti
amministrativi;
Ritenuto di selezionare quali aree di grave crisi industriale, cui
applicare le disposizioni della legge n. 181 del 1989, quelle che
interessano sistemi locali di lavoro caratterizzati da una densita’
degli addetti del settore manifatturiero superiore al venticinque per
cento del valore medio della ripartizione territoriale di
appartenenza e che vengono individuate mediante indici sintetici di
crisi occupazionale e di contesto economico;
Sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
Vista la nota del Gabinetto in data 24 dicembre 2009, n. 33253, con
la quale e’ stato trasmesso lo schema di decreto per acquisire il
parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonche’ la
nota della Segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in
data 11 gennaio 2010, n. CSR 113 P-2.17.4.12, con la quale e’ stata
indetta una riunione tecnica per il giorno 26 gennaio 2010;
Visti gli esiti della riunione tecnica svoltasi presso la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano in data 26 gennaio 2010, nel
corso del quale le regioni hanno chiesto di integrare il preambolo
del decreto con apposito richiamo al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 3 giugno 2009, contenente le modalita’ di
applicazione della comunicazione della Commissione europea – quadro
di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuto di Stato
a sostegno dell’accesso al finanziamento nell’attuale situazione di
crisi finanziaria ed economica, sopra menzionato, nonche’ hanno
chiesto di integrare l’articolato tenendo conto di quanto previsto
dall’art. 2, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99, il quale
prevede che nella individuazione degli interventi oggetto degli
accordi di programma si faccia particolare riferimento alle aree
dell’obiettivo convergenza;
Viste le note del Gabinetto in data 26 gennaio 2010, n. 1833, e
della Segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in
data 27 gennaio 2010, n. CSR 466 P-2.17.4.12, con le quali sono state
recepite le suddette richieste;
Considerata l’urgenza di riqualificare attraverso idonee iniziative
di reindustrializzazione le aree interessate da situazioni complesse
di crisi con impatti significativi per la politica industriale
nazionale, come individuate ai sensi dell’art. 2, comma 7, della
legge 23 luglio 2009, n. 99;
Vista la lettera del presidente dell’ANCI in data 26 febbraio 2010,
n. 31/VSG/VN/UAI/MQ-10, con la quale si sollecita l’emanazione del
decreto;
Ritenuto necessario procedere in via d’urgenza pur in mancanza del
parere formale della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ed
in particolare il comma 6, il quale prevede che, quando il parere
concerne provvedimenti gia’ adottati in via definitiva, la Conferenza
Stato-regioni puo’ chiedere che il Governo lo valuti ai fini
dell’eventuale riforma dei provvedimenti stessi;

Decreta:

Art. 1

Individuazione delle aree di crisi industriale

1. Per l’applicazione delle agevolazioni previste dalla legge 15
maggio 1989, n. 181, e successive modificazioni ed integrazioni, sono
considerate aree di grave crisi industriale:
le aree ed i distretti in crisi industriale, individuati
attraverso la metodologia dei sistemi locali del lavoro, vengono
selezionati sulla base di un coefficiente di localizzazione
manifatturiera, con un valore superiore al venticinque per cento del
valore medio di ripartizione territoriale di appartenenza, ed
individuati mediante:
1) indicatori di crisi occupazionale e aziendale – mesi/uomo in
CIGS e CIGS per causa grave, mesi/uomo in CIGS e mobilita’ in deroga,
tasso di disoccupazione, densita’ di imprese in procedura
fallimentare, tasso di variazione delle imprese cessate;
2) indicatori di contesto economico – percentuale di addetti
nelle microimprese, tasso di industrializzazione, variazione del
tasso di industrializzazione, occupati interni nell’industria,
variazione degli occupati interni nell’industria, il valore aggiunto
pro capite, la variazione del valore aggiunto pro capite, la
propensione all’export, integrati con variabili economiche aggiornate
relative al quadro provinciale (percentuale di addetti in CIG, il
tasso di uscita occupazionale previsto, la quota di laureati, tasso
medio annuo di occupati nell’industria, di export manifatturiero, di
consumi energetici industriali, di imprese attive manifatturiere, di
impieghi e sofferenze bancarie). Ai fini dell’applicazione della
disposizioni di cui al comma 8, dell’art. 2, della legge n. 99 del
2009, si applica la variabile dicotomica, uguale ad uno per i sistemi
locali di lavoro nelle regioni obiettivo convergenza ed uguale a zero
negli altri casi.
2. L’elenco dei comuni ricompresi nelle aree e nei distretti in
situazione di grave crisi industriale, individuati in applicazione
dei criteri di cui al comma 1, e’ formato da una Commissione composta
da un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, da un rappresentante della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano e presieduta da un rappresentante del Ministero dello
sviluppo economico – Direzione generale per la politica industriale e
la competitivita’. La Commissione, per il cui funzionamento non sono
previsti oneri, si avvale dell’assistenza tecnica dell’Istituto per
la promozione industriale.
3. L’elenco viene approvato dal direttore della direzione generale
per la politica industriale e la competitivita’ del Ministero dello
sviluppo economico e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sul sito internet del Ministero dello sviluppo
economico.

