MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 29 ottobre 2010 | Chimici.info

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 29 ottobre 2010

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 29 ottobre 2010 - Programma operativo nazionale ricerca e competitivita' 2007-2013, regioni della convergenza Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. (Avviso - Asse I: Sostegno ai mutamenti strutturali - Obiettivo operativo: reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle regioni della convergenza - I azione: distretti di alta tecnologia e relative reti - II azione: laboratori pubblico-privati e relative reti). (Decreto n. 713/RIC) - (10A13426) (GU n. 261 del 8-11-2010 )

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 29 ottobre 2010

Programma operativo nazionale ricerca e competitivita’ 2007-2013,
regioni della convergenza Campania, Puglia, Calabria, Sicilia.
(Avviso – Asse I: Sostegno ai mutamenti strutturali – Obiettivo
operativo: reti per il rafforzamento del potenziale
scientifico-tecnologico delle regioni della convergenza – I azione:
distretti di alta tecnologia e relative reti – II azione: laboratori
pubblico-privati e relative reti). (Decreto n. 713/RIC) (10A13426)

Titolo I Disposizioni generale

IL DIRETTORE GENERALE
per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca

Visto l’art. 19 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modificazioni e integrazioni per la riforma della pubblica
amministrazione e per la semplificazione amministrativa;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni e integrazioni, sulla riforma dell’organizzazione del
Governo ex art. 11 legge 15 marzo 1997, n. 59 ed in particolare
l’art. 4, comma 4;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni e integrazioni sull’ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85 «Disposizioni urgenti
per l’adeguamento delle strutture di Governo in applicazione
dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge finanziaria del 24 dicembre
2007, n. 244» ed in particolare l’art. 1 che accorpa il Ministero
dell’istruzione con il Ministero dell’universita’ e della ricerca;
Vista la legge 14 luglio 2008, n. 121 di conversione, con
modificazioni, del decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante
«Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di governo in
applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre
2007, n. 244» con la quale, tra l’altro, e’ stato previsto che le
funzioni del Ministero dell’universita’ e della ricerca, con le
inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, sono
trasferite al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri D.P.C.M.
del 6 agosto 2008 «Ricognizione, in via amministrativa delle
strutture trasferite al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, ai sensi dell’art. 1, comma 8, del decreto-legge 16
maggio 2008, n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
luglio 2008, n. 121;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 14 gennaio
2009, n. 16, «Regolamento recante la riorganizzazione degli uffici di
diretta collaborazione presso il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 20 gennaio
2009, n. 17, «Regolamento recante disposizioni di riorganizzazione
del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca»;
Visto il decreto ministeriale 27 luglio 2009 «Individuazione degli
uffici di livello dirigenziale non generale dell’Amministrazione
centrale» (Gazzetta Ufficiale 245 del 21 ottobre 2009) e in
particolare l’Allegato 3 – Punto 3) che stabilisce che l’Autorita’ di
gestione dei programmi operativi comunitari 2000-2006 e 2007-2013 e’
l’ufficio VII della direzione generale per il coordinamento e lo
sviluppo della ricerca;
Visti i regolamenti comunitari vigenti per la programmazione
2007-2013;
Visto il Quadro strategico nazionale (QSN) per la politica
regionale di sviluppo 2007-2013 approvato con delibera: CIPE n. 174
del 22 dicembre 2006 e con successiva decisione della Commissione
europea n. 3329 del 13 luglio 2007;
Visti i Programmi operativi regionali (POR) FESR e FSE 2007-2013
delle quattro regioni della convergenza (Calabria, Campania, Puglia e
Sicilia) previsti nell’ambito del QSN e adottati con rispettive
decisioni della Commissione europea;
Visto il Programma operativo nazionale «Ricerca e competitivita’»
2007-2013 per le regioni della convergenza (di seguito PON R & C),
previsto dal QSN e adottato con decisione CE (2007) 6882 della
Commissione europea del 21 dicembre 2007 (CCI: 2007IT161PO006), e
cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal
Fondo di rotazione (FDR) per l’attuazione delle politiche comunitarie
ex art. 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183 e successive
modificazioni;
Considerato che il PON R & C individua quale autorita’ di gestione
prevista dal regolamento (CE) n. 1083/2006 e dal regolamento (CE)
1828/2006 il dirigente pro-tempore dell’ufficio VII della direzione
generale per il coordinamento e lo sviluppo della ricerca del MIUR;
Considerato che il PON R & C individua quale organismo intermedio
previsto dal regolamento (CE) n. 1083/2006 e successive modificazioni
e integrazioni e dal regolamento (CE) n. 1828/2006 il dirigente
pro-tempore della divisione V della DG per l’incentivazione delle
attivita’ imprenditoriali del Ministero dello sviluppo economico;
Visto che il Programma si articola in assi prioritari d’intervento
e obiettivi operativi e che nell’ambito dell’asse I «Sostegno ai
mutamenti strutturali» si colloca l’obiettivo operativo «Reti per il
rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle regioni
della convergenza», che nell’ambito dell’asse II «Sostegno
all’innovazione» si colloca l’obiettivo operativo «Azioni integrate
per lo sviluppo sostenibile e la diffusione della societa’
dell’informazione» e che nell’ambito dell’asse III «Assistenza
tecnica e attivita’ di accompagnamento» si colloca l’obiettivo
operativo «Integrazioni programmatiche per il perseguimento di
effetti di sistema» da perseguire anche con specifiche iniziative di
osmosi nord/sud;
Visto che il PON R & C contempla un percorso attuativo degli
interventi programmati fondato prioritariamente sulla stipula di
appositi APQ o l’attivazione di altri strumenti della «governante»
multi livello, al fine di rendere sinergici e complementari gli
interventi cofinanziati dallo stesso PON e dai POR delle quattro
regioni convergenza ed evitare ogni possibile sovrapposizione tra i
due livelli di programmazione;
Considerato il lavoro istruttorio svolto dal MIUR e dalle quattro
amministrazioni regionali, in coerenza con le indicazioni emerse nel
comitato di sorveglianza del 7 maggio 2008, finalizzato
all’individuazione dei fabbisogni e delle linee di indirizzo
strategico da perseguire in materia di ricerca e innovazione nelle
quattro regioni della convergenza in coerenza con gli obiettivi
specifici e operativi del PON R & C;
Visto il protocollo d’intesa, siglato in data 25 giugno 2009, tra
il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e i
presidenti delle regioni della convergenza, per l’attuazione del PON
R & C;
Visto il primo comma dell’art. 3 del predetto protocollo nel quale
e’ previsto che «per dare attuazione ai contenuti del protocollo
d’intesa il MIUR e le regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia si
impegnano alla definizione e relativa sottoscrizione di specifici
Accordi di programma quadro (APQ), individuati quali principali
strumenti operativi di attuazione del PON ricerca e competitivita’»;
Visti gli Accordi di programma quadro (APQ) sottoscritti il 31
luglio 2009 tra il MIUR, il Ministero dello sviluppo economico – MiSE
e tre delle regioni della convergenza (Calabria, Campania, Puglia),
nonche’ gli ambiti/settori prioritari, le linee di intervento e gli
strumenti operativi in essi richiamati;
Visto l’Accordo di programma quadro (APQ) sottoscritto in data 8
ottobre 2009 tra il MIUR, il Ministero dello sviluppo economico –
MiSE e la regione Siciliana, nonche’ gli ambiti/settori prioritari,
le linee di intervento e gli strumenti operativi in esso richiamati;
Visto il decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297, recante
«Riordino della disciplina e snellimento delle procedure per il
sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione
delle tecnologie, per la mobilita’ dei ricercatori» e successive
modificazioni e integrazioni;
Visto il decreto ministeriale D.M. 8 agosto 2000, n. 593, recante
«Modalita’ procedurali per la concessione delle agevolazioni previste
dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297» e successive
modifiche ed integrazioni e, in particolare il decreto ministeriale
del 6 dicembre 2005, n. 3245/Ric. recante l’adeguamento delle
disposizioni del decreto ministeriale n. 593/2000;
Visto il decreto ministeriale D.M. 2 gennaio 2008, recante
«Adeguamento delle disposizioni del decreto ministeriale 8 agosto
2000, n. 593 («Modalita’ procedurali per la concessione delle
agevolazioni previste dal decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 297)
alla disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato alla ricerca,
sviluppo ed innovazione di cui alla comunicazione 2006/C 323/01;
Vista la raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del
6 maggio 2003 relativa alla definizione delle microimprese, piccole e
medie imprese (Gazzetta Ufficiale L 124 del 20 maggio 2003) che
sostituisce la raccomandazione della Commissione europea 96/280/CE
del 3 aprile 1996;
Visto il decreto ministeriale del Ministro delle attivita’
produttive del 18 aprile 2005, recante «Adeguamento alla disciplina
comunitaria dei criteri di individuazione delle piccole e medie
imprese» (Gazzetta Ufficiale 238 del 12 ottobre 2005);
Visti gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalita’
regionale per il 2007-2013 (GUCE serie C n. 54 del 4 marzo 2006);
Visti gli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato destinati a
promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle PMI (GUCE
serie C n. 194 del 18 agosto 2006);
Visto il regolamento (CE) n. 1998/2006 relativo all’applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore –
«de minimis» (GUCE serie L n. 379 del 28 dicembre 2006), e successive
modificazioni e integrazioni;
Vista la comunicazione della CE n. 2006/C 323/01 sulla disciplina
comunitaria degli aiuti di Stato alla Ricerca & Sviluppo &
Innovazione (GUCE del 30 dicembre 2006);
Vista la Carta degli aiuti di Stato a finalita’ regionale 2007-2013
(Aiuto di Stato n. 324/2007);
Vista la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela
ambientale (GUUE serie C n. 82 del 1° aprile 2008);
Vista la comunicazione della commissione sull’applicazione degli
aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzia (GUUE serie C n. 155
del 20 giugno 2008);
Visto il regolamento (CE) n. 800/2008 della commissione del 6
agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il
mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato
(GUCE serie L n. 214 del 9 agosto 2008);
Vista la legge 8 agosto 1985,n.443 (Gazzetta Ufficiale n. 199 del
24 agosto 1985) legge quadro per l’artigianato e successive
modificazioni e integrazioni;
Vista la deliberazione MURST del 25 marzo 1994 (Gazzetta Ufficiale
n. 187 dell’11 agosto 1994) che individua i parchi scientifici e
tecnologici del Mezzogiorno d’Italia;
Considerato opportuno procedere all’attuazione dell’azione I
«Distretti di alta tecnologia e relative reti» e dell’azione II
«Laboratori pubblico-privati e relative reti» previste nell’ambito
dell’obiettivo operativo «Reti per il rafforzamento del potenziale
scientifico-tecnologico delle regioni della convergenza», attraverso
le disposizioni del decreto legislativo 27 luglio 1999;
Ritenuto necessario creare opportune sinergie ed integrazioni tra
gli interventi dell’asse I e nello specifico per le azioni I e azione
II;
Considerato opportuno, ai fini della creazione o rafforzamento di
reti, preliminarmente individuare, valorizzare e potenziare le
esperienze aggregative gia’ avviate e, in particolare, dei distretti
ad alta tecnologia e dei laboratori pubblico-privati;
Vista la delibera CIPE dell’11 dicembre 2004, n. 81 che ha
assegnato definitivamente l’importo di 140 milioni di euro per la
realizzazione di azioni ed iniziative finalizzate all’attivazione di
Distretti ad alta tecnologia nelle regioni del Mezzogiorno attraverso
specifici accordi di programma;
Visto l’Accordo di programma quadro (APQ) sottoscritto in data 9
marzo 2005 tra il Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e la regione
Campania per la realizzazione del distretto ad alta tecnologia
«Ingegneria dei materiali compositi polimerici e strutture»;
Visto l’Accordo di programma quadro (APQ) sottoscritto in data 28
aprile 2005 tra il Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e la regione Puglia
per la realizzazione di distretti ad alta tecnologia nei settori
meccatronica, high tech, e biotecnologie (agroalimentare);
Visto il III atto integrativo dell’Accordo di programma quadro
(APQ) in materia di «Ricerca» sottoscritto in data 27 novembre 2007
tra il Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e la regione Puglia
per la realizzazione di un distretto ad alta tecnologia nel settore
«Energia»;
Visto l’Accordo di programma quadro (APQ) sottoscritto in data 3
agosto 2005 tra il Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e la regione
Calabria per la creazione di due distretti ad alta tecnologia nei
settori della «logistica e trasformazione» e dei «beni culturali»;
Visto l’Accordo di programma quadro (APQ) sottoscritto in data 14
giugno 2005 tra il Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero
dell’istruzione dell’universita’ e della ricerca e la regione Sicilia
per la realizzazione di distretti ad alta tecnologia nei settori
agrobio e pesca ecocompatibile, trasporti navali e commerciali, micro
e nanosistemi;
Vista la deliberazione n. 83 del 13 novembre 2003 del CIPE che al
punto 2, nell’assegnare al MIUR l’importo complessivo di 900 milioni
di euro, destina 240 milioni di euro al potenziamento di centri di
ricerca pubblico-privati presenti nel mezzogiorno, con annesse
attivita’ di formazione;
Visto il decreto direttoriale n. 602 del 14 marzo 2005 «Invito alla
presentazione di progetti di ricerca industriale, sviluppo
precompetitivo, formazione per la realizzazione e/o potenziamento di
laboratori pubblico-privati nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia»
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 2005;
Visti i laboratori pubblico-privati finanziati con le risorse di
cui al decreto direttoriale n. 602/2005 attuato ai sensi dell’art. 12
del decreto ministeriale 8 agosto 2000, n. 593, nell’ambito delle
regioni della convergenza;
Viste le risorse comunitarie (FESR) e nazionali (FDR) destinate per
questi interventi nell’ambito del protocollo di intesa del 25 giugno
2009 e complessivamente pari a euro 915 milioni di euro;
Visto in particolare, l’art. 13 del predetto decreto ministeriale
n. 593 del 2000 e successive modificazioni e integrazioni che
consente il ricorso alla procedura negoziale per la realizzazione di
interventi di particolare interesse del Ministero;
Visti i criteri di selezione delle operazioni da cofinanziare sul
PON R & C presentati nel comitato di sorveglianza del 7 maggio 2008 e
approvati il 6 giugno 2008 con procedura scritta;
Viste le indicazioni formulate dal tavolo tecnico previsto dal
citato protocollo di intesa, istituito con decreto ministeriale prot.
624/Ric del 22 ottobre 2009, in relazione alla linea di intervento n.
2 indicata negli APQ del 31 luglio 2009 e dell’8 ottobre 2009;
Visto il testo dell’avviso predisposto dall’autorita’ di gestione
del PON R & C e trasmesso con nota n. 2831 del 26 ottobre 2010;
Ritenuto di poter procedere alla pubblicazione del suddetto avviso;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ e oggetto dell’intervento

