MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 21 giugno 2010, n. 132 - Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarieta' per i mutui per l'acquisto della prima casa, ai sensi dell'articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (10G0152) - (GU n. 192 del 18-8-2010 | Chimici.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 21 giugno 2010, n. 132 – Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa, ai sensi dell’articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (10G0152) – (GU n. 192 del 18-8-2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 21 giugno 2010, n. 132 - Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarieta' per i mutui per l'acquisto della prima casa, ai sensi dell'articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (10G0152) - (GU n. 192 del 18-8-2010 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 02/09/2010

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 21 giugno 2010 , n. 132

Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarieta’ per
i mutui per l’acquisto della prima casa, ai sensi dell’articolo 2,
comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (10G0152)

IL MINISTRO
DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244 e, in particolare,
l’articolo 2, il quale prevede, al comma 475, l’istituzione presso il
Ministero dell’economia e delle finanze di un Fondo di solidarieta’
per i mutui per l’acquisto della prima casa (di seguito: «Fondo»),
con una dotazione, per ciascuno degli anni 2008 e 2009, di 10 milioni
di euro, per provvedere al pagamento dei costi delle procedure
bancarie e degli onorari notarili necessari per la sospensione del
pagamento delle rate dei mutui stessi;
Visto il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e, in particolare,
l’articolo 2, commi 5-quinquies e 5-sexies, il quale prevede che le
sanzioni pecuniarie irrogate per inosservanza delle disposizioni di
cui all’articolo 8 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 sono
destinate ad incrementare il Fondo di solidarieta’ per i mutui per
l’acquisto della prima casa e che il Ministro dell’economia e delle
finanze con proprio decreto, previo parere delle Commissioni
parlamentari competenti, emana il regolamento attuativo del Fondo
medesimo;
Visto il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla
legge 3 agosto 2009, n. 102, ed, in particolare, l’articolo 19, comma
5, il quale prevede che: «Le Amministrazioni dello Stato, cui sono
attribuiti per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne
direttamente la gestione, nel rispetto dei principi comunitari e
nazionali conferenti, a societa’ a capitale interamente pubblico, su
cui le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a
quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria
attivita’ quasi esclusivamente nei confronti dell’amministrazione
dello Stato. Gli oneri di gestione e le spese di funzionamento degli
interventi relativi ai fondi sono a carico delle risorse finanziarie
dei fondi stessi»;
Considerato che ai fini del conseguimento del beneficio di legge il
richiedente deve dimostrare di non essere in grado di provvedere al
pagamento delle rate del mutuo;
Ritenuta, pertanto, la necessita’ di definire i requisiti che deve
possedere il richiedente per accedere al beneficio avendo riguardo
alle crescenti difficolta’ che i nuclei familiari incontrano nel far
fronte agli obblighi derivanti da mutui contratti per l’acquisto
della prima casa, soprattutto nel caso di insorgenza di eventi e
circostanze eccezionali ed impreviste, destinate ad incidere
negativamente sul reddito complessivo del nucleo familiare;
Ritenuta, altresi’, la necessita’ che l’Amministrazione competente
ad attuare le misure di cui al sopracitato articolo 2, comma 475,
della legge n. 244/2007 – la quale non risulta dotata di una
struttura amministrativa in grado di assicurare un’efficiente
attuazione dell’intervento – si avvalga, ai sensi del citato articolo
19, comma 5, della legge n. 102 del 2009, di una societa’ a capitale
interamente pubblico, affidandole direttamente l’esecuzione di
attivita’ relative alla gestione del Fondo;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (deliberazione n.
245 del 18 dicembre 2008);
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nella seduta del 18 novembre 2009
(parere n. 6693/2009);
Visti i pareri espressi dalla VI commissione finanze della Camera
dei deputati nella seduta del 18 febbraio 2010 e dalla VI commissione
finanze e tesoro della Camera del Senato della Repubblica nella
seduta del 24 febbraio 2010;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del
1988;

Adotta

il seguente regolamento:

Art. 1

Soggetti beneficiari

1. Destinatari degli interventi di cui al presente regolamento (di
seguito: «beneficiari») sono i soggetti i quali alla data di
presentazione della domanda di cui all’articolo 4, sono titolari di
un mutuo contratto per l’acquisto di un’unita’ immobiliare da adibire
ad abitazione principale, sita nel territorio nazionale.