Art. 2

Revisione dell’elenco dei comuni
compresi nelle aree di crisi

1. Il Ministero dello sviluppo economico ogni tre anni procede alla
revisione dell’elenco dei Comuni ricompresi nelle aree e nei
distretti in situazione di grave crisi industriale.
2. Il processo di revisione avviene secondo le modalita’ stabilite
dai commi 2 e 3 dell’art. 1.
3. Al termine del processo di revisione, l’eventuale esclusione dei
comuni dall’elenco delle aree e dei distretti in situazione di grave
crisi industriale, non pregiudica l’attuazione dei progetti di
intervento per i quali,alla data di entrata in vigore del decreto
ministeriale di revisione, sono state presentate domande di
finanziamento.

Art. 3

Criteri per l’individuazione delle situazioni
di crisi industriale complessa

1. Sono situazioni di crisi industriale complessa, nonche’ con
impatto significativo sulla politica industriale nazionale, quelle
che non risultano risolvibili in via ordinaria con gli strumenti e le
risorse di competenza regionale e che: coinvolgono una o piu’ imprese
di grande o media dimensione con effetti sull’indotto; che riguardano
aree o distretti fortemente specializzati in un settore produttivo
che manifesta una crisi prodotta dalla domanda internazionale; che
coinvolgono le imprese di una filiera produttiva localizzata in due o
piu’ regioni.
2. Il riconoscimento della situazione di crisi complessa con
impatto significativo sulla politica industriale nazionale avviene,
ai sensi dell’art. 4 del presente decreto, con la sottoscrizione da
parte del Ministro dello sviluppo economico di un accordo di
programma e del programma complessivo di intervento che prevede
l’integrazione ed il coordinamento delle attivita’ e delle risorse di
amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, di regioni,
enti locali e altri soggetti pubblici e privati.
3. La sottoscrizione dell’accordo di programma determina
l’individuazione e la delimitazione dell’ambito territoriale di
riferimento per gli interventi di reindustrializzazione e produce
l’effetto di includere detto ambito territoriale nell’elenco delle
aree e dei distretti di grave crisi industriale di cui all’art. 1 del
presente decreto.

Art. 4

Procedimento per l’individuazione delle aree
o dei distretti in situazione di crisi industriale complessa

