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MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 27 luglio 2010

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 27 luglio 2010 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attivita' commerciali con superficie superiore a 400 mq. (10A09806) - (GU n. 187 del 12-8-2010 )

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 27 luglio 2010

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, costruzione ed esercizio delle attivita’ commerciali
con superficie superiore a 400 mq. (10A09806)

IL MINISTRO DELL’INTERNO

Visto il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, concernente il
riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell’art. 11 della
legge 29 luglio 2003, n. 229;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998,
n. 37, concernente il regolamento recante la disciplina dei
procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’art. 20,
comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Rilevata la necessita’ di emanare specifiche disposizioni di
prevenzione incendi per le attivita’ commerciali aventi superficie
lorda superiore a 400 mq;
Visto il progetto di regola tecnica approvato dal comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, come
modificato dall’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 10
giugno 2004, n. 200;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva n.
98/34/CE, come modificata dalla direttiva n. 98/48/CE;

Decreta:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Le disposizioni contenute nel presente decreto si applicano per
la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle attivita’
commerciali all’ingrosso o al dettaglio, ivi compresi i centri
commerciali, aventi superficie lorda, comprensiva di servizi e
depositi, nonche’ degli spazi comuni coperti, superiore a 400 mq.

Art. 2

Obiettivi

1. Ai fini della prevenzione incendi, allo scopo di raggiungere i
primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle
persone e alla tutela dei beni contro i rischi di incendio, le
attivita’ commerciali, di cui all’art. 1 del presente decreto, sono
realizzate e gestite in modo da:
a) minimizzare le cause di incendio;
b) garantire la stabilita’ delle strutture portanti al fine di
assicurare il soccorso agli occupanti;
c) limitare la produzione e la propagazione di un incendio
all’interno dei locali;
d) limitare la propagazione di un incendio ad edifici o locali
contigui;
e) assicurare la possibilita’ che gli occupanti lascino il locale
indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
f) garantire la possibilita’ per le squadre di soccorso di operare
in condizioni di sicurezza.

Art. 3

Disposizioni tecniche

1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, e’
approvata la regola tecnica di prevenzione incendi allegata al
presente decreto.

Art. 4

Applicazione delle disposizioni tecniche

1. Le disposizioni riportate nella regola tecnica allegata al
presente decreto si applicano alle attivita’ commerciali di cui
all’art. 1 del presente decreto di nuova realizzazione. Non sussiste
l’obbligo di adeguamento alla regola tecnica allegata al presente
decreto per le attivita’ commerciali esistenti alla data di entrata
in vigore del presente decreto ove si configuri una delle seguenti
situazioni:
a) sia stato rilasciato il certificato di prevenzione incendi, o ne
sia regolarmente in corso il rilascio;
b) siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di modifica,
adeguamento, ristrutturazione o ampliamento sulla base di un progetto
approvato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco.
2. Le disposizioni di cui alla regola tecnica allegata al presente
decreto si applicano, altresi’, alle attivita’ esistenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto ove siano oggetto di
interventi comportanti la loro ristrutturazione, come specificato al
successivo comma 3. Nelle ipotesi in cui tali interventi di
ristrutturazione attengano ad aspetti di ristrutturazione edilizia si
fa riferimento a quanto riportato dall’art. 3 (L), comma 1, lettera
d) del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
3. Qualora gli interventi di ristrutturazione effettuati su
attivita’ esistenti di cui al precedente comma 2 comportino la
sostituzione o modifica di impianti o attrezzature di protezione
attiva antincendio, la modifica parziale delle caratteristiche
costruttive o del sistema di vie di uscita, o aumenti di volume, le
disposizioni previste dalla regola tecnica allegata al presente
decreto si applicano agli impianti o alle parti della costruzione
oggetto degli interventi di modifica ovvero di aumenti di volume. Se
l’aumento di volume e’ superiore al 50% della volumetria esistente,
fermo restando gli adeguamenti sopra prescritti, gli impianti di
protezione attiva antincendio devono essere adeguati, per l’intera
attivita’, alle disposizioni stabilite per le nuove attivita’.
4. I progetti per l’acquisizione del parere di conformita’
presentati ai competenti comandi provinciali, ai sensi dell’art. 2
del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37,
in data antecedente alla entrata in vigore del presente decreto, al
fine della apertura di nuove attivita’ commerciali, sono esaminati
dai comandi medesimi con riferimento alla previgente normativa di
prevenzione incendi.
5. Resta ferma la possibilita’, per ognuna delle situazioni
elencate ai commi 3 e 4 del presente articolo, di avvalersi, su base
volontaria, della presente regola tecnica.

Art. 5

Commercializzazione CE

1. Possono essere impiegati nel campo di applicazione del presente
decreto i prodotti regolamentati dalle disposizioni comunitarie
applicabili ed a queste conformi.
2. Gli estintori portatili, gli estintori carrellati, i liquidi
schiumogeni, i prodotti per i quali e’ richiesto il requisito di
reazione al fuoco diversi da quelli di cui al comma precedente, gli
elementi di chiusura per i quali e’ richiesto il requisito di
resistenza al fuoco, disciplinati in Italia da apposite disposizioni
nazionali, gia’ sottoposte con esito positivo alla procedura di
informazione di cui alla direttiva 98/34/CE, come modificata dalla
direttiva 98/48/CE, che prevedono apposita omologazione per la
commercializzazione sul territorio italiano e, a tale fine, il mutuo
riconoscimento, sono impiegabili nel campo di applicazione del
presente decreto se conformi alle suddette disposizioni.
3. Le tipologie di prodotti non contemplati dai commi 1 e 2,
purche’ legalmente fabbricati o commercializzati in uno degli Stati
membri dell’Unione europea o in Turchia, in virtu’ di specifici
accordi internazionali stipulati con l’Unione europea, ovvero
legalmente fabbricati in uno degli Stati firmatari dell’Associazione
europea di libero scambio (EFTA), parte contraente dell’accordo sullo
spazio economico europeo (SEE), per l’impiego nelle stesse condizioni
che permettono di garantire un livello di protezione, ai fini della
sicurezza antincendio, equivalente a quello prescritto dal presente
decreto, possono essere impiegati nel campo di applicazione del
decreto stesso.

Art. 6

Centri commerciali

1. Per i centri commerciali aventi le caratteristiche di cui
all’art. 1 del presente decreto nei quali coesistono piu’ esercizi
commerciali, il certificato di prevenzione incendi ricomprende anche
le parti comuni a servizio degli stessi esercizi commerciali.

Art. 7

Disposizioni finali

1. Le disposizioni di prevenzione incendi emanate in materia e, in
particolare, con la circolare n. 75 del 3 luglio 1967 recante
«Criteri di prevenzione incendi per grandi magazzini, empori, ecc.»,
e con la lettera circolare n. 5210/4118/4 del 17 febbraio 1975,
recante «Parziali modifiche alla circolare n. 75 del 3 luglio 1967»,
continuano a disciplinare le attivita’ preesistenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto alle condizioni espressamente
indicate nel medesimo provvedimento.
2. Le medesime disposizioni di cui alle predette circolari
continuano, altresi’, a disciplinare le fattispecie espressamente
indicate nel presente decreto.
3. Il presente decreto entra in vigore trenta giorni successivi
alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 27 luglio 2010

Il Ministro: Maroni

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

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