NOTE
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.

Art. 2

Requisiti e condizioni per l’accesso alle agevolazioni

1. Per accedere alle agevolazioni i beneficiari devono essere in
possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti
requisiti soggettivi:
a) titolo di proprieta’ sull’immobile oggetto del contratto di
mutuo;
b) titolarita’ di un mutuo di importo erogato non superiore a
250 mila euro, in ammortamento da almeno un anno;
c) indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non
superiore a 30 mila euro.
2. L’immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8
e A/9, non deve avere le caratteristiche di lusso indicate nel
decreto del Ministero dei lavori pubblici in data 2 agosto 1969 e
deve costituire l’abitazione principale del beneficiario alla data di
presentazione della domanda.
3. L’ammissione al beneficio e’ subordinata all’accadimento di
almeno uno dei seguenti eventi, successivi alla data di stipula del
contratto di mutuo e tali da determinare la temporanea impossibilita’
del beneficiario a provvedere al pagamento delle rate alla loro
scadenza naturale:
a) perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o
termine del contratto di lavoro parasubordinato o assimilato, con
assenza non inferiore a tre mesi di un nuovo rapporto di lavoro;
b) morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza di uno
dei componenti il nucleo familiare, nel caso in cui questi sia
percettore di reddito per almeno il 30 per cento del reddito
imponibile complessivo del nucleo familiare domiciliato
nell’abitazione del beneficiario,
c) pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare
documentate per un importo non inferiore a 5 mila euro annui;
d) spese di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione o di
adeguamento funzionale dell’immobile oggetto del mutuo, sostenute per
opere necessarie e indifferibili per un importo, direttamente
gravante sul nucleo familiare domiciliato nell’abitazione del
beneficiario, non inferiore a 5 mila euro;
e) aumento della rata del mutuo, regolato a tasso variabile,
rispetto alla scadenza immediatamente precedente, direttamente
derivante dalle fluttuazioni dei tassi di interesse, di almeno il 25
per cento in caso di rate semestrali e di almeno il 20 per cento in
caso di rate mensili.

Art. 3

Oggetto ed ammontare delle agevolazioni

1. A fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo
sono rimborsati dal Fondo alle banche:
a) i costi sostenuti dal beneficiario per eventuali onorari
notarili anticipati dalla banca;
b) gli oneri finanziari pari alla quota interessi delle rate per le
quali ha effetto la sospensione del pagamento da parte del
mutuatario, corrispondente esclusivamente al parametro di riferimento
del tasso di interesse applicato ai mutui e, pertanto, al netto della
componente di maggiorazione (spread) sommata a tale parametro.
2. Per parametro di riferimento si intende:
a) per i mutui regolati a tasso variabile, l’Euribor di durata pari
a quella usata nel contratto, ovvero in mancanza di parametrizzazione
dei tassi all’Euribor, l’Euribor di durata pari alla periodicita’ di
pagamento delle rate;
b) per i mutui regolati a tasso fisso, il tasso IRS in euro
riportato sulla pagina ISDAFIX 2 del circuito Reuters di durata pari
alla durata residua del contratto di mutuo vigente al momento della
sospensione dell’ammortamento.

