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MINISTERO DELL’INTERNO

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 2 dicembre 2002, n.276: Regolamento recante norme per la disciplina dei concorsi per l'accesso ai ruoli dei commissari, dei direttori tecnici e dei direttivi medici della Polizia di Stato e dei concorsi per l'accesso al ruolo direttivo speciale ed al ruolo speciale ad esaurimento dei direttori tecnici della Polizia di Stato. (GU n. 298 del 20-12-2002- Suppl. Ordinario n.235)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 2 dicembre 2002, n.276

Regolamento
recante norme per la disciplina dei concorsi per
l’accesso ai
ruoli dei commissari, dei direttori tecnici e dei
direttivi
medici della Polizia di Stato e dei concorsi per l’accesso
al ruolo
direttivo speciale ed al ruolo speciale ad esaurimento dei
direttori
tecnici della Polizia di Stato.

Titolo I
CONCORSI PUBBLICI PER
L’ACCESSO AI RUOLI DEI COMMISSARI,DEI DIRETTORI TECNICI E DEI
DIRETTIVI MEDICI DELLA POLIZIA DI STATOCapo IDisposizioni di carattere
generale
IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la
legge 1 aprile 1981, n. 121, recante il nuovo
ordinamento
dell’Amministrazione della pubblica sicurezza;
Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n.
335,
concernente l’ordinamento del personale della Polizia di Stato
che
espleta funzioni di polizia;
Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 24 aprile 1982, n.
337, concernente l’ordinamento del
personale della Polizia di Stato
che espleta attivita’
tecnico-scientifica o tecnica;
Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 24 aprile 1982, n.
338, concernente l’ordinamento del
personale dei ruoli professionali
dei sanitari della Polizia di
Stato;
Visto il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334,
recante il
riordino dei ruoli del personale dirigente e direttivo
della Polizia
di Stato, a norma dell’articolo 5, comma 1, della
legge 31 marzo
2000, n. 78;
Visti i decreti legislativi 3 maggio
2001, n. 201, e 28 dicembre
2001, n. 477, recanti disposizioni
integrative e correttive del
decreto legislativo 5 ottobre 2000, n.
334;
Visti gli articoli 3, commi 3 e 4, 31, commi 3 e 4, e
l’articolo
46, commi 2 e 2-bis, del decreto legislativo n. 334
del 2000, e
successive modificazioni, ai sensi dei quali
il Ministro
dell’interno, con proprio regolamento, individua le
eventuali forme
di preselezione per la partecipazione ai concorsi
per l’accesso ai
ruoli dei commissari, dei direttori tecnici e dei
direttivi medici,
le prove di esame, scritte ed orali, le modalita’
di svolgimento dei
concorsi, di composizione delle commissioni
esaminatrici e di
formazione delle graduatorie, nonche’ le
modalita’ di determinazione
dei posti disponibili per i concorsi
interni nel rispetto del limite
del venti per cento;
Visto
l’articolo 16, comma 3, del decreto legislativo n. 334 del
2000, e
successive modificazioni, ai sensi del quale il
Ministro
dell’interno, con proprio regolamento, individua le prove
di esame,
scritte ed orali, le modalita’ di svolgimento del
concorso interno
per titoli di servizio ed esame per l’accesso al
ruolo direttivo
speciale della Polizia di Stato, le modalita’ di
composizione della
commissione esaminatrice e di formazione della
graduatoria, nonche’
le categorie dei titoli da ammettere a
valutazione ed i punteggi
massimi da attribuire a ciascuna di esse;

Visto l’articolo 25, comma 5, del decreto legislativo n. 334
del
2000, ai sensi del quale, con il medesimo regolamento, si provvede
ad
individuare le modalita’ di espletamento dei concorsi, per titoli
ed
esame, per l’accesso al ruolo direttivo speciale nella
fase
transitoria, la composizione delle commissioni esaminatrici,
le
materie oggetto dell’esame, le categorie dei titoli da
ammettere a
valutazione ed i punteggi massimi da attribuire a ciascuna
di esse;
Visto l’articolo 41, comma 8, del decreto legislativo n.
334 del
2000, ai sensi del quale, con il medesimo regolamento, si
provvede,
altresi’, ad individuare le modalita’ di espletamento del
concorso
per titoli ed esame per l’accesso al ruolo speciale ad
esaurimento
dei direttori tecnici della Polizia di Stato, la
composizione delle
commissioni esaminatrici, le materie oggetto
dell’esame, le categorie
dei titoli da ammettere a valutazione ed
il punteggio massimo da
attribuire a ciascuna di esse;
Considerato
che per rispetto dei principi di semplificazione
amministrativa
e di economia degli strumenti giuridici si ravvisa
l’opportunita’
di emanare un unico regolamento, anche per la stretta
analogia delle
procedure concorsuali, pur nella diversificazione dei
ruoli e delle
funzioni;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
n. 400;
Sentito il parere delle organizzazioni sindacali del
personale
della Polizia di Stato maggiormente rappresentative a
livello
nazionale;
Udito il parere del Consiglio di Stato,
espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza
del 19 luglio 2002;
Ritenuto di non poter condividere il citato
parere del Consiglio di
Stato, con riferimento alla composizione della
commissione incaricata
degli accertamenti attitudinali ed, in
particolare, alla nomina di
due membri esterni, in considerazione
del fatto che l’accertamento
dell’attitudine ai servizi di polizia
e’ opportuno venga effettuato
da appartenenti ai ruoli della
Polizia di Stato specificamente
selezionati, la cui competenza
professionale, compiutamente
consolidata dalla diuturna pratica
d’ufficio, assicura la necessaria
esperienza nello specifico settore;

Ritenuto di non poter altresi’ condividere il citato parere
del
Consiglio di Stato, con riferimento alla necessita’ che
la
commissione d’esame, qualora abbia attribuito ad uno dei
due
elaborati scritti un punteggio inferiore a quello minimo
prescritto,
provveda comunque alla correzione del secondo
elaborato, in
considerazione delle esigenze di economicita’
dell’azione
amministrativa che non rendono opportuna tale
ulteriore fase
concorsuale, posto che il voto di insufficiente
attribuito al primo
elaborato non puo’ essere modificato in
relazione alla valutazione
del secondo per quanto positiva essa possa
essere;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri, ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge, n. 400
del 1988, con
nota n. 333.A/9802.A.98 del 26 novembre 2002;

Adotta
il seguente
regolamento:
Art. 1.

Determinazione dei posti disponibili per i concorsi
1. Il numero
dei posti da mettere a concorso per le qualifiche
iniziali dei
ruoli dei commissari, dei direttori tecnici e dei
direttivi
medici della Polizia di Stato sono stabiliti con decreto
del capo
della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza.
Ai sensi
degli articoli 3, comma 4, 31, comma 4 e 46 comma 2-bis del
decreto
legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, e
successive
modificazioni, il medesimo decreto determina, nel rispetto
del limite
del venti per cento dei posti complessivamente
determinati per
ciascun ruolo, il numero dei posti da riservare ai
corrispondenti
concorsi interni.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’
stato redatto
dall’amministrazione competente per
materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico
delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei
decreti del Presidente della
Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della
Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio.
Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:

– Il testo dell’art. 5, comma 1, della legge 31 marzo

2000, n. 78, e’ il seguente:
“Art. 5 (Delega al
Governo per il riordino della
Polizia di Stato). – 1. Il
Governo e’ delegato ad emanare,
entro il termine di cui
all’art. 1, comma 1, uno o piu’
decreti legislativi per la
revisione dell’ordinamento del
personale dei ruoli di
cui alla legge 1 aprile 1981, n.
121, secondo i seguenti
principi e criteri direttivi:
a) riordinamento dei
ruoli del personale direttivo e
dirigente della Polizia di
Stato, mediante soppressione o
istituzione di nuovi ruoli
o qualifiche, anche prevedendo
la qualifica apicale di
dirigente generale di livello B con
consistenza organica
adeguata alle funzioni da assolvere e
all’armonico
sviluppo delle carriere, con conseguente

rideterminazione del livello dirigenziale del prefetto

avente funzioni di Capo della Polizia – Direttore generale

della pubblica sicurezza, al fine di assicurare la

sovraordinazione gerarchica di cui all’art. 65 della legge

1 aprile 1981, n. 121, ed il mantenimento della posizione

funzionale connessa all’esercizio delle sue attribuzioni,

provvedendo anche alla revisione delle modalita’ di

accesso, dei relativi corsi di formazione in modo coerente

con la riforma dei cicli universitari e dell’avanzamento,

prevedendo, per i ruoli di nuova istituzione, le relative

funzioni, ad esclusione di quelle che comportano una

specifica qualificazione;
b) integrazione delle
disposizioni relative
all’accesso alle qualifiche
dirigenziali della Polizia di
Stato, prevedendo che
l’accesso alla qualifica di primo
dirigente possa
avvenire, per un’aliquota predeterminata e
comunque non
inferiore al venti per cento delle vacanze,
mediante
concorso, per titoli ed esami, riservato al
personale,
in possesso del diploma di laurea

rispettivamente prescritto, dei ruoli dei commissari, dei

direttori tecnici e dei sanitari e conseguente

determinazione delle relative disposizioni di raccordo;

c) previsione che i dirigenti della Polizia di Stato

possano essere temporaneamente collocati, entro limiti

determinati, non superiori al 5 per cento della dotazione

organica, e per particolari esigenze di servizio, in

posizione di disponibilita’, anche per incarichi

particolari o a tempo determinato assicurando comunque la

possibilita’, per l’Amministrazione, di provvedere al

conferimento degli incarichi dirigenziali per i posti di

funzione non coperti;
d) adeguamento delle
disposizioni concernenti l’eta’
pensionabile e il
trattamento pensionistico, gia’ in vigore
per il personale
della Polizia di Stato, tenendo conto,
relativamente
all’eta’ pensionabile, delle disposizioni in
vigore per il
personale dei corrispondenti ruoli delle
Forze di polizia
anche ad ordinamento militare;
e) previsione
dell’abrogazione dell’art. 51 della
legge 10 ottobre 1986,
n. 668;
f) previsione delle occorrenti
disposizioni
transitorie.”.
– Il testo
dell’art. 3, commi 3 e 4, del decreto
legislativo 5
ottobre 2000, n. 334, e’ il seguente:
“Art. 3 (Accesso
alla carriera dei funzionari di
polizia).

1. – 2. (Omissis).
3. Con regolamento del Ministro
dell’interno, da
emanare ai sensi dell’art. 17, comma
3, della legge
23 agosto 1988, n. 400, sono previste le
eventuali forme di
preselezione per la partecipazione al
concorso di cui al
comma 1, le prove d’esame, scritte e
orali, le prime in
numero non inferiore a due, le modalita’
di svolgimento dei
concorsi, di composizione delle
commissioni esaminatrici e
di formazione delle graduatorie.

4. Nel limite del venti per cento dei posti

disponibili, determinati con le modalita’ stabilite dal

regolamento di cui al comma 3, l’accesso alla qualifica

iniziale del ruolo dei commissari avviene mediante concorso

interno, per titoli e per esami, consistenti nelle prove

previste per il concorso di cui al comma 1, al quale e’

ammesso a partecipare il personale della Polizia di Stato

in possesso del prescritto diploma di laurea e dei

requisiti attitudinali richiesti, il quale non abbia

riportato, nei tre anni precedenti, la sanzione

disciplinare della deplorazione o altra sanzione piu’ grave

ed abbia riportato, nello stesso periodo, un giudizio

complessivo non inferiore a “buono . Per il personale con

qualifica inferiore a quella di vice ispettore o qualifica

corrispondente e’ richiesta un’anzianita’ di servizio di

almeno tre anni alla data del bando che indice il

concorso.”.
– Il testo dell’art. 31, commi 3 e 4,
del decreto
legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, e’ il
seguente:
“Art. 31 (Accesso ai ruoli dei direttivi
tecnici).
1. – 2. (Omissis).
3. Con il
regolamento di cui all’art. 3, comma 3, sono
previste le
eventuali forme di preselezione per la
partecipazione
al concorso di cui al comma 1, le prove di
esame sulle
materie attinenti ai profili professionali,
scritte e
orali, le prime in numero non inferiore a due, le
modalita’
di svolgimento dei concorsi, di composizione
delle
commissioni esaminatrici e di formazione delle

graduatorie, le categorie dei titoli da ammettere a

valutazione ed il punteggio da attribuire a ciascuna di

esse.
4. Nel limite del venti per cento dei
posti
disponibili, determinati con le modalita’
stabilite dal
regolamento di cui al comma 3, l’accesso
alla qualifica
iniziale dei ruoli dei direttori tecnici
avviene mediante
concorso interno, per titoli e per esami,
consistenti nelle
prove previste per il concorso di cui al
comma 1, al quale
e’ ammesso a partecipare il personale
della Polizia di
Stato in possesso del prescritto diploma
di laurea e degli
altri requisiti, anche attitudinali,
richiesti, il quale
non abbia riportato, nei tre anni
precedenti, la sanzione
disciplinare della deplorazione o
altra sanzione piu’ grave
ed abbia riportato, nello
stesso periodo, un giudizio
complessivo non inferiore a
“buono . Per il personale con
qualifica inferiore a
quella di vice perito o qualifica
corrispondente e’
richiesta un’anzianita’ di servizio di
almeno tre anni
alla data del bando che indice il
concorso.”.

– Il testo dell’art. 46, commi 2 e 2-bis, del decreto

legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, e’ il seguente:

“Art. 46 (Accesso al ruolo dei direttivi medici).
1.
(Omissis).
2. Con il regolamento di cui all’art. 3,
comma 3, sono
previste le eventuali forme di
preselezione per la
partecipazione al concorso, le
prove di esame scritte ed
orali, le prime in numero non
inferiore a due, le modalita’
di svolgimento del
concorso, di composizione della
commissione esaminatrice
e di formazione della graduatoria,
le categorie dei
titoli da ammettere a valutazione ed il
punteggio da
attribuire a ciascuna di esse.
2-bis. Nel limite del
venti per cento dei posti
disponibili, determinati con
le modalita’ stabilite dal
regolamento di cui al comma
2, l’accesso alla qualifica
iniziale del ruolo dei
direttivi medici avviene mediante
concorso interno, per
titoli e per esami, consistenti nelle
prove previste per il
concorso di cui al comma 1, al quale
e’ ammesso a
partecipare il personale della Polizia di
Stato in
possesso del prescritto diploma di laurea e degli
altri
requisiti, anche attitudinali, richiesti, il quale
non
abbia riportato, nei tre anni precedenti, la sanzione

disciplinare della deplorazione o altra sanzione piu’ grave

ed abbia riportato, nello stesso periodo, un giudizio

complessivo non inferiore a “buono . Per il personale con

qualifica inferiore a quella di vice ispettore o

corrispondente e’ richiesta un’anzianita’ di servizio di

almeno tre anni alla data del bando che indice il

concorso.”.
– Il testo dell’art. 16 del decreto
legislativo
5 ottobre 2000, n. 334, e’ il seguente:

“Art. 16 (Accesso al ruolo direttivo speciale). – 1.

Alla qualifica iniziale del ruolo direttivo speciale si

accede, nei limiti dei posti disponibili nella relativa

dotazione organica e, salvo quanto previsto dall’art. 24,

mediante concorso interno, per titoli di servizio ed esame,

consistente in due prove scritte e in un colloquio. Il

concorso e’ riservato al personale del ruolo degli

ispettori della Polizia di Stato con la qualifica di

ispettore superiore-sostituto ufficiale di pubblica

sicurezza, in possesso del titolo di studio di scuola media

superiore o equivalente.
2. Non e’ ammesso al
concorso il personale che alla
data del relativo bando abbia
riportato:
a) nei tre anni precedenti, un giudizio
complessivo
inferiore a “distinto”;
b)
nell’anno precedente, la sanzione disciplinare
della pena
pecuniaria;
c) nei tre anni precedenti, la sanzione
disciplinare
della deplorazione;
d) nei
cinque anni precedenti, la sanzione
disciplinare
della sospensione dal servizio.
3. Le prove di esame,
scritte e orali, le modalita’ di
svolgimento del concorso,
di composizione della commissione
esaminatrice e di
formazione della graduatoria sono
stabilite con
regolamento del Ministro dell’interno da
emanare ai
sensi dell’art. 17, comma 3, della legge
23 agosto
1988, n. 400, entro sei mesi dalla data di
entrata in
vigore del presente decreto. Con il medesimo
regolamento
sono individuate le categorie dei titoli da
ammettere a
valutazione, tra le quali assume particolare
rilevanza
l’anzianita’ di effettivo servizio nel ruolo
degli
ispettori e i punteggi massimi da attribuire a

ciascuna di esse.
4. A coloro che partecipano al
concorso di cui al
comma 1, si applicano le disposizioni
di cui all’art. 24
della legge 1 febbraio 1989, n. 53.

5. Durante il periodo di frequenza del corso il

personale interessato e’ collocato in aspettativa ai sensi

dell’art. 28 della legge 10 ottobre 1986, n. 668.”.