1. Il Programma operativo nazionale «Ricerca e competitivita’»
2007-2013 (di seguito «PON R & C») per le regioni della convergenza
(Calabria, Campania, Puglia, Sicilia), cofinanziato dal Fondo europeo
di sviluppo regionale (FESR) dell’Unione europea e da risorse
nazionali (Fondo di rotazione – FDR), ricomprende, nell’ambito
dell’asse I «Sostegno ai mutamenti strutturali», lo sviluppo di
azioni denominate «Distretti di alta tecnologia e relative reti» e
«Laboratori pubblico-privati e relative reti».
2. Per «Distretti ad alta tecnologia» si intendono aggregazioni su
base territoriale di imprese, universita’ ed istituzioni di ricerca,
guidate da uno specifico organo di governo, focalizzate su un numero
definito e limitato di aree scientifico-tecnologiche strategiche,
idonee a sviluppare e consolidare la competitivita’ dei territori di
riferimento e raccordate con insediamenti di eccellenza esistenti in
altre aree territoriali del paese.
3. I «Laboratori pubblico-privati» costituiscono un insieme
integrato e organico di attivita’ di ricerca fondamentale,
industriale e sviluppo sperimentale, che contempla la partecipazione
congiunta di atenei, imprese ed enti pubblici di ricerca per il
perseguimento di obiettivi scientifico-tecnologici sia di breve-medio
periodo sia di medio-lungo periodo.
4. Il Protocollo di intesa tra il Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca (di seguito «MIUR») e le 4 regioni
della convergenza del 25 giugno 2009, e i successivi Accordi di
programma quadro (APQ), hanno destinato, a tale scopo, risorse
finanziarie, tra quelle di competenza del MIUR, complessivamente pari
915 milioni di euro, finalizzate sia al potenziamento delle migliori
esperienze esistenti, sia al sostegno di nuove esperienze.
5. Il MIUR, ai fini della migliore attuazione complessiva delle
azioni descritte, intende preliminarmente individuare i migliori
modelli di aggregazione pubblico-privata esistenti sui predetti
territori, valorizzandoli e/o potenziandoli, attraverso interventi a
sostegno di attivita’ di ricerca industriale e sviluppo sperimentale,
nonche’ di connesse attivita’ di formazione per la creazione di una
massa critica di capitale umano con profilo scientifico-tecnologico
ed attitudini imprenditoriali idonee a favorire i mutamenti
tecnologici ed economici delle regioni della convergenza.
6. Con il decreto ministeriale prot. n. 1/Ric del 18 gennaio 2010
«Invito alla presentazione di progetti di ricerca industriale
nell’ambito del Programma operativo nazionale «Ricerca e
competitivita’ 2007-2013» regioni convergenza asse I – Sostegno ai
mutamenti strutturali obiettivo operativo: aree
scientifico-tecnologiche generatrici di processi di trasformazione
del sistema produttivo e creatrici di nuovi settori. Azione:
interventi di sostegno della ricerca industriale», il MIUR ha inteso
sviluppare interventi finalizzati a sostenere, nel breve-medio
periodo, la competitivita’ e la crescita di capacita’ innovative di
ben definiti settori produttivi, localizzati nelle regioni della
convergenza.
7. L’attuale «Avviso», rivolto allo sviluppo/potenziamento dei
distretti ad alta tecnologia e dei laboratori pubblico-privato
esistenti, nonche’ alla creazione di nuovi distretti ad alta
tecnologia e/o nuove aggregazioni vuole invece avere una chiara
distintivita’ e specificita’.
8. Le dinamiche del cambiamento tecnologico, la rapida evoluzione e
convergenza delle tecnologie abilitanti (tra le altre, le tecnologie
genetiche, le tecnologie dei materiali, le tecnologie
dell’informazione e della comunicazione, le tecnologie connesse al
funzionamento del cervello, le tecnologie per l’energia e per
l’ambiente) dischiudono nuove opportunita’ per il mercato e la
societa’, in termini di nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi mercati,
nuovi settori produttivi, diverse modalita’ di organizzazione della
produzione, delle istituzioni, dei servizi sociali ed in particolare
della pubblica amministrazione.
9. Per valorizzare questi spazi di opportunita’ e quindi il loro
impatto sulla «mutazione strutturale» dei sistemi economici delle
regioni della convergenza, auspicata come obiettivo di fondo del PON
R & C, assumono rilevanza le operazioni strategiche
inter-istituzionali (imprese, universita’, enti pubblici di ricerca)
con valenza inter-disciplinare ed internazionale, finalizzate ad
integrare ricerca-formazione-innovazione.
10. I distretti ad alta tecnologia, i laboratori pubblico-privati e
eventuali nuove aggregazioni pubblico-private debbono pertanto
concorrere a realizzare sistemi integrati e coerenti di
«ricerca-formazione-innovazione» da identificare come propulsori
della crescita economica sostenibile delle regioni della convergenza.
11. I distretti ad alta tecnologia, inglobando e/o collegandosi ai
laboratori pubblico-privati, nonche’ stabilendo e valorizzando
possibili connessioni con analoghe esperienze esistenti al di fuori
delle regioni della convergenza, attraverso progetti di ricerca
interdisciplinari connessi alle tecnologie abilitanti e attraverso
pratiche lavorative eccellenti ed approfondimenti teorici, debbono
sviluppare una massa critica di competenze interdisciplinari,
capacita’ innovative e creare l’imprenditorialita’ emergente dai
saperi scientifici e tecnologici (start-up, spin-off di ricerca).
12. Negli ultimi anni il MIUR, attraverso l’utilizzo di risorse del
Fondo aree sottoutilizzate (FAS) a tale scopo assegnate dal CIPE, e
in accordo con le amministrazioni delle regioni della convergenza, ha
favorito la nascita di una serie di distretti ad alta tecnologia e di
laboratori pubblico-privati, anche finanziando, secondo le modalita’
previste dal decreto legislativo n. 297 del 27 luglio 1999, e
successive modificazioni e integrazioni, una pluralita’ di progetti
di ricerca industriale (comprensivi di attivita’ di sviluppo
sperimentale e di formazione professionale di ricercatori e tecnici
di ricerca), tuttora in corso di svolgimento.
13. Gli interventi contemplati nel presente avviso si rivolgono sia
al potenziamento e all’eventuale completamento di quanto avviato,
d’intesa con le regioni della convergenza, in questi ultimi anni, sia
alla creazione di nuovi distretti ad alta tecnologia e/o nuove
aggregazioni pubblico-private, secondo quanto concordato con le
amministrazioni regionali, in modo da integrare le azioni con le
linee di sviluppo strategico degli enti stessi.

