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MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 31 agosto 2006

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 31 agosto 2006 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione. (GU n. 213 del 13-9-2006)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 31 agosto 2006
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di
distribuzione di idrogeno per autotrazione.

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante
riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’art. 11 della
legge 29 luglio 2003, n. 229;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37, concernente il regolamento per i procedimenti relativi alla
prevenzione incendi;
Acquisito il parere del Comitato centrale tecnico scientifico per
la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, come modificato dall’art. 3
del decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n. 200;
Rilevata la necessita’ di emanare disposizioni di prevenzione
incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti
di distribuzione di idrogeno per autotrazione;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva n.
98/34/CE, come modificata dalla direttiva n. 98/48/CE;
Decreta:

Art. 1.
Scopo e campo di applicazione

1. Il presente decreto ha per scopo l’emanazione di disposizioni di
prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio
degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione.

Art. 2.
Obiettivi

1. Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di
raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla
salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni, gli impianti di
distribuzione idrogeno per autotrazione sono realizzati e gestiti in
modo da garantire i seguenti obiettivi:
a) rendere minime le cause di rilascio accidentale di idrogeno,
di incendio e di esplosione;
b) limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
c) limitare, in caso di evento incidentale, danni ad edifici e/o
locali contigui all’impianto;
d) permettere ai soccorritori di operare in condizioni di
sicurezza.

Art. 3.
Disposizioni tecniche

1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, e’
approvata la regola tecnica allegata al presente decreto.

Art. 4.
Ubicazione

1. Gli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione non
possono sorgere:
a) nella zona territoriale omogenea totalmente edificata,
individuata come zona A nel piano regolatore generale o nel programma
di fabbricazione, ai sensi dell’art. 2 del decreto ministeriale
2 aprile 1968, n. 1444 e, nei comuni sprovvisti dei predetti
strumenti urbanistici, all’interno del perimetro del centro abitato,
delimitato a norma dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765,
quando, nell’uno e nell’altro caso, la densita’ media
dell’edificazione esistente nel raggio di 200 m dal perimetro degli
elementi pericolosi dell’impianto, come definiti al punto 1.2.3
dell’allegato al presente decreto, risulti superiore a 3 m(elevato)3
per m(elevato)2;
b) nelle zone di completamento e di espansione dell’aggregato
urbano indicato nel piano regolatore generale o nel programma di
fabbricazione, nelle quali sia previsto un indice di edificabilita’
superiore a 3 m(elevato)3 per m(elevato)2;
c) nelle aree, ovunque ubicate, destinate a verde pubblico.
2. Il divieto di cui al precedente comma 1, lettera b), non si
applica agli impianti di distribuzione alimentati da condotta che
siano dotati di capacita’ di smorzamento/accumulo non superiore a 500
Nm(elevato)3 di gas; in tali impianti non e’ consentita la produzione
in sito superiore alla capacita’ di 50 Nm(elevato)3/h ne’ l’uso dei
carri bombolai, neanche per l’alimentazione di emergenza.
3. Il divieto di cui al precedente comma 1, lettera c), non si
applica agli impianti di distribuzione alimentati da condotta che
siano dotati di capacita’ di smorzamento/accumulo non superiore a 500
Nm(elevato)3 di gas nel caso in cui gli strumenti urbanistici
comunali ammettano la presenza di distributori di carburanti nelle
aree destinate a verde pubblico; in tali impianti non e’ consentita
la produzione in sito superiore alla capacita’ di 50 Nm(elevato)3/h
ne’ l’uso dei carri bombolai, neanche per l’alimentazione di
emergenza.
4. L’attestazione che l’area prescelta per l’installazione
dell’impianto non ricada in alcuna delle zone o aree precedentemente
indicate e’ rilasciata dal competente ufficio dell’amministrazione
comunale. Qualora dovessero decadere i requisiti specificati nei
precedenti commi decade il certificato di prevenzione incendi.