Art. 4

Modalita’ di presentazione della domanda

1. Il beneficiario presenta domanda di sospensione alla banca
presso la quale e’ in corso di ammortamento il relativo mutuo,
secondo il modello disponibile sul sito internet di cui all’articolo
5. Nella domanda deve essere indicato il periodo di tempo per il
quale viene chiesta la sospensione del pagamento delle rate di mutuo.
2. Alla domanda deve essere allegata, oltre all’attestazione ISEE
rilasciata da un soggetto abilitato, la documentazione indicata nel
modello di domanda di cui al comma 1, idonea a dimostrare
l’accadimento dell’evento impeditivo del pagamento della rata di
mutuo, con riferimento a ciascuna delle tipologie di cui all’articolo
2, comma 3.

Art. 5

Attuazione dell’intervento pubblico

1. Amministrazione responsabile dell’intervento pubblico e’ il
Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento del tesoro (di
seguito: «Dipartimento»), presso il quale viene attivato l’apposito
sito internet denominato www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa,
deputato a fornire informazioni per l’accesso al beneficio e a
ricevere le comunicazioni delle banche circa le operazioni di
sospensione effettuate.
2. Il Fondo, dotato di personalita’ giuridica, e’ soggetto
patrimoniale autonomo e separato.
3. Il Dipartimento, per le operazioni relative alla gestione del
Fondo, si avvale, ai sensi dell’articolo 19, comma 5, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, della prestazione di una societa’
a capitale interamente pubblico (di seguito: «Gestore»), affidandole
direttamente l’esecuzione delle seguenti attivita’:
a) realizzazione e gestione del sito di cui al comma 1;
b) esame della documentazione trasmessa dalle banche;
c) rimborso alle banche dei costi e degli oneri finanziari di cui
all’articolo 3;
d) esercizio dell’azione di recupero ai sensi dell’articolo 7.
4. Per l’esecuzione delle attivita’ di cui al comma 3 il
Dipartimento emana un apposito disciplinare, da sottoscriversi per
accettazione da parte del Gestore, con il quale vengono stabilite le
modalita’ di svolgimento del servizio e i relativi rapporti
economici, nonche’ le forme di vigilanza sull’attivita’ del Gestore,
tali da configurare un controllo analogo a quello che il Dipartimento
esercita sui propri servizi. In particolare:
a) il Dipartimento esercita nei confronti del Gestore poteri di
indirizzo, impartendo direttive ed istruzioni anche di carattere
tecnico-operativo e puo’ disporre ispezioni, anche al fine di
verificare il corretto adempimento dei compiti demandati al Gestore
medesimo;
b) il Gestore e’ tenuto a fornire al Dipartimento tutti i dati e le
informazioni concernenti la regolarita’, la tempestivita’,
l’efficienza e l’efficacia del servizio, con la periodicita’
richiesta dal Dipartimento.
5. Alla copertura degli oneri finanziari derivanti
dall’applicazione del predetto disciplinare si provvede a valere
sulle risorse del Fondo, ai sensi dell’articolo 19, comma 5, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

Note all’art. 5:
– Il testo dell’art. 19, comma 5, del decreto-legge 1°
luglio 2009, n. 78, «metto, con modificazioni, dalla legge
3 agosto 2009, n. 102, e’ il seguente:
«5. Le Amministrazioni dello Stato, cui sono attribuiti
per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne
direttamente la gestione, nel rispetto dei principi
comunitari e nazionali conferenti, a societa’ a capitale
interamente pubblico, su cui le predette amministrazioni
esercitano un controllo analogo a quello esercitato su
propri servizi e che svolgono la propria attivita’ quasi
esclusivamente nei confronti dell’amministrazione dello
Stato. Gli oneri di gestione e le spese di funzionamento
degli interventi relativi ai fondi sono a carico delle
risorse finanziarie dei fondi stessi».

