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MINISTERO DELL’INTERNO – DECRETO 19 luglio 2006

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 19 luglio 2006 - Modalita' e termini che gli enti locali devono rispettare per accedere alla ripartizione del fondo di cui all'articolo 255, comma 5, del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, emanato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - Fondo 2003. (GU n. 220 del 21-9-2006)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 19 luglio 2006

Modalita’ e termini che gli enti locali devono rispettare per
accedere alla ripartizione del fondo di cui all’articolo 255, comma
5, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali,
emanato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – Fondo 2003.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto il testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali
emanato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e
successive modifiche ed integrazioni, che alla parte II, titolo VIII,
capo II, disciplina il risanamento degli enti locali in stato di
dissesto finanziario;
Visto l’art. 5, comma 1, della legge 28 maggio 2004, n. 140, che ha
sostituito il comma 15 dell’art. 31 della legge 27 dicembre 2002, n.
289, stabilendo che, in attesa che venga data attuazione al titolo V
della parte seconda della Costituzione, le disposizioni del titolo
VIII della parte II del citato testo unico che disciplinano
l’assunzione di mutui per il risanamento finanziario dell’ente locale
dissestato, nonche’ la contribuzione statale sul relativo onere di
ammortamento, non trovano applicazione nei confronti degli enti
locali che hanno deliberato lo stato di dissesto finanziario a
decorrere dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale
18 ottobre 2001, n. 3;
Atteso che, per tutti gli enti che hanno dichiarato il dissesto
finanziario prima dell’entrata in vigore della predetta legge
costituzionale, e’ consentito il ricorso all’indebitamento per il
risanamento finanziario anche con mutui con oneri a carico dello
Stato;
Visto l’art. 256 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli
enti locali emanato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
che detta le modalita’ della liquidazione e del pagamento della massa
passiva rilevata dagli organi straordinari della liquidazione nel
corso della procedura prevista per il risanamento finanziario degli
enti dissestati;
Visto l’art. 255, comma 4, del testo unico il quale indica le
modalita’ di calcolo della rata di ammortamento relativa all’importo
massimo del mutuo finanziato dallo Stato per il risanamento degli
enti dissestati;
Visto l’art. 255, comma 5 del testo unico, cosi’ come modificato
dall’art. 1-septies della legge 31 maggio 2005, n. 88, in base al
quale il fondo costituito ai sensi del comma 4 e’ finalizzato a
favore degli enti locali in stato di dissesto finanziario e le
eventuali disponibilita’ residue del fondo, rinvenienti
dall’utilizzazione dei contributi erariali per un importo inferiore
ai limiti massimi indicati nel comma 4, possono essere destinate, su
richiesta motivata dell’organo consiliare, secondo parametri e
modalita’ definiti con decreto del Ministro dell’interno,
all’assunzione di mutui integrativi per permettere all’ente locale di
realizzare il risanamento finanziario, se non raggiunto con
l’approvazione del rendiconto della gestione;
Considerato che gli importi di cui al comma 4 del citato art. 255
sono stanziati annualmente sul capitolo 7232, relativo all’unita’
previsionale di base del Ministero dell’interno – Amministrazione
civile 3.2.1.2. Finanziamento enti locali;
Rilevato che non tutti gli enti dissestati, per raggiungere il
risanamento finanziario, utilizzano interamente il contributo a loro
disposizione e che la gestione della liquidazione termina con
l’approvazione da parte dell’organo della liquidazione del rendiconto
di cui all’art. 256, comma II, del testo unico, con il quale si
determina la chiusura del risanamento stesso con l’evidenziazione
delle eventuali economie;
Atteso che dall’entrata in vigore del decreto legislativo
23 ottobre 1998, n. 410, le eccedenze di mutuo a carico dello Stato
nonche’ le maggiori entrate nella massa attiva o diminuzioni di
quella passiva devono essere riversate dagli organi straordinari
della liquidazione sul capo X – capitolo 2368, relativo ad entrate
eventuali e diverse del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica iscritto nell’unita’ previsionale di base
6.2.2 «prelevamenti da conti di tesoreria, restituzioni, rimborsi,
recuperi e concorsi vari» al fine precipuo di concorrere al
finanziamento dei mutui integrativi di cui all’art. 255, comma 5 del
testo unico;
Visto il decreto ministeriale n. 50186 del 9 aprile 2001 che ha
istituito il fondo ai sensi del comma 5 dell’art. 255 del citato
testo unico fissando i parametri e le modalita’ per l’assunzione di
mutui integrativi in base al quale e’ stato ripartito il fondo 2001;
Visto il decreto ministeriale n. 3323 del 7 giugno 2004 che ha
disciplinato le modalita’ e i termini per la ripartizione del fondo
2002;
Considerato che i predetti fondi sono stati ripartiti;
Attesa l’intervenuta modifica dell’art. 255, comma 5, del testo
unico e la necessita’ di istituire e ripartire il fondo relativo
all’anno 2003 e che, di conseguenza, occorre regolamentare le
modalita’ e i termini che gli enti locali devono rispettare per
accedere alla sua ripartizione;
Decreta:
Art. 1.
Accesso al fondo
Le richieste di accesso al corrente fondo istituito in base al
comma 5 dell’art. 255 del testo unico emanato con il decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, cosi’ come modificato dall’art.
1-septies della legge 31 maggio 2005, n. 88, devono essere inoltrate
entro il termine perentorio di un mese dalla pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.

