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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 9 luglio 2012

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 9 luglio 2012 - Monitoraggio semestrale del Patto di stabilita' interno per l'anno 2012 per le Province e i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (12A08313) - (GU n. 176 del 30-7-2012 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 9 luglio 2012

Monitoraggio semestrale del Patto di stabilita’ interno per l’anno
2012 per le Province e i Comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti. (12A08313)

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

Visto l’art. 31, comma 19, della legge 12 novembre 2011, n. 183
che, per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di
stabilita’ interno e per l’acquisizione di elementi informativi utili
per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione
debitoria, dispone che le province e i comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti trasmettono semestralmente al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria
generale dello Stato – entro trenta giorni dalla fine del periodo di
riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il
patto di stabilita’ interno nel sito
«http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/» le informazioni
riguardanti le risultanze in termini di competenza mista, attraverso
un prospetto e con le modalita’ definiti con decreto del predetto
Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
Visti i commi da 2 a 6 dell’art. 31 della citata legge n. 183 del
2011 con i quali sono definite le modalita’ di calcolo dell’obiettivo
di saldo finanziario, espresso in termini di competenza mista,
attribuito a ciascun ente locale assoggettato alla disciplina del
patto di stabilita’ interno;
Visto il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n.
0020386 del 5 giugno 2012 con cui e’ stato definito il prospetto
dimostrativo dell’obiettivo determinato per ciascun ente locale ai
sensi dei richiamati commi da 2 a 6 dell’art. 31 della citata legge
n. 183 del 2011;
Visto il comma 7 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude dal saldo finanziario rilevante ai fini della verifica del
rispetto del patto di stabilita’ interno, gli accertamenti, per la
parte corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale,
delle risorse provenienti dallo Stato per l’attuazione delle
ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito
di dichiarazione dello stato di emergenza, nonche’ gli impegni di
spesa di parte corrente ed i pagamenti in conto capitale connessi
alle predette risorse provenienti dallo Stato. L’esclusione delle
spese opera anche se esse sono effettuate in piu’ anni, purche’ nei
limiti complessivi delle medesime risorse e purche’ relative ad
entrate registrate successivamente al 2008;
Visto il comma 9 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che, ai
fini del patto di stabilita’ interno, ha equiparato gli interventi
realizzati direttamente dagli enti locali in relazione allo
svolgimento delle iniziative per le quali e’ intervenuta la
dichiarazione di grande evento di cui all’art. 5-bis, comma 5, del
decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, agli interventi
di cui al citato comma 7 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011;
Visto il comma 10 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude dal saldo di cui al comma 3 del medesimo art. 31, rilevante
ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilita’ interno,
le risorse provenienti direttamente o indirettamente dall’Unione
europea, nonche’ le connesse spese di parte corrente ed in conto
capitale sostenute dalle province e dai comuni, ad eccezione delle
spese connesse ai cofinanziamenti nazionali. L’esclusione delle spese
opera anche se esse sono effettuate in piu’ anni, purche’ nei limiti
complessivi delle medesime risorse e purche’ relative ad entrate
registrate successivamente al 2008;
Visto il comma 11 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011 che, nel
caso in cui l’Unione europea riconosca importi inferiori a quelli
considerati ai fini dell’applicazione di quanto stabilito dal citato
comma 10, prevede che l’importo corrispondente alle spese non
riconosciute e’ incluso tra le spese del patto di stabilita’ interno
relativo all’anno in cui e’ comunicato il mancato riconoscimento,
ovvero in quello dell’anno successivo qualora la comunicazione e’
effettuata nell’ultimo quadrimestre;
Visto il comma 12 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
prevede che gli enti locali individuati dal Piano generale di
censimento di cui al comma 2 dell’art. 50 del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, come affidatari di fasi delle rilevazioni censuarie e
gli enti locali individuati dal Piano generale del 6° censimento
dell’agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009 del 23 dicembre
2009, e di cui al comma 6, lettera a), del citato art. 50 del
decreto-legge n. 78 del 2010, escludono dal saldo finanziario utile
per la verifica del patto di stabilita’ interno le risorse trasferite
dall’ISTAT e le spese per la progettazione e l’esecuzione dei
censimenti nei limiti delle stesse risorse trasferite;
Visto il comma 13 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
prevede la possibilita’, per i comuni dissestati della provincia
dell’Aquila, di escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto
del patto di stabilita’ interno relativo all’anno 2012 gli
investimenti in conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010,
anche a valere sui contributi gia’ assegnati negli anni precedenti,
fino alla concorrenza massima di 2,5 milioni di euro, demandando ad
un decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, l’individuazione delle modalita’ di
ripartizione;
Visto il comma 14 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude dal saldo rilevante ai fini della verifica del patto di
stabilita’ interno del comune di Parma le risorse provenienti dallo
Stato e le spese sostenute per la realizzazione degli interventi
straordinari volti all’adeguamento delle dotazioni infrastrutturali
di carattere viario e ferroviario e alla riqualificazione urbana