Il testo dell’art. 25 del decreto legislativo
5
ottobre 2000, n. 334, e’ il seguente:
“Art. 25
(Disposizioni transitorie per l’accesso al
ruolo direttivo
speciale). – 1. In sede di prima attuazione
del presente
decreto, alla qualifica di vice commissario
del ruolo
direttivo speciale accedono mediante concorso,
per titoli
ed esame, consistente in una prova scritta e in
un
colloquio, gli appartenenti al ruolo degli ispettori

della Polizia di Stato, con la qualifica di ispettore

superiore-sostituto ufficiale di pubblica sicurezza, in

possesso dei requisiti previsti dal comma 2. I concorsi

sono indetti annualmente, a partire dal 2001 e fino al

2005, per il numero dei posti disponibili ai sensi

dell’art. 24.
2. Ai concorsi puo’ partecipare il
suddetto personale
in possesso del titolo di studio di
scuola media superiore
o equivalente, appartenente al
ruolo degli ispettori al
31 agosto 1995, che al 1
gennaio di ciascuno degli anni
indicati al comma 1 ha
maturato almeno dieci anni di
effettivo servizio nel
ruolo, ovvero, tre anni nella
qualifica di ispettore
superiore-sostituto ufficiale di
pubblica sicurezza e che,
alla data dei relativi bandi, non
si trovi nelle
condizioni ostative previste dall’art. 16,
comma 2. Al
medesimo personale si applicano le disposizioni
di cui
all’art. 24 della legge 1 febbraio 1989, n. 53.
3. I
vincitori dei concorsi di cui ai commi precedenti
sono
nominati vice commissari del ruolo direttivo speciale
e
frequentano un corso di formazione di nove mesi presso

l’Istituto Superiore di Polizia, comprensivo di un

tirocinio operativo della durata di tre mesi presso

strutture della Polizia di Stato. Ai medesimi si applicano

le disposizioni di cui all’art. 16, comma 5. Si applicano

le disposizioni di cui all’art. 18, ma i periodi massimi di

assenza di cui al comma 1, lettera e), del medesimo

articolo, e quelli di cui all’art. 5, comma 2, sono ridotti

della meta’.
4. I vice commissari che hanno concluso con
profitto il
corso di formazione sono confermati nel
ruolo direttivo
speciale con la qualifica di
commissario del ruolo
direttivo speciale, secondo
l’ordine della graduatoria di
fine corso. Ai predetti si
applicano le disposizioni di cui
all’art. 17, commi 5, 6, 7
e 8.
5. Le modalita’ di espletamento dei concorsi,
la
composizione delle commissioni esaminatrici, le
materie
oggetto dell’esame, le categorie dei titoli da
ammettere a
valutazione, il punteggio massimo da attribuire
a ciascuna
categoria di titoli, nonche’ le modalita’ di
svolgimento
del corso di formazione, del tirocinio
operativo, di
valutazione finale del profitto ed i
criteri per la
formazione della graduatoria di fine corso,
sono stabiliti,
rispettivamente, con il regolamento di
cui all’art. 16,
comma 3 e con quello di cui all’art. 17,
comma 4.”.
– Il testo dell’art. 41 del decreto
legislativo
5 ottobre 2000, n. 334, e’ il seguente:

“Art. 41 (Accesso al ruolo speciale ad esaurimento dei

direttori tecnici). – 1. Alla qualifica iniziale del ruolo

speciale ad esaurimento dei direttori tecnici accedono,

mediante concorso, per titoli ed esame, consistente in una

prova scritta ed un colloquio, gli appartenenti al ruolo

dei periti tecnici in servizio alla data di entrata in

vigore del presente decreto, in possesso del titolo di

studio di scuola media superiore o equivalente, che

rivestono la qualifica di perito tecnico superiore.
2.
I concorsi sono indetti, a partire dal 2001, nei

contingenti fissati per ciascun profilo professionale con

il decreto del Ministro dell’interno di cui al comma 4

dell’art. 40.
3. Non e’ ammesso al concorso il
personale che alla
data del relativo bando abbia riportato:

a) nei tre anni precedenti, un giudizio complessivo

inferiore a “distinto”;
b) nell’anno
precedente la sanzione disciplinare
della pena
pecuniaria;
c) nei tre anni precedenti, la sanzione
disciplinare
della deplorazione;
d) nei
cinque anni precedenti, la sanzione
disciplinare
della sospensione dal servizio.
4. A coloro che
partecipano al concorso di cui al comma
1, si applicano
le disposizioni di cui all’art. 24 della
legge 1 febbraio
1989, n. 53.
5. I vincitori del concorso di cui al
comma 1 sono
nominati vice direttori tecnici del ruolo
speciale ad
esaurimento e frequentano un corso di
formazione di nove
mesi, comprensivo di un tirocinio
operativo della durata di
tre mesi presso strutture della
Polizia di Stato, in uno
degli istituti di istruzione di cui
all’art. 60 della legge
1 aprile 1981, n. 121. Durante tale
periodo gli stessi sono
collocati in aspettativa ai sensi
dell’art. 28 della legge
10 ottobre 1986, n. 668.

6. Si applicano le disposizioni di cui all’art. 18,

salvo che per i periodi massimi di assenza di cui al comma

1, lettera e), del medesimo articolo e quelli di cui

all’art. 5, comma 2, che sono ridotti della meta’.
7. I
vice direttori tecnici del ruolo speciale ad

esaurimento che hanno concluso con profitto il corso di

formazione sono confermati nel ruolo con la qualifica di

direttore tecnico del ruolo speciale ad esaurimento secondo

l’ordine della graduatoria di fine corso. Ai predetti si

applicano le disposizioni di cui all’art. 17, commi 6, 7 e

8.
8. Le modalita’ di espletamento dei concorsi,
la
composizione delle commissioni esaminatrici, le
materie
oggetto dell’esame, le categorie dei titoli da
ammettere a
valutazione, il punteggio massimo da attribuire
a ciascuna
categoria di titoli, nonche’ le modalita’ di
svolgimento
del corso di formazione, del tirocinio
operativo, di
valutazione finale del profitto ed i
criteri per la
formazione della graduatoria finale,
sono stabiliti,
rispettivamente, con il regolamento di
cui all’art. 16,
comma 3 e con quello di cui all’art. 17,
comma 4.”.
– Il testo dell’art. 17, comma 3, della legge
23 agosto
1988, n. 400, e’ il seguente:
“3.
Con decreto ministeriale possono essere adottati

regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di

autorita’ sott’ordinate al Ministro, quando la legge

espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per

materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere

adottati con decreti interministeriali, ferma restando la

necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.

I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono

dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati

dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente

del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.”.

Nota all’art. 1:
– Per il testo dell’art. 3, comma
4, dell’art. 31,
comma 4 e dell’art. 46, comma 2-bis del
decreto legislativo
5 ottobre 2000, n. 334, si veda in note
alle premesse.

Art. 2.

Requisiti di partecipazione ed esclusione dai concorsi
1. I
requisiti per la partecipazione ai concorsi per l’accesso ai
ruoli
dei commissari, dei direttori tecnici e dei direttivi medici
della
Polizia di Stato sono i seguenti:
a) cittadinanza italiana;
b)
godimento dei diritti politici;
c) qualita’ morali e di condotta
previste dall’articolo 35, comma
6, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165.
2. Per la partecipazione ai concorsi per l’accesso
al ruolo dei
commissari, oltre ai requisiti di cui al comma 1,
sono previsti i
seguenti:
a) limite di eta’ stabilito dal decreto
del Ministro dell’interno
6 aprile 1999, n. 115, adottato ai sensi
dell’articolo 3, comma 6,
della legge 15 maggio 1997, n. 127;
b)
titolo di studio indicato nel decreto
interministeriale
previsto dall’articolo 3, comma 2, del decreto
legislativo 5 ottobre
2000, n. 334, e successive modificazioni; sono
fatti salvi i diplomi
di laurea in giurisprudenza e in scienze
politiche rilasciati secondo
l’ordinamento didattico vigente prima
del suo adeguamento ai sensi
dell’articolo 17, comma 95, della
legge 15 maggio 1997, n. 127, e
delle sue disposizioni attuative;

c) idoneita’ fisica, psichica e attitudinale al servizio
di
polizia.
3. Per la partecipazione ai concorsi per l’accesso
ai ruoli dei
direttori tecnici, oltre ai requisiti di cui al
comma 1, sono
previsti i seguenti:
a) titolo di studio
indicato nel decreto interministeriale
previsto dall’articolo 3,
comma 2, del decreto legislativo 5 ottobre
2000, n. 334, e successive
modificazioni; sono fatti salvi i diplomi
di laurea previsti dalle
disposizioni vigenti rilasciati secondo
l’ordinamento didattico
vigente prima del suo adeguamento ai sensi
dell’articolo 17, comma
95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e
delle sue disposizioni
attuative;
b) abilitazione all’esercizio professionale ove
prevista dal
decreto di cui alla lettera a);
c) idoneita’ fisica,
psichica e attitudinale all’espletamento dei
compiti professionali.

4. Per la partecipazione ai concorsi per l’accesso al ruolo
dei
direttivi medici, oltre ai requisiti di cui al comma 1, sono
previsti
i seguenti:
a) laurea in medicina e chirurgia;
b)
abilitazione all’esercizio della professione medica
ed
iscrizione al relativo albo professionale;
c) idoneita’ fisica,
psichica e attitudinale all’espletamento dei
compiti professionali.

5. I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza
del
termine utile per la presentazione delle domande di partecipazione
al
concorso.
6. Ai concorsi non sono ammessi coloro che sono stati
espulsi dalle
Forze armate, dai Corpi militarmente organizzati o
destituiti da
pubblici uffici, dispensati dall’impiego per
persistente
insufficiente rendimento, ovvero decaduti da un impiego
statale, ai
sensi dell’articolo 127, primo comma, lettera d), del
decreto del
Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, nonche’
coloro che
hanno riportato condanna a pena detentiva per reati non
colposi o
sono stati sottoposti a misura di prevenzione.
7.
Costituisce, inoltre, causa ostativa alla partecipazione
ai
concorsi l’espulsione da uno dei corsi di formazione
finalizzati
all’immissione nel ruolo per il quale si concorre.
8.
L’Amministrazione provvede d’ufficio ad accertare il requisito
della
condotta e delle qualita’ morali e quello dell’idoneita’
fisica,
psichica e attitudinale al servizio, nonche’ le cause
di
risoluzione di precedenti rapporti di pubblico impiego.
9.
L’esclusione dal concorso e’ disposta con decreto motivato del
capo
della Polizia – Direttore generale della pubblica sicurezza.

Note all’art. 2:
– Il testo
dell’art. 35, comma 6, del decreto
legislativo 30 marzo
2001, n. 165, e’ il seguente:
“Art. 35 (Reclutamento del
personale).
1. – 5. (Omissis).
6. Ai
fini delle assunzioni di personale presso la
Presidenza
del Consiglio dei Ministri e le amministrazioni
che
esercitano competenze in materia di difesa e sicurezza
dello
Stato, di polizia, di giustizia ordinaria,

amministrativa, contabile e di difesa in giudizio dello

Stato, si applica il disposto di cui all’art. 26 della

legge 1 febbraio 1989, n. 53, e successive modificazioni ed

integrazioni.”.
– Il testo dell’art. 3, comma 6, della
legge 15 maggio
1997, n. 127, e’ il seguente:

“Art. 3 (Disposizioni in materia di dichiarazioni

sostitutive e di semplificazione delle domande di

ammissione agli impieghi).
1. – 5. (Omissis).

6. La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche

amministrazioni non e’ soggetta a limiti di eta’, salvo

deroghe dettate da regolamenti delle singole

amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad

oggettive necessita’ dell’amministrazione.”.
– Il
testo dell’art. 3., comma 2, del decreto
legislativo 5
ottobre 2000, n. 334, e’ il seguente:
“Art. 3 (Accesso
alla carriera dei funzionari di
polizia).

1. (Omissis).
2. Con decreto del Ministro
dell’interno di concerto
con il Ministro per la funzione
pubblica e con il Ministro
dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca sono
indicati la
classe di appartenenza dei corsi di studio ad
indirizzo
giuridico ed economico il cui superamento
costituisce
condizione per la partecipazione al concorso.
Sono fatti
salvi i diplomi di laurea in giurisprudenza e in
scienze
politiche rilasciati secondo l’ordinamento
didattico
vigente prima del suo adeguamento ai sensi
dell’art.
17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127
e delle sue
disposizioni attuative.”.
– Il testo dell’art. 17,
comma 95, della legge
15 maggio 1997, n. 127, e’ il
seguente:
“Art. 17 (Ulteriori disposizioni in
materia di
semplificazione dell’attivita’
amministrativa e di
smaltimento dei procedimenti di
decisione e di controllo).
– 95. L’ordinamento degli studi
dei corsi universitari, con
esclusione del dottorato di
ricerca, e’ disciplinato dagli
atenei, con le modalita’ di
cui all’art. 11, commi 1 e 2,
della legge 19 novembre
1990, n. 341, in conformita’ a
criteri generali
definiti, nel rispetto della normativa
comunitaria
vigente in materia, sentiti il consiglio
universitario
nazionale e le Commissioni parlamentari
competenti,
con uno o piu’ decreti del Ministro

dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica,

di concerto con altri Ministri interessati, limitatamente

ai criteri relativi agli ordinamenti per i quali il

medesimo concerto e’ previsto alla data di entrata in

vigore della presente legge, ovvero da disposizioni dei

commi da 96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui

al presente comma determinano altresi’:
a) con
riferimento ai corsi di cui al presente comma,
accorpati per
aree omogenee, la durata, anche eventualmente
comprensiva
del percorso formativo gia’ svolto, l’eventuale
serialita’
dei predetti corsi e dei relativi titoli, gli
obiettivi
formativi qualificanti, tenendo conto degli
sbocchi
occupazionali e della spendibilita’ a livello

internazionale, nonche’ la previsione di nuove tipologie di

corsi e di titoli universitari, in aggiunta o in

sostituzione a quelli determinati dagli articoli 1, 2, 3,

comma 1 e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341,

anche modificando gli ordinamenti e la durata di quelli di

cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178, in

corrispondenza di attivita’ didattiche di base,

specialistiche, di perfezionamento scientifico di alta

formazione permanente e ricorrente;
b) modalita’ e
strumenti per l’orientamento e per
favorire la mobilita’
degli studenti, nonche’ la piu’ ampia
informazione sugli
ordinamenti degli studi, anche
attraverso
l’utilizzo di strumenti informatici e
telematici;

c) modalita’ di attivazione da parte di universita’

italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi

universitari di cui al presente comma, nonche’ di dottorati

di ricerca, anche in deroga alle disposizioni di cui al

capo II del titolo III del decreto del Presidente della

Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.”.
– Il testo
dell’art. 127, comma primo, del decreto del
Presidente
della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e’ il
seguente:

“Art. 127 (Decadenza). – 1. Oltre che nel caso previsto

dall’art. 63 l’impiegato incorre nella decadenza

dall’impiego:
a) quando perda la cittadinanza
italiana;
b) quando accetti una missione o altro
incarico da
una autorita’ straniera senza autorizzazione
del Ministro
competente;
c) quando, senza
giustificato motivo, non assuma o
non riassuma servizio
entro il termine prefissogli, ovvero
rimanga assente
dall’ufficio per un periodo non inferiore a
quindici giorni
ove gli ordinamenti particolari delle
singole
amministrazioni non stabiliscano un termine piu’
breve;

d) quando sia accertato che l’impiego fu conseguito

mediante la produzione di documenti falsi o viziati da

invalidita’ non sanabile.
La decadenza di cui
alle lettere c) e d) e’ disposta
sentito il consiglio di
amministrazione.”.

Art. 3.

Bando di concorso
1. I concorsi sono indetti
su base nazionale, con decreto del capo
della Polizia – Direttore
generale della pubblica sicurezza da
pubblicarsi nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, nel
quale sono indicati:
a)
il numero dei posti messi a concorso;
b) il numero dei posti
riservati dalla legge a favore di
determinate categorie;
c) i
requisiti per la partecipazione al concorso;
d) i documenti
prescritti;
e) il termine e le modalita’ di presentazione delle
domande di
partecipazione al concorso e dei documenti di cui alla
precedente
lettera d);
f) il giorno, l’ora ed il luogo di
svolgimento delle prove
scritte, ovvero la data della Gazzetta
Ufficiale nella quale sara’
pubblicato il diario delle prove. La
pubblicazione ha valore di
notifica a tutti gli effetti;
g) le
materie oggetto delle prove d’esame e la votazione minima
da
conseguire;
h) il riferimento alla legge 10 aprile 1991, n.
125, che
garantisce pari opportunita’ tra uomini e donne per
l’accesso al
lavoro;
i) titoli di preferenza di cui
all’articolo 5, comma 4, del
decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, e
successive modificazioni, nonche’
i termini e le modalita’ della loro
presentazione;
l) ogni altra
prescrizione o notizia ritenuta utile.
2. Nei concorsi per
l’accesso ai ruoli dei direttori tecnici, il
bando di concorso,
oltre a quanto previsto dal comma 1, deve
indicare:
a) il
numero dei posti messi a concorso per ciascun ruolo, con
la
ripartizione tra i profili professionali;
b) le categorie di
titoli valutabili, il punteggio massimo
attribuibile a ciascuna
di esse, le modalita’ ed i termini di
presentazione della
relativa documentazione.
3. Nei concorsi per l’accesso al ruolo
dei direttivi medici, il
bando di concorso, oltre a quanto previsto
dal comma 1, deve indicare
le categorie di titoli valutabili, il
punteggio massimo attribuibile
a ciascuna di esse, le modalita’ ed i
termini di presentazione della
relativa documentazione.

Nota all’art. 3:
– Il testo dell’art. 5,
comma 4, del decreto del
Presidente della Repubblica 9
maggio 1994, n. 487, e’ il
seguente:
“Art. 5
(Categorie riservatarie e preferenze).
1. – 3
(Omissis).
4. Le categorie di cittadini che nei
pubblici concorsi
hanno preferenza a parita’ di merito e a
parita’ di titoli
sono appresso elencate. A parita’ di
merito i titoli di
preferenza sono:
1) gli
insigniti di medaglia al valore militare;
2) i
mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti;
3) i
mutilati ed invalidi per fatto di guerra;
4) i
mutilati ed invalidi per servizio nel settore
pubblico e
privato;
5) gli orfani di guerra;
6)
gli orfani dei caduti per fatto di guerra;
7) gli
orfani dei caduti per servizio nel settore
pubblico e
privato;
8) i feriti in combattimento;

9) gli insigniti di croce di guerra o di altra

attestazione speciale di merito di guerra, nonche’ i capi

di famiglia numerosa;
10) i figli dei mutilati e
degli invalidi di guerra
ex combattenti;
11)
i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto
di
guerra;
12) i figli dei mutilati e degli
invalidi per
servizio nel settore pubblico e privato;

13) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i

fratelli vedovi o non sposati dei caduti in guerra;

14) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i

fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di

guerra;
15) i genitori vedovi non risposati e le
sorelle ed i
fratelli vedovi o non sposati dei caduti per
servizio nel
settore pubblico o privato;
16)
coloro che abbiano prestato servizio militare
come
combattenti;
17) coloro che abbiano prestato
lodevole servizio a
qualunque titolo, per non
meno di un anno
nell’amministrazione che ha indetto il
concorso;
18) i coniugati e i non coniugati con
riguardo al
numero dei figli a carico;
19)
gli invalidi ed i mutilati civili;
20) militari
volontari delle Forze armate congedati
senza demerito al
termine della ferma o rafferma.”.

