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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 5 agosto 2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 5 agosto 2010 - Obbligo di comunicazione delle operazioni intercorse con soggetti ubicati in Paesi a fiscalita' privilegiata. (10A10116) - (GU n. 191 del 17-8-2010 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 5 agosto 2010

Obbligo di comunicazione delle operazioni intercorse con soggetti
ubicati in Paesi a fiscalita’ privilegiata. (10A10116)

IL MINISTRO
DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto il decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, recante
disposizioni tributarie e finanziarie urgenti in materia di contrasto
alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro,
nella forma dei cosi’ detti «caroselli» e «cartiere», di
potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche
in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei
gettiti recuperati al finanziamento di un fondo per incentivi e
sostegno della domanda in particolari settori;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 1, di tale decreto, il quale
prevede che i soggetti passivi all’imposta sul valore aggiunto
comunicano telematicamente all’Agenzia delle entrate, secondo
modalita’ e termini definiti con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi
effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei
confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio
in Paesi cosi’ detti black list di cui al decreto del Ministro delle
finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 107, e al decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23 novembre
2001, n. 273;
Visto, inoltre, l’art. 1, comma 2, dello stesso decreto, il quale
prevede che, con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell’economia e delle finanze, possono essere escluse dall’obbligo di
comunicazione le operazioni realizzate con controparti stabilite in
specifici Paesi c.d. black list, o rientranti nell’ambito di
specifici settori di attivita’ svolte nei Paesi stessi, ovvero
possono essere incluse nell’obbligo di comunicazione le operazioni
realizzate con controparti stabilite in Paesi diversi da quelli
elencati nelle c.d. black list, ovvero rientranti nell’ambito di
specifici settori di attivita’ o da specifiche tipologie di soggetti;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 30
marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 16 aprile 2010, n. 88, con il quale sono stati definiti
le modalita’ ed i termini per l’effettuazione della comunicazione ed,
in particolare, l’art. 1, comma 2, il quale prevede che la
comunicazione sia effettuata tramite apposito modello approvato, con
le istruzioni per la compilazione, con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate;
Visti i provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate del
28 maggio 2010 e 5 luglio 2010 recanti, rispettivamente,
l’approvazione del modello per l’effettuazione delle comunicazioni e
le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle stesse
all’Agenzia delle entrate da parte dei soggetti passivi dell’imposta
sul valore aggiunto;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 27
luglio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 4 agosto 2010, n. 180, il quale ha modificato le liste
degli Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato di cui
al decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999 ed al decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001 sopracitati,
escludendo dalle medesime Cipro, Malta e la Corea del Sud;
Ritenuto che l’obbligo di comunicazione di cui all’art. 1, comma 1
del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 possa essere escluso per le
operazioni realizzate dal 1° luglio 2010 al 4 agosto 2010 con
controparti stabilite in detti Paesi;
Considerata la necessita’, al fine di prevenire e contrastare i
fenomeni a particolare rischio di frode fiscale, di estendere
l’obbligo di comunicazione di cui all’art. 1, comma 1 del
decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, per le prestazioni di servizi che
non si considerano effettuate nel territorio dello Stato agli effetti
dell’imposta sul valore aggiunto e che sono rese o ricevute nei
confronti di soggetti passivi aventi sede, residenza o domicilio nei
Paesi cosiddetti black list.
Considerata l’opportunita’ stabilire un differimento dei termini
per la comunicazione delle operazioni effettuate nei mesi di luglio
ed agosto 2010 in modo da fornire agli operatori un periodo di tempo
idoneo ad assicurare il necessario adeguamento, anche tecnologico,
connesso ai nuovi obblighi tributari;

Decreta:

Art. 1

Esclusione territoriale dall’obbligo di comunicazione

1. Sono escluse dall’obbligo di comunicazione di cui all’art. 1,
comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, le operazioni
realizzate, dal 1° luglio 2010 al 4 agosto 2010, con operatori
economici aventi sede, residenza o domicilio nei seguenti Stati o
territori individuati dal decreto del Ministro delle finanze 4 maggio
1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 del 10 maggio 1999,
e dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre
2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre
2001, prima delle modifiche operate dal decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze del 27 luglio 2010, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 4 agosto 2010, n.
180:
1) Cipro;
2) Malta;
3) Corea del Sud.

Art. 2

Esclusione dall’obbligo di comunicazione delle operazioni relative a
specifici settori di attivita’

1. Sono escluse dall’obbligo di comunicazione di cui all’art. 1,
comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, le attivita’ con le
quali si realizzano operazioni esenti ai fini dell’imposta sul valore
aggiunto, sempre che il contribuente si avvalga della dispensa dagli
adempimenti di cui all’art. 36-bis del decreto del Presidente delle
Repubblica 29 settembre 1972, n. 633. Resta fermo l’obbligo di
comunicazione per le eventuali operazioni imponibili effettuate
nell’ambito di dette attivita’.

Art. 3

Estensione dell’obbligo di comunicazione per specifici settori di
attivita’

1. L’obbligo di comunicazione di cui all’art. 1, comma 1, del
decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e’ esteso alle prestazioni di
servizi che non si considerano effettuate nel territorio dello Stato
agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto e che sono rese o
ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza
o domicilio nei Paesi cosiddetti black list di cui al decreto del
Ministro delle finanze 4 maggio 1999 e al decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, diversi da quelli
esclusi ai sensi dell’art. 1.

Art. 4

Efficacia

1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto
si applicano alle operazioni effettuate dal 1° luglio 2010.
2. Le disposizioni di cui all’art. 3 del presente decreto si
applicano alle operazioni effettuate dal 1° settembre 2010.
3. In deroga a quanto disposto dall’art. 3 del decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze 30 marzo 2010, i modelli di
comunicazione relativi ai periodi mensili di luglio ed agosto 2010
sono presentati entro il 2 novembre 2010.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 5 agosto 2010

Il Ministro: Tremonti

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