1. Il Ministero dello sviluppo economico – Direzione generale per
la politica industriale e la competitivita’ – su istanza di una o
piu’ regioni nel cui territorio ricade l’area od il distretto in
crisi industriale, ovvero d’ufficio, sentiti gli enti e le
istituzioni interessate e le organizzazioni datoriali e sindacali,
accerta la presenza di situazioni complesse con impatto significativo
sulla politica industriale nazionale, tenuto conto di quanto disposto
al comma 4 dell’arti. 2 della legge n. 99 del 2009.
2. Per l’attivita’ di verifica della complessita’ della crisi
industriale dell’area o del distretto, il Ministero dello sviluppo
economico – Direzione generale per la politica industriale e la
competitivita’, si avvale di un modulo organizzativo, presieduto dal
direttore generale della direzione generale per la politica
industriale e la competitivita’, composto della Unita’ tecnica di
valutazione della Struttura per le crisi d’impresa, con il supporto
tecnico dell’Istituto per la promozione industriale.
3. In caso di mancata conclusione dell’accordo di programma, ovvero
di procedimento avviato d’ufficio, sentita la Commissione di cui al
comma 2, dell’art. 1, con decreto ministeriale puo’ stabilirsi
l’iscrizione del territorio nell’elenco delle aree soggette ai
benefici della legge 15 maggio 1989, n. 181, nei limiti ed alle
condizioni di cui al comma 2, dell’art. 2 del presente decreto,
qualora la crisi industriale del sistema locale presenti un
significativo aggravamento degli indicatori di crisi occupazionale e
di contesto economico ai sensi dell’art. 1 del presente decreto.
4. Con l’accertamento delle condizioni per il riconoscimento di
crisi complessa, nonche’ con impatto significativo sulla politica
industriale nazionale, e’ costituito, con decreto del direttore
generale per la politica industriale, un modulo organizzativo
specifico per la predisposizione del programma complessivo di
intervento, oggetto dell’accordo di programma previsto dall’art. 2,
della legge n. 99 del 2009. Il modulo organizzativo e’ presieduto da
un dirigente della direzione generale per la politica industriale e
la competitivita’ ed e’ composto dalla Unita’ tecnica di valutazione
della Struttura per le crisi d’impresa, da un rappresentante della
direzione generale per l’incentivazione delle attivita’
imprenditoriali, da un rappresentante della direzione generale per
politica regionale unitaria nazionale, oltre che dai rappresentanti
delle istituzioni e degli enti interessati. Il modulo organizzativo
si avvale della Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti
e lo sviluppo d’impresa S.p.A.

Art. 5

Disposizioni transitorie

1. In sede di prima applicazione delle disposizioni del presente
decreto e fino alla pubblicazione del primo decreto di revisione, per
l’applicazione delle agevolazioni previste dalla legge 15 maggio
1989, n. 181, e successive modificazioni ed integrazioni, sono
considerate aree di grave crisi industriale:
a) le zone di intervento del Programma di promozione industriale,
ovvero quelle relative all’elenco completo e tassativo dei comuni
ricadenti nelle aree di crisi di cui alla delibera CIPI del 13
ottobre 1989 come integrati dalle successive estensioni della legge
15 maggio 1989, n. 181, riportato in allegato al decreto del Ministro
dello sviluppo economico dell’8 gennaio 2009, n. 312;
b) le aree ed i distretti in grave crisi industriale individuati
in applicazione di criteri di cui all’art. 1 del presente decreto.
2. Nell’elenco di cui alla precedente lettera b) sono inseriti i
comuni inclusi nell’ambito delle aree indicate nella lettera h),
comma 12, dell’art. 2, della legge 23 luglio 2009, n. 99, coincidenti
con il sistema produttivo locale delle armi di Brescia e del sistema
di illuminazione del Veneto, individuati e delimitati con gli accordi
di programma da sottoscrivere con le modalita’ disciplinate dal
presente decreto.
3. La Commissione di cui ai commi 2 e 3, dell’art. 1, forma due
elenchi, uno contenente l’elenco dei comuni di cui alle zone di
intervento del Programma di promozione industriale allegato al
decreto del Ministro dello sviluppo economico dell’8 gennaio 2009, n.
312; l’altro l’elenco dei comuni nei cui territori ricadono le aree
ed i distretti in grave crisi industriale individuati in applicazione
di criteri di cui all’art. 1 del presente decreto, non ricompresi nel
primo elenco. Le modalita’ di approvazione e pubblicazione sono
quelle previste dal comma 3, dell’art. 1.
Il presente decreto sara’ trasmesso alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
italiana, nonche’ nel sito internet del Ministero dello sviluppo
economico.
Roma, 24 marzo 2010

Il Ministro: Scajola

Registrato alla Corte dei conti il 25 aprile 2010
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 242

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 24 marzo 2010

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