MINISTERO DELL'INTERNO | Chimici.info

MINISTERO DELL’INTERNO

MINISTERO DELL'INTERNO - DECRETO 18 settembre 2002: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l'esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private. (GU n. 227 del 27-9-2002)

MINISTERO DELL’INTERNO

DECRETO 18 settembre 2002

Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture sanitarie
pubbliche e private.

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
Visto l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;
Visto l’art. 2 della legge 26 luglio 1965, n. 966;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626;
Rilevata la necessita’ di emanare specifiche disposizioni di
prevenzione incendi per le strutture sanitarie, pubbliche e private;
Visto il progetto di regola tecnica elaborato dal Comitato centrale
tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;
Espletata la procedura di informazione ai sensi della direttiva
98/34/CE, come modificata dalla direttiva 98/48/CE;
Decreta:
Art. 1.
Scopo e campo di applicazione
1. Il presente decreto ha per scopo l’emanazione di disposizioni di
prevenzione incendi riguardanti la progettazione, la costruzione e
l’esercizio delle strutture sanitarie di seguito elencate e
classificate sulla base di quanto riportato all’art. 4 del decreto
del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997 (supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997) in
relazione alla tipologia delle prestazioni erogate:
a) strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero
ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno;
b) strutture che erogano prestazioni in regime residenziale a
ciclo continuativo e/o diurno;
c) strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica
in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di
diagnostica strumentale e di laboratorio.

Art. 2.
Obiettivi
1. Ai fini della prevenzione incendi, allo scopo di raggiungere i
primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle
persone e alla tutela dei beni contro i rischi di incendio, le
strutture sanitarie, di cui al precedente articolo, sono realizzate e
gestite in modo da:
a) minimizzare le cause di incendio;
b) garantire la stabilita’ delle strutture portanti al fine di
assicurare il soccorso agli occupanti;
c) limitare la produzione e la propagazione di un incendio
all’interno dei locali;
d) limitare la propagazione di un incendio ad edifici e/o locali
contigui;
e) assicurare la possibilita’ che gli occupanti lascino il locale
indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
f) garantire la possibilita’ per le squadre di soccorso di
operare in condizioni di sicurezza.

Art. 3.
Disposizioni tecniche
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, e’
approvata la regola tecnica di prevenzione incendi allegata al
presente decreto.

Art. 4.
Applicazione delle disposizioni tecniche
1. Fatto salvo quanto previsto al successivo comma 4, le
disposizioni tecniche riportate al titolo II dell’allegato si
applicano alle strutture sanitarie di cui al precedente art. 1, comma
1, lettere a) e b), di nuova costruzione ed a quelle esistenti alla
data di entrata in vigore del presente decreto, nel caso siano
oggetto di interventi comportanti la loro completa ristrutturazione
e/o il cambio di destinazione d’uso.
Qualora gli interventi effettuati su strutture esistenti,
comportino la sostituzione o modifica di impianti e/o attrezzature di
protezione attiva antincendio, la modifica parziale delle
caratteristiche costruttive e/o del sistema di vie di uscita, e/o
ampliamenti, le disposizioni del presente decreto si applicano
solamente agli impianti e/o alle parti della costruzione oggetto
degli interventi di modifica. In ogni caso gli interventi di modifica
effettuati su strutture esistenti, che non comportino un loro cambio
di destinazione, non possono diminuire le condizioni di sicurezza
preesistenti.
A fronte di interventi di ampliamento e/o modifiche di strutture
sanitarie esistenti, comportanti un incremento di affollamento, in
misura tale da essere compatibile con il sistema di vie di uscita
esistente e con l’eventuale nuovo assetto planovolumetrico, il
predetto sistema di vie di uscita dovra’ essere rispondente alle
disposizioni di cui al titolo III.
2. Fatto salvo quanto previsto al successivo comma 4, le strutture
sanitarie di cui all’art. 1, comma 1, lettere a) e b), esistenti alla
data di entrata in vigore del presente decreto, sono adeguate alle
disposizioni riportate al titolo III dell’allegato entro i termini
temporali di cui al successivo art. 6. Non sussiste l’obbligo
dell’adeguamento per le strutture sanitarie:
a) per le quali sia stato rilasciato il certificato di
prevenzione incendi;
b) per le quali siano stati pianificati, o siano in corso, lavori
di modifica, adeguamento, ristrutturazione o ampliamento sulla base
di un progetto approvato dal competente Comando provinciale dei
Vigili del fuoco.
3. Le disposizioni di cui al titolo IV dell’allegato si applicano
alle strutture sanitarie di cui all’art. 1, comma 1, lettera c), di
nuova costruzione ed esistenti.
4. Le disposizioni di cui al titolo IV dell’allegato si applicano
altresi’:
a) alle strutture, fino a 25 posti letto, che erogano prestazioni
a ciclo diurno in regime di ricovero ospedaliero e/o residenziale,
sia esistenti che di nuova costruzione;
b) alle strutture esistenti, fino a 25 posti letto, che erogano
prestazioni in regime residenziale a ciclo continuativo.