Titolo I Disposizioni generale

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, e ai sensi delle disposizioni del
decreto ministeriale n. 593 dell’8 agosto 2000, e successive
modificazioni e integrazioni, s’intende per:
Distretto ad alta tecnologia: aggregazione su base territoriale
di imprese, universita’ ed istituzioni di ricerca, guidata da uno
specifico organo di governo, focalizzata su un numero definito e
limitato di aree scientifico-tecnologiche strategiche, idonea a
sviluppare e consolidare la competitivita’ dei territori di
riferimento e raccordata con insediamenti di eccellenza esistenti in
altre aree territoriali del paese.
Laboratorio pubblico-privato: un insieme integrato e organico di
attivita’ di ricerca fondamentale, industriale e sviluppo
sperimentale, che contempla la partecipazione congiunta di atenei,
imprese ed enti pubblici di ricerca per il perseguimento di obiettivi
scientifico-tecnologici sia di breve-medio periodo sia di medio-lungo
periodo.
Piano di sviluppo strategico: un documento programmatico, di
durata almeno quinquennale, illustrativo dei risultati perseguiti e
conseguiti, degli aspetti istituzionali e organizzativi, delle linee
di azione, degli obiettivi del distretto ad alta tecnologia esistente
e/o del laboratorio pubblico-privato esistente.
Studio di fattibilita’: un documento programmatico volto alla
definizione degli obiettivi, delle tematiche specifiche, e delle
linee di azione per la costituzione e della relativa messa in rete,
nei settori prioritari indicati nei relativi APQ, di nuovi distretti
ad alta tecnologia e/o di nuove aggregazioni pubblico-private.
Ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche
miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a
punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un notevole
miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Essa
comprende la creazione di componenti di sistemi complessi necessari
per la ricerca industriale, in particolare per la validazione di
tecnologie generiche.
Sviluppo sperimentale: attivita’ consistenti nell’acquisizione,
combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacita’
esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale ed altro,
allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti,
processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Puo’ trattarsi
anche di altre attivita’ destinate alla definizione concettuale,
pianificazione e documentazione di nuovi prodotti, processi e
servizi. Tali attivita’ possono comprendere l’elaborazione di
progetti, disegni, piani e altra documentazione, purche’ non siano
destinati a uso commerciale. Rientra nello sviluppo sperimentale la
realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di
progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici e/o commerciali,
quando il prototipo e’ necessariamente il prodotto commerciale finale
e il suo costo di fabbricazione e’ troppo elevato per poterlo usare
soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale
ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti
pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi cosi’
generati dai costi ammissibili. Possono, altresi’, ricomprendersi
attivita’ di produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a
condizione che non possano essere impiegati o trasformati in vista di
applicazioni industriali o per finalita’ commerciali. Non si
ricomprendono le modifiche di routine o le modifiche periodiche
apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione,
servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche se tali
modifiche possono rappresentare miglioramenti.
Organismi di ricerca: soggetti senza scopo di lucro,
indipendentemente dal proprio status giuridico o fonte di
finanziamento, che rispondono a tutti i seguenti requisiti:
la principale finalita’ statutaria consiste nello svolgimento di
attivita’ di ricerca scientifica e/o tecnologica e nel diffonderne i
risultati, mediante l’insegnamento, la pubblicazione o il
trasferimento di tecnologie;
tutti gli utili sono interamente reinvestiti nelle attivita’ di
ricerca, nella diffusione dei loro risultati o nell’insegnamento;
le imprese in grado di esercitare influenza su tali soggetti, ad
esempio in qualita’ di azionisti o membri, non godono di alcun
accesso preferenziale alle capacita’ di ricerca del soggetto
medesimo, ne’ ai risultati prodotti.
Piccole e medie imprese (PMI): le imprese di piccole e medie
dimensioni che rientrano nei parametri stabiliti nel decreto
ministeriale del 6 dicembre 2005 n. 3245/Ric recante l’adeguamento
delle disposizioni del decreto ministeriale n. 593/2000.
Grandi imprese (GI): tutte le imprese che non rientrano nella
categoria di cui al precedente paragrafo.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 3

Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta tecnologia
e di laboratori pubblico-privati

1. Con il presente avviso, il MIUR si pone l’obiettivo di
individuare e potenziare le migliori tra le esperienze esistenti,
valorizzando le connessioni tra queste e/o con altre aggregazioni di
tipo pubblico-privato attive nelle regioni della convergenza e
nell’intero territorio nazionale, favorendo in tal modo la presenza
nelle regioni predette di competenze scientifico-tecnologiche di
eccellenza e integrate tra soggetti pubblici e privati, concentrate
su ambiti tecnologici idonei a garantire una crescita competitiva e
strutturale del quadro sociale, economico e industriale del
territorio.
2. In particolare, qui di seguito si riporta l’elenco analitico dei
distretti ad alta tecnologia e dei laboratori pubblico-privati
esistenti:

Parte di provvedimento in formato grafico

3. Ai fini di cui al comma 1, il MIUR intende, per lo
sviluppo/potenziamento di distretti ad alta tecnologia e dei
laboratori pubblico/privati esistenti, invitare i relativi soggetti
attuatori a presentare specifici e articolati piani di sviluppo
strategico dell’aggregazione, unitamente a specifici progetti di
ricerca, sviluppo e formazione, caratterizzati dal forte riferimento
all’impiego di tecnologie abilitanti pervasive, con la finalita’ di
potenziare le aggregazioni piu’ idonee a concorrere al raggiungimento
degli obiettivi di mutamento strutturale previsti, in tale ambito,
dal PON R & C, e al raggiungimento dell’obiettivo specifico di
promuovere mutamenti strutturali nelle regioni della convergenza
cosi’ come definito dal richiamato PON R & C.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 4

Soggetti ammissibili

1. Il presente avviso e’ rivolto ai soggetti attuatori di ciascuno
dei distretti ad alta tecnologia e dei laboratori pubblico-privati
esistenti (i «Soggetti attuatori»), che debbono presentarsi nella
composizione indicata all’art. 3 del presente decreto e costituiti in
forma associata avente valore legale, sia contrattuale sia
societaria, fermo restando comunque il rispetto dei requisiti di
ammissibilita’ previsti all’art. 5 del decreto ministeriale n.
593/2000 e successive modificazioni e integrazioni, indicando
espressamente, secondo le modalita’ riportate nella modulistica, il
soggetto capofila che assumera’ la funzione di coordinamento dei
progetti e di interfaccia con il MIUR per ogni adempimento
burocratico-amministrativo previsto in attuazione del progetto,
riguardante il complesso dei partner, ferma restando la
responsabilita’ individuale e solidale in capo a ciascuno dei singoli
soggetti.
2. I soggetti attuatori debbono assumere l’impegno a mantenere la
forma associata, nonche’ una stabile organizzazione nelle regioni
della convergenza, per almeno cinque anni dal termine effettivo di
conclusione dei progetti di cui al successivo comma 5 del presente
articolo.
3. Eventuali modifiche gia’ intervenute della composizione di cui
al precedente comma 1 del presente articolo dovranno essere
esplicitamente e dettagliatamente descritte in sede di domanda.
4. I soggetti attuatori debbono presentare, secondo le modalita’ e
i tempi indicati al successivo art. 10, un Piano di sviluppo
strategico (il «Piano») del distretto ad alta tecnologia e del
laboratorio pubblico-privato, di durata almeno quinquennale,
contenente le informazioni indicate all’art. 5 del presente avviso.
5. Unitamente al piano, i soggetti attuatori debbono presentare
almeno n. 2 (due) progetti di ricerca industriale (anche
eventualmente riuniti in forma di «costellazione»), comprensivi di
attivita’ di sviluppo sperimentale e di formazione professionale di
ricercatori e tecnici di ricerca, secondo le caratteristiche indicate
all’art. 6 del presente avviso.
6. Allo scopo di favorire la presenza nelle regioni della
convergenza di aggregazioni di maggiore consistenza e qualita’,
ciascuno dei soggetti attuatori puo’ presentare i piani e i progetti
anche congiuntamente con uno o piu’ degli altri soggetti attuatori
indicati, e/o con altre aggregazioni di tipo pubblico-privato attive
nelle regioni della convergenza e comunque costituite in forma
associata avente valore legale, sia contrattuale sia societaria.
Le aggregazioni diverse dai soggetti attuatori di cui al precedente
comma 1 sono ammissibili solo ove dispongano di una stabile
organizzazione nelle regioni della convergenza e siano costituite nel
rispetto dei requisiti di ammissibilita’ previsti al riguardo
all’art. 5 del decreto ministeriale n. 593/2000 e successive
modificazioni e integrazioni.
7. Nei casi di cui al comma 6 del presente articolo, tutti i
soggetti proponenti debbono assumere l’impegno a costituirsi, prima
dell’avvio delle attivita’ progettuali, in forma associata avente
valore legale, sia contrattuale sia societaria, e comunque nel
rispetto dei requisiti di ammissibilita’ previsti al riguardo
all’art. 5 del decreto ministeriale n. 593/2000 e successive
modificazioni e integrazioni. Debbono altresi’ assumere l’impegno a
mantenere una forma associata, nonche’ una stabile organizzazione
nelle regioni della convergenza, per almeno cinque anni dal termine
effettivo di conclusione dei progetti di cui al precedente comma 5.
8. La partecipazione diretta dei soggetti attuatori indicati al
precedente comma 1 non puo’ essere inferiore al 70% del totale, con
riferimento sia alle forme associate di cui al comma 7 del presente
articolo, sia alle attivita’ progettuali di cui al comma 5 del
presente articolo.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 5

