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MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO – 20 febbraio 2008

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO - 20 febbraio 2008 - Individuazione dei criteri di riparto da utilizzare, a decorrere dall'anno 2008, per l'attribuzione fra i singoli comuni dell'incremento del gettito della quota di compartecipazione comunale all'IRPEF. (GU n. 55 del 5-3-2008 )

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 20 febbraio 2008 –

Individuazione dei criteri di riparto da utilizzare, a decorrere
dall’anno 2008, per l’attribuzione fra i singoli comuni
dell’incremento del gettito della quota di compartecipazione comunale
all’IRPEF.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
e con
IL MINISTRO PER GLI AFFARI REGIONALI
E LE AUTONOMIE LOCALI
Visto l’art. 1, comma 189, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
che prevede l’istituzione in favore dei comuni, a decorrere dal
1° gennaio 2007, di una compartecipazione al gettito dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche;
Visto l’art. 1, comma 191, della citata legge n. 296 del 2006, che
stabilisce che, a decorrere dall’esercizio finanziario 2008,
l’incremento del gettito compartecipato, rispetto all’anno 2007,
derivante dalla dinamica dell’imposta sul reddito delle persone
fisiche, e’ ripartito fra i singoli comuni con decreto del Ministero
dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie
locali, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali;
Considerato che il citato comma 191 prevede che i criteri di
riparto devono tenere primariamente conto di finalita’ perequative e
di promuovere lo sviluppo economico;
Visto l’art. 1, comma 702, della citata legge n. 296 del 2006 che
prevede che per l’anno 2008 sono esclusi dal riparto dell’incremento
del gettito compartecipato i comuni che non hanno rispettato il patto
di stabilita’ interno per l’anno 2006;
Viste le comunicazioni pervenute al Ministero dell’interno, ai
sensi dell’art. 1, comma 150, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
da parte degli organi di revisione economico-finanziaria degli enti
locali, attestanti il mancato rispetto degli obiettivi del patto di
stabilita’ interno per l’anno 2006;
Acquisita l’intesa della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali;
Decreta:
Art. 1.
Oggetto del provvedimento ed enti beneficiari
1. Con il presente decreto sono individuati i criteri di riparto da
utilizzare, a decorrere dall’anno 2008, per l’attribuzione fra i
singoli comuni dell’incremento del gettito della quota di
compartecipazione comunale all’IRPEF, come prevista dall’art. 1,
comma 191, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono attribuite ai comuni, con
esclusione di quelli facenti parte delle regioni a statuto speciale
e, per l’anno 2008, di quelli che non hanno rispettato gli obiettivi
del patto di stabilita’ interno per l’anno 2006.

Art. 2.
Individuazione dei criteri di riparto
1. I criteri di riparto da utilizzare, a decorrere dall’anno 2008,
per l’attribuzione fra i singoli comuni dell’incremento del gettito
della quota di compartecipazione comunale all’IRPEF, sono:
a) la condizione di comune sottodotato di risorse ai sensi
dell’art. 9, comma 3 del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244;
b) la condizione di comune sottomedia rispetto al reddito
imponibile nazionale medio ai fini IRPEF.
2. Le risorse annualmente disponibili, relative all’incremento del
gettito della quota di compartecipazione comunale all’IRPEF, sono
ripartite al 50% secondo il criterio di riparto di cui alla
lettera a) del comma 1 e, per il restante 50%, secondo il criterio di
riparto di cui alla lettera b) del comma 1.

Art. 3.
Comuni sottodotati di risorse rispetto alla fascia
demografica di appartenenza
1. Per comuni sottodotati di risorse ai sensi dell’art. 9, comma 3
del decreto legislativo 30 giugno 1997, n. 244, si intendono gli
enti, annualmente individuati, per i quali le risorse a livello
pro-capite sono inferiori a quelle della fascia demografica di
appartenenza.
2. Il calcolo annuale viene effettuato comprendendo i contributi
erariali di parte corrente (ordinario, perequativo e consolidato)
attribuiti per l’esercizio precedente, il gettito dell’imposta
comunale sugli immobili dell’anno 1993 al 4 per mille, al netto
dell’INVIM, e il maggiore gettito dell’addizionale comunale sui
consumi di energia elettrica di cui all’art. 10, comma 11, della
legge 13 maggio 1999, n. 133.
3. Dopo aver individuato le medie di fascia e la media pro-capite
delle risorse di ciascun comune viene eseguito il confronto tra i due
valori e calcolato il differenziale occorrente per l’allineamento
alla media di classe degli enti sottodotati. Tale valore,
moltiplicato per la popolazione dell’ente, determina l’ammontare
della sottodotazione, ossia l’importo complessivo teorico occorrente
per raggiungere una dotazione finanziaria equivalente a quella media
posseduta dagli altri enti appartenenti alla classe.
4. Il contributo spettante al singolo comune viene determinato
proporzionando il valore teorico complessivo necessario per allineare
la generalita’ dei comuni sottodotati alle rispettive medie di fascia
con l’ammontare delle risorse annualmente disponibili ai sensi
dell’art. 2, comma 2.

Art. 4.
Comuni sottomedia rispetto
al reddito imponibile medio nazionale
1. Per comuni sottomedia rispetto al reddito imponibile medio
nazionale ai fini IRPEF si intendono i comuni per i quali, con
riferimento ai dati piu’ aggiornati disponibili annualmente, il
reddito imponibile ai fini IRPEF sia inferiore al valore nazionale
medio.
2. Il calcolo del valore nazionale medio e’ eseguito considerando
il numero dei contribuenti che versano l’imposta e l’imponibile ai
fini IRPEF, costituito dall’ammontare degli imponibili dichiarati dai
contribuenti.
3. Individuati gli enti sottomedia tramite il confronto tra il
valore nazionale medio e il valore medio per contribuente di ciascun
comune si calcola il differenziale occorrente per l’allineamento alla
media nazionale. Il valore del differenziale pro-capite, moltiplicato
per il numero di contribuenti dell’ente, determina l’ammontare della
sottodotazione, ossia l’importo complessivo teorico occorrente per
raggiungere un imponibile medio equivalente a quello medio nazionale.
4. Il contributo spettante al singolo comune viene determinato
proporzionando il valore teorico complessivo necessario per allineare
la generalita’ dei comuni sottomedia alla media nazionale con
l’ammontare delle risorse annualmente disponibili ai sensi dell’art.
2, comma 2.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 20 febbraio 2008
Il Ministro dell’interno
Amato
Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Padoa Schioppa
Il Ministro per gli affari regionali
e le autonomie locali
Lanzillotta

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