Art. 4.
Domande di partecipazione ai concorsi
1.
Le domande di partecipazione ai concorsi, compilate su
modelli
cartacei o telematici predisposti a cura dell’Amministrazione,
devono
essere presentate, entro il termine perentorio di trenta
giorni a
decorrere dalla data di pubblicazione del bando, alla
questura della
provincia ove il candidato risiede o agli altri
enti indicati nel
bando di concorso, secondo le modalita’ stabilite
nel bando stesso.
2. Ai fini della verifica del rispetto del
termine previsto dal
comma 1, per le domande trasmesse a mezzo posta
fa fede il timbro a
data dell’ufficio postale accettante a mezzo
di raccomandata con
avviso di ricevimento, per quelle trasmesse con
le altre modalita’
stabilite nel bando, il bando medesimo indica gli
strumenti idonei a
comprovarne la data di trasmissione.
3. I
candidati devono dichiarare nella domanda:
a) il cognome ed il
nome;
b) il luogo e la data di nascita;
c) il possesso della
cittadinanza italiana;
d) il comune ove sono iscritti nelle liste
elettorali, ovvero il
motivo della non iscrizione o cancellazione;

e) l’immunita’ da condanne penali o, eventualmente, le
condanne
penali riportate e i procedimenti penali pendenti;
f) il
titolo di studio richiesto, con
l’indicazione
dell’universita’ che lo ha rilasciato e della data in
cui e’ stato
conseguito;
g) i servizi eventualmente prestati
come dipendenti presso le
pubbliche amministrazioni e le cause di
risoluzione di precedenti
rapporti di pubblico impiego;
h) la
lingua straniera, tra quelle indicate nel bando di
concorso,
sulla quale intendono sostenere la prova orale;
i) l’eventuale
possesso di titoli di preferenza di cui
all’articolo 5,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica
9 maggio 1994, n.
487, e successive modificazioni;
l) ogni altra indicazione
richiesta dal bando di concorso.
4. Nei concorsi per l’accesso
ai ruoli dei direttori tecnici, i
candidati, oltre a quanto previsto
dal comma 3, devono indicare nella
domanda:
a) il settore ed
il profilo per il quale concorrono. La
partecipazione al
concorso e’ limitata al settore ed al profilo
indicato;
b) il
possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione,
ove
richiesto;
c) i titoli valutabili.
5. Nei concorsi per
l’accesso al ruolo dei direttivi medici, i
candidati, oltre a quanto
previsto dal comma 3, devono indicare nella
domanda:
a) il
possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione
di medico
chirurgo;
b) l’ordine professionale al quale sono iscritti e
la data di
iscrizione all’albo;
c) i titoli valutabili.
6. Le
domande devono inoltre contenere l’indicazione del recapito
al quale
inviare le comunicazioni relative al concorso e l’impegno
di
comunicare le eventuali, successive variazioni.
7. I candidati,
che intendono concorrere ai posti riservati
previsti
dall’articolo 5, devono farne espressa richiesta nella
domanda
di partecipazione al concorso, precisando il titolo in base
al quale
concorrono a tali posti ed indicando, altresi’, nell’ipotesi
di cui
al comma 2 del medesimo articolo 5, la lingua italiana o
tedesca
nella quale intendono sostenere le prove.
8. L’Amministrazione non
assume responsabilita’ per la dispersione
di comunicazioni dipendente
da inesatte o incomplete indicazioni del
recapito da parte del
candidato o da mancata oppure tardiva
comunicazione del
cambiamento del recapito indicato nella domanda,
ne’ per eventuali
disguidi postali o telegrafici non imputabili
all’Amministrazione
stessa.

Nota all’art. 4:

Per il testo dell’art. 5, comma 4, del decreto del

Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, si veda

in nota all’art. 3.

Art. 5.

Riserve di posti e preferenze
1. Ai concorsi si
applicano le disposizioni previste dalle leggi
speciali sulle
riserve di posti a favore di talune categorie di
cittadini. Le
riserve non possono superare complessivamente la meta’
dei posti
messi a concorso. Se, in relazione a tale limite, sia
necessaria
una riduzione dei posti da riservare secondo legge, essa
si attua
in misura proporzionale per ciascuna categoria di aventi
diritto a
riserva.
2. Si applica, altresi’, la riserva dei posti a favore
di coloro
che siano in possesso dell’attestato di cui
all’articolo 4 del
decreto del Presidente della Repubblica 26
luglio 1976, n. 752, e
successive modificazioni.
3. I posti
riservati non coperti per mancanza di vincitori sono
conferiti,
secondo l’ordine di graduatoria, ai candidati che hanno
superato le
prove.
4. A parita’ di merito si applicano i titoli di preferenza
di cui
all’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9
maggio
1994, n. 487, e successive modificazioni, ed alle altre
disposizioni
speciali di legge. I titoli devono essere indicati
dai candidati
nella domanda di partecipazione al concorso e posseduti
entro la data
di scadenza dei termini previsti nel bando di
concorso.

Note all’art. 5:

Il testo dell’art. 4 del decreto del Presidente della

Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, e’ il seguente:
“Art.
4. – 1. La presidenza di ciascuna commissione e’
assunta,
con alternanza per sessione d’esame, da un
commissario
di madre lingua italiana e da un commissario di
madre lingua
tedesca.
2. Per superare l’esame il candidato deve
ottenere la
maggioranza dei voti dei componenti della
commissione.
3. Le commissioni rilasciano attestati
di conoscenza
delle due lingue riferiti ai titoli di
studio prescritti
per l’accesso al pubblico impiego nelle
varie qualifiche
funzionali o categorie comunque denominate
e cioe’:
1) licenza di scuola elementare;

2) diploma di istituto di istruzione secondaria di

primo grado;
3) diploma di istituto di istruzione
secondaria di
secondo grado;
4) diploma di
laurea.
4. Il candidato, indipendentemente dal
possesso del
corrispondente titolo di studio, puo’ sostenere
l’esame per
il conseguimento dell’attestato di
conoscenza delle due
lingue riferito ai titoli di studio
di cui ai numeri 1)
e 2) del precedente comma dopo
il compimento del
quattordicesimo anno di eta’ e l’esame
per il conseguimento
dell’attestato di conoscenza delle
due lingue riferito ai
numeri 3) e 4) dopo il compimento
del diciassettesimo anno
di eta’.
5. Gli
attestati hanno validita’ di sei anni.
6. La
destinazione ad una funzione superiore comunque
denominata
per l’accesso alla quale sia prescritto un
titolo di
studio superiore e’ subordinata al possesso

dell’attestato di conoscenza delle due lingue

corrispondente al predetto titolo di studio.
7. Fermo
restando quanto previsto dal comma precedente,
il possesso
dell’attestato di conoscenza delle lingue
italiana,
tedesca e ladina, di livello corrispondente o
superiore
al titolo di studio richiesto per l’accesso

dall’esterno alla qualifica o profilo professionale cui si

aspira, costituisce titolo valutabile ai fini dei concorsi

interni o di procedure analoghe ovvero dei passaggi a

qualifiche superiori derivanti da provvedimenti del

Commissario del Governo. Il punteggio minimo da attribuire

a tale titolo e’ pari al quindici per cento del punteggio

attribuibile complessivamente.”.
– Il testo dell’art. 5
del decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994,
n. 487, e’ il seguente:
“Art. 5 (Categorie
riservatarie e preferenze). – Nei
pubblici concorsi, le
riserve di posti, di cui al
successivo comma 3 del
presente articolo, gia’ previste da
leggi speciali in
favore di particolari categorie di
cittadini, non
possono complessivamente superare la meta’
dei posti messi a
concorso.
2. Se, in relazione a tale limite, sia
necessaria una
riduzione dei posti da riservare secondo
legge, essa si
attua in misura proporzionale per
ciascuna categoria di
aventi diritto a riserva.

3. Qualora tra i concorrenti dichiarati idonei nella

graduatoria di merito ve ne siano alcuni che appartengono a

piu’ categorie che danno titolo a differenti riserve di

posti, si tiene conto prima del titolo che da’ diritto ad

una maggiore riserva nel seguente ordine:
1) riserva
di posti a favore di coloro che
appartengono alle
categorie di cui alla legge 2 aprile
1968, n. 482, e
successive modifiche ed integrazioni, o
equiparate,
calcolata sulle dotazioni organiche dei singoli
profili
professionali o categorie nella percentuale del
15%,
senza computare gli appartenenti alle categorie stesse

vincitori del concorso;
2) riserva di posti ai sensi
della legge 24 dicembre
1986, n. 958, a favore dei
militari in ferma di leva
prolungata e di volontari
specializzati delle tre Forze
armate congedati senza
demerito al termine della ferma o
rafferma contrattuale nel
limite del 5%, qualora si tratti
di concorsi per
impiegati o del 10% nei concorsi per
operai, delle
vacanze annuali dei posti messi a concorso;
3)
riserva del 2% dei posti destinati a ciascun
concorso,
ai sensi della legge 20 settembre 1980, n. 574,
per gli
ufficiali di complemento, della Marina e

dell’Aeronautica che hanno terminato senza demerito la

ferma biennale.
4. Le categorie di cittadini che nei
pubblici concorsi
hanno preferenza a parita’ di merito e a
parita’ di titoli
sono appresso elencate. A parita’ di
merito i titoli di
preferenza sono:
1) gli
insigniti di medaglia al valore militare;
2) i
mutilati ed invalidi di guerra ex combattenti;
3) i
mutilati ed invalidi per fatto di guerra;
4) i
mutilati ed invalidi per servizio nel settore
pubblico e
privato;
5) gli orfani di guerra;
6)
gli orfani dei caduti per fatto di guerra;
7) gli
orfani dei caduti per servizio nel settore
pubblico e
privato;
8) i feriti in combattimento;

9) gli insigniti di croce di guerra o di altra

attestazione speciale di merito di guerra, nonche’ i capi

di famiglia numerosa;
10) i figli dei mutilati e
degli invalidi di guerra
ex combattenti;
11)
i figli dei mutilati e degli invalidi per fatto
di
guerra;
12) i figli dei mutilati e degli
invalidi per
servizio nel settore pubblico e privato;

13) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i

fratelli vedovi o non sposati dei caduti in guerra;

14) i genitori vedovi non risposati e le sorelle ed i

fratelli vedovi o non sposati dei caduti per fatto di

guerra;
15) i genitori vedovi non risposati e le
sorelle ed i
fratelli vedovi o non sposati dei caduti per
servizio nel
settore pubblico o privato;
16)
coloro che abbiano prestato servizio militare
come
combattenti;
17) coloro che abbiano prestato
lodevole servizio a
qualunque titolo, per non
meno di un anno
nell’amministrazione che ha indetto il
concorso;
18) i coniugati e i non coniugati con
riguardo al
numero dei figli a carico;
19)
gli invalidi ed i mutilati civili;
20) militari
volontari delle Forze armate congedati
senza demerito al
termine della ferma o rafferma.
5. A parita’ di
merito e di titoli la preferenza e’
determinata:

a) dal numero dei figli a carico, indipendentemente

dal fatto che il candidato sia coniugato o meno;
b)
dall’aver prestato lodevole servizio nelle

amministrazioni pubbliche;
c) dalla maggiore eta’.”.

Art. 6.

Prova preselettiva
1. Nel caso in cui il numero delle domande di
partecipazione siano
superiori a cinquanta volte il numero dei
posti messi a concorso e
non siano inferiori a cinquemila, viene
effettuata una prova
preselettiva per determinare i candidati da
ammettere alle successive
prove scritte. Il test preselettivo e’
articolato in quesiti a
risposta a scelta multipla
riguardanti l’accertamento della
conoscenza delle materie come di
seguito stabilito:
a) per l’accesso al ruolo dei commissari:
diritto penale, diritto
processuale penale, diritto civile, diritto
costituzionale e diritto
amministrativo;
b) per l’accesso al
ruolo dei direttori tecnici: discipline
d’esame indicate per
ciascun settore nella tabella 1 allegata al
presente regolamento;

c) per l’accesso al ruolo dei direttivi medici:
patologia
speciale medica, patologia speciale chirurgica, semeiotica
e clinica
medica, semeiotica e clinica chirurgica, elementi di
medicina del
lavoro e protezione antinfortunistica.
2. La prova, il
cui superamento costituisce requisito essenziale di
ammissione al
concorso, puo’ essere svolta per gruppi predeterminati
di candidati,
in una o piu’ sedi ed in giorni diversi.
3. Sulla base dei
risultati della prova preselettiva e’ ammesso a
sostenere le prove
scritte del concorso un numero di candidati pari a
cinque volte il
numero dei posti messi a concorso, nonche’, in
soprannumero, i
candidati che abbiano riportato un punteggio pari
all’ultimo degli
ammessi entro i limiti dell’aliquota predetta. La
votazione
conseguita non concorre alla formazione del punteggio
finale di
merito.

Art. 7.
Modalita’ di
predisposizione dei quesiti e di attribuzione dei

relativi punteggi
1. Nell’archivio informatico,
previsto dal successivo articolo,
viene inserito un numero di
quesiti vertenti nelle materie sulle
quali si svolge la
preselezione, in ragione di 1000 per ciascuna
delle discipline
indicate all’articolo 6, comma 1, punti a) e c). Per
le materie
d’esame indicate all’articolo 6, comma 1, punto b), viene
inserito un
numero di quesiti in ragione, complessivamente, di 5000
per ciascun
settore specificato nella tabella 1 allegata al presente
regolamento
e per il settore polizia scientifica in
ragione,
complessivamente, di 5000 per ciascuno dei profili
professionali ivi
specificati.
2. La formulazione dei quesiti e’
curata dal Ministero dell’interno
per il tramite dell’Istituto
Superiore di Polizia, avvalendosi di
societa’ specializzate e di
istituti di ricerca, operanti nel settore
della selezione e della
formazione del personale.
3. Ciascun quesito viene elaborato
predisponendo un’unica domanda
seguita da cinque risposte, delle
quali solo una e’ esatta. Le
risposte sono numerate da uno a
cinque. La posizione della risposta
esatta e’ determinata dal
sistema automatizzato. I quesiti sono
formulati come domande
dirette, cui deve corrispondere una, e una
sola delle cinque
risposte, e sono suddivisi per materia e per grado
di difficolta’.
La classificazione dei quesiti e il raggruppamento
per materia
mirano a garantire che a ciascun candidato venga
assegnato un
numero di domande di pari difficolta’.
4. I quesiti hanno un grado
di difficolta’ di 1, 2 e 3 in relazione
alla natura della domanda
che e’ rispettivamente facile, di
difficolta’ media e difficile.
Il grado di difficolta’ e la relativa
numerazione vengono attribuiti
in sede di formazione dell’archivio,
di cui all’art. 8, dagli organi
ad esso preposti. L’attribuzione del
punteggio alle singole
risposte e’ differenziata in relazione al
grado di difficolta’ della
domanda.

Art. 8.

Archivio informatico dei quesiti
1. Lo svolgimento della
preselezione e’ informato a criteri di
imparzialita’ e trasparenza. A
tal fine e’ istituito presso il Centro
elettronico nazionale della
Polizia di Stato del Dipartimento della
pubblica sicurezza, un
archivio informatico nel quale vengono
inseriti i quesiti di cui
all’articolo precedente. I quesiti vengono
pubblicati quarantacinque
giorni prima dell’inizio dello svolgimento
della prova preselettiva.
Fatta eccezione per la pubblicazione dei
quesiti, e’ garantita la
piu’ rigorosa segretezza di tutte le fasi
preparatorie della procedura
concorsuale.
2. Per la realizzazione degli scopi di cui al
precedente comma 1,
e’ istituita con decreto ministeriale una
commissione presieduta dal
direttore centrale per le risorse
umane del Dipartimento della
pubblica sicurezza e composta dal
direttore centrale dei servizi
tecnico logistici e della gestione
patrimoniale, dai responsabili del
Servizio del controllo interno
e dell’Ufficio centrale ispettivo
presso il Dipartimento della
pubblica sicurezza.
3. La commissione dura in carica per un
triennio ed e’ rinnovabile
per un periodo di eguale durata.
4.
Oltre ai compiti indicati al comma 1, la commissione di cui al
comma
2 vigila sullo svolgimento di tutte le fasi connesse con
la
predisposizione dei quesiti e sul loro inserimento nell’archivio,
e
provvede, d’intesa con l’Istituto superiore di
polizia,
all’aggiornamento dei quesiti, verificandone l’attualita’
all’esito
dello svolgimento di ogni prova concorsuale.

Art. 9.
Svolgimento della
prova preselettiva
1. Il calendario di svolgimento della prova
preliminare, nonche’ le
sedi in cui essa avra’ luogo, sono indicati
nella Gazzetta Ufficiale
cosi’ come specificato nel bando di
concorso.
2. La prova preselettiva e’ effettuata per gruppi di
candidati
secondo l’ordine alfabetico del loro cognome, in base al
calendario
che verra’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.
3. Dopo
l’ingresso dei candidati nei locali dove si svolge la
prova, la
commissione giudicatrice provvede alla distribuzione dei
questionari
dopo averne disposto la selezione automatica tra quelli
contenuti
nell’archivio di cui all’articolo 8. I questionari sono
contenuti
in confezioni individualmente sigillati, la cui apertura
contestuale
da parte dei candidati e’ autorizzata dalla commissione.
4. Per le
prove preselettive per l’accesso al ruolo dei commissari
ed al ruolo
dei direttivi medici, a ciascun candidato sono assegnati
n. 40
quesiti per ciascuna delle discipline indicate nell’articolo
6
rispettivamente al punto a) ed al punto c), con tempo
massimo
complessivo per la risposta di 210 minuti. Per la prova
preselettiva
per l’accesso al ruolo dei direttori tecnici a ciascun
candidato sono
assegnati n. 200 quesiti sulle materie d’esame indicate
nella tabella
1, con tempo massimo complessivo per la risposta di
210 minuti. I
quesiti da sottoporre ai candidati sono
individuati mediante
procedura automatizzata tenendo conto
dell’esigenza di ripartire
egualmente l’incidenza del grado di
difficolta’ della domanda. A tal
fine le domande facili
costituiscono il 30% del totale, quelle di
media difficolta’ il 50%,
e quelle difficili il 20%. I candidati non
possono avvalersi,
durante la prova preselettiva, di codici, di
raccolte normative,
testi, appunti di qualsiasi natura e di strumenti
idonei alla
memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di
dati.