Caratteristiche del piano di sviluppo strategico

1. I soggetti attuatori di cui all’art. 4 del presente avviso
debbono presentare un piano di sviluppo strategico (il «Piano») del
distretto ad alta tecnologia e/o del laboratorio pubblico-privato al
quale si riferisce la proposta progettuale.
2. Il piano, che deve avere una durata almeno quinquennale, deve
mettere in luce la combinazione di processi ed azioni che rendano
possibile l’acquisizione di conoscenze e tecnologie avanzate su scala
globale e il conseguente radicamento di tali asset, attraverso la
loro adozione e sfruttamento, nell’ambito della dimensione locale.
3. Il piano deve essere caratterizzato da elevato dinamismo,
flessibilita’ e capacita’ di rispondere alle esigenze emergenti nei
settori di riferimento.
4. Per quanto riguarda il distretto ad alta tecnologia, il piano
deve evidenziare come il distretto intenda facilitare ed accelerare i
processi inerenti i mutamenti strutturali nell’economia della regione
della convergenza nella quale esso e’ localizzato, caratterizzandosi
quindi per le capacita’ di:
identificare puntualmente i risultati di ricerca industriale
perseguiti e sinora conseguiti, valorizzandone gli impatti
industriali, socio-economici, occupazionali, sul territorio e sul
settore di riferimento, nonche’ i collegamenti nazionali e
internazionali generatisi;
valorizzare programmi strategici di ricerca, di sviluppo
tecnologico e innovazione, coerenti con le agende strategiche di
riferimento a livello europeo e globale, ed in linea con i programmi
di sviluppo e innovazione nazionali ed internazionali;
operare in modo focalizzato su un numero definito e limitato di
tematiche tecnologiche trasversali, che siano in grado di consolidare
la competitivita’ dei territori di riferimento, nonche’ promuovere e
rafforzare le sinergie tra politiche e strumenti di valorizzazione
della ricerca e innovazione regionali, nazionali e comunitari;
favorire soluzioni a problematiche di filiera/settore, anche
attraverso lo sviluppo e il potenziamento di reti meta-distrettuali;
favorire processi di internazionalizzazione, migliorare la
capacita’ di attrazione di investimenti e talenti, creando le
condizioni per la nascita e l’avvio iniziale di start up e di spin
off di ricerca, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore
competitivita’ a livello internazionale, ed una maggiore capacita’ di
realizzare sinergie tra settori industriali diversi sulle stesse
tipologie tecnologiche;
focalizzare il ruolo dei distretti e delle relative reti a
supporto delle politiche nazionali e regionali della ricerca, al fine
di favorire una stabile connessione tra ambiti, politiche, interventi
e strumenti di carattere nazionale e regionale;
promuovere una visione strategica del distretto ad alta
tecnologia, anche avvalendosi dello strumento delle piattaforme
tecnologiche nazionali, orientata verso lo sviluppo, e collegarla il
piu’ possibile alle frontiere tecnologiche piu’ avanzate;
attrarre capitale e finanza privata anche attraverso la maggiore
capacita’ di deals flow permessi dalla rete, mirando a ridurre nel
tempo la percentuale di finanza pubblica, e ad assicurare
l’autosostenibilita’ di lungo termine;
ricorrere opportunamente alla qualita’ scientifica e industriale
complessiva della compagine societaria del distretto ad alta
tecnologia che deve assumere una configurazione giuridica definita,
con un ruolo nei relativi organi decisionali attribuito alle
amministrazioni coinvolte e con organi di valutazione indipendente,
con una organizzazione dedicata e risorse specificatamente assegnate,
in grado di offrire anche il servizio in rete per favorire i rapporti
trans-regionali;
definire una strategia per la valorizzazione dei laboratori, le
strutture di ricerca e gli asset strategici dei soci ripensandone il
funzionamento su scala trans-nazionale ed in un’ottica di rete.
5. Per quanto riguarda i laboratori pubblico-privati, il piano deve
caratterizzarsi per la capacita’ di:
valorizzare i risultati e i vantaggi conseguiti in virtu’ della
collaborazione pubblico-privato, identificando puntualmente i
risultati di ricerca industriale perseguiti e sinora conseguiti, e
valorizzandone gli impatti industriali, socio-economici,
occupazionali, sul territorio e sul settore di riferimento, nonche’ i
collegamenti nazionali e internazionali generatisi;
ottimizzare lo sfruttamento della qualita’, diversita’ e la massa
critica delle competenze sviluppate e consolidate;
valorizzare il risultato del potenziamento delle infrastrutture a
supporto di processi di ricerca, sviluppo ed innovazione;
definire specifiche azioni per il supporto e l’incubazione alla
creazione di start up e spin off innovativi;
creare connessioni e sistemi di rete con altri laboratori
similari o altri poli di eccellenza pubblici, privati o
pubblico-privato operanti nelle regioni della convergenza, a livello
nazionale o internazionale, anche al fine di favorire soluzioni a
problematiche di filiera/settore;
definire i modelli organizzativi del laboratorio e descrivere le
forme di governance attuate o previste per il futuro;
definire una strategia volta al coinvolgimento di nuovi soggetti
pubblici e privati nell’ambito del laboratorio e alla connessione
maturate o in via definizione con i distretti ad alta tecnologia;
avviare processi di internazionalizzazione delle attivita’ di
ricerca, sviluppo ed industrializzazione sia verso paesi in via di
sviluppo sia in realta’ industriali avanzate.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 6

