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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 3 marzo 2008

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 3 marzo 2008 - Modalita', termini ed effetti dell'applicazione dell'imposta sostitutiva, prevista dal comma 48 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per il recupero a tassazione delle deduzioni extracontabili dal reddito d'impresa e dal valore della produzione effettuate fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2007. (GU n. 65 del 17-3-2008)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 3 marzo 2008
Modalita’, termini ed effetti dell’applicazione dell’imposta
sostitutiva, prevista dal comma 48 dell’articolo 1 della legge 24
dicembre 2007, n. 244, per il recupero a tassazione delle deduzioni
extracontabili dal reddito d’impresa e dal valore della produzione
effettuate fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.

IL VICE MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto l’art. 1, comma 48, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
recante opzione per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sulle
eccedenze dedotte ai sensi dell’art. 109, comma 4, lettera b), del
testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nel testo
previgente le modifiche apportate dalla legge 24 dicembre 2007, n.
244 (legge finanziaria 2008);
Visto il terzo periodo del citato comma 48 dell’art. 1 della legge
finanziaria 2008, che demanda al Ministro dell’economia e delle
finanze il compito di definire, con decreto di natura non
regolamentare, le modalita’, i termini e gli effetti dell’esercizio
dell’opzione per l’applicazione dell’imposta sostituiva;
Visto il comma 51 dell’art. 1 della legge finanziaria 2008, recante
disposizioni per il recupero a tassazione ordinaria in sei quote
costanti delle suddette eccedenze ai fini dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive;
Visto il comma 34, settimo e ottavo periodo, del citato art. 1,
della stessa legge finanziaria 2008, recanti disposizioni per il
recupero a tassazione in via ordinaria delle suddette eccedenze ai
fini dell’imposta sul reddito e disposizioni per l’assoggettamento a
imposta sostituiva dell’uno per cento delle riserve in sospensione
d’imposta ad esse correlate;
Visto il testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, recante
istituzione dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni IRPEF e
istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonche’
riordino della disciplina dei tributi locali;
Visti gli articoli 2 e 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, concernenti l’istituzione del Ministero dell’economia e delle
finanze;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
107, che disciplina l’organizzazione del Dipartimento per le
politiche fiscali;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 giugno 2006, con
l’unita delega di funzioni, registrato alla Corte dei conti il 13
giugno 2006 – Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei
Ministri, registro n. 7, foglio n. 397, concernente l’attribuzione
all’on. prof. Vincenzo Visco del titolo di Vice Ministro presso il
Ministero dell’economia e delle finanze;
Decreta:

Art. 1.
Applicazione dell’imposta sostitutiva
1. Le differenze tra il valore civile e il valore fiscale dei beni
e degli altri elementi indicati nel quadro EC della dichiarazione dei
redditi, originate dalle deduzioni extracontabili effettuate fino al
periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, possono essere
recuperate a tassazione, con conseguente riallineamento dei valori
fiscali ai maggiori valori civili, mediante assoggettamento
all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive, prevista dall’art. 1, comma 48,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).
2. L’opzione per la disciplina dell’imposta sostitutiva puo’ essere
esercitata anche in relazione a singole classi di beni e altri
elementi corrispondenti ai righi di ciascuna sezione del suddetto
quadro EC. L’assoggettamento a imposta sostitutiva riguarda comunque,
per ciascun rigo oggetto di riallineamento, l’intero ammontare delle
differenze tra i relativi valori civili e fiscali risultanti dalla
dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al
31 dicembre 2007 o l’intero ammontare delle differenze residue
risultanti dalle dichiarazioni dei redditi dei successivi periodi.
Tuttavia, i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi
contabili internazionali, di cui al regolamento (CE) n. 1606/2002 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 luglio 2002, possono non
assoggettare ad imposta sostitutiva le differenze di valore attinenti
ai marchi, incluse nel rigo del suddetto quadro relativo ai beni
immateriali (rigo EC4).
3. In deroga al precedente comma, se l’applicazione dell’imposta
sostitutiva riguarda i beni materiali e immateriali indicati nella
sezione I del quadro EC e gli stessi sono ceduti nel corso dello
stesso periodo d’imposta di esercizio dell’opzione, anteriormente al
versamento della prima rata dovuta, le differenze tra valori civili e
fiscali relativi ai beni ceduti sono escluse dalla base imponibile
dell’imposta sostitutiva. Con riguardo all’avviamento, tale
disposizione si applica in caso di cessione dell’azienda.
4. L’opzione per la disciplina dell’imposta sostitutiva si esercita
effettuando il versamento della prima delle tre rate obbligatorie
entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito,
relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007 o, in caso
di opzione successiva, entro il termine per il versamento a saldo
dell’imposta sul reddito relativa al periodo d’imposta di riferimento
per l’individuazione delle differenze residue oggetto di
riallineamento.
5. L’imposta sostitutiva si applica con l’aliquota del 12 per cento
sulla parte delle differenze di valore complessivamente ricomprese
nel limite di 5 milioni di euro; con l’aliquota del 14 per cento
sulla parte che eccede 5 milioni e fino a 10 milioni di euro e con
l’aliquota del 16 per cento sulla parte superiore a 10 milioni di
euro. Nel caso in cui l’opzione per l’imposta sostitutiva sia
esercitata dal contribuente in piu’ periodi d’imposta in relazione a
classi distinte di beni e altri elementi, ai fini della
determinazione delle aliquote progressive applicabili, assumono
rilevanza anche le differenze di valori precedentemente assoggettate
a imposta sostitutiva.