Art. 10.

Formazione della graduatoria
1. La correzione degli elaborati e
l’attribuzione del relativo
punteggio vengono effettuati con idonea
strumentazione automatica,
utilizzando procedimenti o apparecchiature
a lettura ottica.
2. Avvalendosi del sistema automatizzato,
la commissione
giudicatrice forma la graduatoria della prova
preselettiva sulla base
dei punteggi attribuiti ai questionari
contenenti le risposte dei
candidati.
3. La graduatoria della prova
preselettiva e’ approvata con decreto
del capo della Polizia –
Direttore generale della pubblica sicurezza,
di cui e’ dato avviso
nella Gazzetta Ufficiale, che ha valore di
notifica a tutti gli
effetti.

Art. 11.

Accertamenti psico-fisici ed attitudinali
1. I candidati non
esclusi dalla partecipazione al concorso sono
sottoposti, prima delle
prove scritte, all’accertamento dei requisiti
psico-fisici ed
attitudinali previsti per l’accesso al ruolo per il
quale si
concorre. In relazione al numero dei
candidati,
l’Amministrazione puo’ effettuare gli accertamenti di cui
al presente
articolo dopo la prova scritta o, anche, dopo la
prova orale. La
convocazione puo’ avvenire anche mediante
pubblicazione del
calendario degli accertamenti nella Gazzetta
Ufficiale della data
fissata dal bando di concorso.
2. Ai fini
dell’accertamento dei requisiti psico-fisici i candidati
sono
sottoposti ad un esame clinico generale ed a prove strumentali
di
laboratorio.
3. Gli accertamenti psico-fisici sono effettuati da una
commissione
nominata con decreto del capo della Polizia –
Direttore generale
della pubblica sicurezza e composta da un primo
dirigente medico, che
la presiede, da due direttivi medici della
Polizia di Stato e da due
componenti scelti tra i docenti
universitari ovvero tra i dirigenti
medici del Servizio sanitario
nazionale.
4. I candidati che superano la visita psico-fisica sono
sottoposti
a prove attitudinali da parte di una commissione di
selettori,
nominata con decreto del capo della Polizia –
Direttore generale
della pubblica sicurezza e composta da un
funzionario del ruolo dei
dirigenti tecnici psicologi, che la
presiede, da quattro appartenenti
al ruolo dei direttori tecnici
psicologi o al ruolo dei commissari
della Polizia di Stato in possesso
dell’abilitazione professionale di
perito selettore attitudinale.
5.
Le prove attitudinali sono dirette ad accertare l’attitudine
del
candidato allo svolgimento dei compiti connessi con l’attivita’
di
polizia. Le prove consistono in una serie di test, sia collettivi
che
individuali, ed in un colloquio con un componente della
commissione.
Su richiesta del selettore la commissione puo’
disporre la
ripetizione del colloquio in sede collegiale. Nel caso
in cui siano
risultati positivi i test e sia risultato negativo
il colloquio,
questo e’ ripetuto in sede collegiale. L’esito
delle prove viene
valutato dalla commissione cui compete il giudizio
di idoneita’.
6. Con decreto del capo della Polizia – Direttore
generale della
pubblica sicurezza sono approvati i test,
predisposti da istituti
pubblici o privati specializzati,
differenziati in relazione alle
funzioni dei ruoli per i quali il
candidato concorre.
7. Qualora il numero dei candidati superi
le mille unita’, le
commissioni di cui ai commi precedenti possono
essere suddivise in
sottocommissioni, unico restando il presidente,
con l’integrazione di
un numero di componenti pari a quello delle
commissioni originarie e
di un segretario aggiunto.
8. Le funzioni
di segretario sono svolte da un appartenente al
ruolo degli
ispettori della Polizia di Stato o da un appartenente ai
ruoli
dell’Amministrazione civile dell’interno con
qualifica
equiparata, in servizio presso il Dipartimento della
pubblica
sicurezza.
9. Il giudizio di non idoneita’, espresso
dalla commissione per
l’accertamento dei requisiti psico-fisici
ovvero dalla commissione
per l’accertamento delle qualita’
attitudinali, e’ definitivo e
comporta l’esclusione dal concorso
da disporsi con decreto motivato
del capo della Polizia – Direttore
generale della pubblica sicurezza.
I candidati idonei sono ammessi a
sostenere le prove d’esame.

Art. 12.
Presentazione dei documenti
1. I
candidati che hanno superato le prove d’esame sono invitati a
far
pervenire al Ministero dell’interno – Dipartimento della
pubblica
sicurezza – Direzione centrale per le risorse umane, entro il
termine
perentorio di venti giorni dal giorno in cui hanno
ricevuto il
relativo avviso, i documenti attestanti il possesso dei
titoli che
danno diritto a partecipare alle riserve di posti e
quelli di
precedenza e di preferenza nella nomina, gia’ indicati
nella domanda
di partecipazione al concorso.
2. La
documentazione non e’ richiesta nel caso in
cui
l’Amministrazione ne sia gia’ in possesso o la possa
acquisire
d’ufficio.

Art. 13.

Formazione ed approvazione della graduatoria
1. Nei
concorsi per l’accesso al ruolo dei commissari la
votazione
complessiva di ciascun candidato e’ data dalla somma della
media dei
voti riportati nelle prove scritte con il voto ottenuto
nella prova
orale.
2. Nei concorsi per l’accesso ai ruoli dei
direttori tecnici e dei
direttivi medici la votazione complessiva
di ciascun candidato e’
data dalla somma della media dei voti
riportati nelle prove scritte
con il voto ottenuto nella prova orale
ed il punteggio ottenuto nella
valutazione dei titoli.
3. Con
proprio decreto il capo della Polizia – Direttore generale
della
pubblica sicurezza approva la graduatoria di merito e dichiara
i
vincitori dei concorsi.
4. Nei concorsi per l’accesso ai ruoli dei
direttori tecnici, con
le medesime modalita’ di cui al comma 3 sono
approvate le graduatorie
di merito per i singoli ruoli e dichiarati
i vincitori dei concorsi
medesimi.
5. I decreti di approvazione
delle graduatorie di merito e di
dichiarazione dei vincitori del
concorso sono pubblicati nel
Bollettino ufficiale del personale
del Ministero dell’interno, con
avviso della pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
6. I vincitori dei
concorsi conseguono la nomina alla qualifica
iniziale del ruolo per il
quale hanno concorso.

Capo II
Concorsi per l’accesso al
ruolo dei commissari
Art. 14.

Commissione esaminatrice
1. La commissione esaminatrice
dei concorsi per l’accesso al ruolo
dei commissari, nominata con
decreto del capo della Polizia –
Direttore generale della
pubblica sicurezza, e’ presieduta da un
consigliere di Stato, da
un magistrato o da un avvocato dello Stato
di qualifica
corrispondente a consigliere di Stato, ovvero da un
prefetto, ed e’
composta da:
a) due funzionari dei ruoli del personale della
Polizia di Stato
che espleta funzioni di polizia con qualifica non
inferiore a primo
dirigente;
b) due docenti universitari esperti
in una o piu’ delle materie
su cui vertono le prove d’esame.
2.
Almeno un terzo del numero dei componenti della commissione
di
concorso, salva motivata impossibilita’, e’ riservato alle donne.

3. Per le prove relative alle lingue straniere indicate nel bando
di
concorso e all’informatica, la commissione
esaminatrice,
limitatamente all’espletamento delle predette prove, e’
integrata da
un esperto nelle lingue straniere e un dirigente
tecnico della
Polizia di Stato esperto in informatica.
4. Svolge le
funzioni di segretario un funzionario direttivo.
5. Per gli
adempimenti preliminari della commissione esaminatrice
si applicano
gli articoli 11 e 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 9
maggio 1994, n. 487.

Nota all’art. 14:

– Il testo degli articoli 11 e 12 del decreto del

Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e’ il

seguente:
“Art. 11. – 1. Prima dell’inizio
delle prove
concorsuali la commissione, considerato il
numero dei
concorrenti, stabilisce il termine del
procedimento
concorsuale e lo rende pubblico. I
componenti, presa
visione dell’elenco dei partecipanti,
sottoscrivono la
dichiarazione che non sussistono
situazioni di
incompatibilita’ tra essi e i
concorrenti, ai sensi degli
articoli 51 e 52 del codice di
procedura civile.
2. La commissione prepara le tracce
per ciascuna prova
scritta, se gli esami hanno luogo in una
sede, ed una sola
traccia quando gli esami hanno luogo
in piu’ sedi. Le
tracce sono segrete e ne e’ vietata la
divulgazione.
3. Le tracce, appena formulate, sono
chiuse in pieghi
suggellati e firmati esteriormente sui
lembi di chiusura
dai componenti della commissione e dal
segretario.
4. All’ora stabilita per ciascuna prova,
che deve
essere la stessa per tutte le sedi, il
presidente della
commissione esaminatrice o del comitato
di vigilanza fa
procedere all’appello nominale dei
concorrenti e, previo
accertamento della loro
identita’ personale, li fa
collocare in modo che non
possano comunicare fra loro. Indi
fa constatare
l’integrita’ della chiusura dei tre pieghi o
del piego
contenente i temi, e nel primo caso fa
sorteggiare da
uno dei candidati il tema da svolgere.
5. Le procedure
concorsuali devono concludersi entro
sei mesi dalla data di
effettuazione delle prove scritte o,
se trattasi di
concorsi per titoli, dalla data di prima
convocazione.
L’inosservanza di tale termine dovra’ essere
giustificata
collegialmente dalla commissione esaminatrice
con motivata
relazione da inoltrare alla Presidenza del
Consiglio dei
Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica, o
all’amministrazione o ente che ha proceduto
all’emanazione
del bando di concorso e per conoscenza al
Dipartimento
della funzione pubblica.”.
“Art. 12. – 1. Le
commissioni esaminatrici, alla prima
riunione,
stabiliscono i criteri e le modalita’ di
valutazione
delle prove concorsuali, da formulare nei
relativi
verbali, al fine di assegnare i punteggi
attribuiti
alle singole prove. Esse, immediatamente prima
dell’inizio
di ciascuna prova orale, determinano i quesiti
da porre ai
singoli candidati per ciascuna delle materie
d’esame. Tali
quesiti sono proposti a ciascun candidato
previa
estrazione a sorte.
2. Nei concorsi per titoli ed esami
il risultato della
valutazione dei titoli deve essere
reso noto agli
interessati prima dell’effettuazione delle
prove orali.
3. I candidati hanno facolta’ di
esercitare il diritto
di accesso agli atti del procedimento
concorsuale ai sensi
degli articoli 1 e 2 del decreto
del Presidente della
Repubblica 27 giugno 1992, n. 352,
con le modalita’ ivi
previste.”.

Art. 15.
Prove d’esame
1. Il
concorso per l’accesso al ruolo dei commissari consiste in
due
prove scritte ed una orale. Le due prove scritte, della
durata
massima di otto ore ciascuna, vertono sulle seguenti materie:

a) diritto costituzionale congiuntamente o disgiuntamente
a
diritto amministrativo con eventuale riferimento alla
legislazione
speciale in materia di pubblica sicurezza;
b) diritto
penale congiuntamente o disgiuntamente a diritto
processuale
penale.
2. La prova orale, oltre che sulle materie oggetto
delle prove
scritte, verte sulle seguenti:
a) diritto civile;

b) diritto del lavoro;
c) diritto della navigazione;
d)
ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza;
e)
nozioni di medicina legale;
f) nozioni di diritto internazionale;

g) lingua straniera prescelta dal candidato tra quelle
indicate
nel bando di concorso;
h) informatica.
3.
L’accertamento della conoscenza della lingua straniera consiste
in
una traduzione (senza ausilio del dizionario) di un testo ed in
una
conversazione.
4. La prova orale di informatica e’ diretta
ad accertare il
possesso, da parte del candidato, di un livello
sufficiente di
conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle
applicazioni
informatiche piu’ diffuse, in linea con gli standard
europei.
5. Alla prova orale sono ammessi i candidati che hanno
riportato in
media una votazione non inferiore a ventuno
trentesimi e non
inferiore a diciotto trentesimi in ciascuna delle
prove scritte. La
commissione, qualora abbia attribuito ad uno
dei due elaborati
scritti un punteggio inferiore a quello
minimo prescritto, non
procede all’esame dell’altro.
6. La
convocazione alla prova orale, con l’indicazione del voto
riportato
nelle prove scritte, e’ portata a conoscenza del candidato
almeno
trenta giorni prima della data in cui dovra’ sostenere
il
colloquio stesso.
7. La prova orale e’ superata se il candidato
riporta la votazione
di almeno diciotto trentesimi.

Capo
III
Concorsi per l’accesso ai ruoli dei direttori tecnici

Art. 16.
Commissione
esaminatrice
1. La commissione esaminatrice dei concorsi per
l’accesso ai ruoli
dei direttori tecnici, nominata con decreto del
capo della Polizia –
Direttore generale della pubblica sicurezza,
e’ presieduta da un
consigliere di Stato o da un magistrato o da un
avvocato dello Stato
di qualifica corrispondente a consigliere di
Stato, ovvero da un
prefetto, ed e’ composta da:
a) due dirigenti
dei ruoli del personale della Polizia di Stato
che espleta attivita’
tecnico-scientifica o tecnica;
b) due docenti universitari
esperti in una o piu’ delle materie
su cui vertono le prove d’esame.

2. Almeno un terzo del numero dei componenti della commissione
di
concorso, salva motivata impossibilita’, e’ riservato alle donne.

3. Per le prove relative alle lingue straniere indicate nel bando
di
concorso e all’informatica, la commissione
esaminatrice,
limitatamente all’espletamento delle predette prove, e’
integrata da
un esperto nelle lingue straniere e, ove non sia gia’
componente ai
sensi del comma 1, da un dirigente tecnico della
Polizia di Stato
esperto in informatica.
4. Svolge le funzioni di
segretario un funzionario direttivo.
5. Per gli adempimenti
preliminari della commissione esaminatrice
si applicano gli
articoli 11 e 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio
1994, n. 487.

Nota all’art. 16:

– Per il testo degli articoli 11 e 12 del decreto del

Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 si veda

in nota all’art. 14.

Art. 17.

Prove d’esame
1. Il concorso per
l’accesso ai ruoli dei direttori tecnici della
Polizia di Stato
consiste in due prove scritte, della durata massima
di otto ore
ciascuna, ed una orale. Le materie relative ad ogni
profilo
professionale sono indicate nella tabella 1.
2. La prova orale,
oltre a vertere sulle materie indicate nella
tabella 1, prevede anche
l’accertamento della conoscenza della lingua
straniera, prescelta
dal candidato tra quelle indicate nel bando di
concorso, e
dell’informatica.
3. L’accertamento della conoscenza della lingua
straniera consiste
in una traduzione (senza ausilio del dizionario)
di un testo ed in
una conversazione.
4. La prova orale di
informatica e’ diretta ad accertare il
possesso, da parte dei
candidati ai concorsi per l’accesso ai ruoli
di settori diversi da
quello della telematica, di un livello elevato
di conoscenza
dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni
informatiche
piu’ diffuse, in linea con gli standard europei.
5. Alla prova orale
sono ammessi i candidati che hanno riportato in
media una votazione
non inferiore a ventuno trentesimi e non
inferiore a diciotto
trentesimi in ciascuna delle prove scritte. La
commissione, qualora
abbia attribuito ad uno dei due elaborati un
punteggio inferiore a
quello minimo prescritto, non procede all’esame
dell’altro.
6. La
convocazione alla prova orale, con l’indicazione del voto
riportato
nelle prove scritte, e’ portata a conoscenza del candidato
almeno
venti giorni prima della data in cui dovra’ sostenere la
prova
stessa.
7. La prova orale e’ superata se il candidato riporta
la votazione
di almeno diciotto trentesimi.

Art. 18.
Titoli valutabili
1.
Nei concorsi per l’accesso ai ruoli dei direttori tecnici
le
categorie di titoli da ammettere a valutazione ed il
punteggio
massimo attribuito a ciascuna di esse, sono stabiliti come
segue:
A) titoli di cultura, ulteriori a quelli
richiesti per
l’ammissione al concorso, fino a punti 9:
1)
diploma di laurea relativo a materie attinenti al ruolo per
il quale
il candidato concorre;
2) diploma di laurea relativo a
materie diverse da quelle
attinenti al ruolo per il quale il candidato
concorre;
3) diplomi di specializzazione, di
abilitazione
all’insegnamento o all’esercizio di professioni;
4)
attestati di frequenza di corsi di
perfezionamento,
qualificazione e simili, rilasciati da
un’istituzione statale, da un
ente pubblico o da un istituto
riconosciuto dallo Stato, attinenti al
settore tecnico per il quale il
candidato concorre; non sono presi in
considerazione i corsi che
non si sono conclusi con un giudizio di
merito attribuito a seguito di
esame finale.
B) titoli professionali, fino a punti 15:
1)
l’espletamento di incarichi e di servizi
presso
amministrazioni pubbliche o enti di diritto pubblico
conferiti con
provvedimento dei competenti organi;
2) lo
svolgimento a carattere volontario di attivita’ di
ricerca, di
sperimentazione, di studio in genere risultante da
certificazioni
provenienti da istituti universitari o istituti di
ricerca o
sperimentazione di diritto pubblico o riconosciuti dallo
Stato.

C) titoli vari, fino a punti 6: sono presi in
considerazione
quelli attinenti al ruolo per il quale il candidato
concorre e che, a
giudizio della commissione esaminatrice,
costituiscono elementi di
merito pur non rientrando nelle altre
categorie.
2. La valutazione dei titoli viene effettuata nei
confronti dei
candidati che hanno superato le prove scritte e il
relativo risultato
viene reso noto agli interessati prima
dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’ limitata ai
titoli posseduti alla data di
scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di
ammissione al concorso.
3.
Nell’ambito delle categorie di cui al comma 1, la
commissione
esaminatrice, nella riunione precedente l’inizio della
correzione
degli elaborati, determina i titoli valutabili ed i
criteri di
valutazione degli stessi e di attribuzione dei relativi
punteggi.
4. Le somme dei punti assegnati per ciascuna categoria
di titoli
sono divise per il numero dei votanti ed i relativi
quozienti sono
sommati tra loro. Il totale cosi’ ottenuto
costituisce il punteggio
di merito attribuito dalla commissione
stessa.