Caratteristiche dei progetti

1. I progetti debbono prevedere lo sviluppo di attivita’ di ricerca
industriale e di connesse attivita’ di formazione di ricercatori e/o
tecnici di ricerca. Le attivita’ di ricerca dovranno ricomprendere
attivita’ di sviluppo sperimentale per un importo inferiore al totale
dei costi preventivati e ritenuti ammissibili per le attivita’ di
ricerca industriale.
2. I soggetti attuatori debbono presentare almeno n. 2 (due)
progetti, anche eventualmente inquadrati in una strategia di sviluppo
di settore/filiera («costellazione di progetti»), coerenti con i
contenuti del piano. I predetti progetti debbono, comunque,
caratterizzarsi per autonomia funzionale e autoconsistenza delle
attivita’ e degli obiettivi di ricerca dichiarati e saranno,
pertanto, valutati singolarmente.
Nel caso in cui il MIUR dovesse accertare la sussistenza di
elementi che riconducano i progetti alle caratteristiche dei grandi
progetti, cosi’ come individuate dagli articoli 39 e 40 del
regolamento (CE) n. 1083/2006 e successive modificazioni e
integrazioni, gli stessi saranno esclusi dal cofinanziamento.
3. In considerazione della rilevanza dei progetti di cui al
presente articolo per lo sviluppo di settori/filiere, previa verifica
del raggiungimento degli obiettivi strategici e realizzativi
dichiarati, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico
(Organismo intermedio) ad essi puo’ essere altresi’ riconosciuta una
priorita’ nell’eventuale successivo accesso a programmi per la
realizzazione di investimenti produttivi, diretti a favorire lo
sviluppo di filiere e/o di poli di specializzazione, ovvero il
riposizionamento competitivo delle originarie specializzazioni delle
imprese in termini di prodotto/mercato, in coerenza con l’obiettivo
operativo «Rafforzamento del sistema produttivo» del PON R & C e le
azioni previste.
4. I progetti, elaborati sulla base della modulistica prevista in
allegato al decreto ministeriale n. 593/2000 e successive
modificazioni e integrazioni e attualizzata sulla base delle
disposizioni del PON R & C e del presente avviso, debbono evidenziare
in particolare i seguenti elementi:
a) sintesi del progetto, da elaborare anche in lingua inglese,
che evidenzi i risultati attesi in termini di innovazione dei
processi, nuove formulazioni, prodotti/servizi innovativi attesi,
correlati al mercato di riferimento;
b) obiettivo generale del progetto, evidenziandone gli elementi
di coerenza con il piano, con le strategie del PON R & C,
d’integrazione con le politiche regionali in materia di ricerca e
innovazione, di rispetto dei principi orizzontali;
c) articolazione complessiva del progetto in attivita’ di ricerca
industriale, attivita’ di sviluppo sperimentale e attivita’ di
formazione di capitale umano, evidenziandone gli elementi di
organicita’ e coerenza;
d) attivita’ previste per il raggiungimento di ciascun obiettivo
realizzativo e relativa localizzazione nel territorio delle regioni
della convergenza;
e) l’impegno dei singoli co-proponenti e di eventuali soggetti
terzi (per attivita’ di consulenza o servizi equivalenti, ai sensi
del successivo art. 9, commi 1, lettera c), e 2, lettera e), del
presente avviso), distinto in relazione a ciascuna attivita’ prevista
nella proposta progettuale;
f) sistema che si intende utilizzare per la validazione dei
risultati conseguiti, indicando con chiarezza gli obiettivi intermedi
da raggiungere, che saranno oggetto dell’attivita’ di verifica di cui
al successivo comma 7;
g) modalita’ previste per la valorizzazione e lo sfruttamento dei
risultati della ricerca;
h) costo complessivo della proposta progettuale, articolato per
ciascuna attivita’ ivi ricompresa;
i) cronoprogramma della proposta progettuale, evidenziando
altresi’ lo sviluppo temporale delle singole attivita’ previste;
j) elementi per la valutazione dell’effetto incentivante
dell’intervento pubblico, ai sensi della disciplina comunitaria in
materia di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione
2006/C 323/01;
k) novita’, originalita’ e utilita’ dei risultati perseguiti con
riferimento allo stato dell’arte delle conoscenze e delle tecnologie
relative al settore/ambito di interesse;
l) qualita’ e competenza scientifico-tecnologica dei soggetti
coinvolti nelle attivita’ di ricerca;
m) capacita’ di valorizzare i risultati della ricerca anche in
termini di marchi, brevetti e spin-off industriali;
n) capacita’ del progetto di concorrere allo sviluppo di
strategie di riposizionamento delle imprese proponenti;
o) capacita’ del progetto di attrarre e formare giovani talenti e
ricercatori;
p) valore economico-occupazionale dei risultati attesi;
q) impatto atteso sul riposizionamento strategico del sistema
socio-economico delle regioni della convergenza.
5. Con riferimento alla lettera f) del precedente elenco, la
verifica e validazione dei risultati deve prevedere uno o piu’ dei
seguenti elementi:
realizzazione a livello prototipale di dimostratori, idonei a
verificare la trasferibilita’ industriale delle tecnologie e dei
sistemi messi a punto;
validazione delle prestazioni ottenibili attraverso una serie di
campagne sperimentali rappresentative delle specifiche condizioni di
utilizzo in riferimento a problematiche preferibilmente di rilevante
interesse socio-economico;
valutazione qualitativa e quantitativa dei vantaggi ottenibili in
termini di qualita’ della vita, competitivita’, affidabilita’,
sicurezza e impatto ambientale;
verifica di trasferibilita’ industriale anche in termini di
rapporto costo/prestazioni e costo/benefici.
6. La durata massima dei progetti indicata in sede di presentazione
della domanda di agevolazione non deve superare i 36 (trentasei)
mesi.
7. In ciascun progetto devono essere esplicitati gli obiettivi
intermedi da realizzare in itinere, che saranno oggetto di una
puntuale verifica nell’ambito delle attivita’ a tal fine previste dal
decreto ministeriale n. 593/2000 e successive modificazioni e
integrazioni.
Il MIUR, sulla base degli esiti delle previste verifiche
periodiche, in applicazione del criterio della condizionalita’, si
riserva la possibilita’ di richiedere una modifica delle attivita’ in
corso di svolgimento o di procedere alla revoca dei progetti stessi.
8. Ciascun progetto deve proporre l’esecuzione di attivita’ che non
siano gia’ state effettuate, ne’ siano in corso di svolgimento da
parte dei soggetti proponenti, anche riuniti in forma associata, e
che non siano oggetto di altri finanziamenti pubblici. A tale
riguardo la proposta progettuale deve essere accompagnata da una
dichiarazione, a firma del legale rappresentante del soggetto
capofila di cui al precedente art. 4, comma 1, del presente Avviso,
che elenchi tutte le domande di intervento per programmi di ricerca e
sviluppo presentate negli ultimi 5 (cinque) anni e approvate a valere
su leggi agevolative nazionali e/o regionali e/o nell’ambito di
programmi europei.
9. Ogni proposta progettuale deve inoltre essere corredata da uno
specifico progetto per la realizzazione di attivita’ di formazione
per ricercatori e/o tecnici di ricerca, coerenti con le tematiche di
ricerca previste dal progetto e il cui costo sia non inferiore al 5%
e non superiore al 15% dei costi del progetto di ricerca, pena
l’inammissibilita’ della domanda.
Gli specifici percorsi formativi devono avere durata non superiore
a quella prevista per il progetto di ricerca e non inferiore a 12
(dodici) mesi ed essere esclusivamente finalizzati allo sviluppo di
conoscenze e abilita’ tecniche specifiche nel settore considerato,
nonche’ di competenze nelle problematiche di gestione di impresa, con
particolare riferimento alle attivita’ di ricerca e di trasferimento
di tecnologie.
I destinatari della formazione non devono essere legati da alcun
tipo di rapporto lavorativo con le strutture coinvolte.
10. In relazione agli obiettivi generali del PON R & C, le
attivita’ progettuali, a pena di inammissibilita’, devono essere
interamente sviluppate nelle aree territoriali delle regioni della
convergenza per il periodo 2007-2013.
11. Il costo del singolo progetto, comprensivo della formazione,
non puo’ essere inferiore a 5 milioni di euro e ne’ superiore a 25
milioni di euro, mentre il costo sostenuto dal singolo soggetto
proponente non puo’ superare i 10 milioni di euro, in rapporto a
ciascun progetto.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 7

Risorse finanziarie

1. Gli interventi di cui all’art. 3 del presente avviso sono
cofinanziati con risorse a carico del PON R & C con copertura a
valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e sul Fondo di
rotazione (FDR) pari a complessivi 389,00 milioni di euro, di cui
282,00 milioni di euro destinati allo sviluppo/potenziamento di
distretti ad alta tecnologia e 107,00 milioni di euro destinati allo
sviluppo/potenziamento di laboratori pubblico-privati.
2. Le predette risorse sono cosi’ individuate per le singole
regioni della convergenza:

————————————————————————-
Regioni Potenziamento Potenziamento TOTALI
Distretti Laboratori (in milioni di euro)
(in milioni di euro) (in milioni di euro)
————————————————————————-
Calabria 12,00 12,00 24,00
————————————————————————-
Campania 25,00 45,00 70,00
————————————————————————-
Puglia 135,00 10,00 145,00
————————————————————————-
Sicilia 110,00 40,00 150,00
————————————————————————-
TOTALE 282,00 107,00 389,00
————————————————————————-

3. Le risorse relative ad ogni regione della convergenza, di cui al
precedente comma 2, sono assorbite tenuto conto, per ciascun
progetto, dei costi ritenuti ammissibili riferiti alla effettiva
localizzazione nelle regioni della convergenza delle attivita’ ad
essi correlate, fino all’esaurimento delle risorse complessive
disponibili, previste dal presente avviso.
4. Le risorse riferibili ad una o piu’ regioni della convergenza,
ma non assegnate per assenza o inadeguatezza dei progetti presentati,
possono essere utilizzate per accrescere le quote delle restanti
regioni della convergenza, fermo restando il rispetto dell’ammontare
complessivo delle risorse previsto per ciascuna regione secondo i
criteri di riparto stabiliti in sede di protocollo d’intesa e degli
APQ di cui alle premesse, che sara’ assicurato mediante gli eventuali
atti integrativi richiamati dai predetti accordi.
5. Qualora risultassero ammissibili a cofinanziamento progetti per
un valore complessivo superiore alle risorse messe a disposizione con
il presente avviso, sentito il parere del tavolo tecnico di cui al
protocollo di intesa citato nelle premesse, il MIUR, considerata la
validita’ dei progetti stessi, si riserva la facolta’ di aumentare la
dotazione finanziaria con risorse aggiuntive, comunque nei limiti
della dotazione finanziaria disponibile dell’asse I – Sostegno ai
mutamenti strutturali del PON R & C, relativamente all’ammontare di
competenza del MIUR. Analogamente, tenuto conto della dimensione
sovra-regionale, delle potenziali ricadute e del forte impatto
atteso, settoriale o di filiera, potranno altresi’ essere utilizzate
risorse aggiuntive dei Programmi operativi regionali, ove ritenuto
strategico per lo sviluppo riferito al complesso delle regioni della
convergenza dal tavolo tecnico di cui al protocollo di intesa citato
nelle premesse.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 8

Modalita’ di finanziamento

1. Le agevolazioni previste dal presente avviso sono concesse, nei
limiti della vigente disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato alla
ricerca, nella forma del contributo nella spesa.
2. Le intensita’ dell’aiuto prevedono il cofinanziamento, secondo i
seguenti tassi di contribuzione:
50% dei costi giudicati ammissibili riferibili alle attivita’ di
ricerca industriale;
25% dei costi giudicati ammissibili, riferibili alle attivita’ di
sviluppo sperimentale.
3. Ove tutte le aggregazioni proponenti possiedano i parametri
dimensionali di PMI, l’intensita’ e’ aumentata del 10% per le medie
imprese e del 20% per le piccole imprese.
4. A concorrenza di un’intensita’ massima dell’80% in ESL,
l’intensita’ d’aiuto e’ aumentata del 15%:
se il progetto comporta la collaborazione effettiva fra almeno
due dei soggetti, indipendenti l’uno dall’altro, di cui alle lettere
a) sino a d) dell’art. 5 del decreto ministeriale n. 593/2000 e
successive modificazioni e integrazioni sussiste tale collaborazione
quando: i) nessuno dei soggetti indicati sostiene da solo piu’ del
70% dei costi ammissibili del progetto; ii) il progetto prevede la
collaborazione di almeno una PMI,
oppure
se il progetto comporta un’effettiva collaborazione fra uno dei
soggetti di cui all’art 5, comma 1, del decreto ministeriale n.
593/2000 e successive modificazioni e integrazioni, e universita’ e/o
enti di ricerca di cui all’art. 8 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 30 dicembre 1993, n. 593 e successive
modificazioni e integrazioni, e/o ENEA e/o ASI, e/o altri organismi
di ricerca e sussistano le seguenti condizioni: i) l’universita’,
l’ente, o l’organismo di ricerca sostiene almeno il 10% dei costi
ammissibili del progetto; ii) l’universita’, l’ente, o l’organismo di
ricerca ha il diritto di pubblicare i risultati della attivita’ di
ricerca da esso svolta.
Il subappalto non e’ considerato come collaborazione effettiva.
5. In caso di collaborazione tra un’impresa e un organismo di
ricerca, le intensita’ massime di aiuto e le maggiorazioni precisate,
ove ricorrano le condizioni, non si applicano all’organismo di
ricerca, come esplicitamente indicato al punto 5.1.3 della disciplina
comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca,
sviluppo e innovazione 2006/C 323/01 e pertanto allo stesso e’
applicata un’intensita’ di aiuto pari all’85%.
In applicazione del punto 5.1.2 della predetta disciplina, inoltre,
nel caso in cui la agevolazione destinata all’organismo di ricerca
sia qualificabile, a sua volta, come aiuto di Stato, ai sensi del
punto 3.2.2 della predetta disciplina, i contributi di organismi di
ricerca a favore del medesimo progetto non potranno superare,
cumulati con gli aiuti derivanti dal sostegno al progetto di ricerca
specifico, le intensita’ di aiuto applicabili alle singole imprese
beneficiarie.
6. Ai sensi dell’art. 12, comma 9, del decreto ministeriale n.
593/2000 e successive modificazioni e integrazioni, gli interventi a
favore di progetti di formazione sono concessi nella forma del
contributo nella spesa per un ammontare pari al 100% del costo
ammissibile.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 9