della citta’ di Parma connessi con l’insediamento dell’Autorita’
europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e per la realizzazione
della Scuola per l’Europa di Parma, nei limiti di 14 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2012 e 2013;
Visto il comma 15 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
esclude l’applicazione dei vincoli connessi al rispetto del patto di
stabilita’ interno alle procedure di spesa relative ai beni
trasferiti ai sensi della disciplina del federalismo demaniale di cui
al decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, per un importo
corrispondente alle spese gia’ sostenute dallo Stato per la gestione
e la manutenzione dei beni trasferiti, rinviando la definizione dei
criteri e delle modalita’ per la determinazione dell’importo ad
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di cui al comma
3 dell’art. 9 del citato decreto legislativo n. 85 del 2010;
Visto il comma 17 dell’art. 31 della legge n. 183 del 2011, che
abroga le disposizioni che individuano esclusioni di entrate o di
uscite dai saldi rilevanti ai fini del patto di stabilita’ interno
non previste dall’art. 31 della medesima legge n. 183 del 2011;
Visto il comma 17 dell’art. 32 della legge n. 183 del 2011 che
conferma, per l’anno 2012, le disposizioni di cui ai commi da 138 a
143 dell’art. 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, in materia di
patto regionalizzato verticale ed orizzontale;
Visto l’art. 4-ter del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, che
ha introdotto il Patto «orizzontale nazionale» che consente la
cessione di spazi finanziari da parte dei comuni che prevedono di
conseguire un differenziale positivo rispetto all’obiettivo del patto
di stabilita’ interno, a favore dei comuni che prevedono di
conseguire un differenziale negativo rispetto al predetto obiettivo,
da destinare al pagamento di residui passivi in conto capitale;
Visto, in particolare, il comma 3 del precitato art. 4-ter del
decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, che, per l’anno 2012, attribuisce
ai comuni che cedono spazi finanziari un contributo pari agli spazi
finanziari ceduti da ciascuno di essi, nei limiti di un importo
complessivo di 500 milioni di euro. In caso di incapienza il
contributo e’ ridotto proporzionalmente. Il contributo non e’
conteggiato fra le entrate valide ai fini del patto di stabilita’
interno ed e’ destinato alla riduzione del debito;
Visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante
disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e
degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro
organismi;
Visto l’art. 36, commi 2 e 4, del citato decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, che dispone che con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e
delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, il Ministro
delle riforme per il federalismo, il Ministro per i rapporti con le
regioni e per la coesione territoriale e il Ministro per la
semplificazione normativa, d’intesa con la Conferenza unificata di
cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono
definite le modalita’ della sperimentazione di cui al comma 1 del
medesimo art. 36 nonche’ individuate le amministrazioni coinvolte
nella sperimentazione;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25
maggio 2012, con il quale sono individuate le amministrazioni che
partecipano alla sperimentazione della disciplina concernente i
sistemi contabili e gli schemi di bilancio di cui al citato art. 36
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
Visto l’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 149, che disciplina le sanzioni da applicare all’ente locale in
caso di mancato rispetto del patto di stabilita’ interno nell’anno
successivo a quello dell’inadempienza;
Visto l’art. 7, comma 2, lettera a), ultimo periodo, del citato
decreto legislativo n. 149 del 2011, che prevede che la sanzione
inerente alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio, di
cui al primo periodo della medesima lettera a) del comma 2, non si
applica nel caso in cui il superamento degli obiettivi del patto di
stabilita’ interno sia determinato dalla maggiore spesa per
interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e
correlati ai finanziamenti dell’Unione europea rispetto alla media
della corrispondente spesa del triennio precedente;
Ravvisata l’opportunita’ di procedere, al fine di dare attuazione
alle disposizioni di cui all’art. 31, comma 19, della legge 12
novembre 2011, n. 183, all’emanazione del decreto ministeriale
recante il prospetto e le modalita’ per il monitoraggio degli
adempimenti del patto di stabilita’ interno;
Considerato che gli allegati del presente decreto possono essere
aggiornati dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della ragioneria generale dello Stato – a seguito di successivi
interventi normativi volti a prevedere esclusioni dai saldi rilevanti
ai fini del patto di stabilita’ interno, dandone comunicazione alla
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, all’ANCI e all’UPI;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali che ha
espresso parere favorevole nella seduta del 20 giugno 2012;

Decreta:

Articolo unico

1. Le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti, in applicazione del comma 19 dell’art. 31 della legge 12
novembre 2011, n. 183, forniscono al Ministero dell’economia e delle
finanze, Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, le
informazioni per il monitoraggio semestrale del patto di stabilita’
interno per l’anno 2012 e gli elementi informativi utili per la
finanza pubblica anche con riferimento alla situazione debitoria, con
le modalita’ e i prospetti definiti nell’allegato A che fa parte
integrante del presente decreto. Detti prospetti devono essere
trasmessi, con riferimento a ciascun semestre, utilizzando il sistema
web appositamente previsto per il patto di stabilita’ interno nel
sito «http://pattostabilita.tesoro.it/Patto/».
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 9 luglio 2012

Il ragioniere generale dello Stato: Canzio

Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 9 luglio 2012

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