Capo IV
Concorsi per l’accesso al ruolo dei
direttivi medici
Art. 19.

Commissione esaminatrice
1. La commissione esaminatrice dei
concorsi per l’accesso al ruolo
dei direttivi medici, nominata con
decreto del Capo della polizia –
Direttore generale della pubblica
sicurezza, e’ presieduta da un
consigliere di Stato o da un
magistrato o da un avvocato dello Stato
di qualifica corrispondente
a consigliere di Stato, ovvero da un
prefetto, ed e’ composta da:

a) due appartenenti al ruolo dei dirigenti medici della Polizia
di
Stato;
b) due docenti universitari esperti in una o piu’ delle
materie
su cui vertono le prove d’esame.
2. Almeno un terzo del
numero dei componenti della commissione di
concorso, salva motivata
impossibilita’, e’ riservato alle donne.
3. Per le prove relative
alle lingue straniere indicate nel bando
di concorso e
all’informatica, la commissione esaminatrice,
limitatamente
all’espletamento delle predette prove, e’ integrata da
un esperto
nelle lingue straniere e da un dirigente tecnico della
Polizia di
Stato esperto in informatica.
4. Svolge le funzioni di segretario un
funzionario direttivo.
5. Per gli adempimenti preliminari della
commissione esaminatrice
si applicano gli articoli 11 e 12 del
decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.

Nota all’art. 19:
– Per il testo
degli articoli 11 e 12 del decreto del
presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, si veda
in nota all’art.
14.

Art. 20.

Prove d’esame
1. Il concorso per l’accesso al ruolo dei
direttivi medici consiste
in due prove scritte ed una orale. Le due
prove scritte, della durata
massima di otto ore ciascuna, vertono
sulle seguenti materie:
a) patologia speciale medica;
b)
patologia speciale chirurgica.
2. La prova orale, oltre che
sulle materie oggetto delle prove
scritte, verte sulle seguenti:

a) semeiotica e clinica medica;
b) semeiotica e clinica
chirurgica con nozioni di chirurgia
d’urgenza;
c) elementi di
medicina legale e di antropologia criminale;
d) elementi di
medicina del lavoro e protezione
antinfortunistica;
e)
elementi di igiene;
f) lingua straniera prescelta dal candidato
tra quelle indicate
nel bando di concorso;
g) informatica.
3.
L’accertamento della conoscenza della lingua straniera consiste
in
una traduzione (senza ausilio del vocabolario) di un testo ed in
una
conversazione.
4. La prova orale in informatica e’ diretta
ad accertare il
possesso, da parte del candidato, di un livello
elevato di conoscenza
dell’uso delle apparecchiature e delle
applicazioni informatiche piu’
diffuse, in linea con gli standard
europei.
5. Alla prova orale sono ammessi i candidati che abbiano
riportato
una votazione media non inferiore a ventuno trentesimi
nelle prove
scritte e non inferiore a diciotto trentesimi in
ciascuna prova. La
commissione, qualora abbia attribuito ad uno
dei due elaborati
scritti un punteggio inferiore a quello
minimo prescritto, non
procede all’esame dell’altro.
6.
L’ammissione alla prova orale, con l’indicazione del
voto
riportato nelle prove scritte, e’ portata a conoscenza del
candidato
almeno venti giorni prima della data in cui dovra’ sostenere
la prova
stessa. Con tale comunicazione i candidati sono invitati ad
inviare,
entro il termine perentorio di venti giorni, i documenti
comprovanti
il possesso dei titoli valutabili.
7. La prova orale
non s’intende superata se il candidato non abbia
riportato la
votazione di almeno diciotto trentesimi.

Art. 21.
Titoli valutabili
1.
Nei concorsi per l’accesso al ruolo dei direttivi medici,
le
categorie di titoli da ammettere a valutazione ed il
punteggio
massimo attribuito a ciascuna categoria sono stabiliti come
segue:
a) laurea in medicina e chirurgia:
da 91 a 110
……………………. punti 0,25 per ogni punto;
110 con lode
…………………… punti 6,00 per ogni punto;
b)
abilitazione all’esercizio della professione di
medico
chirurgo in relazione al punteggio conseguito:
da 80/110
a 95/110 …………….. punti 0,90 per ogni punto;
da
95,01/110 a 110/110 ……………. punti 3 per ogni punto;
c)
incarichi e servizi prestati presso Amministrazioni pubbliche
(Stato,
regioni, province, comuni, istituzioni pubbliche
di
assistenza e beneficenza, enti assicurativi di diritto
pubblico),
sino ad un massimo di punti 1,50;
d) incarichi di
docenza di livello universitario, fino a punti
4,50;
e)
specializzazioni conseguite con punteggio rapportato
in
centesimi, sino ad un massimo di punti 4,50;
f) superamento di
concorsi sanitari presso enti pubblici, fino a
punti 1,60;
g)
corsi di aggiornamento e di qualificazione fino a punti 1,90;
h)
pubblicazioni, fino a punti 7.
2. La valutazione dei titoli
viene effettuata nei confronti dei
candidati che hanno superato le
prove scritte e il relativo risultato
viene reso noto agli interessati
prima dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’
limitata ai titoli posseduti alla data di
scadenza del termine
utile per la presentazione delle domande di
ammissione al concorso.

3. Ai fini della valutazione dei titoli di servizio si applicano
i
seguenti criteri:
a) i servizi della stessa natura ai fini del
punteggio si sommano
tra loro, purche’ non siano contemporanei;
b)
le frazioni di un anno sono valutate al semestre
compiuto,
escludendo da ogni punteggio la frazione inferiore al
semestre;
c) tra due o piu’ servizi contemporanei verra’ valutato
soltanto
quello piu’ favorevole al candidato.
4. Non e’ assegnato
alcun punteggio:
a) ai servizi e titoli anteriori alla laurea e
per l’espletamento
o il conseguimento dei quali non sia
necessariamente richiesta la
laurea;
b) alle attestazioni di buon
servizio;
c) alle attivita’ svolte in istituti sanitari non
dipendenti da
enti pubblici ed a quelle inerenti all’esercizio
della libera
professione;
d) ai titoli attestanti il
conferimento di incarichi quando non
risulti che siano stati
effettivamente disimpegnati.
5. Nell’ambito delle categorie di
cui al comma 1, la commissione
esaminatrice, nella riunione
precedente l’inizio della correzione
degli elaborati, determina i
titoli valutabili ed i criteri di
valutazione degli stessi e di
attribuzione dei relativi punteggi.
6. Le somme dei punti
assegnati per ciascuna categoria di titoli
sono divise per il
numero di votanti ed i relativi quozienti sono
sommati tra loro. Il
totale cosi’ ottenuto costituisce il punteggio
di merito attribuito
dalla commissione stessa.

Titolo II
CONCORSI INTERNI PER
L’ACCESSO AI RUOLI DEI COMMISSARI,DEI DIRETTORI TECNICI E DEI
DIRETTIVI MEDICI DELLA POLIZIA DI STATOCapo IDisposizioni di carattere
generale
Art. 22.

Bando di concorso interno
1. I concorsi interni sono indetti
con decreto del Capo della
polizia – Direttore generale della pubblica
sicurezza, da pubblicarsi
nel Bollettino ufficiale del personale
del Ministero dell’interno,
nel quale sono indicati:
a) il numero
dei posti messi a concorso;
b) i requisiti per la partecipazione
al concorso;
c) i termini e le modalita’ di presentazione
delle domande di
partecipazione;
d) le categorie di titoli
ammessi a valutazione ed i punteggi
massimi attribuibili a ciascuna di
esse;
e) il giorno, l’ora ed il luogo di svolgimento delle
prove
scritte, ovvero la data del Bollettino ufficiale del
personale del
Ministero dell’interno nel quale sara’ pubblicato il
diario delle
prove;
f) le materie oggetto delle prove d’esame e
la votazione minima
da conseguire;
g) la riserva di posti per
il personale bilingue ai sensi
dell’articolo 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 luglio
1976, n. 752, e successive
modificazioni;
h) il riferimento alla legge 10 aprile 1991,
n. 125, che
garantisce pari opportunita’ tra uomini e donne
nel rapporto di
lavoro;
i) ogni altra prescrizione o notizia
ritenuta utile.
Nei concorsi per l’accesso ai ruoli dei direttori
tecnici, il bando
di concorso, oltre a quanto previsto dal comma 1,
deve indicare il
numero dei posti messi a concorso per ciascun profilo
professionale.

Nota all’art. 22:

Il testo dell’art. 2 del decreto del Presidente della

Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 e’ il seguente:
“Art.
2. – 1. Per provvedere alle esigenze di cui al
precedente
articolo le amministrazioni menzionate al
secondo
comma dell’articolo stesso e gli enti pubblici non
locali
in provincia di Bolzano, ai quali non si applica il
criterio
di cui al terzo comma dell’art. 89 dello statuto
di
autonomia, per la copertura dei posti vacanti nei

concorsi, anche interni, nei corsi, nel conferimento di

qualifiche superiori, o nelle assunzioni comunque

strutturate o denominate, devono riservare un’aliquota di

posti per candidati in possesso dell’attestato di cui

all’art. 4.
2. I vincitori di concorsi ai posti
riservati di cui al
comma precedente vengono assegnati,
come prima sede di
servizio, ad uffici della provincia
di Bolzano o che
comunque abbiano competenza su detta
provincia.
3. Il detto personale non puo’ essere
trasferito se non
abbia prestato almeno dieci anni di
effettivo servizio
negli uffici di cui al comma precedente.

4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri vigila sul

rispetto delle norme di cui sopra.”.

Art. 23.
Requisiti di partecipazione ai
concorsi interni
1. Per difetto dei requisiti previsti dagli
articoli 3, comma 4,
31, comma 4 e 46 comma 2-bis del decreto
legislativo 5 ottobre 2000,
n. 334, e successive modificazioni,
e’ disposta l’esclusione dal
concorso con decreto motivato del
Capo della polizia – Direttore
generale della pubblica sicurezza.
2.
I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza
del
termine utile per la presentazione delle domande di partecipazione
al
concorso.
3. E’ inoltre escluso dal concorso, a norma
dell’articolo 93 del
decreto del Presidente della Repubblica 10
gennaio 1957, n. 3, il
personale sospeso cautelarmente dal
servizio; resta ferma la
previsione contenuta nell’articolo 94
del medesimo decreto del
Presidente della Repubblica.

Note all’art. 23:
– Per il testo
dell’art. 3, comma 4, dell’art. 31,
comma 4 e dell’art.
46, comma 2-bis del decreto legislativo
5 ottobre 2000, n.
334, si veda in note alle premesse;
– Il testo degli
articoli 93 e 94 del decreto del
Presidente della
Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e’ il
seguente:

“Art. 93 (Esclusione dagli esami e dagli scrutini). –

1. L’impiegato sospeso ai sensi degli articoli 91 e 92 e’

escluso dagli esami o dagli scrutini di promozione.
2.
Quando l’impiegato e’ stato deferito al giudizio
della
commissione di disciplina, il Ministro, anche se non
ha
disposto la sospensione cautelare, puo’, sentito il

consiglio d’amministrazione, escludere l’impiegato

dall’esame o dallo scrutinio.”.
“Art. 94 (Ammissione
agli esami dell’impiegato
prosciolto da addebiti
disciplinari). – 1. L’impiegato
escluso dall’esame che
sia stato prosciolto da ogni
addebito disciplinare o
punito con la censura e’ ammesso al
primo esame successivo
e, qualora riporti una votazione in
virtu’ della quale
sarebbe stato promuovibile se ottenuta
nell’esame
originario, e’ collocato nella graduatoria di
questo,
tenuto conto della votazione stessa, ed e’
promosso,
anche in soprannumero salvo riassorbimento, con
decorrenza
a tutti gli effetti, con esclusione delle
competenze
gia’ maturate, dalla stesa data con la quale
sarebbe
stata conferita la promozione in base al detto
esame.

2. L’impiegato ammesso all’esame di cui al precedente

comma, qualora non abbia raggiunto una votazione tale da

consentirgli di essere promosso nel primo esame ma abbia

conseguito una votazione superiore all’ultimo dei promossi

di uno dei successivi esami, viene iscritto nella

graduatoria nella quale puo’ trovare utile collocazione ed

e’ promosso con la medesima anzianita’ degli altri

impiegati compresi nella graduatoria in cui e’ collocato.”.

Art. 24.
Domande di partecipazione
ai concorsi interni ammissione
alle prove d’esame e
graduatorie
1. Le domande di partecipazione ai concorsi interni,
redatte su
carta libera o su modello predisposto dall’Amministrazione
e dirette
al Dipartimento della pubblica sicurezza – Direzione
centrale per le
risorse umane, devono essere presentate agli
uffici o reparti di
appartenenza, ovvero agli uffici o reparti presso
i quali i candidati
risultino aggregati o in missione, purche’ il
periodo di aggregazione
o di missione copra per intero il periodo
utile per la presentazione
delle domande.
2. Nelle domande i
candidati devono dichiarare il titolo di studio
richiesto e
l’universita’ che lo ha rilasciato, ed indicare la lingua
straniera,
tra quelle indicate nel bando di concorso, sulla quale
intendono
sostenere la prova orale. Ai concorsi per l’accesso ai
ruoli dei
direttori tecnici e dei direttivi medici si applicano le
disposizioni
di cui all’articolo 4, commi 4 e 5.
3. I candidati che chiedono di
avvalersi della riserva dei posti di
cui all’articolo 5, comma 2,
devono indicare la lingua, italiana o
tedesca, nella quale intendono
sostenere le previste prove di esame.
4. I candidati non esclusi
dal concorso per difetto dei requisiti
sono convocati per gli
accertamenti attitudinali previsti
dall’articolo 24 della legge 1
febbraio 1989, n. 53, e, se giudicati
idonei, vengono ammessi a
sostenere le prove d’esame del concorso.
5. La convocazione puo’
avvenire anche mediante pubblicazione del
calendario degli
accertamenti di cui al comma 4 sul Bollettino
ufficiale del
personale del Ministero dell’interno nella data fissata
dal bando di
concorso.
6. In relazione al numero dei candidati, l’Amministrazione
puo’ far
precedere la prova scritta o, anche, la prova orale agli
accertamenti
di cui al presente articolo.
7. Per la formazione
e l’approvazione delle graduatorie si
applicano le disposizioni
di cui all’articolo 13, commi 2, 3, 4, 5 e
6.

Nota all’art. 24:
– Il testo dell’art. 24 della legge 1
febbraio 1989, n.
53, e’ il seguente:
“Art.
24. – 1. L’appartenente ai ruoli della Polizia di
Stato che
espleta funzioni di polizia il quale partecipi a
concorsi,
interni o pubblici con riserva di posti, per il
passaggio
o l’accesso ai ruoli superiori della Polizia di
Stato non
e’ sottoposto alla ripetizione degli accertamenti

psico-attitudinali per la parte gia’ effettuata all’atto

dell’ingresso in carriera, ne’ agli accertamenti medici

previsti dai regolamenti approvati con i decreti del

Presidente della Repubblica 23 dicembre 1983, numeri 903

e 904.
2. Devono in ogni caso essere
effettuati gli
accertamenti medici e psico-attitudinali
specificamente
previsti per l’accesso ai ruoli
superiori, per il
conseguimento di particolari
abilitazioni professionali o
di servizio e per impieghi
speciali.”.

Art. 25.

Commissioni esaminatrici
1. Le commissioni
esaminatrici dei concorsi interni di cui al
presente titolo sono
composte secondo le modalita’ rispettivamente
previste dagli articoli
14, 16 e 19.

Art. 26.

Prove d’esame
1. Per le prove d’esame dei
concorsi interni di cui al presente
titolo si applicano
rispettivamente le disposizioni di cui agli
articoli 15, 17 e 20.

Capo II
Concorsi interni per l’accesso al ruolo dei
commissari
Art. 27.

Titoli valutabili
1. Nei concorsi interni per l’accesso al
ruolo dei commissari le
categorie di titoli da ammettere a
valutazione ed il punteggio
massimo attribuito a ciascuna di esse
sono stabiliti come segue:
A) titoli di cultura, fino a punti 5:

1) diploma di laurea diverso da quello necessario
per
l’ammissione al concorso;
2) diplomi di specializzazione
universitaria;
3) abilitazioni all’insegnamento o
all’esercizio di
professioni;
B) titoli di servizio, fino a
punti 25:
1) rapporti informativi e giudizi complessivi del
triennio
anteriore, fino a punti 12;
2) incarichi e servizi
speciali conferiti con provvedimento
dell’Amministrazione della
pubblica sicurezza, che comportino un
rilevante aggravio di
lavoro e presuppongano una particolare
competenza professionale,
fino a punti 2;
3) titoli attinenti alla formazione
professionale del candidato
con particolare riguardo ai corsi
professionali e di specializzazione
superati, fino a punti 2;
4)
lavori originali elaborati per il servizio che il candidato
ha
svolto nell’esercizio delle proprie attribuzioni o per
speciali
incarichi conferitigli dall’amministrazione di
appartenenza o da
quella presso cui presta servizio e che
vertono su problemi
giuridici, amministrativi o tecnici,
ovvero su questioni di
particolare rilievo attinenti ai servizi
dell’amministrazione, fino a
punti 2;
5) speciali
riconoscimenti, fino a punti 2;
6) anzianita’ di effettivo
servizio, fino a punti 5.
2. La valutazione dei titoli viene
effettuata nei confronti dei
candidati che hanno superato le prove
scritte e il relativo risultato
viene reso noto agli interessati prima
dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’ limitata ai
titoli posseduti alla data di
scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di
ammissione al concorso.
3.
Nell’ambito delle categorie di cui al comma 1, la
commissione
esaminatrice, nella riunione precedente l’inizio della
correzione
degli elaborati, determina i titoli valutabili ed i
criteri di
valutazione degli stessi e di attribuzione dei relativi
punteggi.
Predetermina, altresi’, in modo omogeneo, i punteggi da
attribuire ai
giudizi complessivi presi in considerazione.
4. La
Direzione centrale per le risorse umane del Dipartimento
della
pubblica sicurezza invia alla commissione esaminatrice copia
dello
stato matricolare dei candidati e le domande di
partecipazione,
corredate da un foglio notizie contenente l’elenco
dei titoli e da
ogni altra indicazione utile. Il foglio notizie
e’ redatto dal
dirigente dell’ufficio o reparto di appartenenza e
sottoscritto per
conferma dagli interessati.
5. La commissione
esaminatrice annota i titoli valutati ed i
relativi punteggi su
apposite schede individuali sottoscritte dal
presidente, da tutti
i componenti e dal segretario, che vengono
allegate ai verbali
del concorso di cui costituiscono parte
integrante.
6. Le
somme dei punti assegnati dal presidente e dai componenti
della
commissione esaminatrice per ciascuna categoria di titoli sono
divise
per il numero dei votanti ed i relativi quozienti sono sommati
tra
loro. Il totale cosi’ ottenuto costituisce il punteggio di
merito
attribuito dalla commissione esaminatrice.