Determinazione e ammissibilita’ dei costi

1. Le spese ammissibili alle agevolazioni ai sensi del decreto
ministeriale del 2 gennaio 2008 recante l’adeguamento delle
disposizioni del decreto ministeriale n. 593/2000 alla disciplina
comunitaria di cui alla comunicazione 2006/C 323/01 e relativa nota
esplicativa del 15 maggio 2008, riferite sia ad attivita’ di ricerca
industriale sia ad attivita’ di sviluppo sperimentale, comprendono:
a) spese di personale (ricercatori, tecnici, ed altro personale
ausiliario adibito all’attivita’ di ricerca, che risulti in rapporto
col soggetto beneficiario dei contributi, dipendente a tempo
indeterminato o determinato e/o lavoratore parasubordinato, e/o
titolare di borsa di dottorato, o di assegno di ricerca, o di borsa
di studio che preveda attivita’ di formazione attraverso la
partecipazione al progetto);
b) costi degli strumenti e delle attrezzature nella misura e per
il periodo in cui siano utilizzati per il progetto di ricerca. Se gli
strumenti e le attrezzature non sono utilizzati per tutto il loro
ciclo di vita per il progetto di ricerca, sono considerati
ammissibili unicamente i costi di ammortamento corrispondenti alla
durata del progetto di ricerca, calcolati secondo i principi della
buona prassi contabile.
c) costi dei servizi di consulenza e di servizi equivalenti
utilizzati esclusivamente ai fini dell’attivita’ di ricerca;
d) costi dei fabbricati e dei terreni nella misura e per la
durata in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca. Per quanto
riguarda i fabbricati, sono considerati ammissibili unicamente i
costi di ammortamento corrispondenti alla durata del progetto di
ricerca, calcolati secondo i principi della buona prassi contabile.
Per quanto riguarda i terreni, sono ammissibili i costi delle
cessioni a condizioni commerciali o le spese di capitale
effettivamente sostenute;
e) spese generali supplementari derivanti direttamente dal
progetto di ricerca, imputate con calcolo pro-rata all’operazione,
secondo un metodo equo e corretto debitamente giustificato. Tali
spese dovranno essere valorizzate in una percentuale del costo del
personale che sia adeguatamente supportata dalla contabilita’
aziendale (generale e analitica) e comunque non eccedente il 50%
delle spese di personale. Tale incidenza sara’ determinata in base al
rapporto esistente tra le spese generali aziendali (riconducibili ad
attivita’ di ricerca e sviluppo) e il costo del personale (dipendente
e non dipendente), sulla base dei dati contabili relativi
all’esercizio di riferimento durante il quale e’ stato svolto il
progetto di ricerca;
f) altri costi di esercizio, inclusi costi di materiali,
forniture e prodotti analoghi, sostenuti direttamente per effetto
dell’attivita’ di ricerca.
2. Le spese ammissibili alle agevolazioni, riferite ad attivita’ di
formazione, comprendono:
a) costo del personale docente;
b) spesa di trasferta del personale docente e dei destinatari
della formazione;
c) altre spese correnti (materiali, forniture, etc.);
d) strumenti e attrezzature di nuovo acquisto per la quota da
riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione;
e) costi di servizi di consulenza;
f) costo dei destinatari della formazione, fino ad un massimo
pari al totale degli altri costi sovvenzionati.
3. I costi afferenti le diverse tipologie di spesa sono al netto di
I.V.A. nel caso in cui tale imposta risulti trasferibile in sede di
presentazione di dichiarazione periodica; sono invece comprensivi di
I.V.A. nel caso in cui tale imposta non sia trasferibile.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
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Art. 10

Modalita’ di presentazione delle domande

1. Le proposte debbono essere presentate tramite i servizi dello
sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio), che sara’
attivo a partire dal 16 dicembre 2010, entro e non oltre le ore 12
del 15 febbraio 2011.
2. Al medesimo indirizzo (http://roma.cilea.it/Sirio) e’ possibile
registrare la propria utenza e consultare le guide sull’utilizzo dei
servizi offerti dallo sportello telematico.
3. Il predetto servizio on-line consente la stampa della
documentazione che, debitamente sottoscritta, deve essere inviata,
corredata degli allegati cartacei ivi indicati, entro i successivi 7
giorni, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (MIUR) –
Dipartimento per l’universita’, l’alta formazione artistica, musicale
e coreutica e per la ricerca – Direzione generale per il
coordinamento e lo sviluppo della ricerca – Ufficio III – piazzale
J.F. Kennedy, 20 – 00144 Roma. La relativa busta deve recare gli
estremi identificativi dell’avviso.
4. In caso di difformita’ fa fede esclusivamente la copia inoltrata
per il tramite del servizio internet di cui al precedente comma 1.
5. Tutto il materiale trasmesso viene utilizzato dal MIUR
esclusivamente per l’espletamento degli adempimenti connessi alle
assegnazioni di cui al presente decreto.
6. I proponenti debbono fornire in qualsiasi momento, su richiesta
del MIUR, tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione
ritenuti necessari dal Ministero stesso.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 11