Art. 6

Adempimenti a carico della banca

1. La banca, acquisita la documentazione presentata dal
beneficiario e verificatane la completezza e la regolarita’ formale
ai sensi dell’articolo 4, accede al sito di cui all’articolo 5 e
chiede l’autorizzazione ad effettuare l’operazione, indicando, sulla
base della richiesta del beneficiario, l’ammontare dei costi e degli
oneri finanziari dell’operazione. Entro il termine di 10 giorni la
banca invia al Gestore la documentazione di cui al precedente
periodo.
2. Il Gestore, accertata la sussistenza dei presupposti stabiliti
dal presente regolamento, rilascia, entro quindici giorni dal
ricevimento della documentazione, il nullaosta alla sospensione del
pagamento delle rate di mutuo e imputa alle disponibilita’ del Fondo
l’importo dei costi e degli oneri finanziari indicato dalla banca.
3. Acquisito il nullaosta la banca, entro cinque giorni dal
ricevimento della risposta del Gestore, comunica al beneficiario la
sospensione dell’ammortamento del mutuo e ne da’ comunicazione alla
Banca d’Italia, ai fini dell’attivita’ di vigilanza.
4. La banca, una volta che il beneficiario, anche prima della
scadenza del periodo indicato nella domanda, abbia ripreso il
pagamento delle rate, comunica al Gestore, entro cinque giorni,
l’ammontare dei costi e degli oneri finanziari sostenuti per la
sospensione dell’ammortamento del mutuo, chiedendone il rimborso.
5. Entro quindici giorni dalla richiesta il Gestore provvede al
pagamento della somma dovuta alla banca.

Art. 7

Revoca delle agevolazioni

1. Nel caso in cui risulti che la concessione delle agevolazioni e’
stata determinata da dichiarazioni mendaci o false attestazioni anche
documentali effettuate dal beneficiario o da altro soggetto
competente a rilasciare la documentazione di cui all’articolo 4,
comma 2, il Gestore, previa contestazione dell’addebito nelle forme
di legge, provvede alla revoca delle agevolazioni medesime e
trasmette i relativi atti all’Autorita’ giudiziaria.
2. La revoca dell’agevolazione comporta per il beneficiario
l’obbligo di rimborsare al Fondo, entro i termini fissati dal
provvedimento di revoca, la somma corrisposta alla banca, rivalutata
secondo gli indici ufficiali ISTAT di inflazione in rapporto ai
«prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati», oltre
agli interessi corrispettivi al tasso legale.
3. Nel caso in cui il beneficiario non ottemperi al versamento, il
Gestore procede al recupero coattivo della somma da esso dovuta,
avvalendosi anche della procedura di iscrizione a ruolo, ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e
del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

Art. 8

Risorse finanziarie del Fondo

1. Le risorse del Fondo, ivi comprese le eventuali disponibilita’
rivenienti per effetto della disposizione di cui all’articolo 2,
comma 5-quinquies, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
affluiscono in un apposito conto corrente infruttifero presso la
Tesoreria centrale dello Stato, intestato al Gestore e da questi
utilizzato per le finalita’ di cui al presente regolamento, secondo
le modalita’ indicate nel disciplinare di cui all’articolo 5, comma
4.
2. Il titolare del conto corrente infruttifero di cui al comma 1 e’
tenuto alla resa del conto ai sensi degli articoli 333 e seguenti del
regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, recante Regolamento per
l’amministrazione del patrimonio e per la contabilita’ generale dello
Stato.
Il presente regolamento sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.

Roma, 21 giugno 2010

Il Ministro: Tremonti

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 30 luglio 2010
Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 4
Economia e finanze, foglio n. 142

Note all’art. 8:
– Il testo dell’art. 2, comma 5-quinquies del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ il
seguente:
«5-quinquies. Le sanzioni irrogate ai sensi del comma
5-quater sono destinate ad incrementare il Fondo di
solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa,
di cui all’art. 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244».

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 21 giugno 2010, n. 132 – Regolamento recante norme di attuazione del Fondo di solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa, ai sensi dell’articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (10G0152) – (GU n. 192 del 18-8-2010

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