Capo
III
Concorsi interni per l’accesso ai ruoli dei direttori tecnici

Art. 28.
Titoli
valutabili
1. Nei concorsi interni per l’accesso ai ruoli dei
direttori
tecnici le categorie di titoli da ammettere a
valutazione ed il
punteggio massimo attribuito a ciascuna di esse
sono stabiliti come
segue:
A) titoli di cultura, fino a punti 5:

1) diploma di laurea relativo a materie diverse da
quelle
attinenti al settore tecnico per il quale il candidato
concorre;
2) diplomi di specializzazione universitaria;
3)
abilitazioni all’insegnamento o all’esercizio
di
professioni;
4) attestati di frequenza di corsi di
perfezionamento,
qualificazione e simili, rilasciati da
un’istituzione statale, da un
ente pubblico o da un istituto
riconosciuto dallo Stato, attinenti al
settore tecnico per il quale il
candidato concorre; non sono presi in
considerazione i corsi che
non si sono conclusi con un giudizio di
merito attribuito a seguito di
esame finale;
5) attivita’ di ricerca, di sperimentazione e
di studio in
genere, risultante da certificazioni rilasciate
da istituti
universitari o istituti di ricerca o
sperimentazione di diritto
pubblico o riconosciuti dallo Stato;
B)
titoli di servizio, fino a punti 25:
1) rapporti informativi
e giudizi complessivi del triennio
anteriore, fino a punti 12;

2) incarichi e servizi speciali conferiti con
provvedimento
dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, che
comportino un
rilevante aggravio di lavoro e presuppongano una
particolare
competenza professionale, o incarichi e servizi
presso altre
amministrazioni pubbliche o enti di diritto
pubblico, purche’
riguardanti il settore tecnico per il quale il
candidato concorre,
fino a punti 2;
3) titoli attinenti alla
formazione professionale del candidato
con particolare riguardo ai
corsi professionali e di specializzazione
superati, fino a punti 2;

4) lavori originali elaborati per il servizio che il candidato
ha
svolto nell’esercizio delle proprie attribuzioni o per
speciali
incarichi conferitigli dall’amministrazione di
appartenenza o da
quella presso cui presta servizio e che
vertono su problemi
giuridici, amministrativi o tecnici,
ovvero su questioni di
particolare rilievo attinenti ai servizi
dell’amministrazione, fino a
punti 2;
5) speciali
riconoscimenti, fino a punti 2;
6) anzianita’ di effettivo
servizio, fino a punti 5.
2. La valutazione dei titoli viene
effettuata nei confronti dei
candidati che hanno superato le prove
scritte e il relativo risultato
viene reso noto agli interessati prima
dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’ limitata ai
titoli posseduti alla data di
scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di
ammissione al concorso.
3. Per le
modalita’ di determinazione dei titoli valutabili e dei
relativi
criteri di valutazione, di invio alla
commissione
esaminatrice dell’elenco dei titoli posseduti da ciascun
candidato,
di valutazione degli stessi e di attribuzione del
punteggio, si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 27, commi
3, 4, 5 e 6.

Capo IV
Concorsi interni per l’accesso al ruolo
dei direttivi medici
Art. 29.

Titoli valutabili
1. Nei concorsi interni per
l’accesso al ruolo dei direttivi medici
le categorie di titoli da
ammettere a valutazione ed il punteggio
massimo attribuito a ciascuna
di esse sono stabiliti come segue:
A) titoli attinenti al settore
medico-sanitario, fino a punti 5:
1) specializzazioni
conseguite;
2) pubblicazioni scientifiche;
3) incarichi di
docenza di livello universitario;
4) corsi di aggiornamento
e di qualificazione nel settore
medico-sanitario, rilasciati da
enti pubblici; non sono presi in
considerazione i corsi che non
si sono conclusi con un giudizio di
merito attribuito a seguito di
esame finale;
B) titoli di servizio, fino a punti 25:
1)
rapporti informativi e giudizi complessivi del triennio
anteriore,
fino a punti 12;
2) incarichi e servizi speciali conferiti
con provvedimento
dell’Amministrazione della pubblica sicurezza,
che comportino un
rilevante aggravio di lavoro e presuppongano
una particolare
competenza professionale, o incarichi e
servizi presso altre
amministrazioni pubbliche o enti di diritto
pubblico, fino a punti 2;
3) titoli attinenti alla formazione
professionale del candidato
con particolare riguardo ai corsi
professionali e di specializzazione
superati, fino a punti 2;
4)
lavori originali elaborati per il servizio che il candidato
ha
svolto nell’esercizio delle proprie attribuzioni o per
speciali
incarichi conferitigli dall’amministrazione di
appartenenza o da
quella presso cui presta servizio e che
vertono su problemi
giuridici, amministrativi o tecnici,
ovvero su questioni di
particolare rilievo attinenti ai servizi
dell’amministrazione, fino a
punti 2;
5) speciali
riconoscimenti, fino a punti 2;
6) anzianita’ di effettivo
servizio, fino a punti 5.
2. La valutazione dei titoli viene
effettuata nei confronti dei
candidati che hanno superato le prove
scritte e il relativo risultato
viene reso noto agli interessati prima
dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’ limitata ai
titoli posseduti alla data di
scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di
ammissione al concorso.
3. Per le
modalita’ di determinazione dei titoli valutabili e dei
relativi
criteri di valutazione, di invio alla
commissione
esaminatrice dell’elenco dei titoli posseduti da ciascun
candidato,
di valutazione degli stessi e di attribuzione del
punteggio, si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 27, commi
3, 4, 5 e 6.

Titolo III
CONCORSI INTERNI PER L’ACCESSO AL
RUOLO DIRETTIVO SPECIALEED AL RUOLO SPECIALE AD ESAURIMENTO DEI
DIRETTORI TECNICIDELLA POLIZIA DI STATOCapo IDisposizioni di carattere
generale
Art. 30.
Requisiti di
partecipazione ed esclusione dai concorsi
1. Per la
partecipazione ai concorsi per l’accesso al ruolo
direttivo
speciale ed al ruolo speciale ad esaurimento dei direttori
tecnici e’
richiesto il possesso dei requisiti indicati negli
articoli 16
e 41 del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334, e
successive
modificazioni.
2. I requisiti devono essere posseduti alla data
di scadenza del
termine utile per la presentazione delle domande di
partecipazione al
concorso.
3. Costituisce causa ostativa alla
partecipazione ai concorsi
l’espulsione da uno dei corsi di
formazione finalizzati
all’immissione nel ruolo per il quale si
concorre.
4. Sono esclusi dal concorso coloro che hanno riportato:

a) nei tre anni precedenti la data del bando, un
giudizio
complessivo inferiore a “distinto”;
b) nell’anno
precedente la data del bando, la sanzione
disciplinare della
pena pecuniaria;
c) nei tre anni precedenti la data del
bando, la sanzione
disciplinare della deplorazione;
d) nei
cinque anni precedenti la data del bando, la sanzione
disciplinare
della sospensione dal servizio.
5. E’ inoltre escluso dal
concorso, a norma dell’articolo 93 del
decreto del Presidente della
Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, il
personale sospeso
cautelarmente dal servizio; resta ferma la
previsione contenuta
nell’articolo 94 del medesimo decreto del
Presidente della
Repubblica.
6. L’esclusione dal concorso e’ disposta con decreto
motivato del
Capo della polizia – Direttore generale della pubblica
sicurezza.
7. Ai partecipanti ai concorsi si applicano le
disposizioni di cui
all’articolo 24 della legge 1 febbraio 1989, n.
53.

Note all’art. 30:
– Per
il testo degli articoli 16 e 41 del decreto
legislativo
5 ottobre 2000, n. 334, si veda in note alle
premesse.

– Per il testo degli articoli 93 e 94 del decreto del

Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, si veda

in note all’art. 23.
– Per il testo dell’art.
24 della legge 1 febbraio
1989, n. 53 si veda in nota
all’art. 24.

Art. 31.

Bando di concorso
1. I concorsi sono indetti con
decreto del Capo della polizia –
Direttore generale della pubblica
sicurezza, da pubblicarsi nel
Bollettino ufficiale del personale
del Ministero dell’interno, nel
quale sono indicati:
a) il
numero dei posti messi a concorso e le sedi di
servizio
disponibili;
b) i requisiti per la partecipazione al
concorso;
c) i termini e le modalita’ di presentazione delle
domande di
partecipazione;
d) le categorie di titoli ammessi a
valutazione ed i punteggi
massimi attribuibili a ciascuna di esse;

e) il giorno, l’ora ed il luogo di svolgimento delle
prove
scritte, ovvero la data del Bollettino ufficiale del
personale del
Ministero dell’interno nel quale sara’ pubblicato il
diario delle
prove;
f) le materie oggetto delle prove d’esame e
la votazione minima
da conseguire;
g) la riserva di posti per
il personale bilingue ai sensi
dell’articolo 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 luglio
1976, n. 752, e successive
modificazioni;
h) il riferimento alla legge 10 aprile 1991,
n. 125, che
garantisce pari opportunita’ tra uomini e donne
nel rapporto di
lavoro;
i) ogni altra prescrizione o notizia
ritenuta utile.
2. Nei concorsi per l’accesso al ruolo speciale ad
esaurimento dei
direttori tecnici, il bando di concorso, oltre a
quanto previsto dal
comma 1, deve indicare il numero dei posti
messi a concorso per
ciascun profilo professionale.

Nota all’art. 31:
– Per il testo dell’art. 2
del decreto del Presidente
della Repubblica 26 luglio
1976, n. 752, si veda in nota
all’art. 22.

Art. 32.
Domande di
partecipazione ai concorsi
1. Le domande di partecipazione ai
concorsi, redatte su carta
libera o su modello predisposto
dall’Amministrazione e dirette al
Dipartimento della pubblica
sicurezza – Direzione centrale per le
risorse umane, devono essere
presentate agli uffici o reparti di
appartenenza.
2. Nelle domande
i candidati devono indicare se intendono sostenere
una o entrambe le
prove facoltative nelle seguenti materie:
informatica;
una
delle lingue straniere previste nel bando di concorso.
3. I
candidati che chiedono di avvalersi della riserva dei posti di
cui
all’articolo 31, comma 1, lettera g), devono indicare la
lingua,
italiana o tedesca, nella quale intendono sostenere le
previste prove
di esame.
4. Nei concorsi per l’accesso al ruolo
speciale ad esaurimento dei
direttori tecnici, nelle domande i
candidati, oltre a quanto previsto
al comma 2, devono, altresi’,
indicare il settore ed il profilo
professionale per il quale
concorrono ed al quale e’ limitata la
partecipazione al concorso.

Art. 33.

Ammissione alle prove d’esame
1. I candidati non esclusi dal
concorso per difetto dei requisiti
sono convocati per gli
accertamenti previsti dall’articolo 30, comma
7, e, se giudicati
idonei, vengono ammessi a sostenere le prove
d’esame del concorso.

2. La convocazione puo’ avvenire anche mediante pubblicazione
del
calendario degli accertamenti di cui al comma 1 sul
Bollettino
ufficiale del personale del Ministero dell’interno nella
data fissata
dal bando di concorso.
3. In relazione al numero dei
candidati, l’Amministrazione puo’ far
precedere la prova scritta o,
anche, la prova orale agli accertamenti
di cui al presente articolo.

Art. 34.

Prove facoltative
1. I candidati possono, a domanda, integrare il
colloquio con una
prova facoltativa in una delle lingue straniere
indicate nel bando di
concorso e con una prova facoltativa in
informatica.
2. La prova facoltativa nella lingua straniera
prescelta dal
candidato consiste in una traduzione di testi (senza
l’ausilio del
dizionario) ed in una conversazione volta a
riscontrare il possesso
di un’adeguata conoscenza degli strumenti
linguistici.
3. La prova facoltativa in informatica consiste in una
verifica del
grado di conoscenza dell’uso delle
apparecchiature e delle
applicazioni informatiche piu’ diffuse.
4.
Per i candidati che concorrono per il profilo professionale
di
direttore tecnico fisico del ruolo speciale ad esaurimento, la
prova
facoltativa in informatica consiste in un colloquio
approfondito su
tale materia, con particolare riferimento ai
seguenti argomenti:
normalizzazione di una base di dati,
algoritmi fondamentali a
supporto della programmazione,
valutazione tecnico-economica dei
progetti di sviluppo software,
sicurezza fisica e logica dei sistemi
informatici, informatica
giuridica.
5. Ai candidati che superano le prove facoltative e’
attribuito un
punteggio sino ad un massimo di due trentesimi, per
ciascuna prova,
che va ad aggiungersi a quello ottenuto nel
colloquio.

Art. 35.

Formazione ed approvazione della graduatoria
1. La votazione
complessiva di ciascun candidato e’ data dalla
somma della media
dei voti riportati nelle prove scritte, ovvero del
voto dell’unica
prova scritta, con il voto ottenuto nel colloquio e
con il punteggio
acquisito per i titoli.
2. A parita’ di punteggio e’ presa in
considerazione la precedenza
in ruolo.
3. Con proprio decreto il
Capo della polizia – Direttore generale
della pubblica sicurezza
approva la graduatoria di merito e dichiara
i vincitori dei concorsi.

4. Nei concorsi per l’accesso al ruolo speciale ad esaurimento
dei
direttori tecnici vengono compilate distinte graduatorie per
i
singoli profili professionali previsti dal bando di concorso. Con
le
medesime modalita’ di cui al comma 3 sono, quindi, approvate
le
graduatorie di merito, dichiarati i vincitori dei concorsi medesimi
e
formata un’unica graduatoria finale secondo il punteggio riportato
ed
in relazione a quanto stabilito dal comma 2.
5. I decreti di
approvazione delle graduatorie di merito e di
dichiarazione dei
vincitori del concorso sono pubblicati nel
Bollettino ufficiale
del personale del Ministero dell’interno.
6. I vincitori del
concorso conseguono la nomina alla qualifica
iniziale del ruolo per il
quale hanno concorso.

Capo II
Concorsi per l’accesso al
ruolo direttivo speciale
Art. 36.

Commissione esaminatrice
1. La commissione
esaminatrice dei concorsi per l’accesso al ruolo
direttivo speciale,
nominata con decreto del Capo della polizia –
Direttore generale
della pubblica sicurezza, e’ presieduta da un
consigliere di
Stato, da un magistrato o da un avvocato dello Stato
di qualifica
corrispondente a consigliere di Stato, ovvero da un
prefetto, ed e’
composta da:
a) due funzionari dei ruoli del personale della
Polizia di Stato
che espleta funzioni di polizia con qualifica non
inferiore a primo
dirigente;
b) due docenti universitari esperti
in una o piu’ delle materie
su cui vertono le prove d’esame.
2.
Almeno un terzo del numero dei componenti della commissione
di
concorso, salva motivata impossibilita’, e’ riservato alle donne.

3. Per le prove facoltative la commissione
esaminatrice,
limitatamente all’espletamento delle predette prove, e’
integrata da
esperti nelle lingue straniere e da un dirigente
tecnico della
Polizia di Stato esperto in informatica.
4. Svolge le
funzioni di segretario un funzionario direttivo.
5. Per gli
adempimenti preliminari della commissione esaminatrice
si applicano
gli articoli 11 e 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 9
maggio 1994, n. 487.

Nota all’art. 36:

– Per il testo degli articoli 11 e 12 del decreto del

Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, si veda

in nota all’art. 14.

Art.
37.
Prove d’esame
1. Il concorso per
l’accesso al ruolo direttivo speciale consiste
in due prove scritte
e un colloquio. Le due prove scritte, della
durata massima di otto
ore ciascuna, vertono sulle seguenti materie:
a) diritto penale;

b) diritto processuale penale.
2. Il colloquio, oltre che
sulle materie oggetto delle prove
scritte, verte sulle seguenti:

a) diritto amministrativo, con particolare riguardo
alla
legislazione speciale in materia di pubblica sicurezza;
b)
diritto costituzionale;
c) nozioni di diritto del lavoro.
3. Al
colloquio sono ammessi i candidati che hanno riportato in
media
una votazione non inferiore a diciotto trentesimi in ciascuna
delle
prove scritte. La commissione qualora abbia attribuito ad uno
dei
due elaborati un punteggio inferiore a quello minimo prescritto,
non
procede all’esame dell’altro.
4. L’ammissione al colloquio, con
l’indicazione del voto riportato
nelle prove scritte, e’ portata a
conoscenza del candidato almeno
venti giorni prima della data in
cui dovra’ sostenere tale prova
d’esame.
5. Il colloquio non
s’intende superato se il candidato non abbia
riportato la votazione di
almeno diciotto trentesimi.