Modalita’ e criteri per l’ammissibilita’
e la valutazione dei progetti

1. Non sono ammissibili e pertanto non possono accedere alla
successiva fase istruttoria i progetti:
pervenuti al MIUR con modalita’ e termini differenti da quelli
indicati dal precedente art. 10 del presente avviso;
presentati da soggetti per i quali sia riscontrato il mancato
possesso dei requisiti di ammissibilita’;
in cui le quote di partecipazione dei soggetti attuatori non
rispettino i vincoli di cui all’art. 4 del presente avviso;
in cui le sedi di svolgimento delle attivita’ risultino diverse
dalle regioni della convergenza;
in cui non siano rispettati i vincoli relativi ai parametri di
costo e di durata di cui all’art. 6 del presente avviso;
la cui documentazione, compresa la dichiarazione che deve essere
resa da ciascuna impresa proponente di non rientrare tra i soggetti
che hanno ricevuto aiuti dichiarati incompatibili con le decisioni
della Commissione europea indicate nell’art. 4 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2007, e, in ogni
caso, di non essere destinataria di un ordine di recupero pendente ai
sensi dell’art. 14 del regolamento (CE) n. 659/1999, oppure di avere
rimborsato le relative somme secondo le modalita’ prescritte dalla
normativa di riferimento, risulti incompleta.
2. La selezione sui progetti ammessi alla fase istruttoria e’
effettuata dal comitato di cui all’art. 7 del decreto legislativo del
29 luglio 1999, n. 297, nel rispetto della normativa di riferimento.
Il comitato opera avvalendosi di esperti individuati dalla competente
direzione generale del MIUR e prescelti, secondo le competenze
necessarie, tra gli iscritti all’apposito albo ministeriale di cui
all’art. 7, comma 1, del decreto legislativo n. 297/1999.
3. Per i soli progetti presentati da grandi imprese, ovvero per
progetti di ricerca presentati da PMI dal costo pari o superiore a
7,5 milioni di euro, il suddetto comitato valuta la sussistenza
dell’effetto di incentivazione di cui al punto 6 della disciplina
comunitaria in tema di aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e
innovazione n. 2006/C 323/01.
4. Il comitato, avvalendosi degli esperti di cui al precedente
comma 2 del presente articolo, e dei soggetti convenzionati di cui
all’art. 5, comma 12, del decreto ministeriale n. 593/2000 e
successive modificazioni e integrazioni, valuta i progetti nel
rispetto dei criteri approvati dal comitato di sorveglianza del PON R
& C, in coerenza con quanto stabilito dal decreto ministeriale n.
593/2000 e successive modificazioni e integrazioni, assicurando
l’uniformita’ di giudizio e di applicazione anche mediante la
preventiva definizione di modalita’ idonee a garantire un omogeneo ed
accurato impiego dei punteggi a disposizione.
5. In particolare, gli esperti e i soggetti convenzionati di cui al
precedente comma 4, entro 60 giorni dall’incarico, debbono fornire al
comitato una relazione illustrativa dei seguenti elementi, assegnando
i relativi punteggi:
a) qualita’ dei proponenti il progetto, in termini di competenze,
esperienze anche riferite a quelle maturate dal responsabile
scientifico e dai partecipanti al progetto di ricerca, capacita’
gestionali e relazioni con il sistema produttivo e scientifico (max
10 punti);
b) qualita’ tecnico-scientifica del progetto, in termini di
contributo del progetto alla soluzione di problematiche di ricerca e
sviluppo del settore/ambito di riferimento, adeguatezza dei
contenuti, sviluppo di metodologie avanzate, articolazione e
integrazione delle competenze delle strutture
scientifico-tecnologiche pubblico-private coinvolte nel progetto,
impatto dei risultati attesi in relazione all’avanzamento tecnologico
dei proponenti in coerenza con le finalita’ del presente avviso (max
10 punti);
c) fattibilita’ del progetto sia tecnica, sia finanziaria
rispetto alla tempistica prevista, con particolare riguardo al piano
finanziario e alla congruita’ e pertinenza dei costi esposti (max 10
punti);
d) sostenibilita’ del progetto, in termini di adeguatezza delle
risorse complessive, finanziarie, strumentali e organizzative,
previste per lo svolgimento dello stesso (max 10 punti);
e) rilevanza, utilita’ e originalita’ delle conoscenze
acquisibili e dei risultati rispetto allo stato dell’arte nazionale e
internazionale e alle potenzialita’ di sviluppo del settore/ambito di
interesse, e/o alla capacita’ delle stesse di ridurre la distanza
dalla frontiera tecnologica nel settore/ambito di riferimento (max 10
punti);
f) integrazione tra attivita’ di ricerca e attivita’ di
valorizzazione del capitale umano (max 10 punti);
g) tipologia e qualita’ delle azioni previste volte ad
incentivare lo sviluppo di attivita’ di ricerca nelle imprese quale
leva competitiva (p.e. distacco di personale tecnico-scientifico
presso le imprese, assunzione di nuovi ricercatori e tecnici di
ricerca) (max 10 punti);
h) valore economico-occupazionale dei risultati attesi e sviluppo
di sinergie tecnologiche e strategiche rivolte a migliorare il
posizionamento competitivo del distretto e/o del laboratorio di
riferimento (max 10 punti).
6. La valutazione dei piani e’ affidata ad una apposita
commissione, nominata con decreto del Ministro dell’istruzione,
universita’ e ricerca, e costituita dal Presidente del comitato di
cui all’art. 7 del decreto legislativo n. 297/1999, da n. 4
rappresentanti del Ministero dell’istruzione, universita’ e ricerca
(di cui n. 1 con funzioni di Presidente e n. 1 designato dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare), da n. 1
rappresentante del Ministero dell’economia e finanze, da n. 1
rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, e da n. 2
rappresentanti di ciascuna delle regioni, tra le 4 regioni della
convergenza, di volta in volta specificatamente interessate.
7. La commissione di cui al precedente comma 6 del presente
articolo, procede, previo parere del tavolo tecnico di cui alle
premesse, alla valutazione dei piani, avvalendosi eventualmente degli
esperti di cui al precedente comma 2 del presente articolo, e
formulando, sui seguenti elementi, un giudizio espresso in forma
numerica e esplicitato da una congrua, coerente ed articolata
motivazione:
a) complementarieta’ e coerenza del piano con le strategie
previste dalla programmazione nazionale e da quella comunitaria in
materia di ricerca e innovazione, nonche’ con i principi orizzontali
(partenariato, pari opportunita’ e non discriminazione,
accessibilita’ per le persone disabili, sostenibilita’ ambientale)
(max 10 punti);
b) complementarieta’ e coerenza del piano con le strategie
previste dalla programmazione regionale in materia di ricerca e
innovazione e in particolare con le priorita’ settoriali previste dai
singoli accordi di Programma quadro in relazione alla linea di
intervento n. 2 «Reti per il rafforzamento del potenziale
scientifico-tecnologico delle regioni della convergenza» in essi
richiamata (max 10 punti);
c) rilevanza dei risultati perseguiti e sinora conseguiti
rispetto al contesto scientifico nazionale e internazionale, con
particolare riferimento all’impatto industriale, socio-economico,
occupazionale generato (max 10 punti);
d) ricadute dei risultati attesi con riferimento alla
potenzialita’ degli stessi di concorrere allo sviluppo di strategie
di riposizionamento del sistema economico delle regioni della
convergenza (max 10 punti);
e) rilevanza dei risultati attesi rispetto al contesto
scientifico nazionale e internazionale e capacita’ degli stessi di
generare ricadute positive in piu’ settori/ambiti (max 10 punti);
f) ricadute dei risultati attesi in termini di valorizzazione di
attivita’ strategiche per lo sviluppo delle aree delle regioni della
convergenza anche di dimensione sovra regionale, comunque in coerenza
con le strategie regionali (max 10 punti);
g) capacita’ del piano di rafforzare collaborazioni con
universita’/organismi pubblici di ricerca, nonche’ di potenziare reti
di eccellenza e/o di competenza pubblico-private, nei territori delle
regioni della convergenza e al di fuori delle stesse, con particolare
riferimento a settori/ambiti scientifico-tecnologici di particolare
rilevanza sociale e economica (max 10 punti);
h) capacita’ del piano di sviluppare e/o potenziare reti
effettive di collaborazione strutturale e stabile con i distretti di
alta tecnologia e i laboratori pubblico-privati attivi nelle altre
regioni del territorio nazionale (max 10 punti).
8. Sono giudicate ammissibili al cofinanziamento esclusivamente le
proposte che abbiano conseguito, nella sommatoria dei punteggi
attribuiti al piano e ai progetti, un punteggio complessivo di almeno
110 punti, comprensivo di almeno 60 punti quale media dei punteggi
conseguiti dai progetti di cui all’art. 6 del presente avviso (e
comunque almeno 60 punti per ciascuno dei progetti stessi), e almeno
50 punti per il piano di cui all’art. 5 del presente avviso (di cui
almeno 7 punti per il punto h. di cui al precedente comma 7 del
presente articolo).
9. Il MIUR, acquisiti i punteggi sui piani e sui progetti, procede
a cofinanziare i progetti ammissibili garantendo un’attribuzione di
risorse per ciascuna regione nei limiti della ripartizione di cui al
precedente art. 7. Nel caso in cui i progetti ammissibili al
cofinanziamento prevedano lo svolgimento di attivita’ in piu’ regioni
della convergenza, e le risorse disponibili di una o piu’ regioni
risultino esaurite, gli stessi sono considerati idonei al
cofinanziamento a valere su eventuali risorse aggiuntive.
10. A parita’ di punteggio e’ data priorita’ al cofinanziamento
delle proposte che abbiano maturato un punteggio piu’ elevato nella
fase di valutazione del piano.
11. I progetti idonei, ma non cofinanziabili per mancanza di
risorse, utilmente collocati in graduatoria, ove ritenuti funzionali
alle strategie nazionali e regionali dal tavolo tecnico di cui al
protocollo di Intesa citato nelle premesse, ferma restando la
possibilita’ di utilizzare risorse residue e/o aggiuntive come
illustrato all’art. 7 del presente avviso, possono eventualmente
essere in seguito ammessi al cofinanziamento attraverso risorse non
utilizzate da una o piu’ regioni della convergenza, ovvero in caso di
rimodulazione dei costi in sede di istruttoria dei progetti
approvati, ovvero in caso di rinuncia da parte dei soggetti attuatori
di progetti gia’ ammessi al cofinanziamento.
12. Tenuto conto dei piani e al fine di assicurare la migliore
valorizzazione dei progetti ammessi al cofinanziamento, il MIUR
definisce, con ciascuna delle regioni coinvolte, specifici accordi di
programma ai sensi dell’art. 13 del decreto ministeriale n. 593/2000
e successive modificazioni e integrazioni, anche integrativi di
quelli gia’ stipulati in materia, attraverso i quali sono
determinati, tra l’altro, i rispettivi impegni finanziari, nonche’ le
azioni di monitoraggio e valutazione «ex-post», definendole nel
rispetto delle indicazioni contenute nel Piano delle valutazioni
della politica regionale unitaria 2007-2013 e della relativa
applicazione.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 12

Modalita’ di erogazione del cofinanziamento

1. L’erogazione del cofinanziamento e’ disposta secondo le seguenti
modalita’:
una anticipazione in misura del 50% del cofinanziamento (Fondo
europeo di sviluppo regionale, Fondo di rotazione legge n. 183/1987),
successivamente alla adozione del decreto di concessione e
all’accettazione del relativo atto disciplinare, nonche’ alla
presentazione, ove necessario, di fidejussione bancaria o polizza
assicurativa;
ulteriori erogazioni in base agli importi rendicontati ed
accertati semestralmente a seguito di positivo esito delle verifiche
tecnico-contabili previste dal decreto ministeriale n. 593/2000 e
successive modificazioni e integrazioni.

Titolo II Sviluppo/potenziamento di distretti ad alta
tecnologia e di laboratori pubblico/privati

Art. 13

Obblighi dei soggetti proponenti

1. Gli obblighi dei soggetti proponenti che, con riferimento alla
normativa vigente, possono essere visionati all’indirizzo
http://roma.cilea.it/Sirio, sono regolati da apposito atto
disciplinare.
In particolare i beneficiari delle operazioni sono responsabili
degli interventi informativi e pubblicitari destinati al pubblico,
cosi’ come previsto dall’art. 8 del regolamento (CE) n. 1828/2006.
Gli stessi debbono accettare di essere inseriti nell’elenco dei
beneficiari che sara’ pubblicato in forma elettronica sul sito del
PON R & C, in ottemperanza al disposto dell’art. 7 del regolamento
(CE) n. 1828/2006.
2. Il MIUR, in caso di mancato rispetto degli obblighi di cui al
precedente comma 1 del presente articolo, si riserva la facolta’ di
procedere alla revoca del cofinanziamento.

Titolo III Creazione di nuovi distretti e/o nuove
aggregazioni pubblico-private

Art. 14

Nuovi distretti
e/o nuove aggregazioni pubblico-private

1. Ai fini dell’attuazione dell’azione I «Distretti di alta
tecnologia e relative reti» prevista nell’ambito dell’asse I –
Sostegno ai mutamenti strutturali del PON «Ricerca e competitivita’
2007-2013 per le regioni della convergenza (Calabria, Campania,
Puglia, Sicilia) cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale
(FESR) dell’Unione europea e da risorse nazionali (Fondo di rotazione
– FDR) e in coerenza con quanto contenuto nella linea d’intervento n.
2 degli APQ stipulati tra il MIUR e le regioni della convergenza, il
MIUR intende rivolgersi ai soggetti economici e scientifici attivi
nelle regioni stesse, invitandoli a presentare specifici studi di
fattibilita’, volti alla definizione degli obiettivi, delle tematiche
specifiche, degli aspetti istituzionali e organizzativi e delle linee
di azione per la costituzione e della relativa messa in rete, nei
settori prioritari indicati nei relativi APQ, di nuovi distretti ad
alta tecnologia.
2. Agli stessi fini di cui al precedente comma 1, gli studi di
fattibilita’ descritti possono riguardare la costituzione di nuove
aggregazioni pubblico/private, anche promosse da universita’ e/o enti
pubblici di ricerca, dalla spiccata vocazione internazionale, di
dimostrato interesse per il sistema delle imprese, di elevato impatto
economico sul territorio delle regioni della convergenza, con la
specifica finalita’ di aggregare una pluralita’ di soggetti pubblici
e privati nell’ambito di medesimi obiettivi di ricerca e sviluppo.