Art. 2.
Effetti dell’applicazione dell’imposta sostitutiva
1. Il riallineamento dei valori civili e fiscali conseguente
all’applicazione dell’imposta sostitutiva produce effetti a partire
dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale, ai sensi
dell’art. 1, comma 4, si considera effettuata l’opzione per la
disciplina. A partire dalla stessa data, opera l’eliminazione del
corrispondente vincolo di disponibilita’ gravante sulle riserve in
sospensione d’imposta.
2. Nel caso in cui l’applicazione dell’imposta sostitutiva abbia ad
oggetto le differenze di valore riguardanti i beni materiali e
immateriali indicati nella sezione I del quadro EC e gli stessi siano
realizzati in data anteriore all’inizio del quarto periodo d’imposta,
successivo a quello di esercizio dell’opzione, il costo fiscale di
detti beni e’ ridotto delle differenze di valore assoggettate a
imposta sostitutiva e dell’eventuale maggiore ammortamento dedotto.
L’imposta sostitutiva relativa ai beni oggetto di anticipato realizzo
e’ scomputata dall’imposta sui redditi ai sensi degli articoli 22 o
79 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
3. L’opzione per l’imposta sostitutiva comporta la disapplicazione,
in relazione alle differenze di valore ad essa assoggettate, delle
disposizioni di cui al comma 51, secondo periodo, dell’art. 1 della
legge finanziaria 2008, concernenti il recupero a tassazione in quote
costanti delle medesime differenze agli effetti dell’IRAP e il
corrispondente svincolo delle riserve in sospensione d’imposta. Nel
caso in cui l’opzione per l’imposta sostitutiva sia esercitata dopo
il primo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2007, la parte delle quote costanti gia’ recuperate a
tassazione ai fini dell’IRAP, in correlazione alle medesime
differenze di valori assoggettate a imposta sostitutiva, costituisce
componente negativo del valore della produzione deducibile, agli
effetti dell’IRAP relativa al periodo d’imposta di esercizio
dell’opzione.
4. Nel caso in cui il contribuente si avvalga della facolta’
prevista dal comma 34, ottavo periodo, dell’art. 1, della legge
finanziaria 2008, assoggettando in tutto o in parte le riserve e gli
utili gravati dal vincolo di disponibilita’ all’imposta sostitutiva
dell’uno per cento ivi prevista, la successiva applicazione
dell’imposta sostitutiva sulle differenze di valori non comporta
comunque la restituzione della suddetta imposta dell’uno per cento.

Art. 3.
Versamento e disciplina dell’imposta sostitutiva
1. L’imposta sostitutiva deve essere versata obbligatoriamente in
tre rate annuali, la prima, pari al 30 per cento, entro il termine
previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative
al periodo d’imposta con riferimento al quale…

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