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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 3 agosto 2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 3 agosto 2010 - Modalita' di applicazione delle disposizioni relative alla deflazione del contenzioso e dell'economicita' delle relative procedure per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 10, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203. (10A09856) - (GU n. 186 del 11-8-2010 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 3 agosto 2010

Modalita’ di applicazione delle disposizioni relative alla deflazione
del contenzioso e dell’economicita’ delle relative procedure per i
soggetti di cui all’articolo 3, comma 10, del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203. (10A09856)

IL DIRETTORE GENEALE
DELLE FINANZE

Visto l’art. 2, comma 2-septies, del decreto-legge 25 marzo 2010,
n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n.
73, che, ai fini della deflazione del contenzioso e dell’economicita’
delle relative procedure, attribuisce ai soggetti di cui all’art. 3,
comma 10, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, la
possibilita’ di definire le controversie pendenti alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del citato decreto-legge
n. 40 del 2010, relative alle attivita’ svolte fino al 30 giugno
1999, in proprio o da loro partecipate, nell’esercizio in concessione
del servizio di riscossione, derivanti dalle contestazioni di cui
agli articoli 83 e 90 del decreto del Presidente della Repubblica 28
gennaio 1988, n. 43, dalle pretese risarcitorie recate da inviti a
dedurre di cui all’art. 5 del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453,
convertito con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, e
successive modificazioni, ovvero da atti di citazione introduttivi di
giudizi di responsabilita’;
Visto l’art. 2, comma 2-octies, primo periodo, del medesimo
decreto-legge n. 40 del 2010, con il quale si prevede che la
definizione si realizzi con il versamento di un importo pari ad una
percentuale delle somme dovute in base alla sentenza impugnata o
impugnabile ovvero, in mancanza, all’ultimo atto amministrativo o
all’invito a dedurre o all’atto di citazione;
Visto, anche, il secondo periodo del citato comma 2-octies
dell’art. 2, che rinvia ad un decreto del Ministero dell’economia e
delle finanze l’individuazione della predetta percentuale in misura
pari al rapporto tra il riscosso nel triennio 2006-2008 sui ruoli
affidati dall’Agenzia delle entrate e il carico affidato dalla stessa
Agenzia negli anni 2006 e 2007, al netto di sgravi e sospensioni;
Visto, altresi’, l’ultimo periodo del predetto comma 2-octies
dell’art. 2, il quale stabilisce che il predetto decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze individui anche il termine e
le modalita’ per il versamento;
Visto l’art. 2, comma 2-novies, il quale prevede che una copia
della ricevuta del versamento di cui al comma 2-octies deve essere
prodotta all’organo amministrativo o giurisdizionale presso il quale
pende la controversia;
Visto l’art. 2, comma 2-decies, del citato decreto-legge n. 40 del
2010, con il quale si esclude dalla definizione in parola le
controversie relative all’attivita’ di riscossione dei tributi e
delle altre entrate delle regioni, degli enti locali e delle camere
di commercio, industria, artigianato e agricoltura e di quella delle
entrate costituenti risorse proprie dell’Unione europea;
Visti gli articoli 83 e 90 del decreto del Presidente della
Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, che disciplinano, rispettivamente,
la procedura per l’ammissione o il diniego del rimborso e del
discarico delle quote inesigibili ed il procedimento da applicare a
fini di una loro eventuale contestazione;
Visto l’art. 5 del decreto-legge 15 novembre 1993, n. 453,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 gennaio 1994, n. 19, e
successive modificazioni, che regola il giudizio di responsabilita’
innanzi alla Corte dei conti;
Vista la nota n. 2010/117041 del 3 agosto 2010, con la quale
l’Agenzia delle entrate ha comunicato i dati relativi all’importo
riscosso nel triennio 2006-2008 sui ruoli affidati dalla stessa
Agenzia ed al carico affidato dalla Agenzia medesima negli anni 2006
e 2007, al netto di sgravi e sospensioni;
Considerata l’esigenza, ai fini della corretta gestione della
predetta definizione, di prevedere che i soggetti cedenti che
intendono avvalersi della facolta’ di cui al citato art. 2, comma
2-septies, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40 presentino
un’apposita comunicazione ai competenti uffici o organi innanzi ai
quali e’ pendente la controversia da definire;

Decreta:

Art. 1

1. I soggetti cedenti di cui all’art. 3, comma 10, del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, che intendono definire le
controversie indicate dall’art. 2, comma 2-septies, del decreto-legge
25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
maggio 2010, n. 73, pendenti alla data del 26 maggio 2010, provvedono
al pagamento di una somma pari al 10,91 per cento dell’importo dovuto
in base alla sentenza impugnata o impugnabile ovvero, in mancanza,
all’ultimo atto amministrativo o all’invito a dedurre o all’atto di
citazione.
2. Il pagamento dell’importo di cui al comma 1, il cui integrale e
tempestivo versamento e’ condizione di efficacia della definizione,
e’ effettuato alla competente sezione di tesoreria provinciale dello
Stato, con imputazione al capo VI-capitolo 1039 dell’entrata del
bilancio dello Stato, in unica soluzione, entro il 29 ottobre 2010.

Art. 2

1. I soggetti che hanno aderito alla definizione presentano, entro
il 15 novembre 2010 una comunicazione, conforme al modello di cui
all’allegato n. 1 al presente decreto, a ciascuno dei competenti
uffici o organi innanzi ai quali e’ pendente la controversia da
definire unitamente alla copia della ricevuta del versamento
effettuato.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 3 agosto 2010

Il direttore generale delle finanze: Lapecorella

Allegato 1

Parte di provvedimento in formato grafico

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