Art. 5.
Commercializzazione CE

1. I prodotti provenienti da uno degli Stati membri dell’Unione
europea o dalla Turchia, ovvero da uno degli Stati aderenti
all’Associazione europea di libero scambio (EFTA), firmatari
dell’accordo SEE, legalmente riconosciuti sulla base di norme o
regole tecniche applicate in tali Stati che permettono di garantire
un livello di protezione, ai fini della sicurezza antincendio,
equivalente a quello perseguito dalla presente regola tecnica,
possono essere impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal
presente decreto.

Art. 6.
Disposizioni complementari e finali

Il presente decreto entra in vigore il trentesimo giorno successivo
alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 31 agosto 2006
Il Ministro: Amato

Allegato

REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE,
COSTRUZIONE ED ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI IDROGENO
PER AUTOTRAZIONE.

Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

1.1. Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si
rimanda a quanto stabilito con decreto ministeriale 30 novembre 1983
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).
Inoltre, ai fini della presente regola tecnica, si definisce:
idrogeno gassoso: idrogeno che e’ stato prodotto in forma
gassosa con grado di purezza caratterizzato da una frazione molare
minima del 98%. La relativa produzione puo’ avvenire con diverse
modalita’ (processi petrolchimici, termochimici, elettrolitici,
biologici, ecc.);
linea di alta pressione: parte dell’impianto gas compresa tra
la mandata del compressore, o l’attacco di prelievo dallo stoccaggio,
e la pistola di erogazione dell’idrogeno al veicolo;
linea di bassa pressione: parte dell’impianto gas compresa tra
il dispositivo di intercettazione generale di alimentazione
dell’impianto di distribuzione e l’aspirazione del primo stadio del
compressore dell’idrogeno (tratto a monte del compressore fino al
dispositivo di intercettazione sulla tubazione di uscita
dall’impianto di produzione e/o sulla condotta di fornitura del gas);
elettrolizzatore: impianto per la produzione di idrogeno
mediante elettrolisi;
steam reformer (SR): impianto per la produzione idrogeno
mediante reforming a vapore di idrocarburi;
impianto di produzione in sito: impianto dedicato
esclusivamente alla produzione di idrogeno per l’alimentazione di un
apparecchio di distribuzione collocato nell’area di pertinenza
dell’impianto di distribuzione;
stoccaggio di idrogeno compresso: modalita’ di detenzione in
sito del quantitativo di idrogeno compresso necessario per
l’alimentazione dell’impianto, attuabile mediante pacchi bombole;
carro bombolaio: insieme di bombole, in numero variabile in
relazione alla consistenza del carro, montate su semirimorchio e tra
loro collegate in parallelo, con unico collettore di scarico che
raccoglie le singole uscite dalle bombole;
pacco bombole: insieme di bombole collegate fra loro in
parallelo e poste in orizzontale o verticale, supportate da una
struttura in carpenteria metallica e dotate di unico collettore di
scarico che raccoglie le singole uscite dalle bombole;
locali: strutture di alloggiamento delle apparecchiature
costituenti la stazione di rifornimento;
piazzali: aree dove accedono e sostano gli autoveicoli per il
rifornimento;
area di pertinenza dell’impianto di distribuzione: area di
pertinenza sulla quale insistono gli elementi costitutivi
dell’impianto;
pistola di erogazione del gas: dispositivo montato
all’estremita’ di una tubazione semirigida che si innesta al
dispositivo di carico posto sul veicolo e atto a realizzare la
connessione in modo sicuro ed ermetico;
valvola di intercettazione comandata a distanza: valvola
normalmente chiusa il cui azionamento puo’ avvenire anche da un punto
predeterminato distante dal punto di installazione della valvola.
1.2. Elementi costitutivi.
I vari elementi che costituiscono l’impianto di distribuzione
devono avere le caratteristiche, i dispositivi d…

[Continua nel file zip allegato]

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