Art. 38.
Titoli valutabili
1. Nei
concorsi per l’accesso al ruolo direttivo speciale le
categorie
di titoli da ammettere a valutazione ed il punteggio
massimo
attribuito a ciascuna di esse sono stabiliti come segue:
A) titoli
di cultura, fino a punti 5:
1) diploma di laurea;
2)
diplomi di specializzazione universitaria;
3) abilitazioni
all’insegnamento o all’esercizio di
professioni;
B) titoli
di servizio, fino a punti 40:
1) rapporti informativi e
giudizi complessivi del triennio
anteriore, fino a punti 12;
2)
incarichi e servizi speciali conferiti con
provvedimento
dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, che
comportino un
rilevante aggravio di lavoro e presuppongano una
particolare
competenza professionale, fino a punti 2;
3) titoli
attinenti alla formazione professionale del candidato
con particolare
riguardo ai corsi professionali e di specializzazione
superati, fino a
punti 4;
4) lavori originali elaborati per il servizio che il
candidato
ha svolto nell’esercizio delle proprie attribuzioni o per
speciali
incarichi conferitigli dall’amministrazione di
appartenenza o da
quella presso cui presta servizio e che
vertono su problemi
giuridici, amministrativi o tecnici,
ovvero su questioni di
particolare rilievo attinenti ai servizi
dell’amministrazione, fino a
punti 2;
5) speciali
riconoscimenti, fino a punti 5;
6) anzianita’ di effettivo
servizio, fino a punti 15.
2. La valutazione dei titoli viene
effettuata nei confronti dei
candidati che hanno superato le prove
scritte e il relativo risultato
viene reso noto agli interessati prima
dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’ limitata ai
titoli posseduti alla data di
scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di
ammissione al concorso.
3.
Nell’ambito delle categorie di cui al comma 1, la
commissione
esaminatrice, nella riunione precedente l’inizio della
correzione
degli elaborati, determina i titoli valutabili ed i
criteri di
valutazione degli stessi e di attribuzione dei relativi
punteggi.
Predetermina, altresi’, in modo omogeneo, i punteggi da
attribuire ai
giudizi complessivi presi in considerazione.
4. La
Direzione centrale per le risorse umane del Dipartimento
della
pubblica sicurezza invia alla commissione esaminatrice copia
dello
stato matricolare dei candidati e le domande di
partecipazione,
corredate da un foglio notizie contenente l’elenco
dei titoli e da
ogni altra indicazione utile. Il foglio notizie
e’ redatto dal
dirigente dell’ufficio o reparto di appartenenza e
sottoscritto per
conferma dagli interessati.
5. La commissione
esaminatrice annota i titoli valutati ed i
relativi punteggi su
apposite schede individuali sottoscritte dal
presidente, da tutti
i componenti e dal segretario, che vengono
allegate ai verbali
del concorso di cui costituiscono parte
integrante.
6. Le
somme dei punti assegnati dal presidente e dai componenti
della
commissione esaminatrice per ciascuna categoria di titoli sono
divise
per il numero dei votanti ed i relativi quozienti sono sommati
tra
loro. Il totale cosi’ ottenuto costituisce il punteggio di
merito
attribuito dalla commissione esaminatrice.

Capo
III
Concorsi per l’accesso al ruolo speciale ad esaurimentodei
direttori tecnici
Art. 39.

Commissione esaminatrice
1. La commissione esaminatrice dei
concorsi per l’accesso al ruolo
speciale ad esaurimento, nominata con
decreto del Capo della polizia
– Direttore generale della pubblica
sicurezza, e’ presieduta da un
consigliere di Stato, da un
magistrato o da un avvocato dello Stato
di qualifica corrispondente
a consigliere di Stato, ovvero da un
prefetto, ed e’ composta da:

a) un funzionario dei ruoli del personale della Polizia di Stato
che
espleta funzioni di polizia con qualifica non inferiore a
primo
dirigente;
b) due docenti universitari esperti in una o
piu’ delle materie
su cui vertono le prove d’esame;
c) un
dirigente tecnico della Polizia di Stato, per ciascun
settore per
il quale e’ bandito il concorso, esperto nel settore
medesimo e,
per il settore sanitario, da un dirigente medico della
Polizia di
Stato.
2. Almeno un terzo del numero dei componenti della
commissione di
concorso, salva motivata impossibilita’, e’ riservato
alle donne.
3. Per le prove facoltative la commissione
esaminatrice,
limitatamente all’espletamento delle predette prove, e’
integrata da
esperti nelle lingue straniere, nonche’, ove non sia gia’
componente,
da un dirigente tecnico della Polizia di Stato
esperto in
informatica.
4. Svolge le funzioni di segretario un
funzionario direttivo.
5. Per gli adempimenti preliminari della
commissione esaminatrice
si applicano gli articoli 11 e 12 del
decreto del Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.

Nota all’art. 39:
– Per il testo
degli articoli 11 e 12 del decreto del
Presidente della
Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, si veda
in nota all’art.
14.

Art. 40.

Prove d’esame
1. Il concorso per l’accesso al ruolo
speciale ad esaurimento dei
direttori tecnici consiste di una prova
scritta, della durata massima
di otto ore, e di un colloquio. Le
materie relative ad ogni profilo
professionale sono indicate nella
tabella 2.
2. Al colloquio sono ammessi i candidati che hanno
riportato nella
prova scritta una votazione non inferiore a diciotto
trentesimi.
3. L’ammissione al colloquio, con l’indicazione del
voto riportato
nella prova scritta, e’ portata a conoscenza del
candidato almeno
venti giorni prima della data in cui dovra’
sostenere il colloquio
stesso.
4. Il colloquio non si intende
superato se il candidato non abbia
riportato la votazione di almeno
diciotto trentesimi.

Art. 41.

Titoli valutabili
1. Nei concorsi per
l’accesso al ruolo speciale ad esaurimento le
categorie di titoli
da ammettere a valutazione ed il punteggio
massimo attribuito a
ciascuna di esse sono stabiliti come segue:
A) titoli di cultura,
fino a punti 2:
1) diploma di laurea;
2) diplomi di
specializzazione universitaria;
3) abilitazioni
all’insegnamento o all’esercizio di
professioni;
4)
attestati di frequenza di corsi di
perfezionamento,
qualificazione e simili, rilasciati da
un’istituzione statale, da un
ente pubblico o da un istituto
riconosciuto dallo Stato, attinenti al
settore tecnico per il quale il
candidato concorre; non sono presi in
considerazione i corsi che
non si sono conclusi con un giudizio di
merito attribuito a seguito di
esame finale;
5) attivita’ di ricerca, di sperimentazione e
di studio in
genere, risultante da certificazioni rilasciate
da istituti
universitari o istituti di ricerca o
sperimentazione di diritto
pubblico o riconosciuti dallo Stato;
B)
titoli di servizio, fino a punti 28:
1) rapporti informativi
e giudizi complessivi del triennio
anteriore, fino a punti 12;

2) incarichi e servizi speciali conferiti con
provvedimento
dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, che
comportino un
rilevante aggravio di lavoro e presuppongano una
particolare
competenza professionale, o incarichi e servizi
presso altre
amministrazioni pubbliche o enti di diritto
pubblico, purche’
riguardanti il settore tecnico per il quale il
candidato concorre,
fino a punti 2;
3) titoli attinenti alla
formazione professionale del candidato
con particolare riguardo ai
corsi professionali e di specializzazione
superati, fino a punti 2;

4) lavori originali elaborati per il servizio che il candidato
ha
svolto nell’esercizio delle proprie attribuzioni o per
speciali
incarichi conferitigli dall’amministrazione di
appartenenza o da
quella presso cui presta servizio e che
vertono su problemi
giuridici, amministrativi o tecnici,
ovvero su questioni di
particolare rilievo attinenti ai servizi
dell’amministrazione, fino a
punti 2;
5) speciali
riconoscimenti, fino a punti 2;
6) anzianita’ di effettivo
servizio, fino a punti 8.
2. La valutazione dei titoli viene
effettuata nei confronti dei
candidati che hanno superato la prova
scritta e il relativo risultato
viene reso noto agli interessati prima
dell’effettuazione della prova
orale. La valutazione e’ limitata ai
titoli posseduti alla data di
scadenza del termine utile per la
presentazione delle domande di
ammissione al concorso.
3. Per le
modalita’ di determinazione dei titoli valutabili e dei
relativi
criteri di valutazione, di invio alla
commissione
esaminatrice dell’elenco dei titoli posseduti da ciascun
candidato,
di valutazione degli stessi e di attribuzione del
punteggio, si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 38, commi
3, 4, 5 e 6.

Titolo IV
DISPOSIZIONI COMUNI E FINALICapo
IDisposizioni comuni
Art. 42.

Disposizioni sulla trasparenza amministrativa
1. Prima
dell’inizio delle prove concorsuali il presidente ed i
componenti
della commissione esaminatrice e dei comitati di
vigilanza,
presa visione dell’elenco dei partecipanti, sottoscrivono
una
dichiarazione dalla quale risulti che tra loro e i candidati
non
sussistono le situazioni di incompatibilita’ di cui all’articolo
51
del codice di procedura civile.
2. La commissione esaminatrice,
alla prima riunione, stabilisce i
criteri e le modalita’ di
valutazione delle prove concorsuali, al
fine di motivare i punteggi
attribuiti alle singole prove.
3. Sono, altresi’, predeterminati,
prima dell’inizio della prova
orale, i quesiti da porre ai
candidati. I quesiti sono rivolti ai
candidati stessi secondo
criteri predeterminati, che garantiscono
l’imparzialita’ delle
prove.
4. I candidati hanno facolta’ di esercitare, ai sensi della
legge
7 agosto 1990, n. 241, il diritto di accesso agli atti
del
procedimento concorsuale, con le modalita’ previste dal decreto
del
Ministro dell’interno 10 maggio 1994, n. 415, e
successive
modificazioni.

Nota all’art. 42:

– Il testo dell’art. 51 del codice di procedura civile

e’ il seguente:
– Art. 51 (Astensione del
giudice). – Il giudice ha
l’obbligo di astenersi:

1) se ha interesse nella causa o in altra vertente su

identica questione di diritto;
2) se egli stesso o
la moglie e’ parente fino al
quarto grado legato da
vincoli di affiliazione, o e’
convivente o commensale
abituale di una delle parti o di
alcuno dei difensori;

3) se egli stesso o la moglie ha causa pendente o

grave inimicizia o rapporti di credito o debito con una

delle parti o alcuno dei suoi difensori;
4) se ha
dato consiglio o prestato patrocinio nella
causa, o ha
deposto in essa come testimone, oppure ne ha
conosciuto
come magistrato in altro grado del processo o
come
arbitro o vi ha prestato assistenza come consulente

tecnico;
5) se e’ tutore, curatore, procuratore,
agente o
datore di lavoro di una delle parti; se,
inoltre, e’
amministratore o gerente di un ente, di
un’associazione
anche non riconosciuta, di un comitato, di
una societa’ o
stabilimento che ha interesse nella causa.
In ogni altro
caso in cui esistono gravi ragioni di
convenienza, il
giudice puo’ richiedere al capo
dell’ufficio
(autorizzazione ad astenersi); quando
l’astensione riguarda
il capo dell’ufficio
(autorizzazione e’ chiesta al capo
dell’ufficio
superiore).”.

Art.
43.
Cessazione dall’incarico di componente della
commissione
esaminatrice, supplenze e costituzione di sottocommissioni
e comitati
di vigilanza
1. Il presidente
ed i componenti della commissione esaminatrice, il
cui rapporto di
impiego si risolva per qualsiasi causa durante
l’espletamento dei
lavori della commissione, cessano dall’incarico,
salvo conferma
disposta con decreto del Capo della polizia-direttore
generale della
pubblica sicurezza.
2. La commissione esaminatrice, qualora i
candidati che abbiano
sostenuto le prove scritte superino le
mille unita’, puo’ essere
suddivisa in sottocommissioni, unico
restando il presidente, con
l’integrazione di componenti pari,
per numero e per qualifiche, a
quello della commissione originaria e
di un segretario aggiunto per
ciascuna sottocommissione.
3. In caso
di eventuali temporanee assenze o impedimenti di uno dei
componenti
della commissione esaminatrice o delle sottocommissioni,
puo’ essere
disposta la nomina di uno o piu’ componenti supplenti, da
effettuarsi
con lo stesso decreto di costituzione della commissione e
delle
sottocommissioni.
4. Quando le prove scritte abbiano luogo in piu’
sedi, si provvede
alla costituzione, per ciascuna sede, di un
comitato di vigilanza
presieduto da un componente della commissione
esaminatrice stessa,
ovvero da un funzionario dei ruoli del
personale della Polizia di
Stato che espleta funzioni di polizia, con
qualifica non inferiore a
vice questore aggiunto. Il presidente, i
componenti ed il segretario
dei comitati di vigilanza sono
individuati con ordinanza del
Direttore centrale per le risorse
umane del Dipartimento della
pubblica sicurezza.
5. Per
l’incarico di presidente delle commissioni esaminatrici
possono
essere nominati anche funzionari
dell’Amministrazione
dell’interno collocati in quiescenza da non
oltre un quinquennio
dalla data del decreto che indice il bando di
concorso.

Art. 44.

Adempimenti preliminari all’effettuazione delle prove scritte
1. La
commissione prepara tre argomenti per ciascuna prova scritta,
se gli
esami si svolgono in una sede, ed un solo argomento quando
questi
si svolgono in piu’ sedi. Gli argomenti sono segreti e ne e’
vietata
la divulgazione.
2. Gli argomenti, appena formulati, sono
chiusi in altrettante
buste suggellate e firmate esternamente sui
lembi di chiusura dal
presidente, dai componenti della commissione
e dal segretario. Le
buste sono conservate dal presidente della
commissione e dai
presidenti dei comitati di vigilanza se le prove
si svolgono in piu’
sedi.
3. All’ora stabilita per ciascuna prova
scritta, uguale per tutte
le sedi, il presidente della commissione
esaminatrice o del comitato
di vigilanza, accerta l’identita’
personale dei concorrenti e la loro
idonea collocazione nell’aula,
ai fini di un regolare svolgimento
delle prove scritte.
Successivamente invita uno dei candidati a
verificare la regolare
chiusura delle buste contenenti gli argomenti.
Nel caso in cui e’
prevista la preparazione di tre argomenti, il
medesimo candidato
estrae a sorte la busta contenente l’argomento che
dovra’ formare
oggetto della prova.

Art. 45.

Adempimenti durante lo svolgimento delle prove scritte
1. Nel
corso delle prove scritte non e’ permesso ai concorrenti di
comunicare
tra loro in qualsiasi forma, ovvero di mettersi in
relazione
con altri, salvo che con gli incaricati della vigilanza o
con i
componenti della commissione esaminatrice.
2. Gli elaborati
debbono essere scritti, a pena di nullita’,
esclusivamente su
carta recante il timbro d’ufficio e la firma del
presidente o di
un componente della commissione esaminatrice o del
comitato di
vigilanza.
3. I candidati non possono portare carta da
scrivere, appunti,
libri od opuscoli di qualsiasi genere,
nonche’ apparecchiature
elettroniche, compresi i telefoni
portatili. Possono consultare i
codici, le leggi ed i decreti, il
tutto senza richiami dottrinali o
giurisprudenziali, nonche’ i
dizionari linguistici, che siano stati
preventivamente presentati
all’atto dell’ingresso nell’aula degli
esami e verificati dalla
commissione esaminatrice o dal comitato di
vigilanza.
4. Il
concorrente che viola le disposizioni dei commi precedenti o
comunque
abbia copiato in tutto o in parte lo svolgimento del tema,
e’
escluso dal concorso. Nel caso in cui risulti che uno o
piu’
candidati abbiano copiato, l’esclusione e’ disposta nei
confronti di
tutti i candidati coinvolti.
5. La commissione
esaminatrice o il comitato di vigilanza cura
l’osservanza delle
disposizioni di cui al presente articolo ed adotta
i provvedimenti
conseguenti. La mancata esclusione all’atto della
prova non
preclude che l’esclusione sia disposta in sede di
valutazione
delle prove medesime.

Art. 46.

Adempimenti al termine delle prove scritte
1. Al
candidato sono consegnate in ciascuno dei giorni di esame due
buste
di eguale colore e non trasparenti: una grande munita
di
linguetta ed una piccola contenente un cartoncino bianco.
2. Il
candidato, ultimata la stesura dell’elaborato, senza apporvi
a pena
di nullita’ sottoscrizione ne’ altro contrassegno, mette il
foglio
od i fogli nella busta grande. Scrive il proprio nome e
cognome,
la data ed il luogo di nascita sul cartoncino, apponendovi
la
propria firma in calce, e lo chiude nella busta piccola.
Pone
quindi anche la busta piccola nella grande che richiude e
consegna al
presidente della commissione o del comitato di vigilanza,
o a chi ne
fa le veci. Questi appone trasversalmente sulle buste, in
modo che vi
resti compreso il lembo di chiusura e la restante parte
della busta
stessa, la propria firma e l’indicazione della data di
consegna.
3. Al termine di ogni giorno di esame e’ assegnato
alla busta
contenente l’elaborato di ciascun concorrente lo stesso
numero da
apporsi sulla linguetta, in modo da poter riunire,
esclusivamente
attraverso la numerazione, le buste appartenenti
allo stesso
candidato.
4. Successivamente alla conclusione
dell’ultima prova di esame, e
comunque non oltre le ventiquattro
ore, si procede alla riunione
delle buste aventi lo stesso numero
in un’unica busta, dopo aver
tolto la linguetta numerata.
L’operazione e’ effettuata dalla
commissione esaminatrice o dal
comitato di vigilanza con l’intervento
di almeno due componenti
della commissione stessa, nel luogo, nel
giorno e nell’ora di cui
e’ data comunicazione orale ai candidati
presenti in aula
all’ultima prova di esame, con l’avvertimento che
alcuni di essi, in
numero non superiore alle dieci unita’, potranno
assistere alle
operazioni.
5. Tutte le buste vengono raccolte in plichi, che sono
suggellati e
firmati dal presidente, da almeno un componente della
commissione
esaminatrice o del comitato di vigilanza e dal
segretario.
6. I plichi sono aperti alla presenza della
commissione
esaminatrice quando deve procedere all’esame dei lavori
relativi a
ciascuna prova di esame.
7. Il riconoscimento deve
essere fatto a conclusione della
valutazione di tutti gli
elaborati dei concorrenti.
8. I plichi contenenti i lavori
svolti dai candidati nelle sedi
diverse da quelle della
commissione esaminatrice ed i relativi
verbali, sono custoditi
dal presidente del singolo comitato di
vigilanza e da questi
trasmessi al presidente della commissione, al
termine delle prove
scritte.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano,
in quanto
compatibili, anche ai concorsi per i quali e’ prevista
un’unica prova
scritta.