Art. 2.
Finalita’
Il fondo e’ finalizzato all’assunzione di mutui integrativi per
permettere all’ente locale di realizzare il risanamento finanziario,
se non raggiunto con l’approvazione del rendiconto della gestione da
parte dell’organo straordinario della liquidazione.

Art. 3.
Ambito soggettivo
I soggetti ammissibili alla fruizione delle eventuali
disponibilita’ del fondo sono gli enti locali che hanno dichiarato lo
stato di dissesto prima dell’entrata in vigore della legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 e che non hanno usufruito delle
ripartizioni dei precedenti fondi, i cui organi straordinari della
liquidazione hanno presentato il rendiconto finale previsto dall’art.
256, comma 11, del testo unico, dopo il 31 dicembre 2002.

Art. 4.
Accesso al fondo
La richiesta motivata del sindaco dell’ente locale deve essere
inoltrata al Ministero dell’interno – Dipartimento per gli affari
interni e territoriali, Direzione centrale della finanza locale,
Ufficio risanamento degli enti locali dissestati, entro un mese dalla
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale. Il
mancato rispetto di tale termine perentorio comporta l’esclusione
dalla partecipazione al fondo per il relativo anno.
Unitamente alla richiesta dovra’ essere fornita la delibera di
consiglio comunale, la delibera di approvazione del rendiconto
dell’organo straordinario della liquidazione, la delibera di
richiesta da parte della commissione per la prosecuzione del
dissesto, nel caso in cui l’ente abbia adottato la procedura
straordinaria di cui agli articoli 268-bis e ter del testo unico,
l’attestazione debitamente compilata allegata al presente decreto
sottoscritta dal sindaco dell’ente, dalla commissione per la
prosecuzione del dissesto, se presente, dai responsabili dei servizi
addetti al patrimonio, dal responsabile del servizio finanziario e
dall’organo di revisione economico-finanziaria.

Art. 5.
Determinazione del fondo
Il fondo e’ costituito dal residuo rinveniente dalla ripartizione
del fondo 2002, dall’ammontare di tutte le quote stabilite dall’art.
255, comma 4, del decreto legislativo n. 267 del 2000, non utilizzate
dagli enti e dalle economie di mutuo riversate dagli stessi allo
Stato, dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 23 ottobre
1998, n. 410, di tutti quegli enti dissestati che hanno avuto
approvato il piano di estinzione o la relativa integrazione tra il
1° gennaio 2003 ed il 31 dicembre 2004, i cui organi straordinari
della liquidazione, alla data della quantificazione, hanno approvato
il rendiconto finale della liquidazione.
La disponibilita’ del fondo, quantificato al momento della
ripartizione, sara’ destinata agli enti richiedenti e legittimati
dalla commissione per la finanza e gli organici degli enti locali,
all’assunzione di mutui integrativi con la cassa depositi e prestiti,
autorizzati dal Ministero dell’interno, con oneri a totale carico
dello Stato.

Art. 6.
Ripartizione
Sono legittimati a partecipare alla ripartizione del fondo, sulla
base dei parametri indicati nei decreti n. 50186 del 9 aprile 2001 e
n. 3323 del 7 giugno 2004, gli enti che dimostrano di non potere far
fronte, con ulteriori interventi a carico del proprio bilancio, al
pagamento delle passivita’ residue, dopo l’utilizzo della massa
attiva realizzata nella gestione della liquidazione.

Art. 7.
Graduatoria
Ai fini della individuazione degli enti beneficiari viene stilata
una graduatoria, articolata sulla somma aritmetica dei quattro indici
come calcolati secondo i parametri di cui all’articolo precedente. Il
fondo, al netto della somma richiesta dagli enti locali che non hanno
usufruito dell’intero contributo a loro disposizione per i quali
l’art. 255, comma 5, del testo unico stabilisce loro una priorita’
nell’assegnazione, dovra’ essere ripartito secondo un sistema
algoritmico sulla base delle accertate necessita’ di ogni ente.

Art. 8.
Disposizioni finali
Continuano ad applicarsi, per quanto compatibili, le disposizioni
dettate dai precedenti decreti ministeriali n. 50186 del 9 aprile e
n. 3323 del 7 giugno 2004.
Roma, 19 luglio 2006
Il Ministro: Amato

Allegato

—-> vedere ALLEGATO da pag. 6 a pag. 7 della G.U. in formato
zip/pdf

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