Art. 5.
Commercializzazione CE
1. I prodotti provenienti da uno dei Paesi dell’Unione europea, o
da uno dei Paesi contraenti l’accordo SEE, legalmente riconosciuti
sulla base di norme armonizzate ovvero di norme o regole tecniche
applicate in tali Stati che permettono di garantire un livello di
protezione, ai fini della sicurezza antincendio, equivalente a quello
perseguito dalla presente regolamentazione, possono essere
commercializzati per essere impiegati nel campo di applicazione
disciplinato dal presente decreto.
2. Nelle more dell’entrata in vigore di apposite norme armonizzate,
agli estintori, alle porte e agli elementi di chiusura per i quali e’
richiesto il requisito di resistenza al fuoco, nonche’ ai prodotti
per i quali e’ richiesto il requisito di reazione al fuoco, si
applica la regolamentazione italiana vigente, che prevede specifiche
clausole di mutuo riconoscimento, concordate con i servizi della
Commissione europea, stabilite nei seguenti decreti del Ministro
dell’interno:
decreto 12 novembre 1990 per gli estintori portatili;
decreto 5 agosto 1991 per i materiali ai quali e’ richiesto il
requisito di reazione al fuoco;
decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati;
decreto 14 dicembre 1993 per le porte e gli altri elementi di
chiusura ai quali e’ richiesto il requisito di resistenza al fuoco.

Art. 6.
Disposizioni transitorie e finali
1. Fatti salvi gli obblighi ed i relativi termini di adeguamento
stabiliti nella vigente legislazione tecnica in materia di sicurezza,
le strutture sanitarie esistenti di cui al comma 2 del precedente
art. 4 sono adeguate entro cinque anni dalla data di entrata in
vigore del decreto.
2. Il presente decreto entra in vigore il novantesimo giorno
successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 18 settembre 2002
Il Ministro: Pisanu

Allegato
REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE,
COSTRUZIONE ED ESERCIZIO DELLE STRUTTURE SANITARIE, PUBBLICHE E
PRIVATE
Titolo I
DEFINIZIONI E CLASSIFICAZIONE
1. – Generalita’.
1.1 – Termini, definizioni e tolleranze dimensionali.
1. Per i termini, le definizioni e le tolleranze dimensionali si
rimanda a quanto emanato con decreto ministeriale 30 novembre 1983
(Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983).
2. Ai fini delle presenti disposizioni, si definisce inoltre:
a) corridoio cieco: corridoio o porzione di corridoio dal quale
e’ possibile l’esodo in un’unica direzione. La lunghezza del
corridoio cieco va calcolata dall’inizio dello stesso fino
all’incrocio con un corridoio dal quale sia possibile l’esodo in
almeno due direzioni, o fino al piu’ prossimo luogo sicuro o via di
esodo verticale;
b) esodo orizzontale progressivo: modalita’ di esodo che
prevede lo spostamento dei degenti in un compartimento adiacente
capace di contenerli e proteggerli fino a quando l’incendio non sia
stato domato o fino a che non diventi necessario procedere ad una
successiva evacuazione verso luogo sicuro;
c) percorso orizzontale protetto: percorso di comunicazione
orizzontale o suborizzontale protetto da elementi con caratteristiche
di resistenza al fuoco adeguata, con funz…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELL’INTERNO

Chimici.info