Art.
47.
Svolgimento delle prove orali
1. Le prove
orali devono svolgersi in un’aula aperta al pubblico,
di capienza
idonea a garantire la massima partecipazione.
2. Al termine di
ogni seduta dedicata alla prova orale, la
commissione
esaminatrice redige l’elenco dei candidati che hanno
sostenuto la
prova, con l’indicazione del voto da ciascuno riportato.
L’elenco
sottoscritto dal presidente e dal segretario della
commissione
e’ affisso, nel medesimo giorno, all’esterno dell’aula in
cui si
svolge la prova.

Art. 48.

Processo verbale delle operazioni di esame
1. Di tutte le
operazioni di esame e delle deliberazioni della
commissione
esaminatrice, si redige un processo verbale giornaliero
sottoscritto
dal presidente, da tutti i componenti della commissione,
oltre che dal
segretario.
2. I comitati di vigilanza redigono giornalmente il
verbale delle
operazioni da essi compiute, che, sottoscritto dal
presidente, da
tutti i componenti e dal segretario, viene trasmesso
alla commissione
esaminatrice al termine delle prove scritte.

Art. 49.
Esclusione dal concorso
per mancata presentazione alle prove
1. La mancata presentazione
del candidato nel luogo, nel giorno e
nell’ora stabiliti per
sostenere la prova preselettiva ove prevista,
gli accertamenti
psico-fisici ed attitudinali, le prove scritte o la
prova orale,
comporta la sua esclusione di diritto dal concorso.
2. I
candidati che per gravi e documentati motivi
sono
impossibilitati a sostenere la prova orale nel giorno stabilito,
sono
ammessi a sostenerla in una seduta appositamente prevista
dalla
commissione esaminatrice, nell’ambito del calendario
concorsuale
previsto per lo svolgimento della prova stessa.

Capo II
Disposizioni transitorie e finali

Art. 50.
Disposizioni transitorie per l’accesso al ruolo
direttivo speciale
1. Per la partecipazione ai concorsi per
l’accesso al ruolo
direttivo speciale di cui all’articolo 25 del
decreto legislativo
5 ottobre 2000, n. 334 e successive
modificazioni, e’ richiesto il
possesso dei requisiti indicati nel
comma 2 dello stesso articolo.
2. Ai concorsi di cui al comma 1 si
applicano le disposizioni degli
articoli 37 e 38 del presente
regolamento, fatta eccezione per quanto
stabilito dai seguenti commi.

3. La prova scritta, della durata massima di otto ore, consiste
in
un elaborato in materia di diritto penale o di diritto
processuale
penale.
4. Il colloquio, oltre che sulle materie
oggetto della prova
scritta, verte sulle seguenti:
a) diritto
amministrativo con particolare riguardo alla
legislazione
speciale in materia di pubblica sicurezza;
b) diritto
costituzionale;
c) nozioni di diritto del lavoro.

Nota all’art. 50:
– Per il testo dell’art.
25 del decreto legislativo
5 ottobre 2000, n. 334 si veda in
note alle premesse.

Art. 51.

Disposizioni finali e di rinvio
1. Ai fini della
partecipazione ai concorsi pubblici di cui al
titolo I, fino alla
sospensione del servizio obbligatorio di leva
prevista dalle
disposizioni da emanare ai sensi dell’articolo 3 della
legge 14
novembre 2000, n. 331, per i candidati soggetti alla leva
nati entro
il 1985, continua a costituire requisito di partecipazione
al
concorso l’essere in regola nei riguardi degli obblighi di leva e
non
essere stati ammessi a prestare servizio militare non armato
o
servizio sostitutivo civile.
2. I candidati di cui al comma 1
sono tenuti a dichiarare nella
domanda di partecipazione il
possesso del requisito previsto dalla
medesima disposizione.
3. Con
regolamento del Ministro dell’interno, da emanare ai
sensi
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, si
provvede all’aggiornamento triennale delle
discipline che
costituiscono oggetto delle prove d’esame
previste dal presente
regolamento, sulla base anche dell’evoluzione
delle discipline stesse
a livello scientifico-universitario.
4. Per
quanto non previsto dal presente regolamento si applicano,
in quanto
compatibili, le disposizioni in materia di concorsi per
l’accesso
ai ruoli del personale della Polizia di Stato e quelle di
cui al
decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487
e
successive modificazioni, con il quale e’ stato approvato
il
regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle
pubbliche
amministrazioni e le modalita’ di svolgimento dei
concorsi, dei
concorsi unici e delle altre forme di assunzione
nei pubblici
impieghi.
Il presente regolamento, munito del
sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale
degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a
chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 2
dicembre 2002
Il
Ministro: Pisanu
Visto, il Guardasigilli: Castelli
Registrato alla
Corte dei conti il 13 dicembre 2002
Ministeri istituzionali,
registro n. 13, foglio n. 327

Note all’art.
51:
– Il testo dell’art. 3 della legge 14 novembre 2000,
n.
331 e’ il seguente:
“Art. 3
(Trasformazione progressiva dello strumento
militare in
professionale). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare,
entro un anno dalla data di entrata in vigore
della
presente legge, previo parere delle competenti

commissioni parlamentari che si esprimono entro sessanta

giorni dalla data di assegnazione del relativo schema,

corredato dai pareri previsti dalla legge, un decreto

legislativo per disciplinare la graduale sostituzione,

entro sette anni a decorrere dalla data di entrata in

vigore del medesimo decreto legislativo, dei militari in

servizio obbligatorio di leva con volontari di truppa e con

personale civile del Ministero della difesa. Il decreto

legislativo sara’ informato ai seguenti principi e criteri

direttivi:
a) disciplinare la progressiva riduzione
a 190 mila
unita’ dell’organico complessivo delle
Forze armate,
secondo un andamento della consistenza
del personale in
servizio coerente con l’evoluzione degli
oneri di cui alla
tabella A allegata alla presente
legge, ad esclusione
dell’Arma dei carabinieri, del
Corpo della Guardia di
finanza e del Corpo delle
capitanerie di porto, entro il
periodo di sette anni di cui
all’alinea del presente comma,
in modo da:

1) non pregiudicare l’assolvimento delle finalita’
di cui
all’art. 1;
2) prevedere un rapporto percentuale
rispondente
alle esigenze ordinativo funzionali di
ciascuna Forza
armata tra le seguenti categorie di
personale:
2.1) ufficiali in servizio
permanente, di cui
all’art. 2 del decreto legislativo 30
dicembre 1997, n.
490;
2.2)
sottufficiali in servizio permanente, di cui
all’art. 3 del
decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196;
2.3)
volontari di truppa, parte in servizio
permanente ai
sensi del decreto legislativo 12 maggio 1995,
n. 196, e
parte in ferma prefissata, di cui garantire
l’immissione
anche in deroga all’art. 39 della legge
27 dicembre
1997, n. 449, e successive modificazioni;
b)
prevedere il soddisfacimento delle esigenze delle
Forze
armate, nel periodo di sette anni di cui all’alinea
del
presente comma, ricorrendo ai giovani soggetti alla
leva
nati entro il 1985, rispettando la progressiva

riduzione dell’organico complessivo delle Forze armate ai

sensi della lettera a);
c) disciplinare il
progressivo raggiungimento
dell’entita’ dell’organico
delle singole categorie indicate
alla lettera a), prevedendo
anche il transito del personale
in esubero rispetto
all’organico delle Forze armate nei
ruoli di altre
amministrazioni in relazione alle esigenze,
ai profili
di impiego e alla programmazione delle
assunzioni da
parte delle amministrazioni stesse o, in caso
di mancato
reimpiego, il collocamento in ausiliaria se con
meno di
cinque anni dai limiti di eta’ previsti per
ciascuna
categoria di personale;
d) prevedere l’emanazione di
norme e l’individuazione
di incentivi di carattere
giuridico per il reclutamento,
anche decorso il periodo
di sette anni di cui all’alinea
del presente comma, di
ufficiali ausiliari delle Forze
armate, dell’Arma dei
carabinieri e del Corpo della Guardia
di finanza, da trarre
anche dagli ufficiali di complemento
in congedo;

e) nell’ambito del progressivo incremento

dell’entita’ dell’organico dei volontari, assicurare per il

triennio 2000-2002 un reclutamento di volontari in ferma

prefissata nella misura massima di 30.506 unita’ e

l’immissione in servizio permanente di non piu’ di 10.450

volontari ad incremento della consistenza massima fissata

dall’art. 2 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196;

f) prevedere norme riguardanti i volontari in ferma

prefissata delle Forze armate, con esclusione dell’Arma dei

carabinieri. In particolare il decreto legislativo:

1) prevede il reclutamento di volontari in ferma

prefissata di durata di uno o cinque anni, da impiegare sia

sul territorio nazionale sia all’estero, modificando in

funzione di tali previsioni le corrispondenti disposizioni

del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, nonche’ la

possibilita’ di differenziare le modalita’ di reclutamento

in relazione alla durata della ferma contratta, di

alimentare con i volontari in ferma di un anno i volontari

in ferma prefissata di cinque anni e di rimanere in

servizio dopo la ferma di cinque anni per due successive

rafferme biennali;
2) prevede modalita’ per
consentire, al termine di
una ferma minima di cinque anni,
l’immissione dei volontari
in ferma prefissata nel ruolo
dei volontari in servizio
permanente, in relazione alle
esigenze organiche da
soddisfare annualmente;

3) prevede che per l’accesso alla ferma prefissata
di
cinque anni, per le rafferme biennali e per il transito
nei
ruoli dei volontari in servizio permanente,

costituiscano titoli da valutare l’espletamento, senza

demerito, della ferma di un anno e le qualifiche e

specializzazioni acquisite durante tale periodo;
4)
incentiva il reclutamento dei volontari in ferma
prefissata
di cinque anni prevedendo che le possibilita’ di
accesso
dei volontari di truppa in servizio permanente al
ruolo
dei marescialli dell’Esercito, esclusa l’Arma dei

carabinieri, della Marina e dell’Aeronautica, previste

dall’art. 11 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n.

196, siano incrementate in relazione alla disponibilita’ di

personale con i requisiti fissati nel medesimo art. 11 ed

in relazione alle carenze organiche;
5)
disciplina le modalita’ per favorire
l’inserimento
nel mondo del lavoro del personale eccedente
rispetto
all’organico delle Forze armate ai sensi della
lettera
a), nell’ambito degli ordinari stanziamenti di
bilancio
previsti per gli interventi indicati al presente
numero:

5.1) prevedendo iniziative per il sostegno, la

formazione professionale, il completamento di cicli di

studio ed il collocamento preferenziale sul mercato del

lavoro privato, anche attraverso il ricorso a convenzioni

tra il Ministero della difesa e le associazioni delle

imprese private e l’attivazione di agevolazioni anche

finanziarie che favoriscano le assunzioni da parte delle

imprese;
5.2) determinando il numero di posti da
riservare
ai militari volontari che cessano dal
servizio senza
demerito nei ruoli iniziali dell’Arma
dei carabinieri,
della Polizia di Stato, del Corpo della
Guardia di finanza,
del Corpo di polizia penitenziaria,
del Corpo forestale
dello Stato, del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, dei
Corpi di polizia municipale e
nei ruoli civili del
Ministero della difesa;

5.3) rideterminando la percentuale della riserva

obbligatoria per l’assunzione presso le amministrazioni

civili dello Stato, di cui all’art. 30 della legge

31 maggio 1975, n. 191, come sostituito dall’art. 19 della

legge 24 dicembre 1986, n. 958;
5.4) prevedendo
che, qualora la riserva per i
volontari nei concorsi
per l’assunzione agli impieghi
civili di cui al
numero 5.3) e per l’accesso ai ruoli
iniziali di cui
al numero 5.2) non possa operare,
integralmente o
parzialmente, perche’ da’ luogo a frazione
di posto, tale
frazione si cumuli con la riserva a concorsi
dello stesso
tipo banditi dalla stessa amministrazione
ovvero ne sia
prevista l’utilizzazione nell’ipotesi in cui

l’amministrazione proceda ad assunzioni attingendo dalla

graduatoria degli idonei;
6) disciplina il
trattamento giuridico ed economico
dei volontari in ferma
prefissata quinquennale ed in
rafferma, armonizzandolo
con quello dei volontari in
servizio permanente ed
adeguandolo ai diversi tempi di
prestazione del servizio
volontario;
7) prevede che a decorrere dalla
data della sua
entrata in vigore sia modificata la
disciplina di cui ai
commi 3, 4, 4-bis e 4-ter dell’art.
2 del decreto-legge
21 aprile 1999, n. 110, convertito,
con modificazioni,
dalla legge 18 giugno 1999, n. 186, in
corrispondenza delle
previsioni da esso recate;

8) dette norme transitorie e di raccordo volte

anche a tutelare la posizione del personale in servizio o

in corso di arruolamento alla data di entrata in vigore

della presente legge e ad armonizzare le previsioni del

decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, con quelle del

decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 198;
g)
prevedere, al fine di salvaguardare

prioritariamente l’impiego operativo dei volontari di

truppa, il progressivo affidamento di incarichi

amministrativi e logistici a personale civile del Ministero

della difesa, nel rispetto delle vigenti procedure e

garantendo il soddisfacimento delle esigenze organiche

previste dal decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265,

avvalendosi, nell’ambito degli ordinari stanziamenti di

bilancio, anche di imprese private per lo svolgimento di

attivita’ di natura logistica attualmente svolte da

personale militare e non connesse al soddisfacimento di

esigenze di sicurezza e di difesa delle strutture militari;

h) adeguare la normativa che regola il servizio

militare obbligatorio, fermo restando quanto previsto per

le modalita’ di chiamata alla leva o alle armi, nonche’ per

le dispense di cui agli articoli 1 e 7 del decreto

legislativo 30 dicembre 1997, n. 504, in modo da:
1)
consentire una gestione unitaria dei giovani
disponibili
a prestare in armi il servizio di leva, secondo
quanto
disposto sulla formazione dei contingenti e sulla

disponibilita’ dall’art. 1 del decreto legislativo

30 dicembre 1997, n. 504;
2) indicare
espressamente le norme abrogate in
materia di servizio
militare obbligatorio, coordinando le
restanti norme in
vigore con quelle emanate in attuazione
della presente
legge;
3) prevedere che sia reclutato
prioritariamente il
personale da assegnare ad enti o
reparti dislocati entro
cento chilometri dal luogo di
residenza ed il personale che
risponde per indice di
idoneita’ somatico-funzionale o
titolo di studio o
precedente occupazione ai profili di
incarico delle Forze
armate, prevedendo altresi’ che il
Ministro della difesa,
di concerto con il Ministro dei
trasporti e della
navigazione e sentite le regioni
interessate, assuma
iniziative volte ad agevolare la
fruizione dei mezzi
di trasporto per i militari di leva,
con particolare
riguardo per coloro che non possono essere
impiegati entro
i cento chilometri dal luogo di residenza,
a causa della
dislocazione delle unita’ e delle strutture
militari sul
territorio nazionale, allo scopo di favorirne
il rientro
periodico al luogo di residenza;
i) coordinare le
norme vigenti in materia di
reclutamento del personale
militare femminile;
l) prevedere che, ferme
restando le disposizioni
vigenti, soddisfatte le
esigenze delle Forze armate, ivi
comprese quelle delle
Capitanerie di porto, a decorrere dal
1 gennaio 2003 e
relativamente al periodo di sette anni di
cui all’alinea del
presente comma, il Ministro della difesa
stabilisca, con
proprio decreto adottato di concerto con i
Ministri
dell’interno, della giustizia e delle finanze, i

contingenti autorizzati a prestare servizio di leva

nell’Arma dei carabinieri, nella Polizia di Stato, nel

Corpo della Guardia di finanza, nel Corpo di polizia

penitenziaria e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco

tenendo conto della progressiva contrazione del contingente

di giovani da chiamare alle armi.
2) Al fine di
incentivare i reclutamenti dei volontari
di truppa in
ferma prefissata e favorire l’iniziale
sostituzione del
personale di leva, il Ministero della
difesa e’
autorizzato per l’anno 2000 a immettere in
servizio
permanente, a valere sul contingente aggiuntivo di
cui alla
lettera e) del comma 1 del presente art. 2531
volontari
ad incremento della consistenza massima fissata
dall’art. 2
del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196.
3) Al
fine di promuovere la formazione culturale e
sociale e
la qualita’ della vita del personale di truppa
delle
Forze armate, con particolare riferimento al

personale di leva, il Ministro della difesa emana direttive

volte a:
a) assicurare che siano fornite
informazioni sulle
principali norme di legge e
regolamentari afferenti al
servizio militare con
specifica indicazione dei relativi
diritti e doveri,
nonche’ sui contenuti fondamentali della
Costituzione,
ricorrendo a tale scopo a lezioni di
educazione
civica;
b) assicurare il miglioramento degli
standard di
addestramento e di formazione tecnica e
culturale del
personale delle Forze armate per adeguarli
alle esigenze
inerenti alla partecipazione a missioni
internazionali;
c) verificare l’adeguamento delle
infrastrutture a
standard abitativi rispondenti alle
normative sull’igiene,
la sicurezza e la prevenzione degli
infortuni;
d) garantire l’attuazione delle
previsioni di cui
all’art. 30 della legge 24
dicembre 1986, n. 958,
promuovendo inoltre,
nell’ambito degli ordinari
stanziamenti di bilancio
a tale fine disponibili, la
stipula di convenzioni
con le associazioni di categoria
interessate per
agevolazioni nel settore dei servizi di
ristorazione e
alberghieri, compreso l’eventuale utilizzo
di buoni pasto;

e) prevedere che, ad integrazione di quanto gia’

previsto dal comma 2 dell’art. 29 della legge 24 dicembre

1986, n. 958, gli organi di base della rappresentanza, con

particolare riferimento alla componente di truppa,

coadiuvino i comandi responsabili anche nella elaborazione

dei programmi per l’utilizzo delle infrastrutture per

l’attivita’ ricreativa, culturale e per il tempo libero.

4. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro un anno

dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di

cui al comma 1, uno o piu’ decreti legislativi recanti

disposizioni integrative e correttive al medesimo decreto

legislativo, nel rispetto delle modalita’ e dei principi e

criteri direttivi indicati nel medesimo comma 1”.
– Per
il testo dell’art. 17, comma 3, della legge
23 agosto
1988, n. 400, si veda in note alle premesse.

—-> Vedere
tabelle da pag. 23 a pag. 33 del S.O. in corso di
inserimento

MINISTERO DELL’INTERNO

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