Titolo III Creazione di nuovi distretti e/o nuove
aggregazioni pubblico-private

Art. 15

Soggetti ammissibili

1. Gli studi di fattibilita’ di cui al precedente art. 14 del
presente avviso possono essere presentati, anche nella forma delle
reti di imprese, dai soggetti di cui all’art. 5, commi 1, 2, 3, 4 del
decreto ministeriale n. 593/2000 e successive modificazioni e
integrazioni, e anche congiuntamente con universita’, enti di ricerca
di cui all’art. 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 30 dicembre 1993, n. 593, e successive modificazioni e
integrazioni, ENEA, ASI ed altri organismi di ricerca.

Titolo III Creazione di nuovi distretti e/o nuove
aggregazioni pubblico-private

Art. 16

Caratteristiche degli studi di fattibilita’

1. Gli studi di fattibilita’ debbono caratterizzarsi per i seguenti
aspetti:
a) condizioni e presupposti per la creazione del distretto e/o
dell’aggregazione: individuazione dello scenario di riferimento,
logiche del distretto e/o dell’aggregazione e obiettivi strategici,
vincoli e opportunita’, vocazione nazionale e internazionale del
distretto e/ dell’aggregazione, eventuali risorse regionali previste;
b) caratteristiche e peculiarita’ del sistema regionale della
domanda e dell’offerta di ricerca e innovazione: descrizione del
quadro economico regionale, degli elementi favorevoli allo sviluppo
di un cluster di attivita’ specializzato in determinate tecnologie,
del sistema scientifico e di ricerca di riferimento; individuazione
dei fabbisogni delle imprese operanti nell’ambito locale in materia
di innovazione;
c) ipotesi aggregativa: identificazione di settori/ambiti di
intervento e in cui il distretto e/o l’aggregazione dovra’ operare;
principali attori pubblici e privati coinvolti nella costituzione del
distretto e/o dell’aggregazione; regolazione dei processi di
collaborazione tra attori; esistenza di una posizione di «governance»
tale da garantire la piena partecipazione delle forze produttive,
scientifiche, tecnologiche nella promozione e gestione delle azioni
del distretto e/o dell’aggregazione; definizione di un’entita’
giuridica responsabile del coordinamento delle iniziative; risorse
finanziarie disponibili/attivabili; ipotesi in materia di contenuti
degli interventi proposti;
d) previsioni di impatto del distretto e/o dell’aggregazione sul
sistema economico regionale di riferimento: identificazione degli
interventi che si ipotizza di realizzare nei primi tre anni di
operativita’ del distretto e/o dell’aggregazione e relativo impatto,
favorendo soluzioni a problematiche di filiera/settore, anche
attraverso lo sviluppo e il potenziamento di reti di distretti e/o di
aggregazioni;

Titolo III Creazione di nuovi distretti e/o nuove
aggregazioni pubblico-private

Art. 17

Criteri di valutazione

1. Gli studi di fattibilita’ sono esaminati dalla commissione di
cui al precedente art. 11, comma 6, del presente avviso che,
avvalendosi eventualmente di esperti prescelti, secondo le competenze
necessarie, tra gli iscritti nell’apposito albo ministeriale di cui
all’art. 7, comma 1, del decreto legislativo n. 297/1999, procede,
previo parere del tavolo tecnico di cui alle premesse, alla relativa
valutazione formulando, sui seguenti elementi, un giudizio espresso
in forma numerica e esplicitato da una congrua, coerente ed
articolata motivazione:
a) valorizzazione di programmi strategici di ricerca, di sviluppo
tecnologico e innovazione, coerenti con le agende strategiche di
riferimento a livello europeo e globale, ed in linea con i programmi
di sviluppo e innovazione nazionali ed internazionali (max 10 punti);
b) operativita’ focalizzata su un numero definito e limitato di
tematiche tecnologiche trasversali, che siano in grado di consolidare
la competitivita’ dei territori di riferimento, nonche’ promuovere e
rafforzare le sinergie tra politiche e strumenti di valorizzazione
della ricerca e innovazione regionali, nazionali e comunitari (max 10
punti);
c) promozione di processi di internazionalizzazione, migliorando
la capacita’ di attrazione di investimenti e talenti, creando le
condizioni per la nascita e l’avvio iniziale di start up e di spin
off da ricerca, con l’obiettivo di raggiungere una maggiore
competitivita’ a livello internazionale, ed una maggiore capacita’ di
realizzare sinergie tra settori industriali diversi sulle stesse
tipologie tecnologiche (max 10 punti);
d) focalizzazione del ruolo delle reti dei distretti di alta
tecnologia e delle aggregazioni a supporto delle politiche nazionali
e regionali della ricerca (max 10 punti);
e) promozione di una visione strategica del distretto e
dell’aggregazione, anche avvalendosi dello strumento delle
piattaforme tecnologiche nazionali, orientata verso lo sviluppo e
collegandola il piu’ possibile alle frontiere tecnologiche piu’
avanzate (max 10 punti);
f) attrazione di capitale e finanza privata anche attraverso la
maggiore capacita’ di deals flow permessi dalla rete, mirando a
ridurre nel tempo la percentuale di finanza pubblica, e ad assicurare
l’autosostenibilita’ di lungo termine (max 10 punti);
g) ricorso alla qualita’ scientifica e industriale complessiva
della compagine societaria che dovra’ assumere una configurazione
giuridica definita, con un ruolo nei relativi organi decisionali
attribuito alle amministrazioni coinvolte e con organi di valutazione
indipendente, con una organizzazione dedicata e risorse
specificatamente assegnate, in grado di offrire anche il servizio in
rete per favorire i rapporti trans-regionali (max 10 punti);
h) definizione di una strategia per la valorizzazione dei
laboratori, le strutture di ricerca e gli asset strategici dei soci
ripensandone il funzionamento su scale trans-nazionale ed in un
ottica di rete (max 10 punti).
2. Per gli studi di fattibilita’ che raggiungano il punteggio
minimo di 60 punti il MIUR e le amministrazioni regionali interessate
procedono alla stipula di specifici accordi di programma per le
definizione degli interventi, degli obiettivi, degli impegni
finanziari reciproci.

Titolo III Creazione di nuovi distretti e/o nuove
aggregazioni pubblico-private

Art. 18

Risorse finanziarie

1. Per la definizione degli accordi di programma di cui al
precedente art. 17 del presente avviso, il MIUR destina risorse a
carico del PON R & C, con copertura a valere sul Fondo europeo di
sviluppo regionale (FESR) e sul Fondo di rotazione (FDR), pari a
complessivi 526,00 milioni di euro, cosi’ individuate per le singole
regioni della convergenza:

——————————————————————
Regioni Creazione nuovi Distretti e/o Aggregazioni
(in milioni di euro)
——————————————————————
Calabria 136,00
——————————————————————
Campania 220,00
——————————————————————
Puglia 80,00
——————————————————————
Sicilia 90,00
——————————————————————
TOTALE 526,00
——————————————————————

Titolo III Creazione di nuovi distretti e/o nuove
aggregazioni pubblico-private

Art. 19

Modalita’ di presentazione degli studi di fattibilita’

1. Gli studi di fattibilita’ debbono essere presentati tramite i
servizi dello sportello telematico SIRIO
(http://roma.cilea.it/Sirio), che sara’ attivo a partire dal 16
dicembre 2010, entro e non oltre le ore 12 del 15 febbraio 2011.
2. Al medesimo indirizzo (http://roma.cilea.it/Sirio) e’ possibile
registrare la propria utenza e consultare le guide sull’utilizzo dei
servizi offerti dallo sportello telematico.
3. Il predetto servizio on-line consente la stampa della
documentazione che, debitamente sottoscritta, deve essere inviata,
corredata degli allegati cartacei ivi indicati, entro i successivi 7
giorni, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca (MIUR) –
Dipartimento per l’universita’, l’alta formazione artistica, musicale
e coreutica e per la ricerca – Direzione generale per il
coordinamento e lo sviluppo della ricerca – Ufficio III – piazzale
J.F. Kennedy, 20 – 00144 Roma. La relativa busta deve recare gli
estremi identificativi dell’avviso.
4. In caso di difformita’ fa fede esclusivamente la copia inoltrata
per il tramite del servizio internet di cui al precedente comma 1.
5. Tutto il materiale trasmesso viene utilizzato dal MIUR
esclusivamente per l’espletamento degli adempimenti connessi alle
assegnazioni di cui al presente decreto.
6. I proponenti debbono fornire in qualsiasi momento, su richiesta
del MIUR, tutti i chiarimenti, le notizie e la documentazione
ritenuti necessari dal Ministero stesso.

Titolo IV Disposizioni finali

Art. 20

Informazioni

1. Il responsabile del procedimento per il presente avviso e’:
dott. Massimo Ghilardi Direzione generale per il coordinamento e lo
sviluppo della ricerca – Ufficio III Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, tel. 06/97727880.
2. Il presente avviso e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed e’ disponibile, unitamente a tutta la
documentazione ivi richiamata, sul sito www.ponrec.it e sul sito
www.miur.it
3. Ogni richiesta di informazioni puo’ essere inoltrata al MIUR via
e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica:
sespar.upoc@miur.it
Roma, 29 ottobre 2010

Il direttore generale: Agostini

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 29 ottobre 2010

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